Incontro con i migranti

Sabato 27 maggio è stato il giorno in cui abbiamo affrontato una dura verità, che già conoscevamo in parte: persone sfortunate che hanno cercato di accendere la luce verso il futuro, nel buio.
Immigrati, noi vediamo solo persone, in pessime condizioni, con lacrime agli occhi, un sorriso sforzato, raggiungere l’Europa con barconi.
Le persone li giudicano male, solo alcune sono disposte a tendere loro una mano .
Tante persone li giudicano come trasgressori, criminali, maleducati. Tante altre li accolgono. Fino a poco tempo fa quell’argomento per me era poco ragionevole e molto poco chiaro.
Oggi penso che le persone che attraversano il mare solo per vedere una luce e un futuro chiaro sono ribelli che non accettano le guerre, che non si stufano mai di sperare. Arriva un punto in cui perdi tutto, ma hai comunque una vocina dentro di te che ti dice che tutto andrà bene e arriva anche un punto in cui devi girare le spalle alla speranza e pensare solo a te, soltanto a te.


IL VIAGGIO, non è una parola qualsiasi per loro, non è un viaggio qualsiasi, non è una decisione è una parola che racconta tutta la loro vita che racconta il motivo delle lacrime e racconta la guerra.
Ma fa bene pensare che ci sono delle persone pronte ad aprire le porte verso un nuovo futuro. E una di queste è don Giusto che abbiamo incontrato con alcune ragazze che questo Viaggio l’hanno affrontato, che sono venute apposta a raccontarci la loro esperienza, ma soprattutto le loro speranze e il desiderio di essere accolte.


Thinari

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