G! COME GIOCARE

Posted on dicembre 19th, 2015 by cadoschool.
Categories: dal mondo, dalla scuola.

Il giorno 20 novembre 2015  noi alunni della classe 2 A  siamo andati a Milano  per visitare la Fiera  “G! come Giocare” organizzata dal Salone Internazionale del Giocattolo.

Per tre giorni, dal 20 al 22 novembre 2015, presso FieraMilanoCity  oltre 100 importanti aziende ( tra cui LEGO, Giochi Preziosi, Mitama) hanno presentato molti giochi, sia conosciuti sia nuovi.

I giochi erano adatti a tutte le fasce di età: costruzioni, trenini, bambole, peluches, robot, giochi da tavolo e videogames, da Star Wars agli scacchi, dal calciobalilla a Peppa Pig.

Il padiglione era organizzato in stand, dove si potevano sia provare sia acquistare i giochi.

Noi abbiamo visitato vari stand tra cui PlayDoh, Nerf, Tiger, Crayola, Asus, l’arena di Star Wars. E’ stato bellissimo, ci è piaciuto molto girare da soli tra gli stand e scoprire un sacco di giochi nuovi. C’erano anche negozi dove si potevano acquistare degli articoli, e bar dove c’erano delle fontane di cioccolato!

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Nell’ area dedicata ai giochi in scatola si poteva provare sui tavoli da gioco messi a disposizione gratuitamente dalle aziende, guidati dalle spiegazioni di simpatici conduttori.

Noi abbiamo provato Sushi Dice, Dama con i fantasmi, Taboo, Carcassonne, Bellz, Ticket to ride, Vudù, Dobble, Rush and bash, Cranio- la torre dei mostri, Caccia ai mostri, Skylanders, macchinine.

Alcuni di noi hanno anche organizzato un  torneo di calcetto con  tavoli offerti dalla “Gazzetta dello Sport”.

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Alla fine abbiamo votato per il Toy Award, il premio che incorona i giocattoli più belli dell’anno.  Poi il prof. Cairoli ha acquistato il gioco che ci era piaciuto di più: Sushi Dice.

Abbiamo anche qualche suggerimento da dare agli organizzatori: secondo noi si potrebbero pensare degli spazi per permettere ai ragazzi di fare una sosta per la merenda  portata da casa; si potrebbero organizzare spazi per giochi all’esterno; gli stand potrebbero essere più spaziosi, specialmente dove si gioca; e non sarebbe male anche scrivere ben in chiaro su ogni stand la fascia di età di cui si occupano.

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Ci siamo divertiti moltissimo, e consigliamo questa uscita a tutte le classi, visto che la Fiera si tiene tutti gli anni e questa era l’ottava edizione.

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13 novembre 2015: Parigi

Posted on dicembre 13th, 2015 by cadoschool.
Categories: dal mondo, dalla scuola.

Questa data è ormai tristemente famosa per tutti. A Parigi ci sono stati diversi attentati terroristici che hanno causato molti morti e feriti tra le persone innocenti che vivevano tranquillamente la loro giornata. Gli attentati sono stati rivendicati dall’ ISIS ( Stato islamico estremista).

In classe abbiamo riflettuto sull’accaduto e ognuno ha espresso la sua opinione. Nonostante le idee diverse, siamo stati tutti d’accordo su una cosa: questi fatti non devono portarci a discriminare le persone di religione musulmana, perché essere musulmano non vuol dire per forza essere dell’ISIS.

Noi ragazzi delle classi 3 A e 2 A abbiamo deciso di lavorare insieme per realizzare qualcosa che ricordasse i fatti di Parigi e fosse anche  una specie di ricordo in onore delle vittime.

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Ciascuno di noi ha scelto una parola che poteva riferirsi a ciò che è accaduto, ai sentimenti che abbiamo provato, ma anche ai diritti degli esseri umani che dobbiamo difendere.

Le parole sono state scritte su cartoncini, utilizzando soprattutto i colori della bandiera francese (blu, bianco, rosso), ma anche colori più accesi che facessero pensare alla speranza.

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In seguito abbiamo disegnato una grande sagoma della Tour Eiffel (simbolo di Parigi), sulla quale poi abbiamo incollato le scritte.

Siamo dispiaciuti per le vittime della strage di Parigi, però pensiamo che bisogna guardare avanti, pensare al futuro e non lasciarci vincere dalla paura e dalla violenza.

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Il nostro cartellone colorato appeso nell’atrio significa anche questo.

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I ragazzi della 3 A e della 2 A

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Wonder

Posted on novembre 25th, 2015 by cadoschool.
Categories: dalla scuola.

Il 31 ottobre 2015, in occasione di “Libriamoci” Giornata della lettura, noi ragazzi della classe 2 A (con il contributo di alcuni alunni della 3 A)  abbiamo presentato ai nostri compagni delle classi prime e seconde il libro “Wonder” scritto da R. J. Palacio.

In classe abbiamo scelto alcune parti importanti e significative del libro.  Poi individualmente o in piccoli gruppi ci siamo allenati nella lettura, cercando di essere corretti, ma soprattutto espressivi. Lavoro che ha richiesto molte ore di impegno, a scuola ma anche a casa.

I testi sono stati anche proiettati sullo schermo durante lo spettacolo in auditorium, accompagnati da canzoni  di sottofondo e immagini.

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La storia parla di un ragazzino, August, nato con una grave deformità al viso. Avendo subito una gran quantità di  grandi e piccole operazioni, non è mai andato a scuola. Il libro racconta di come affronta la prima media e come viene accolto (o escluso) dai suoi compagni. Conosce persone in gamba come Summer e Jack Will, ma anche tipi davvero antipatici come Julian. Per sua fortuna ha accanto una famiglia che gli vuole molto bene e lo sostiene e lo incoraggia sempre, facendolo sentire un vero “prodigio” ( wonder).

Questo libro ci ha fatto riflettere su quante difficoltà ci siano quando bisogna entrare in un nuovo ambiente e su quanto possano essere crudeli le persone, soprattutto nei confronti di qualcuno che appare “diverso” da ciò che ci si aspetta.

Abbiamo imparato che “non si giudica una persona dalla faccia”, cioè non ci si deve fermare all’aspetto fisico, ma prima di giudicare bisogna conoscere a fondo le persone.

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Abbiamo anche capito che le situazioni possono essere interpretate in modi diversi a seconda del punto di vista delle persone che le vivono. E quindi bisogna imparare ad ascoltare.

Durante lo spettacolo eravamo emozionati. Parlare col microfono ci è sembrato strano, anche perché non avevamo avuto la possibilità di provare prima. Qualcuno si è ritrovato a leggere a prima vista il testo di una compagna assente e per l’agitazione il foglio tremava nelle sue mani. La nostra preoccupazione più grande è stata quella di riuscire a trasmettere le giuste sensazioni al pubblico. E pensiamo di esserci riusciti.

Alla fine dello spettacolo ci siamo divertiti tantissimo, abbiamo ballato sulle note delle canzoni proposte (in particolare “Wake me up when september ends”), abbiamo riso e scherzato, abbiamo gridato “Viva 2 A!”. Siamo stati davvero contenti del lavoro che abbiamo realizzato.

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I ragazzi di 2^A

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Lettura collettiva a scuola

Posted on aprile 28th, 2015 by cadoschool.
Categories: dalla scuola.

Il giorno 23 aprile 2015, in occasione della Giornata del libro, aderendo alle proposte di #Io leggo perchè,  nella biblioteca della scuola, si è tenuta la lettura di due libri uno dal titolo Pupa di Loredana Lipparini e l’ altro Prendere una lepre di Biagio Bagini.

I lettori erano Clara Curia,Chiara Di Blasio,Ulisse Viapiana,Federico Borghi e Massimo Mancuso .

Le prove, avvenute prima della lettura,  mi hanno stupito perché i protagonisti  hanno messo un’attenzione particolare in tutto ciò che provavano e facevano.

Purtroppo i ragazzi che hanno  seguito  la lettura sono stati pochi  e ad alcuni di essi  non interessava molto  ascoltare ciò che i miei compagni leggevano.

Mentre scattavo foto mi rendevo conto che noi ragazzi ci stiamo allontanando dalla lettura anche perchè le apparecchiature elettroniche ci stanno coinvolgendo in modo eccessivo. Questo spiega perché il nostro linguaggio è  senza sfumature insomma un linguaggio impoverito e non solo. Se è vero che la lettura sviluppa il pensiero noi siamo poco capaci di riflettere e spesso agiamo più per istinto che per riflessione.

I libri dovrebbero aprire la mente e il giorno 23 era un momento molto importante per far capire questo perchè erano dei ragazzi che leggevano ai  compagni .

La cosa di cui non  mi capacito ancora è il fatto che molti  leggono un libro  perché obbligati e questo  porta i ragazzi  a disprezzare i libri e il loro contenuto.

I  lettori hanno provato ad abbattere il ”muro”che separa i ragazzi dal libro e dalla lettura. Speriamo che per qualcuno abbia funzionato, così come in questi hanno hanno funzionato le letture che la nostra prof. ogni giorno ci faceva.

 

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23 aprile Giornata del libro

Posted on aprile 28th, 2015 by cadoschool.
Categories: dalla scuola.

Giovedì 23 aprile nell’atrio della scuola media di Cadorago  la classe 3D ha organizzato, in occasione della giornata mondiale del libro, una manifestazione legata a “Io leggo perché”: un’iniziativa nazionale per la promozione del libro e della lettura.

Aderendo alle iniziative proposte da Io leggo perché hanno dato inizio nella nostra scuola al bookcrossing invitando tutti gli alunni a crossare un libro.

Hanno preparato due tavoli nell’ingresso, e messo a disposizione i libri che hanno recuperato per il bookcrossing.

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Il bookcrossing è uno scambio di libri: chiunque può portare un libro che ha già letto e non gli interessa più, o che ha doppio, e prendere un libro gratuitamente.  Il libro può anche non essere riconsegnato, ma tenuto perché è stato coinvolgente oppure può essere riconsegnato per essere di nuovo crossato.

La  scuola avrà  un angolo di bookcrossing così come è presente in molte città e luoghi.

Tutti i mem20150423_122516bri della 3D hanno portato almeno un libro, arrivando ad un totale di più di 90 libri. Ad ogni ragazzo che ha crossato  o preso un libro  è stato  regalato un segnalibro, realizzato dai ragazzi stessi, con scritta una frase tratta dai libri che hanno letto e che  è piaciuta.

In un altro angolo dell’atrio c’era il tavolo dei i post-it, anche questi  realizzati dai ragazzi al computer. I post-it colorati sono stati completati dai ragazzi che si sono recati alla manifestazione e appesi nell’apposito spazio riservato a questo in bacheca. Sui post-it ciascuno ha scritto una frase o il motivo per cui ama leggere.

 

Per  annunciare questa iniziativa i ragazzi hanno realizzato un grande cartellone che hanno appeso in bacheca, inoltre hanno avvisato le singole classi della manifestazione e delle attività proposte.

Purtroppo sono state poche le classi che hanno aderito  alla iniziativa e molti ragazzi non sono stati interessati. Questo fa capire che ai ragazzi non piace leggere perché è noioso o per altri motivi di pigrizia. Invece altri ragazzi sono stati molto interessati insieme ad alcuni professori: hanno preso dei libri e hanno scritto sui post-it.

Gli organizzatori però sanno che questa è una battaglia difficile, soprattutto per i ragazzi, attratti da altri strumenti, ma come era affermato sullo slogan i ragazzi si sono detti  “Pronti a tutto per conquistarvi” e a questa seguiranno altre iniziative.

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Le migrazioni in classe

Posted on aprile 15th, 2015 by cadoschool.
Categories: dalla scuola.

Quest’anno noi alunni della classe 3D abbiamo affrontato un argomento di attualità di cui sentiamo parlare anche alla tv, soprattutto in questi giorni: l’immigrazione.
Con la prof. Bernasconi ci siamo soffermati su questo argomento per parecchio tempo, tutto questo tempo ci è servito per capire il problema dal punto di vista geografico: dove principalmente le persone emigrano, da quali zone del mondo emigrano per dirigersi verso quali altre zone. Abbiamo cercato di capire il perché di questo fenomeno, cosa spinge così tante persone a lasciare tutto. Siamo entrati poi nelle storie dei migranti cercando di capire il loro stato d’animo nel ripartire da zero in un paese non loro. Abbiamo pure avuto la possibilità di creare dei gruppi, in cui dovevamo immedesimarci in un migrante  e sono nate così diverse narrazioni. Ogni gruppo ha scelto la modalità che più gli era congeniale: chi ha voluto interpretare personalmente la parte dell’immigrato creando un piccolo video dove gli alunni stessi erano gli attori; chi ha voluto  creare un testo narrativo (la storia di Kuzmanovic); chi ha creato un video a partire da immagini della cronaca e molto altro ancora. Andando nell’aula di informatica la prof. ci ha dato l’opportunità di metterci davvero nei panni di una persona appena immigrata, attraverso un gioco on-line: Mettiti nei miei panni,  per farci capire sulla nostra pelle le problematiche che una persona deve superare, il lavoro, la poca accoglienza e un alloggio in cui risiedere. Abbiamo anche avuto la possibilità di ascoltare testimonianze di persone che dalla loro patria sono venuti qui in Italia, sperando in una vita migliore. Questo argomento è stato il più interessante in geografia perché al posto delle solite cartine geografiche abbiamo affrontato un argomento di attualità e ci ha fatto capire anche i rischi che queste persone corrono mettendo in gioco la loro vita in mare con gommoni mal funzionanti solo per vivere una vita migliore rispetto a quella che facevano in precedenza. Ma non solo! Nella nostra classe abbiamo la fortuna di provenire da paesi diversi, dal Senegal al Marocco, dal Marocco alla Jamaica, dalla Jamaica al Benin, dal Benin al Perù e dal Perù al Pakistan, siamo un classe  multietnica e in classe abbiamo avuto la possibilità di raccontare ed ascoltare le nostre storie.

A questo link potrete vedere le narrazioni che abbiamo creato con i nostri lavori di gruppo

http://www.ic-cadorago.gov.it/secondaria-cadorago/159-lavori-della-classe-3d.html

Fatima Seydi, Viviana  & Riccardo Galeffi

IMMIGRANTS: PROCESSION IN NAPLES FOR CITIZEN'S INCOME

 

 

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Sport

Posted on marzo 28th, 2015 by cadoschool.
Categories: dalla scuola, sport a scuola...

Come tutti gli anni le classi terze dell’istituto, durante le ore di educazione motoria svolgono un torneo interno alla classe. Oggi vogliamo proprio parlarvi di questo torneo che si sta svolgendo in questi  giorni.
Il torneo consiste in tante sfide che coinvolgono diversi sport. Per ogni partita vinta si assegneranno
3 punti alla squadra vincente, ogni componente della squadra che sarà senza tuta o senza scarpe darà un punto di vantaggio alla squadra avversaria.
Il pareggio vale 1 punto per entrambe le squadre.

Per iniziare a giocare però bisogna prima costruire i  3 campi, la nostra classe  in questo periodo sta giocando a

Volano Basket e Palla tennis, le squadre sono 6: A B C D E F. Il numero di persone in ogni squadra  varia a seconda delle persone nella classe…

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Gli sport che sono in gara sono:

– Pallavolo
– Calcio tennis
– Basket
– Pallamano
– Hockey
– Palla tennis
– Volano
– Tennis dolce.
–  Disco tennis
Ora li spiegheremo meglio uno a uno..

Basket: consiste nel palleggiare con la palla fino alla zona di tiro da cui si vuole tirare per fare canestro
Pallavolo: all’inizio si batte la palla per poi continuare a passarsela oltre la rete fino a quando l’avversario la fa cadere o la tira fuori dal campo
Pallamano: partendo dalla porta bisogna passarsi la palla ma se si ha la palla si deve restare fermi quindi cercare di passarla agli altri membri della squadra e poi tirare nella porta avversaria
Palla tennis: è uno sport simile al tennis solo che si usano le mani
Calcio tennis: molto simile al tennis ma al posto della racchetta si usano i piedi e non si usa una pallina ma un pallone
Tennis dolce: consiste nel far rimbalzare una pallina oltre la rete
Volano: con due racchette bisogna cercare di tenere in volo il volano, se l’avversario fa cadere il volano si totalizza un punto
Hockey: con delle mazze da hockey bisogna passarsi un dischetto per poi tirarlo nella porta avversaria

Disco tennis:

Per arrivare primi nel torneo, bisogna raggiungere i 35 punti  prima degli altri,comunque che si vinca o che si perda resterà una sfida avvincente.

 

 

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Immagina se…..

Posted on marzo 24th, 2015 by cadoschool.
Categories: dalla scuola.

Le classi 2^A e 3^D hanno aderito alle iniziative per le scuole organizzate dalla manifestazione Bookcity. Per tale occasione hanno letto il libro “Immagina di essere in guerra” di Janne Teller. Il libro chiede appunto di immaginare che l’Italia sia interessata da una guerra con gli altri paesi europei in quanto vi è un regime dittatoriale. Il protagonista del libro, un ragazzo, è costretto con la sua famiglia a fuggire dall’Italia e a chiedere asilo politico in uno stato arabo e lì, rifarsi una vita. Durante la lettura del libro e in conclusione, molte sono state le riflessioni fatte pensando di essere noi a vivere le situazioni che via via erano presentate. Insomma, abbiamo provato a scrivere come ci sentiremmo se….. fossimo noi in quelle condizioni.

Il primo episodio del libro descriveva la situazione della famiglia del protagonista durante la guerra: la casa distrutta, la mamma ammalata, la sorella ferita, il freddo, la fame. Cristina dice “Se la mia casa avesse buchi alle pareti, il tetto rotto, niente riscaldamento… Se mi ammalo e nessuno mi può guarire perché bombardano gli ospedali, se non c’è acqua…. MA CHE VITA E’? perché devo subire tutto questo? Vorrei piangere e urlare, ma chi ascolta una ragazzina? Non si può andare in giro perché ci sono nemici dappertutto. Non voglio neppure immaginare che la mia migliore amica possa scomparire, che la mia famiglia sia ridotta malissimo. Non si può fare niente, si deve solo stare lì a SUBIRE”.

Sara aggiunge”Ho sempre paura, continuo a piangere. Se la mamma muore per la polmonite, cosa farò? Chi mi proteggerà dal freddo? A chi potrò rivolgermi per parlare della mia situazione? “

Michela  è presa da un dubbio: “Forse penserei: “Se sparisce la mia migliore amica devo sparire anch’io”, perché non posso esistere senza amici e senza famiglia”.

Mentre Cristian, immaginando questa situazione dice  “Sono molto dispiaciuto, piango, ho freddo e fame. Cerco di sopravvivere malgrado i bombardamenti. Ho paura che muoiano le persone più care. Sono stanco, non vedo l’ora che tutto finisca. Ho voglia di uccidere tutte le persone che vogliono far male al mio paese, poi penso che se tutti morissero resterei solo e non saprei cosa fare”.

Ivan si sente senza via di uscita Mi chiedo perché, e poi mi arrabbio. Ho voglia di scappare, ma sono costretto a stare attento ad ogni più piccola cosa. Forse se dovessi rinunciare a tutto, penserei anche al suicidio

Quando il protagonista è costretto a partire perché il padre ritiene che questa sia l’unica condizione per poter sopravvivere e quindi vende tutto per racimolare i soldi per pagare i trafficanti per i documenti falsi e il viaggio, a noi questa situazione ha fatto provare una profonda tristezza. Andrea dice “Non riuscirei a lasciare tutto a casa e portare via solo pochi vestiti”. Kan Nafa  pensando di viere  una situazione simile afferma “ Mi sentirei morire, sarei tristissima senza i miei amici. Vendere le cose a cui tengo? Non lo farei mai, preferirei morire. Ma so che devo farlo, se voglio sopravvivere. Documenti falsi… e se ci scoprono?”.

Nur riferendosi alla guerra e alla partenza pensa: Non riuscirei a vivere con tutte quelle difficoltà, avrei sempre paura di morire. Non andrei però via dall’Italia, perché non conosco nessuno. Se fossi costretto a partire, vorrei tornare ma non avrei più una casa perché la guerra l’avrebbe distrutta.

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La vita nel campo profughi in attesa dell’accertamento e dei documenti per il diritto d’asilo è difficile per il protagonista del libro perché non può fare nulla, solo attendere ed inoltre, spesso, è vittima delle ingiurie dei profughi degli altri paesi obbligati anche loro a lasciare la loro terra a causa della guerra non voluta da loro. Per noi vivere questa situazione è fonte di rabbia,  infatti, Marco dice “ Di fronte alle ingiurie dei francesi potrei diventare violento e usare il coltello e far loro del male”. Matteo aggiunge “Sono arrabbiato quando i Francesi tirano i sassi e sputano per terra, mi viene voglia di ammazzarli. In Gaia  si alternano sentimenti contrastanti “Speranza e rabbia si alternano in me, gli insulti mi feriscono, mi sento tradita da quello che accade”.

Quando arriva il riconoscimento del diritto d’asilo, il protagonista può cominciare a vivere una vita “normale”, ma  Cristina, come il protagonista, non ha motivi per gioire: “Quando ottengo il diritto d’asilo dovrei essere felice, invece la rabbia è in me, perché mi tolgono la scuola e conosco l’arabo solo per fare la spesa”. Ivan,  immaginando questa situazione, dice “mi sento meglio, ma i problemi non sono finiti, nessuno davvero capisce quante situazioni difficili devo affrontare. Io continuo a desiderare di tornare a casa, nel mio paese”. Anche Angelica esprime il senso di precarietà della nuova vita  “Quando arriva il permesso temporaneo sono felice, ma resto dell’idea che mi abbiano rubato degli anni di vita. Quando la guerra finisce, non posso tornare indietro e non sono felice. Non ho ricevuto un’istruzione adeguata, un mio familiare si è convertito all’islam, non è la stessa vita”. E Marco aggiunge “In me ci sarebbe sempre il desiderio di tornare in Italia”.

Francesca invece pensa Quando sono in Egitto sono felice, ma anche strana perché tante cose sono cambiate e ho la sensazione che mi abbiano rubato la vita, che la mia vita non esista più. La mia casa mi manca. Voglio tornare in Italia.

La vita in Egitto, malgrado una sistemazione e un lavoro abbastanza dignitosi è pur sempre difficile. L’Egitto non è il proprio paese e c’è sempre il desiderio di tornare in Italia. La situazione è migliorata, ma come tornare ormai non ci sono più legami. Perciò il protagonista decide di rimaner in Egitto, ma dentro il suo cuore sa che né in Italia né in Egitto sarà mai davvero a casa.

la casa per me è il luogo dove sei cresciuto e non quello dove abiti, quindi la “casa” è l’Italia, però metterei il cuore in pace e starei in Egitto.  (Marco). Non resta, come dice Angelica, che “ Rimanere speranzosa e cercare di essere felice per riuscire a vivere.    Certo per Sara Sarebbe bello tornare a casa, ma non si sa dove e questo mi rattrista molto.

Cristina si sente come il protagonista Ma non sono mai a casa davvero, sono solo lì, la guerra non c’è più. QUAL E’ LA MIA CASA?

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La lettura del libro ha suscitato stati d’animo, emozioni e pensieri diversi nei ragazzi e a conclusione qualcuno ha detto “Queste cose accadono veramente attorno a noi, sentiamo parlare tutti i giorni di immigrati che arrivano in Italia, ma c’è il menefreghismo più totale perché l’uomo pensa sempre a sé e mai agli altri e non si preoccupa che un giorno tutto questo potrebbe succedere anche a noi.”

Per altri il libro “ha condizionato il nostro modo di pensare e guardare alla realtà di ogni giorno, soprattutto ha modificato il nostro modo di vedere gli immigrati. Sono persone che fuggono da situazioni drammatiche e che cercano un po’ di speranza e possiamo essere noi a contribuire a un po’ di serenità anche se dentro di loro rimarrà per sempre il pensiero della loro terra, della loro casa”.

Con la lettura del libro qualcuno ha detto “ho avuto la fortuna di capire che la diversità va accettata e non si devono discriminare le persone e chi è diverso da noi perché ognuno ha un bagaglio di vita e di dolore per la separazione dalla propria terra e dalla propria casa”.

Con la collaborazione dei ragazzi di 3^D, è stato realizzato un documentario video che vi invitiamo a vedere  a questo indirizzo:

http://goo.gl/H6wuCs

I ragazzi della 2^A

 

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Settimana contro il razzismo

Posted on marzo 17th, 2015 by cadoschool.
Categories: Senza categoria.

Dal 16/03 al 22/03 c’è stata l’XI  settimana di azione contro il razzismo indetta dall’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni razziali)

Noi, della 3° D, in classe, in occasione di questo avvenimento,  abbiamo fatto dei lavori e dei giochi. Innanzitutto abbiamo fatto un gioco dell’UNAR, che si chiama “Gioca nei miei panni”. Il gioco, da svolgersi on-line sul sito dell’UNAR, consisteva nello scegliere un personaggio, tra quattro di nazionalità diverse, e nei suoi panni,  fare le scelte più opportune per un immigrato nelle diverse situazioni proposte dal gioco. Alcune scelte sono a rischio, cioè possono essere giuste o sbagliate e comportano il non riuscire a raggiungere l’obiettivo della sopravvivenza. Lo scopo di questo gioco era insegnare quanto sia difficile  la vita di una persona immigrata in un nuovo Paese.

potrete anche voi provare a giocare collegandovi a questo link:

http://www.giocaneimieipanni.it/

Inoltre abbiamo svolto un lavoro di gruppo in cui  potevamo scegliere una tra le seguenti modalità di presentazione: Power Point, un racconto o un video per raccontare la storia di una persona immigrata  e mettere in evidenza le difficoltà che hanno affrontato durante il viaggio, nel loro Paese d’origine e nel nuovo Paese.

Abbiamo letto dei racconti su questo fenomeno e ne abbiamo parlato con la professoressa e sentito le esperienze dei nostri compagni che hanno genitori immigrati. Abbiamo riflettuto e detto che le persone “diverse” vengono discriminate anche se vivono o sono nate in quel Paese, e che quando avviene un furto o un incidente la prima ipotesi del colpevole è un extracomunitario. Secondo noi questa  settimana è stata molto utile per far capire alle persone che, a prescindere dalle differenze fisiche, siamo tutti uguali e quindi eliminare una parte delle ideologie razziste.

Per questo abbiamo predisposto in bacheca un grande cartellone in cui abbiamo ricordato ai compagni della scuola questo evento, perché tutti possano soffermarsi a riflettere sulla vita di queste persone, sulle difficoltà che incontrano e che tutti potremmo trovarci nella loro situazione così come è già successo in passato per molti italiani.

 

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Riccardo & Federico

 

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Generazioni connesse

Posted on marzo 2nd, 2015 by cadoschool.
Categories: dal mondo, dalla scuola.

L’ extratempo , Associazione Genitori di Cadorago,  ha predisposto  un questionario, “Generazione connessa”, che è stato compilato dai ragazzi di tutte le classi della scuola secondaria di primo grado di Cadorago. Il tema principale dell’indagine era quello legato all’utilizzo delle tecnologie all’interno delle relazioni interpersonali. In particolare, l’interesse si è indirizzato soprattutto su quattro temi:

  • “Parliamo di noi”, cioè il rapporto dei ragazzi con la tecnologia
  • “Genitori e regole” che si riferisce alle regole date dai genitori per un corretto utilizzo dei mezzi tecnologici
  • “In-contatto” dove viene chiesto quali social usano i ragazzi e perché e le responsabilità nell’uso rispetto a contatti sconosciuti
  • “Bulli e co” che parla di cyberbullismo e privacy

 

Dai dati raccolti si è concluso che 158 studenti possiedono un mezzo tecnologico attraverso cui connettersi ad internet e solo 4 non lo hanno. La maggior parte di loro è connesso a internet per più di tre ore al giorno e principalmente per chattare con qualsiasi mezzo tecnologico (tablet, smartphone, pc…). Molti studenti hanno avuto il loro primo telefono tra i 10 e i 13 anni e lo usano quasi sempre per le chat (Whatsapp).

Alcuni di loro hanno anche un Mp3 e molti una console o un tablet.

I Social Network più utilizzati dagli studenti per socializzare sul web sono Facebook e Whatsapp mentre altri che vengono usati un po’ meno sono per esempio Skype, Tumblr, Istagram…

Alla maggior parte di loro i Social servono per comunicare con le persone che conoscono, infatti molti affermano di conoscere quasi tutti i loro amici virtuali.

A circa la metà dei ragazzi capita di relazionarsi con la propria famiglia attraverso i social network. 81 di loro dicono di non aver mai conosciuto qualcuno su Internet per poi incontrarlo invece 51 ragazzi sì (quasi il 40%).

L’ 83% degli studenti sostiene di non aver mai preso in giro nessuno postando contenuti imbarazzanti su di lui, mentre a qualcuno invece è successo. Molti di loro preferiscono non mettere su internet informazioni sulla loro vita privata ed è anche una delle regole principali dette dai genitori insieme a quella di  evitare di parlare con gli sconosciuti; solo una parte dei genitori ha fissato un tempo massimo per l’utilizzo di Internet. Tanti hanno imparato da soli a navigare su internet, la maggior parte ritengono che il loro comportamento sia giusto e non hanno adulti che stanno vicino a loro durante la navigazione. La metà dei ragazzi ritiene che i genitori mostrino preoccupazione per il fatto che i figli navighino in Internet.

Secondo loro l’utilizzo dei media permette di passare il tempo senza annoiarsi e permette alle persone di far conoscere ciò che si fa, ma sottrae tempo alle relazioni umane.

Infine quasi tutti, se fossero costretti a scegliere una sola cosa da tenere tra i tanti mezzi tecnologici, terrebbero il cellulare.

M. Grazia

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