Ed eccomi qua. Fuori al freddo, di mattina con un grado sotto lo zero a congelare per aspettare il treno che si verifica in ritardo di 3 minuti e che mi porterà a Milano con la mia classe e la 2°A.
Eccolo! È arrivato. Sto salendo.
Sul treno c’è tanta gente, tutti i posti sono occupati. Per fortuna la nostra professoressa ci ha trovato mezzo vagone libero; giusto per noi per stare tutti insieme e chiacchierare.
Siamo partiti. Arrivati.
Attraversiamo la città semi deserta. È giorno di vacanza a Milano, è sant’Ambrogio. Nelle strade ci sono poche persone, poche macchine, ma ci sono molte bancarelle in cui c’è ogni genere di merce e tanto cibo. E a me è venuta una certa fame.
Arriviamo al Duomo, in pieno centro. Il passo è veloce, il freddo ci spinge ad essere più veloci.
Siamo all’ingresso di Palazzo Reale in attesa della guida per la visita alla mostra di Escher.

Ora che la guida è arrivata saliamo una enorme scalinata. Mi immaginavo che ci fosse un’ enorme stanza con un accoglienza eccezionale, ma invece non è così.
I nostri zaini li abbiamo messi in uno stanzino. Ci hanno dato delle audio guide ed entriamo.
Guardo un po’ in giro. Cerco di capire dove mi trovo. Non capisco, però mi piace.
La guida inizia a parlarci di Escher, che da quello che ho capito, disegna basandosi su come le cose noi le vediamo, da punti di vista diversi, creando universi paralleli che io adoro tantissimo.
“Il mio lavoro è un gioco, ma è un gioco serio” è il suo motto e questo mi fa riflettere che anche se a volte giochiamo, il gioco che stiamo facendo è serio.
Il lavoro come gioco è strano da capire, ma è facile farlo.

Tra tutti i quadri, che poi erano stampe in bianco e nero, a me ne è piaciuto particolarmente una: Moto perpetuo.


L’opera consisteva in due torri di diversa altezza e un fiume che passa sotto di esse, ma alla fine di una delle torri c’è una cascata che porta il suo corso all’altra torre creando così un fiume infinito.
Io come Escher adoro questo tipo di opera e quando ho trovato un luogo e una persona che è diventata famosa grazie a questo sono veramente felice.

Sabrina e Luca