La Tavola Osca

La Tavola Osca presso il British Museum (foto di D. Marinelli)

La Tavola Osca presso il British Museum di Londra         (foto di D. Marinelli)

Tra i reperti ritrovati  nell’Alto Molise, la Tavola Osca rappresenta un importantissimo documento, che consente di comprendere la religione dei Sanniti in Italia dal IV al I sec. a. C. e di apprezzare la loro lingua, quella Osca. Chiamata anche Tavola di Agnone, venne scoperta in uno scavo occasionale del marzo 1948 da un contadino, Pietro Tisone, presso la fonte del Romito a Capracotta. Il proprietario del fondo, Giangregorio Falcone, la vendette all’orefice agnonese Vincenzo Paolo D’Onofrio. Nel 1867 la Tavola giunse presso l’antiquario romano Alessandro Castellani, che la vendette a Charles Thomas Newton, Direttore del British Museum di Londra.

E’ una tavoletta di bronzo, delle dimensioni di centimetri 28×16,5, che porta l’iscrizione osca in entrambe le facciate, munita di una maniglia. Considerato la chiave di volta della civiltà osca, fin dall’ottobre 1848 ne fu data una prima lettura da un medico agnonese, appassionato di archeologia, Francesco Saverio Cremonese; seguirono ben presto gli studi di linguisti come Mommsen, Devoto, Vetter.

Le iscrizioni sulla tavola, ben leggibili e incise profondamente, sono poste su ambedue le facciate. La prima contiene 25 righe e la seconda 23 righe.

Il testo menziona diciassette divinità e ci dimostra la tendenza dei Sanniti alla polilatria, cioè all’uso di uno stesso luogo per il culto di più divinità. Tutte le divinità hanno un nesso con l’agricoltura, il raccolto ed i frutti della terra.

La faccia A  tratta di un recinto sacro, un santuario dedicato a Cerere, dove si svolgevano cerimonie religiose. Nella faccia B  viene precisato che al recinto appartengono i 15 altari dedicati alle divinità che vengono venerate all’interno del santuario e che il santuario appartiene a coloro che pagano la decima. Infatti, il luogo dove fu ritrovata la tavoletta era dedicato a Kerres (Cerere) ed i fedeli pagavano una decima per la sua cura. Si svolgevano 19 processioni sacre per le divinità in periodi ben definiti.

Si può affermare che con la Tavola Osca inizia la tradizione di fondere oggetti in bronzo richiesti per il culto degli dei, tradizione che giungerà sino ai nostri giorni.

 

La presenza sannita

Agnone e il suo agro si trovarono al centro del Sannio primitivo, prima ancora che esso si ampliasse a confederazione, accogliendo importanti reperti archeologici di fattura osco-sannitica: da notare a nord la Tavola osca, al sud il grandioso complesso culturale di Pietrabbondante con lo stupendo Teatro Sannitico, a est i resti di mura ciclopiche in località San Lorenzo e a Cantalupo – Belladonna, a nord ovest i reperti sannitici della contrada Guastra, l’arce di Monte Cavallerizzo e gli scavi di Vastogirardi, a sud-ovest la zona dei Trulli, di recente scoperta.

Mura ciclopiche nella zona San Lorenzo

                        Mura ciclopiche nella zona San Lorenzo

Tomba di Ovio Paccio

Tomba di Ovio Paccio a Belmonte del Sannio

 

Trullo sulle Civitelle

                                  Trullo sulle Civitelle di Agnone