Il Teatro Italo-Argentino

Nel 1911 nasceva la “Società Anonima”  per la costruzione di un Teatro Sociale in Agnone per iniziativa di pochi concittadini. Fu acquistato il suolo dietro l’ex portico di Toro vicino alla chiesa di Sant’Emidio.
I lavori richiesero una spesa ingente e poterono proseguire grazie all’intervento di 2 banche agnonesi, L’Operaia e la Sannitica.
Si decise poi di concedere il fabbricato per 15 anni ai signori Secondino Lastoria, Alessandro Cacciavillani, Franco rag. Sabelli e Ettore rag.Porfilio con l’obbligo di farvi il pavimento e tutti i lavori necessari per realizzare una sala adatta per compagnie teatrali. I lavori furono conclusi in alcuni mesi e venne realizzata una vasta ed
elegante sala, che poteva contenere oltre 1000 spettatori.
Il Teatro fu inaugurato il 14 ottobre 1911 col nome di ” Politeama Italo Argentino” con la campagnia Drammatica Italiana, diretta da Carlo Titta.

                     Alice, Francesco, Ivan, Luca, M.Rita, Matteo, Nicholas, Pasquale.

La ferrovia Agnone-Pescolanciano

La ferrovia durante una nevicata

     La ferrovia durante una nevicata

La ferrovia Agnone–Pescolanciano era una linea ferroviaria a scartamento ridotto, distrutta nel 1943 da guastatori nazisti, che collegava Agnone con Pescolanciano passando per Pietrabbondante in Molise.

La costruzione della linea ferrata venne chiesta dalle popolazioni locali con lo scopo di rompere l’isolamento delle aree interne del Molise sin dall’inizio del secolo XX. Il progetto, redatto dall’ingegnere agnonese Federigo Sabelli, e fortemente voluto e sostenuto specialmente dai cittadini di Agnone, tra cui il Dr. Giuseppe Maria d’Onofrio, venne approvato intorno al 1910 ed autorizzato l’esercizio con trazione elettrica; fu aperta al traffico nel maggio 1914 dalla Società per la Ferrovia Agnone-Pescolanciano (SFAP) che ne era la concessionaria. La linea aveva caratteristiche spiccate di ferrovia di montagna superando in qualche punto anche i 1.100 m s.l.m. La gestione venne assunta in seguito dalla società concessionaria SAM (Servizi Automobilistici Molisani).

La ferrovia svolse servizio viaggiatori e merci in piccole partite fino alla seconda guerra mondiale. Realizzava anche la coincidenza con i treni della linea Sulmona–Isernia nella stazione di Pescolanciano. Venne distrutta nel settembre del 1943 dai guastatori tedeschi in ritirata che ne minarono tutte le opere d’arte distruggendone in maniera capillare le infrastrutture. A causa dei gravi danni subiti non ne venne prevista più la ricostruzione.

Agnone † 1943 800 m s.l.m.
Verrino † 1943 650 m s.l.m.
Casello † 1943
Vastogirardi-Capracotta † 1943
Rocca Tamburri † 1943 1100 m s.l.m.
Pietrabbondante † 1943
Trivento-Bagnoli † 1943
Colle Meluccio † 1943
linea per Sulmona
Pescolanciano-Chiauci 762 m s.l.m.
linea per Isernia

Luca Di Zanno e Danny Bucci

Evoluzione storico-urbanistica di Agnone, città moderna

Quando la penisola italiana fu unificata (1861), Agnone era la più popolosa città del Molise con i suoi quasi 11000 abitanti. Tra il 1800 e il 1900 Agnone cambiò il suo aspetto urbanistico: da un lato, vennero rinnovati gran parte degli edifici del centro storico e, dall’altro, iniziò l’espansione verso la collina delle Civitelle. In Agnone arrivarono le rimesse di denaro dagli emigranti che dal 1870 si erano stabiliti in Argentina e Nord America e che diedero grande impulso all’economia agnonese.

Altre grandi opportunità vennero dal progresso tecnologico: nei primi anni del ‘900 in Agnone si svilupparono varie iniziative di tipo preindustriale. Sul finire dell’Ottocento si inaugurò il Monumento a Libero Serafini (all’incrocio della via principale il tratturello Castel del Giudice-Sprondasino).

Monumento a Libero Serafini

L’avvenimento che modificò l’aspetto urbano di Agnone fu però la costruzione della ferrovia Agnone-Pescolanciano, voluta dalla classe imprenditrice agnonese. La costruzione della Stazione e della piazza antistante fu animata da vari dibattiti, come si legge dai giornali dell’epoca.

Sempre nella zona della Stazione ferroviaria (l’attuale Piazza XX settembre), il 14 agosto 1927 fu inaugurato il Monumento agli agnonesi caduti nella Prima Guerra Mondiale. La statua, opera dello scultore Gustavo Guastalla, venne poi trafugata dai tedeschi in ritirata; solo nel 1957 fu ripristinata con la statua realizzata da Francesco Nanni, allievo del Guastalla. Nel 1950 venne inaugurato l’Ospedale d’Agnone (all’epoca fuori del contesto urbano). Nel 1950 un violento incendio distrusse la Pontificia Fonderia Marinelli, che fu costretta a lasciare la sede presso la chiesa dell’Annunziata per trasferirsi nell’attuale sede in via Marconi.

                                                                 Matteo Gigliozzi

Buona Pasqua con… lavoretti, cartoncini e LIM!

Carissimi/e, è giunta la Pasqua! In questi giorni alunni e docenti si sono dedicati ai vari lavoretti e ai cartoncini pasquali. Le classi seconda e terza hanno continuato a lavorare insieme utilizzando la LIM per le varie attività interdisciplinari.2015-03-30-165

 

 

 

 

 

 

 

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Ecco i lavoretti realizzati dalle varie classi:

Classe prima

                                         Classe prima

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Classe seconda

                                     Classe seconda

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Classe terza

                                   Classe terza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Classe quarta

                             Classe quarta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

classe quinta
                       Classe quinta