MASHMELLOW CHALLANGE

Eravamo seduti a gruppi di quattro, la professoressa Bernasconi ci aveva dato informazioni su quello che avremmo dovuto fare.

Avevamo a disposizione un metro di scotch, un metro di spago, degli stecchini esattamente venti e un mashmellow che non si poteva mangiare.

La sfida consisteva nell’ unire gli stecchini fra loro e fare una torre bella alta, sull’ultimo stecchino il mashmellow  doveva sembrare una bandiera. Vince la squadra che fa la torre più alta. Eravamo tutti divisi con gli strumenti da utilizzare sul banco.

Inizia il conto alla rovescia di 18minuti.

Appena scattato il primo secondo siamo tutti con gli stecchini, forbici e scotch in mano, ci siamo messi tutti all’opera.

A mano a mano che il tempo scorreva, le torri prendevano forma, e non sembravano più dei semplici stecchini, tutti collaboravano fra loro, ci aiutavamo a vicenda,a volte ci guardavamo in torno per vedere le creazioni degli altri e trarne qualche suggerimento.

Ed erano tutte diverse, chi ha iniziato a formare la piramidi, chi un semplice quadrato, qualcuno con la base triangolare, ed altre un rombo; questo determina la diversità tra di noi, e i punti di vista diversi di ognuno nell’affrontare i compiti e le sfide.

La prof. Bernasconi girava per i banchi con una macchina fotografica, per fermare ogni momento. La classe in quel momento provava tante emozioni diverse, che non si riescono a descrivere.

C’era tensione, ma anche eccitazione, nervosismo per la torre che crollava e il tempo che scorreva.

All’ultimo rintocco dei 18minuti, proprio all’ultimo secondo tutti mettemmo il mashmellow sull’ultimo stecchino.

Cercavamo di tenere in piedi tutte le torri, ma alcune non ce l’hanno fatta e sono cadute al primo colpo. Una però è rimasta in piedi ed era quella della mia squadra, era lì rimasta su quel banco per pochi minuti, come se aspettasse di farsi fotografare.

Dopo la foto cadde, con gli stecchini ancora attaccati fra di loro.

Alla fine di questa attività con i banchi formammo un cerchio in modo tale che  ognuno guardasse chi prendeva la parola, in modo tale che la discussione non fosse troppo violenta per esempio con urli o con degli accavallamenti di voce che fanno venire mal di testa.

Eravamo tutti seduti la professoressa parlava e ci faceva delle domande:

  • Vi è piaciuta l’attività?
  • Credete che questa attività vi abbia aiutato con l’orientamento?

Quest’ultima domanda è molto importante perché è il motivo di questa attività.

 

L’orientamento è una cosa abbastanza complicata per chi ancora non sa quello che vuole nella vita, o che magari ha più idee, e non sa quale è quella più giusta.

La cosa che terrorizza ancora di più dell’orientamento sono gli esami di terza media, ci spaventano nonostante l’aiuto dei professori che ci stanno preparando per questa “nuova sfida”.

Alla domanda della professoressa alcuni alzano la mano dicendo la loro.

  • La costruzione della torre è il nostro percorso nella scuola!
  • Ci vuole una base solida, cioè conoscenze, abilità, competenze!
  • Il mashmellow è il nostro obbiettivo, dove vogliamo arrivare questo anno, e nel futuro.

Tutte le nostre riflessioni erano giuste perché non esistono pensieri sbagliati.

È stata veramente un’attività divertente, che non dimenticheremo mai perchè sempre nella vita incontreremo nuovi obbiettivi da raggiungere; per questo ringraziamo la prof. per averci coinvolto, per averci insegnato a costruire la torre del nostro futuro.

Francesca Maria Palamara.

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