La Pontificia Fonderia Marinelli

                               Pontificia Fonderia  Marinelli

La raffinata tecnica di fondere il bronzo è molto antica sul territorio di Agnone, come testimoniano i ritrovamenti di oggetti e sculture nell’area di Pietrabbondante e Staffoli ma anche della Tavola Osca. Già nel IX secolo Agnone era affermata come ricca città conventuale e monastica: probabilmente in questo ambiente ecclesiastico si è perfezionata l’arte della fusione. E’ noto che in quel tempo erano gli stessi monaci a fondere le campane e probabilmente  l’abilità di qualcuno di loro era richiesta nei paesi vicini  e lontani.

La prima campana firmata Nicodemus Marinelli Campanarus √® datata 1339. Dal medioevo, quindi, si tramanda di padre in figlio l’arte della fusione delle campane. Da¬† 30 generazioni¬† infatti, ad Agnone, i Marinelli fondono campane per campanili famosi e sconosciuti,come accade a Capo Nord, in Giappone, sul monte Sinai, a Nazaret, anche sul campanile pi√Ļ famoso del mondo: la Torre di Pisa.

La tecnica di fusione delle campane è la stessa di allora. I tempi di lavorazione e i materiali sono gli stessi dal Medioevo.Ogni campana è unica e irripetibile: al momento della colata, il bronzo fuso riceve la benedizione di un prete e le preghiere di chi assiste commosso alla fusione. Per questo le campane sono ritenute oggetti sacri.

Nel 1800 la fonderia Marinelli era molto produttiva e godeva di grande notoriet√† anche all‚Äôestero. Negli anni successivi all‚ÄôUnit√† d‚ÄôItalia rappresentava la Nazione nelle mostre internazionali e nel 1862 a Londra, per l‚ÄôEsposizione Universale dove era in mostra con un concerto di 12 campane suonate a tastiera, ricevette grandi encomi e una Medaglia d ‚ÄėOro con Diploma d‚ÄôOnore da re Vittorio Emanuele II.

Durante la II Guerra mondiale la fonderia fu obbligata a cessare ogni attività produttiva, poichè il palazzo della famiglia Marinelli venne scelto come Quartier Generale del Comando tedesco. In quegli anni su ogni campanile poteva rimanere solo una campana, le altre venivano requisite per farne strumenti di guerra. Il ritorno dal fronte del giovane, intraprendente Pasquale, a fine guerra, risollevò le sorti della piccola fabbrica che riprese una grande attività. Nonostante un devastante incendio che nel 1950 costrinse il trasferimento urgente e frettoloso della fonderia nella periferia del paese, il lavoro riprese abbondante ed incessante. I due fratelli Pasquale, dedito al ruolo amministrativo, ed Ettore, dedito a quello artistico con passione, sacrificio e coraggio hanno proseguito l’arte degli avi.

Attualmente la Pontificia fonderia Marinelli, gestita dai fratelli Armando e Pasquale, prosegue la sua tradizionale attività produttiva alla quale si è aggiunta, dal 1997, l’ attività divulgativa con la creazione del Museo Storico della Campana, dedicato a papa Giovanni Paolo II, il Papa Santo che il 19 marzo del 1995 visitò l’antica bottega.

                                                                 Diego Marinelli