Palazzo San Francesco

L’ex Convento di San Francesco è attiguo all’omonima chiesa risalente al XIV secolo e considerata monumento nazionale. Presenta un magnifico chiostro (alle cui pareti si trovano affreschi rappresentanti la vita di S. Francesco) ed è oggi sede della Biblioteca Comunale e della Mostra Permanente del Libro Antico con volumi rarissimi, come un’antica copia dell’Opera Omnia di Platone, risalenti al XVI secolo.

La biblioteca dispone di centinaia di volumi stampati nelle più importanti tipografie europee fra il 1512 ed il 1830. Giunti a Palazzo San Francesco di Agnone attraverso varie vicissitudini e grazie a donazioni avvenute soprattutto nel secolo ventesimo, i libri antichi di Agnone ora sono destinati ad una nuova vita.

La Mostra del Libro Antico, nata a Settembre 2003 e divenuta permanete a partire dal 2004, è stata il primo strumento di conoscenza all’esterno del patrimonio librario antico agnonese. In un anno e mezzo essa ha ricevuto la visita di oltre 5000 persone contribuendo a creare in Agnone un secondo polo di interesse del turismo culturale e scolastico dopo il Museo storico della la Pontificia Fonderia di campane.

                                                          Matteo Di Pasquo

I popoli che usarono le campane

E’ difficile ricercare l’inventore e il primo popolo che usò per primo le campane.

I popoli orientali conobbero presto l’uso delle campane: in Cina la campana è tra i bronzi più antichi. Era piccola, chiamata chung senza battagli e si suonava con un bastone di legno.

In India, i filosofi si riunivano a mangiare e a pregare al suono di campanelle; questo suono aveva anche un valore simbolico: diffondeva col vento, le preghiere e il verbo di venerabili santoni.

Anche nell’Occidente antichissimo ritroviamo lo stesso simbolismo: nel sepolcro di Porsenna, re degli Etruschi, morto nel 520 a.C., erano appese delle campanelle, che scosse dal vento, diffondevano all’intorno il loro suono, monito e ricordo del terribile re.

In Grecia le campanelle venivano usate per annunciare l’inizio del mercato del pesce.

Quando si passò dalle campanelle alle campane il bronzo delle campane diventò uno dei migliori.

E’ curioso ma alcuni popoli non amavano le campane. Infatti, il feroce Saladino entrò vittorioso a Gerusalemme e fece buttare tutte le campane dalle torri e le chiese.

                                 Antonio Scarano

 

Autori del Progetto “Agnone, un blog di storia”

Il Progetto prosegue le sue attività!!! Ne sono protagonisti i 21 alunni della classe quinta della Scuola Primaria «San Marco» di Agnone, guidati dalle insegnanti Concetta Carrano, Marilena D’Onofrio e Debora Ialongo.

Al seguente link è possibile vedere il filmato realizzato da Maria Linda De Mattia!

La classe quinta

                                 La classe quinta del plesso “San Marco”

Piazza Plebiscito

 

E’ la piazza principale del centro storico, verso cui confluiscono sette strade, che partono da altrettante zone del borgo antico, delineando un suggestivo reticolo di vie storiche. Nella piazza domina una caratteristica fontana marmorea risalente al 1881, realizzata per celebrare la costruzione del primo acquedotto urbano agnonese.

                                   Tomolo

 E’ stata luogo del mercato, del potere e della giustizia e fino al 1860 fu chiamata “Piazza del Tomolo” per la presenza, quasi al centro di essa, di un parallelepipedo in pietra denominato” Ru Tumbre” cioè il Tomolo. Era questa l’antica unità di misura di peso (oltre che di estensione) utilizzata per il grano. Ricavata da un unico blocco di roccia datato 1455, la “Pietra del Tomolo” presentava tre cavità alla sommità della pietra che rappresentavano tre diverse misure di peso: “Mezzitte”, “Quarta” e “Misura” corrispondenti rispettivamente agli attuali 22 Kg,12 Kg e 1,750 Kg di grano. Un tomolo di grano corrispondeva a circa 44 Kg , sufficienti per seminare un tomolo di terreno (circa 3000 mq). La Pietra del Tomolo è oggi conservata presso il deposito attiguo alla Biblioteca Emidiana. La piazza ha assunto l’odierno nome dopo il Plebiscito con il quale gli agnonesi aderirono all’Italia unita, che qui si svolse il 12 ottobre 1860.

Francesco Fantilli e Matteo Gigliozzi

Origine del nome Agnone

Sull’origine del nome di Agnone sono state fatte varie ipotesi. Ecco le più interessanti.

Nell’anno 883 d.C., in un giorno di Agosto, un principe longobardo voleva raggiungere da Benevento la contea di Pietrabbondante. Nei pressi di Agnone fu morso da un grosso serpente (Anguonum-is). Egli fece voto che, se fosse guarito, avrebbe fatto edificare una chiesa a Napoli, chiamata “Sancta Maria Anguonis”. Il principe guarì e fece edificare la chiesa. Qualche secolo dopo il principe di Taranto fece edificare la stessa chiesa nel luogo dell’incidente, chiamata oggi Chiesa dell’Assunta. Secondo quest’ipotesi, Agnone deriverebbe da Anguonum.

Secondo un’altra ipotesi, il nome Agnone deriverebbe dal termine latino amnis ( acqua), dall’acqua che scorreva in quei luoghi.

Infine, il Castello di Anglona ( così fu chiamato il Castello dei Borrello in Agnone) potrebbe aver dato il nome alla nostra cittadina!

Matteo Gigliozzi

Capodanno!

Il Capodanno risale alla festa del dio romano Giano e nel corso dei secoli è stato festeggiato in tanti modi differenti. Questo giorno è in molti luoghi una festa religiosa di precetto (la Solennità della Madre di Dio per la Chiesa cattolica che segue la forma ordinaria del rito romano, la Circoncisione di Gesù per chi segue il rito ambrosiano o la forma straordinaria del rito romano), ma anche una occasione per celebrare la notte di passaggio tra il 31 dicembre e il 1º gennaio, che si festeggia con il veglione di Capodanno. In occasione di questa celebrazione, in quasi tutte le città del mondo si sparano i tradizionali fuochi artificiali, solitamente accompagnati (nei paesi anglosassoni) dalla canzone Auld Lang Syne.Molti la considerano anche un’occasione per fare dei buoni propositi per il nuovo anno. La tradizione italiana prevede una serie di rituali scaramantici per il primo dell’anno che possono essere rispettati più o meno strettamente come quello di mangiare lenticchie a cena il 31 dicembre come auspicio di ricchezza per l’anno nuovo. In Spagna c’è la tradizione di mangiare alla mezzanotte dodici chicchi d’uva, uno per ogni rintocco dei dodici scoccati da un orologio (il principale è quello di Puerta del Sol a Madrid). In Russia, dopo il dodicesimo rintocco, si apre la porta per far entrare l’anno nuovo. In tutta l’ex Unione Sovietica è usanza scambiarsi e aprire i regali. Spesso vengono regalati cioccolatini o pupazzetti corrispondenti all’animale simbolo del calendario cinese dell’anno che verrà. In Ecuador e in Perù si esibiscono fuori la propria abitazione dei manichini di cartapesta (a volte con le sembianze di personaggi famosi, calciatori, etc.) riempiti di petardi così da bruciare ed esplodere ai rintocchi della mezzanotte. In Giappone, prima della mezzanotte, le famiglie si recano nei templi per bere sakè e ascoltare 108 colpi di gong che annunciano l’arrivo di un nuovo anno (si ritiene infatti che questo sia il numero dei peccati che una persona commette in un anno e che in tal modo ci si purifichi).In tanti paesi che seguono il calendario Gregoriano, tra cui gli Stati Uniti, il Regno Unito, l’Italia e altri, il Capodanno è anche una festa civile.

                   Maria Linda De Mattia