Quando la prof. ci disse che dovevamo fare dei cartelloni sul Parco Lura, pensai subito ai frutti del bosco che Zeno ci ha fatto trovare quel giorno perché era un‘ idea per rendere il cartellone creativo, unico nel suo genere e il pensiero ritornò a quella mattinata che avevamo tanto atteso: la mattinata dell’uscita al parco Lura.

Eravamo tutti emozionati perché in quella mattinata avremmo imparato molte informazioni sul Parco Lura che, è nel nostro territorio, ma non conoscevamo  comunque, non siamo arrivati lì impreparati perché con la prof.ssa Guffanti abbiamo trattato l’argomento degli habitat, degli ecosistemi e dei biomi. Saremmo dovuti stare lì dalle ore 9.00 fino alle 12.00. Quando abbiamo saputo che l’uscita durava fino a mezzogiorno, eravamo delusi perché noi speravamo durasse fino alle 13.00, ovvero l’ora che usciamo da scuola. Va bè, pazienza. Ci spereremo di più la prossima volta. Erano le 9.00. La campanella suonò. In quel momento sembravamo tutti dei soldati schierati e pronti con gli armamenti perché eravamo muniti tutti, cioè, quasi tutti (dato che alcuni sono stati, come dice mia mamma, dei “cucù” e quindi non avevano portato l’occorrente per la “gita”). Comunque, eravamo QUASI tutti muniti di zainetto, quadernetto, merenda e una penna.

Qualche minuto dopo entrò la nostra giuda. Zeno. Era un nome che avevo già sentito perché il fratello dell’amico di mio fratello si chiama così. In breve tempo ci ha spiegato quello che avremmo fatto quella mattinata.

Alla fine partimmo per quella avventura nei boschi ma, prima, dovevamo attraversare il tratto di paese che ci distanziava dal parco. La prima tappa era il Laghetto Pasquè. Zeno ci ha spiegato che prima il Pasquè faceva parte del parco ma, per ragioni che non mi ricordo, lo hanno isolato creando un parchetto tutto suo.

La prima attività era di elencare su un foglio gli elementi urbani e naturali del parchetto e per farla ci siamo divisi in 4 gruppi.

Ogni gruppo doveva avere 4 membri tranne uno che era di 5.

La guida ci ha dato 15 minuti di tempo per individuare gli oggetti che ci aveva chiesto.

 Gli elementi naturali che tutti  i gruppi avevano individuato erano erba, alberi, uova di rana e di rospo e ninfee, e gli elementi artificiali erano la griglia di ferro, la staccionata, le panchine e il monumento ai caduti. E’ stata un’attivita semplice, ma non siamo abituati ad osservare.

Dopo proseguimmo con il tragitto e ci posizionammo in un’area del parco. Anche lì, Zeno ci ha detto di trovare degli oggetti:

   un baccello di semi

     una foglia lobata

     una foglia seghettata

      due frutti del bosco (diversi) 

Io mi misi a cercare come quando a casa cerco il mio cellulare che mia mamma, di sua spontanea volontà, nasconde in un luogo che solo lei conosce ma io, a volte, riesco a trovare perché ho la tattica di seguirla per vedere dove va. Riuscii a trovare tutti gli oggetti tranne il secondo frutto che quasi tutti non sono riusciti ad individuare. Quando ci riunimmo tutti come un gregge di pecore smarrite, la guida consegnò a ogni gruppo “L’almanacco della fora e fauna del bosco” e lì capii che dovevamo trovare il nome delle piante e dei frutti che ci aveva chiesto.

Avevano tutti i nomi in latino (io di latino ci capisco come un postino capisce il lavoro di un muratore, cioè NIENTE). L’ultimo lavoro da fare. In realtà non era un lavoro a bensì una “lezione” su quello che dovevamo andare a vedere. Zeno ci disse che quello era un posto speciale, ma io so per certo che tutti posti scolastici non sono “speciali”.

La meta era il laghetto depuratore, l’ennesimo luogo che conosco da quando sono piccolo.

Lì Zeno ci spiegò che il laghetto è detto “depuratore” perché al suo interno ci sono piante che sono in grado di depurare l’acqua.

E anche quella attività, o giorno, come volete, andò a buon termine.

Una settimana dopo, la Prof.ssa Guffanti ci diede il compito di realizzare dei cartelloni. Erano 2 gruppi che si sfidavano a suon di pastelli, colla e idee. Per dare una piccola spiegazione di che cos’era abbiamo attaccato delle frasi da alcune ricerche che avevamo fatto qualche giorno prima.

Simone Borghi 2D