il tavolo di ROTTA

GLOCS: UN APPROCCIO SPERIMENTALE ALLA DIDATTICA SITUATA E AL PENSIERO CRITICO
I GLOCs [Geo Localized Online Courses] sono ambienti di apprendimento aperti basati sul posizionamento geografico dei partecipanti e sul concetto di “glocalizzazione”. In sintesi, si tratta di forme di didattica outdoor e allo stesso tempo situata, simili ai webquest, ma in cui, al contrario di quanto accade in certe applicazioni di realtà aumentata, non è la tecnologia che filtra la percezione del mondo, ma la realtà in quanto tale che rivela a chi sa osservare i percorsi che si possono sviluppare a partire da quella specifica angolazione o da quel particolare punto di vista. Tipicamente, i GLOCs si basano sulla mappatura di un’area territoriale (ad esempio una città d’arte o un’area di interesse storico) e sull’identificazione di oggetti georeferenziati, in prossimità dei quali ciascun partecipante avrà accesso a dei contenuti rappresentati in prima istanza da una narrazione, in seconda istanza da una serie di domande e in terza da specifiche attività didattiche o di approfondimento.

TAVOLO.JPG (95×74) GLI ISCRITTI AL TAVOLO:

BENEVENTI PAOLO
BROGLIA SILVIO
COSTA MICHELA
FERRARI FEDERICA
GARCIA CLAUDIA
GUERRA ELENA
LUPI VALENTINA
MICHIELI ROSSANNA

PERONI RAFFAELLA

Un commento

  • Quanto è emerso a Genova attorno al mio “tavolo” è stato molto utile. Chi ha partecipato ha osservato il prototipo su cui ho basato la discussione e il confronto con occhio coerentemente critico, cercando di coglierne le possibili applicazioni e le varianti del caso. Quello che si è cercato di chiarire è che un GLOC non è un webquest, ovvero non è il risultato di un’esperienza di ricerca che ha un significato particolare solo per chi vi ha partecipato ma non è quasi mai riproducibile. No, un GLOC è una traccia metodologica, un modello didattico (e anche organizzativo) che si traduce in percorsi specifici a condizione che si possa distinguere una “voce narrante” rispetto a quelle di chi, attraverso il GLOC, scopre le emergenze inserite nel percorso. Chiarito questo aspetto, gli insegnanti presenti (e in particolare quelli di Genova) hanno espresso la volontà di approfondire il problema della “modellazione” di un GLOC, anche per capire se e in che modo avrebbero potuto quanto meno provare a realizzarne uno dedicato proprio alla loro città. Ho quindi promesso che avrei condiviso in questa sede un documento che possa mostrare quali sono le linee guida di un GLOC nell’ambito del progetto eKnow (all’interno del quale è previsto un sostegno allo sviluppo di questo approccio), partendo dal prototipo realizzato sperimentalmente su Arezzo e ricavandone una modellazione tale da renderlo non solo riproducibile ma anche coerente (e si spera efficace) sul piano didattico. Ecco quindi un link per scaricare le prime linee guida “ufficiali” sui GLOCs: http://www.ibismultimedia.net/repository/guidelines/LineeGuida_GLOCsWebX.pdf
    Spero che siano utili agli insegnanti di Genova e anche ad altri, e che possano innescare una spirale virtuosa di collaborazione su progetti di questo tipo…
    Mario Rotta

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