Festa degli Alberi

Oggi  a scuola abbiamo  festeggiato la Giornata nazionale degli alberi!

La “Festa degli Alberi” (Arbor Day) è nata in Nebraska, negli Stati Uniti, nel 1872, anno nel quale venne istituito il primo parco naturale del mondo, quello di Yellowstone. In quell’occasione furono piantati un milione di alberi in tutti gli Stati Uniti e nei decenni successivi la festa si è diffusa in numerosi altri paesi del mondo.

Noi alunni delle classi seconda e terza abbiamo dedicato le nostre attenzioni agli alberi, scrivendo poesie e realizzando disegni. Ecco le nostre poesie, scritte da Trilussa e D. Valeri e trascritte da Daniele Fantilli (cl. 2°) e Silvia Scarano ( cl. 3°).

Il testamento dell’albero 

Un albero d’un bosco

chiamò gli uccelli e fece testamento:

“Lascio i miei fiori al mare,

lascio le foglie al vento,

i frutti al sole e poi

tutti i semetti a voi,

a voi, poveri uccelli,

perché mi cantavate la canzone

della bella stagione …

E voglio che gli stecchi

quando saranno secchi,

facciano il fuoco per i poverelli.                                                                                       (Trilussa)

 

Disegno realizzato da Leonardo

Disegno realizzato da Leonardo

Sempre fermi

Sempre fermi, sempre ritti,
sempre zitti,
come impavidl soldati,
stanno I buoni alberi, armati
sol di foglie e fiori e frutti
di cui fanno dono a tutti.
Creature del Signore,
nel suo nome, per amore,
tutto danno
quello ch’hanno,
e per sé tengono solo
un gorgheggio d’usignolo,
un fischietto di fringuello,
un sussurro di ruscello.
( Diego Valeri)

 

Giornata Mondiale dei Diritti di Infanzia e Adolescenza

Si celebra oggi il 25° anniversario della Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, un’occasione fondamentale per diffondere princìpi importanti come il rispetto dell’identità del bambino, della sua privacy e della sua dignità. Il Trattato del 1989 ha stabilito i diritti del bambino, indicando gli strumenti per tutelarli attraverso il lavoro dell’UNICEF e vincolando i 194 Stati che l’hanno ratificato a rispettarli. Riportiamo la poesia di Madre Teresa di Calcutta, trascritta da Alice Gualdieri ( cl. 5°):

DIRITTO DI ESSERE UN BAMBINO

Chiedo un luogo sicuro dove posso giocare

Chiedo un sorriso di chi sa amare

Chiedo un papà che mi abbracci forte

Chiedo un bacio e una carezza di mamma.

Io chiedo il diritto di essere bambino

di essere speranza per un mondo migliore

Sarà che posso contare su di te?

Chiedo una scuola dove imparare

Chiedo il diritto di avere la mia famiglia

Chiedo di poter vivere felice,

Chiedo la gioia che nasce dalla pace

Chiedo il diritto di avere un pane

Chiedo una mano che

Mi indichi il cammino

Non sapremo mai quanto

Bene può fare un semplice sorriso.

MADRE TERESA DI CALCUTTA

 

Il campetto-disegno di Stefano Del Castello

                       Il campetto-disegno di Stefano Del Castello

 

Poesie per la festa della Mamma

Queste poesie per la Festa della mamma sono state scelte e trascritte 

da Francesco F, classe quarta

                    Una parola speciale, mamma.

Ho tanti giochi che mi danno divertimento:

fare le capriole, soffiare le bolle al vento;

correre in libertà tra fili d’ erba e margherite in fiore

creare su un foglio pasticci di splendente colore.

 

Arrampicarmi sulla scala della fantasia

dove tutto diventa libero come per magia.

Ma il gioco più divertente che mi piace fare

e giocare con le tue smorfie che mi fanno sbellicare.

 

Sai farmi ridere con i tuoi cento visi,

ma i lumini di gioia con i tuoi sorrisi.

Mi arrotolo nelle tue parole

soprattutto quando mi abbracci e mi dici: amore.

 

Per ringraziarsi d’ amarmi così tanto

oggi che e la tua festa, non ti do un bacio soltanto,

ma ti voglio dolcemente sussurrare

il nome più bello che i bambini hanno saputo inventare:

mamma.

(Vincenzo Riccio)

                                            Per la mamma

La mia preghiera ascolta

angelo dolce pio

tu che in cielo ogni volta

puoi parlare con Dio.

Digli che sono piccino,

che la mia mamma adoro,

che sono birichino

ma sono il suo tesoro.

Digli che sarò buono

che a lui mi raccomando

e che nessun bel dono

per questo gli domando.

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