Evoluzione storico-urbanistica di Agnone, città moderna

Quando la penisola italiana fu unificata (1861), Agnone era la più popolosa città del Molise con i suoi quasi 11000 abitanti. Tra il 1800 e il 1900 Agnone cambiò il suo aspetto urbanistico: da un lato, vennero rinnovati gran parte degli edifici del centro storico e, dall’altro, iniziò l’espansione verso la collina delle Civitelle. In Agnone arrivarono le rimesse di denaro dagli emigranti che dal 1870 si erano stabiliti in Argentina e Nord America e che diedero grande impulso all’economia agnonese.

Altre grandi opportunità vennero dal progresso tecnologico: nei primi anni del ‘900 in Agnone si svilupparono varie iniziative di tipo preindustriale. Sul finire dell’Ottocento si inaugurò il Monumento a Libero Serafini (all’incrocio della via principale il tratturello Castel del Giudice-Sprondasino).

Monumento a Libero Serafini

L’avvenimento che modificò l’aspetto urbano di Agnone fu però la costruzione della ferrovia Agnone-Pescolanciano, voluta dalla classe imprenditrice agnonese. La costruzione della Stazione e della piazza antistante fu animata da vari dibattiti, come si legge dai giornali dell’epoca.

Sempre nella zona della Stazione ferroviaria (l’attuale Piazza XX settembre), il 14 agosto 1927 fu inaugurato il Monumento agli agnonesi caduti nella Prima Guerra Mondiale. La statua, opera dello scultore Gustavo Guastalla, venne poi trafugata dai tedeschi in ritirata; solo nel 1957 fu ripristinata con la statua realizzata da Francesco Nanni, allievo del Guastalla. Nel 1950 venne inaugurato l’Ospedale d’Agnone (all’epoca fuori del contesto urbano). Nel 1950 un violento incendio distrusse la Pontificia Fonderia Marinelli, che fu costretta a lasciare la sede presso la chiesa dell’Annunziata per trasferirsi nell’attuale sede in via Marconi.

                                                                 Matteo Gigliozzi