attività


Era il 27 gennaio e come tutti i giorni ci siamo alzati dal letto per andare a scuola.

Quel giorno c’erano le nuvole, il sole era oscurato.

Risultati immagini per Liliana segreAl telegiornale si ricordava un fatto che riguardava la seconda guerra mondiale, un omaggio a tutti gli ebrei sterminati in quella guerra di carneficina e odio.

Suona la campanella tutti gli studenti sorpassano la porta trasparente della scuola, si puliscono i  piedi pieni di terra nel tappetino scuro e all’impressione ruvido, ripongono i cellulari nella tasca del giubbotto ed entrano.

Entrati a scuola ci sistemiamo nei punti di incontro della classe (2D), i ragazzi parlano fra loro, ridono o salgono le scale accompagnati dai professori. Quel giorno vediamo la prof. Bernasconi in lontananza, aveva i soliti  occhiali rossi al collo e tante borse piene di idee. Ci accompagna in classe; saliamo le scale azzurrine, uno dietro l’altro. Arrivati al piano superiore ci disperdiamo, come se tutto quell’ordine fosse confusione. Entriamo in classe, tutto normale, forse era l’atmosfera diversa. Ci dirigiamo verso i banchi e prendiamo posto a sedere.

La prof. digita qualcosa sulla tastiera del computer, muove il mouse con attenzione. CLICK. S alza in piedi, cerca il telecomando per accendere la lim. La lim inizia lentamente a schiarirsi, e con lei iniziano a schiarirsi anche le nostre idee.

D’un tratto sentiamo una musica, parole non italiane, ma in una  lingua straniera, per esattamente tre minuti rimaniamo fermi ad ascoltarla. Tre minuti dopo la professoressa Bernasconi spiegava che la canzone che avevamo ascoltato si chiamava Avinu Malekeinu, era una preghiera che gli Ebrei recitavano, era come una protezione per loro.

La nostra giornata era iniziata così ed eravamo sicuri che sarebbe finita così.

Era il 27 gennaio Giorno della Memoria.

All’improvviso la prof. dice che Liliana Segre sarà in diretta sul sito di  un giornale, ovviamente online, mentre parla agli studenti milanesi.  Siamo tutti seduti, ognuno al proprio posto, si aggiunge anche un’ altra classe con noi, siamo tutti stretti, con la testa pensierosa; immaginandoci  la storia, di una ragazza che affronta il peggio. L’immagine inizia schiarirsi, l’immagine ancora sfuocata fa intravedere una vecchia signora seduta su una sedia rossa, una scrivania davanti a lei, un bicchiere d’acqua e qualche foglio sparpagliato.

Aveva degli occhi che racchiudevano dolore  e disperazione, ma anche gioia. Il tutto nascosto dietro degli occhiali. Aveva dei capelli arricciati su se stessi, tutti biondi, era vestita elegantemente. Comincia a parlare, piano, lentamente, con voce pacata. Prima di raccontare la sua storia si immaginava come nostra  nonna, la nostra nonna virtuale; che quella mattina ci avrebbe raccontato la sua storia, la storia che ha raccontato un milione di volte. Dopo cinque minuti ci accorgiamo che la sua infanzia è uguale alla  nostra, ovviamente prima della guerra, quella guerra che non ha avuto pietà per nessuno nemmeno di una ragazza normale, con dei sogni e delle speranze.  Ci accorgiamo che dice più volte la parola PERCHE’, PERCHE’, PERCHE; ed era l’unica domanda che tutti si facevano a quei tempi. La storia continua, più andava avanti e più la storia diventava tragica.

Stop.

La storia finisce.

Ci asciughiamo gli occhi con le mani.

La nostra giornata della memoria finisce così, siamo diventati più grandi e più responsabili.

Non faremo accadere di nuovo tutto questo.

 

Francesca e Thinari

 

Cadorago,

Scuola media statale    via Alfieri 1

14/03/2017

ore 11:53

 

Caro Christian,

Risultati immagini per La mia vita all ombra del maredopo il tuo spettacolo, mentre stavo aspettando  che arrivasse il pullman per tornare a casa, pensavo a tutto quello che era successo nelle ultime due ore.

Camminavo verso la fermata del bus, intanto provavo sensazioni ed emozioni senza forma.                      Erano un miscuglio di rabbia, tristezza e solitudine.

Quando sono entrate tutte le classi in auditorium, ovviamente, ti sei presentato ed è iniziato lo spettacolo.  Non pensavo che sarebbe stato così.

Pensavo di arrivare e trovare un telone da proiezione, e un proiettore pronto a proiettare. Invece, tu eri lo spettacolo.

Nonostante fosse una cosa tragica, è stato molto divertente, in alcuni punti; soprattutto l’inizio.

Alcune informazioni le sapevamo già, perché la prof, per darci un’anticipazione dello spettacolo che avresti interpretato, ci ha letto un libro intitolato “La mia vita all’ombra del mare”.  Te lo consiglio, così hai un altro punto di vista sulla vita di don Puglisi. Ma, nonostante tutto quello che ci ha detto la prof, tu hai aggiunto particolari ed emozioni.

Hai detto delle frasi di 3P che non dimenticherò mai. Soprattutto quella in cui dice: <È il perdono a farci uomini, non la violenza, la violenza ci fa bestie!> Queste parole mi rimbombano in testa e forse potrebbero aiutare i bulli e le persone che usano la violenza a riflettere e pensare, ma sono forti anche per tutte le persone, come naturale.

Ci hai detto che Don Puglisi è stata una persona particolare, fuori dal normale, e semplice, (si capisce dalla descrizione che ci hai fatto della sua casa) senza tunica, ma coi pantaloni, sempre sorridente e … una persona che sa chiedere perdono anche per le piccole cose. Secondo me, è una persona coraggiosa, perché si è messo contro la mafia, è l’unico che ha accettato di andare a Brancaccio e ripone il futuro nei ragazzi.

Una cosa che mi è piaciuta dello spettacolo, più di ogni altra è stato il momento in cui ci hai fatto ascoltare la sua voce, mentre parlavi di come era fatto pensavo: “Ho visto la sua foto, ma mi piacerebbe sentire la sua voce” e puf! Ecco la sua voce! Mi ha scosso un brivido, un’ emozione!

La mafia uccide Puglisi perché lui non voleva il male.

Ma perché dobbiamo sempre uccidere?

Il mondo per essere in equilibrio ha bisogno del male e del bene, non può esserci solo bene o solo male.

Non ti ho rivolto le domande per paura, paura di dire il mio nome, paura di farti la domanda sbagliata.

Ci sono domande per cui non ci sono risposte.

Hai fatto la scelta giusta decidendo di raccontare ai ragazzi la storia di Padre Puglisi perché tutti

possano sapere e conoscere la mafia.

Mi dispiace che non sei riuscito a chiedergli perdono.

Non dimenticherò mai la voce di Padre Pino Puglisi, così come mai dimenticherò te e lo spettacolo che hai proposto.

Grazie. Sarei contenta che tu mi rispondessi.

Saluti

Mouba 2°D

Il nuovo programma virtuale, Sutori  ti permetterà di fare le linee del tempo di qualsiasi tipo, aggiungendo curiosità, video, audio, immagini e molto altro gratuitamente.

Una linea del tempo con Sutori, è proprio quello che abbiamo fatto sabato scorso, insieme a un nostro compagno, durante il laboratorio di Geografia.

Risultati immagini per unione europeaL’argomento  riguardava le tappe della creazione dell’Unione Europea.

E’ stato un lavoro abbastanza semplice, le uniche  difficoltà sono  state  accertare i fatti: le entrate e le uscite dall’Unione, i trattati più importanti  e trovare le varie informazioni consultando il nostro libro di  testo.

Ecco due dei nostri lavori

https://www.sutori.com/story/l-unione-europea-oggi

https://www.sutori.com/story/europa-unita-ea09

Sempre riguardante l’Unione Europea, grazie a un programma chiamato Videoscribe, che ci permette di creare piccoli  video molto creativi, abbiamo fatto dei minitrailer riguardanti i vari organismi dell’Unione.

Grazie al lavoro dei professori e questi programmi, imparare è molto più semplice rispetto che apprendere  dal solo  libro, perché nella costruzione di un video bisogna sintetizzare  tutte le informazioni  raccolte in un paragrafo,  in  pochi secondi accompagnandole con  immagini e dando un ordine.

Dietro alla realizzazione di  tutti i nostri video c’è un grande lavoro e impegno .

Con queste attività tutti noi possiamo apprendere la capacità:

di selezionare le informazioni essenziali e organizzare il  testo con parole nostre;

di creare diapositive;

di creare immagini interattive;

di creare attività creative.

Tutti questi ed altri lavori potrete trovarli proprio qui.

Cos’è l’UE

https://www.youtube.com/watch?v=RepmhaZQyGI

Criteri per  entrare nell’UE  https://www.youtube.com/watch?v=MrofxU1TqCo&t=27s

Il Consiglio Europeo

https://www.youtube.com/watch?v=R174tb_yFn0&t=8s

Il Parlamento europeo

https://www.youtube.com/watch?v=2fOxhJwYk6I&t=33s

Il Consiglio della UE

https://www.youtube.com/watch?v=LzbkAPeUDjc

La Banca Europea

https://www.youtube.com/watch?v=AX-tAOgI-PA

La commissione Europea

https://www.youtube.com/watch?v=73SDi8AclDY

Altre istituzioni

https://www.youtube.com/watch?v=OUSqT96Biks

Driiiiinnnn    Driiinnnnn.

Il suono della campanella mi fa alzare la testa, interrompendo qualunque cosa io stia facendo, ( scrivendo i compiti … sistemando qualcosa … ) guardo l’orologio, l’ora prima più queste due  fanno tre  ore passate, ora l’intervallo, poi ancora due ore di tortura scolastica e me ne vado a casa.
Risultati immagini per non dirmi che hai pauraIn queste  ultime due ore prima dell’intervallo con la prof. Bernasconi abbiamo cercato di terminare un altro pezzo del lavoro di approfondimento  su Samia e il libro Non dirmi che hai paura, visto che abbiamo finito di leggerlo.   È un’attività che la prof. ha chiamato Tuffiamoci in profondità perché si tratta di analizzare i vari aspetti del libro. Quando lei legge ad alta voce ogni mattina riflettiamo, commentiamo, ma è sempre “a caldo”, presi dall’emozione dei nuovi eventi narrati, questo è un lavoro più  ragionato. Stiamo sperimentando i circoli di lettura in miniatura. Siamo, infatti, gruppi di 4-5 persone.

Nella prima ora di queste due ore dedicate al laboratorio di lettura, che svolgiamo ogni mercoledì, abbiamo letto individualmente. “Ora 15 minuti/ fino al suono della campanella, leggete individualmente”. Questa frase per me vuol dire solo una cosa, silenzio, silenzio per potermi perdere nella lettura.

I miei compagni fanno sempre tanto baccano senza contare quello delle auto, ma quando è il momento della lettura tutti  fanno silenzio e  il rumore delle auto è solo uno sfondo che non dà fastidio.

È questo uno dei momenti che amo di più della settimana!

Ma …. prima del caro e atteso silenzio, c’è sempre la lettura ad alta voce del libro che ci legge la prof.

Anche questo è un momento che aspettiamo e richiediamo “leggiamo prof.” è la frase che dà inizio ogni giorno alle nostre lezioni. La prof., ogni volta che ci legge un libro, ci tiene sempre all’oscuro di tutto, per farci ipotizzare sul seguito e magari immaginare il finale. Nessuno sa mai il fine, ma qualcuno che lo sa c’è, ed è la prof. che legge in anticipo tutti i libri che ci propone! Ma che gusto c’è a leggere un libro se si sa già come finisce? Meglio non sapere la fine e Risultati immagini per La mia vita all ombra del mareimmaginare.

Ora stiamo leggendo un libro con argomento la mafia e si intitola La mia vita all’ombra del mare, parla di don Puglisi.                                                                        

Niente male come libro, ha una fine fuori dall’usuale.    E quante riflessioni e discussioni ha suscitato tra noi!

La prof ci legge i libri per farci viaggiare in modo e in mondi diversi, incontrare  personaggi che oltre a raccontarci la loro storia, ci insegnano qualcosa per la nostra vita reale.   Questo fa nascere in noi la voglia di leggere e quest’anno siamo diventati tutti gran lettori. Tra noi è un continuo consigliarci  libri, scambiarci titoli, compilare liste dei desideri …. Di libri naturalmente!

Ricorda: un buon libro apre la mente.

Mubachira.

 

 

Abbiamo approfondito la nascita delle  cartiere in Italia e l’invenzione della stampa a caratteri mobili durante le lezioni di storia sul rinascimento.

L’attività consiste nel creare dei fogli di carta.

in questa attività ci hanno aiutato il prof. Alessandro e il prof Di Benedetto. L’attività si è svolta nell’aula di scienze e nell’aula di arte perché c’erano i materiali e tutta l’attrezzatura necessaria.

Abbiamo cominciato prendendo dei fogli di giornale, li abbiamo spezzati mettendoli poi in un secchio e successivamente l’abbiamo riempito di acqua bollente talmente calda che il prof. Piccolo si è scottato le mani.

L’abbiamo lasciata così per 5 giorni.

La settimana seguente abbiamo frullato la carta rimasta in ammollo ottenendo così una pappetta di colore grigio.

Questa pappetta l’abbiamo messa su dei telaietti che il prof. Piccolo ci ha costruito per fare sgocciolare l’acqua e per dare la forma del foglio di carta e permettere alla fibre di carta di attaccarsi. Abbiamo ripetuto l’operazione più volte creando così 4 fogli.

In seguito abbiamo estratto i fogli umidi dai telaietti e li abbiamo lasciati seccare sopra il termosifone.

Dopo 10 minuti li abbiamo tolti, coperti con delle pezze e schiacciati con dei pesi per appiattirli il più possibile.

Ogni giorno abbiamo asciugato le pezze e rimesso i pesi finchè i fogli non si sono asciugati del tutto.

Quando la carta si è asciugata si può fare tutto quello che si vuole

 

Chiara e Luca

Il fatto che vi stiamo per raccontare è successo molti anni fa nel Ponto, una regione sulla costa Turca del Mar Nero. Al termine della prima guerra mondiale il partito nazionalista dei Giovani Turchi sosteneva il principio ” La Turchia è dei turchi”, chi non era turco doveva partire o veniva ucciso.

Fu così per i Greci che abitavano nel Ponto.

Avevano vissuto lì per millenni insieme a Turchi, Armeni, Assiri, ma ora tutto cambiava.

Quando Maria Tatsos venne a sapere di questo genocidio e che anche sua  nonna greca Eratò era stata coinvolta. Rimase molto colpita e volle approfondire l’argomento. Così ricostruì la storia della sua famiglia e dei Greci del Ponto e scrisse il libro intitolato “La ragazza del Mar Nero”.

Noi l’abbiamo incontrata nel nostro Auditorium e ci ha offerto  l’occasione per parlare appunto di questo argomento.

Prima di addentrarsi in  questa vicenda ci ha chiesto: “Immaginate che in un paese salga al potere un sindaco con delle idee folli. Impone una legge la quale dice che tutti i cittadini del paese devono avere entrambi i genitori dello stesso paese e chi non li ha, lui e la sua famiglia dovranno partire, ma non sanno per dove. Hanno solo due ore di tempo per preparare tutti i bagagli”.

Questa in sintesi è la storia di Eratò e di quanto successo ai greci di quella regione.

In poche ore ha raccolto le sue cose ed è partita.

L’incontro è avvenuto in occasione della giornata della Memoria che gli insegnanti hanno voluto dedicare ai genocidi e in particolare a questo.

Anche il Presidente Mattarella ha parlato di genocidi in particolare di quello avvenuto nella seconda guerra mondiale da parte dei tedeschi contro gli ebrei.

Queste sono alcune delle sue parole che si adattano bene anche a quanto abbiamo ascoltato da Maria Totsos: “La realtà dei campi di sterminio va oltre l’umana comprensione e oltre i limiti delle possibilità di espressione, nulla deve fermare la nostra volontà di ricordare anche se ci provoca tuttora orrore e dolore. Dobbiamo chiederci: Come è possibile che sotto forme diverse ancora oggi si sparga e si propaghi il germe dell’intolleranza, della discriminazione e della violenza”

Il giorno della Memoria e le vicende narrate da Maria Totsos hanno suscitato in noi la stessa domanda che si è posto il nostro presidente: “Come è stato possibile?”

La risposta è nel libro di Maria Totsos: “quando non c’è spazio per chi è diverso, per chi ha un credo religioso diverso, quando non c’è più solidarietà e rispetto può accadere di tutto.”

“Quali sciagure sia capace di compiere l’uomo quando abbandona la strada della convivenza e della solidarietà e imbocca la strada dell’odio” ha detto il nostro Presidente.

Sentite queste parole, a noi come ai ragazzi che  erano presenti a Roma, frullavano in testa un’infinità di domande e ci siamo chiesti tutti: ” Ma anche oggi allora è possibile tutto questo? Anche oggi tra di noi manca la solidarietà, il rispetto, l’accettazione e la convivenza con il diverso.Allora anche oggi è possibile?”

E’ per questo che dobbiamo ricordare, è per questo che spetta a noi far sì che non accada di nuovo coltivando la solidarietà, il rispetto e l’accettazione dell’altro.

 

Simone B-Simone S

Avevamo appena finito di guardare il film su Billy Elliott, che suona la campanella dell’intervallo. Siamo corsi fuori per  goderci quei dieci minuti senza prof.  di turno che vogliono metterci in testa qualcosa o insegnarci a “vivere” nel modo più giusto. Durante la ricreazione alcune mie amiche mi parlano della loro lezione e io dico che abbiamo guardato un film intitolato “Billy Elliot”. Le ragazze, che volevano qualcosa di nuovo, mi hanno chiesto com’era, qual fosse  la trama, i personaggi e altre cose, se mi è piaciuto, e se mi ha appassionato, cosa mi ha appassionato. Io raccontavo “mangiandomi” le parole, come sempre quando ho così tante cose da dire ; Francesca, che mi conosce da sette anni, aveva capito più o meno tutto, Marica invece poco o niente.

Il giorno successivo la prof ha chiesto opinioni e pensieri sul film, se ci è piaciuto, e cosa in particolare e perché. Ognuno ha detto la sua e chiedeva informazioni e chiarimenti e  domande. La prof. ascoltava e poi rispondeva, spiegava, ci raccontava delle situazioni e spiegava il motivo. Io, per esempio, ho chiesto perché c’erano poliziotti con quello scudo trasparente davanti e perché c’era lo sciopero. Insieme abbiamo fatto una lunga chiacchierata su vari aspetti del film. Tutti hanno partecipato con il loro pensiero quindi è iniziato il lavoro che come sempre è una riflessione, un approfondimento spesso a gruppo così le idee sono di più.

Prima attività: mappe d’identità sui personaggi. Sapete che cosa è una mappa di identità? è uno schema  in cui si analizzano i personaggi e le loro caratteristiche soprattutto legate al carattere, ai comportamenti e ai cambiamenti che avvengono. Si collegano poi i vari personaggi con le relazioni che vi sono fra di essi.

Seconda attività: scrivere dei testi di presentazione dei personaggi  di genere diverso e da punti di vista diversi. Avevamo delle proposte  e ognuno ha scelto quella che gli piaceva elaborare.

Terza attività: discussione sui temi del film: che cosa ha detto a noi questo film e su cosa voleva comunicare il regista esprimendo il nostro punto di vista.  Anche qui, dopo l’interessante discussioni, perché ognuno di noi ha colto aspetti particolari,  abbiamo fatto una mappa con due colori sui temi e su pensieri.

Quarta attività: scrivere di sé a partire dai temi di Billy.  Avevamo un elenco con i temi che avevamo ricavato dalla discussione e da lì siamo partiti per  i nostri testi personali. Ognuno ha raccontato una sua storia personale legata ai sogni, ai rapporti con i genitori, ai ricordi di persone care, all’amicizia. E….. attraverso la tecnica dello “scrivere è pensare e ripensare sulla carta”, i nostri testi sono stati davvero fantastici.

Insomma, Billy ci ha davvero insegnato molto sia su come riflettere su un film o un testo, sia su noi stessi.

Mouba e Rachad  2°D

 

LEZIONE DI GEOGRAFIA. ARGOMENTO: SETTORI ECONOMICI

Uffa!, che noia!

È stato il primo pensiero di tutti. Però ….. ci siamo divertiti un mondo.

È stata una lezione molto interessante … non per tutti, ovvio. C’è sempre qualcuno che sbuffa sempre qualsiasi cosa si proponga. Ognuno ha diversi gusti sulle lezioni e io sono una di quelle persone a cui basta pochissimo per divertirsi, ma quella lezione era proprio diversa da tutte le altre.

Non eravamo seduti e in silenzio a guardare la lavagna e scrivere, beh si un po’, insomma … eravamo seduti ma potevamo parlare, ovviamente non urlare questo è poco ma sicuro!   Davanti a noi c’era lo schermo del computer: insomma …. Una lezione tutta Online!

Una lezione on line? Come è possibile?

Vi spieghiamo.

Con l’aiuto del professore Mauro di Benedetto e la Prof. Giulia Bernasconi  ci siamo collegati e registrati ad un sito che permette di creare immagini interattive. Il sito era Tinglink.

Per ognuno di noi è stato molto difficile, ma ci siamo abituati ad affrontare difficoltà e a cercare di risolverle.

Il lavoro si è svolto a coppie su un particolare aspetto  dei settori economici. Prima di tutto bisogna scegliere l’immagine da mettere come sfondo e quindi bisogna creare    i punti interattivi  in cui inserire le immagini oppure scrivere un testo  o una piccola didascalia, uno schema, un grafico che spiegasse l’argomento.

Al termine abbiamo caricato sulla nostra pagina di  Wikispaces e se volete vedere i nostri lavori cliccate i seguenti link

le regioni industriali

agricoltura

foreste pesca e allevamento

comunicazioni

l’industria di base

il turismo

Come potete vedere siamo riusciti benissimo a imparare bene anche senza noia.

Elisa 2d

Ed eccomi qua. Fuori al freddo, di mattina con un grado sotto lo zero a congelare per aspettare il treno che si verifica in ritardo di 3 minuti e che mi porterà a Milano con la mia classe e la 2°A.
Eccolo! È arrivato. Sto salendo.
Sul treno c’è tanta gente, tutti i posti sono occupati. Per fortuna la nostra professoressa ci ha trovato mezzo vagone libero; giusto per noi per stare tutti insieme e chiacchierare.
Siamo partiti. Arrivati.
Attraversiamo la città semi deserta. È giorno di vacanza a Milano, è sant’Ambrogio. Nelle strade ci sono poche persone, poche macchine, ma ci sono molte bancarelle in cui c’è ogni genere di merce e tanto cibo. E a me è venuta una certa fame.
Arriviamo al Duomo, in pieno centro. Il passo è veloce, il freddo ci spinge ad essere più veloci.
Siamo all’ingresso di Palazzo Reale in attesa della guida per la visita alla mostra di Escher.

Ora che la guida è arrivata saliamo una enorme scalinata. Mi immaginavo che ci fosse un’ enorme stanza con un accoglienza eccezionale, ma invece non è così.
I nostri zaini li abbiamo messi in uno stanzino. Ci hanno dato delle audio guide ed entriamo.
Guardo un po’ in giro. Cerco di capire dove mi trovo. Non capisco, però mi piace.
La guida inizia a parlarci di Escher, che da quello che ho capito, disegna basandosi su come le cose noi le vediamo, da punti di vista diversi, creando universi paralleli che io adoro tantissimo.
“Il mio lavoro è un gioco, ma è un gioco serio” è il suo motto e questo mi fa riflettere che anche se a volte giochiamo, il gioco che stiamo facendo è serio.
Il lavoro come gioco è strano da capire, ma è facile farlo.

Tra tutti i quadri, che poi erano stampe in bianco e nero, a me ne è piaciuto particolarmente una: Moto perpetuo.


L’opera consisteva in due torri di diversa altezza e un fiume che passa sotto di esse, ma alla fine di una delle torri c’è una cascata che porta il suo corso all’altra torre creando così un fiume infinito.
Io come Escher adoro questo tipo di opera e quando ho trovato un luogo e una persona che è diventata famosa grazie a questo sono veramente felice.

Sabrina e Luca

So che il titolo sembra un po’ strano, ma dice in breve il lavoro che abbiamo svolto sabato.

Dapprima abbiamo descritto gli elementi e i fattori che caratterizzano il clima attraverso alcune video lezioni, quindi abbiamo svolto un laboratorio davvero interessante.

Il lavoro che ci è stato assegnato consisteva nel descrivere il climogramma di città europee molto conosciute, come Londra, Amsterdam, Zurigo e Madrid ed individuare il tipo di clima che le caratterizza.

Sapete cosa è  il chimogramma? No?

Allora ve lo diciamo subito. E’ un grafico in cui  sono rappresentate le precipitazioni e la temperatura di un luogo, oltre all’indicazione di longitudine, latitudine ed altitudine del luogo stesso. Esattamente come quello che vedete nell’immagine.

All’inizio eravamo un po’ tutti confusi sul lavoro che  ci aspettava, ci sentivamo incapaci di dire il tipo di clima della città guardando solo un piccolo grafico, ma alla fine ci siamo riusciti tutti.

Dividendoci in gruppi da 4, abbiamo analizzato 5 climogrammi come una vera e propria squadra ed in quel momento ci siamo sentiti come i metereologi della televisione. Abbiamo redatto un testo, sulla base di uno schema che ci era stato dato, che ci ha guidato ad individuare il tipo di clima.

Prendendo un cartellone alla fine,  abbiamo incollato i resoconti e una piccola mappa per segnare i luoghi.

Siamo stati tutti molto soddisfatti di vedere il nostro lavoro completato e appeso nella nostra classe con fierezza.

Davide e Simone A.

Pagina successiva »