La Bottega Orafa di Palazzo Nuonno

                            Interno della Bottega Orafa

Il prezioso manoscritto “Statuta et Capitula Terre Angloni”(depositato nella Biblioteca Emidiana) racconta che anche in Agnone vi era la Corporazione degli orafi con le sue norme. Quindi, già dal 1400 l’arte orafa era florida, influenzata dalla scuola di Nicola di Guardiagrele che ebbe qui diversi allievi. Il più noto di essi è Giovanni d’Agnone, a cui viene attribuito l’ostensorio di San Marco. La fama dell’oreficeria agnonese ha riempito di capolavori d’oro e d’argento chiese e corredi di Agnone, ma anche quelle delle regioni vicine al Molise. Con i lavori di filigrana divennero famose le botteghe degli Onofrio, dei Camperchioli, dei Carlomagno, dei Di Primio e di molti altri maestri. Con l’avanzare del Novecento gli orafi e gli argentieri ridussero le loro attività. Nel 1912 in Agnone c’erano ancora dodici botteghe orafe.Purtroppo,molti artigiani orafi espatriarono e, pian piano, si verificò uno scarso aggiornamento tecnico; ben presto gli orafi rimasti in Agnone non riuscirono a tener testa alla concorrenza dei distretti orafi del centro nord. L’ultima bottega orafa fu quella situata nel Palazzo Nuonno, rimasta aperta fino al 1968, grazie a Ruggero Carlomagno.

                                                              Matteo Gigliozzi

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