Chiesa S. Biase

 Chiesa S. Biase ( disegno di M. Gigliozzi)

Chiesa S. Biase ( disegno di M. Gigliozzi)

La chiesa di San Biase è il primo edificio di culto agnonese di cui si ha memoria in documenti antichi. Secondo un manoscritto chiamato “Antiquam“, infatti, il primo insediamento sul colle ove si trova il centro storico di Agnone risalirebbe al VII-VIII secolo e si sarebbe sviluppato su un monticello coperto da un bosco sacro di abeti, intorno al piccolo oratorio dedicato proprio a San Biase Martire, vissuto circa tre secoli prima al tempo delle ultime feroci persecuzioni contro i cristiani. L’ultimo restauro è terminato nel 2009.

All’interno ci sono sei altari ed una cappella-oratorio di grande valore artistico e religioso. Sulla destra dell’altare centrale si sviluppa l’oratorio della Confraternita della Mercede con la statua della Vergine e l’altare dedicato alla Madonna della Mercede, in legno intagliato e dorato, opera di artisti locali.

E’ antichissima tradizione da parte dei fedeli, in occasione della festa di San Biase del 3 febbraio, riportare a casa l’acqua benedetta per usarla contro le malattie della gola.

                                                  Nicholas Paoletti

Per altre ricerche su questa significativa Chiesa leggere  qui !

 

Come viveva Landolfo Borrello?

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Disegno di M. Gigliozzi

Il castello di Borrello (M. Gigliozzi)

Il castello di Borrello (M. Gigliozzi)

Disegno di M.Sciulli

Disegno di M.Sciulli

Disegno di F.Fantilli

Disegno di F.Fantilli

 

 🙂  Le ricerche sulle origini del nucleo abitativo di Agnone ci hanno fatto conoscere una bella figura di comandante, Landolfo Borrello che, venendo dalla Repubblica di Venezia, si stabilì in Agnone, accompagnato da un gran seguito. Quale tipo di vita conduceva Lanfolfo Borrello una volta giunto in Agnone? Gli alunni della classe quinta sono rimasti affascinati da questo gentiluomo ed hanno immaginato i mille modi in cui potesse vivere la sua giornata.

Per leggere i simpatici racconti dei bambini su Landolfo Borrello cliccare  qui !

 

Origine e sviluppo del nucleo abitativo in Agnone

Tra Sanniti e Romani si scatenarono le tre Guerre Sannitiche, tra il lV e il lll secolo a.C.

Fu decisiva la battaglia di Aquilonia nel 293 a.C. I Sanniti furono sconfitti e iniziò il predominio romano anche nel centro sud della penisola italica. Testimonianze di epoca Romana sono state ritrovate nei territori agnonesi e, in particolare, nella valle di San Lorenzo. La colonizzazione romana, però, fu scarsa in termini demografici, tanto che nel VI e VII d.C. i Bulgari prima e gli Slavi poi chiesero e ottennero di abitare quelle contrade semi deserte.

Il nucleo abitativo era situato sulle “Civitelle” da civitas, termine coniato dai Romani e derivante dal latino.

Recentemente è stato scoperto un prezioso documento di storia agnonese nell’Inventarium  Solemne del 1685, relativo alla Chiesa di San Biase.Secondo questo manoscritto chiamato “Antequam”, il primo nucleo insediativo si sviluppò intorno al piccolo oratorio dedicato a San Biase, situato in un bosco di abeti. Con tanta devozione gli abitanti dalle Civitelle si recavano al monticello.
La Chiesa di San Biase rappresenta il punto di ritrovo dei cattolici più antico esistente ad Agnone unitamente al cenobio di Santa Lucia al Verrino, già esistente.
Dal numero delle porte di accesso alla città di Agnone, è possibile delimitare il primo concentrico urbanistico racchiuso da Porta San Nicola, l’Arco Semiurno, Porta Roma, Porta Berardicelli, Porta De Stefano, Porta Sant’Antonio e Porta Sant’Emidio.
La fondazione urbanistica della città avvenne quando gli abitanti iniziarono sradicare gli alberi, a livellare il Monticello.
Nell’VIII-XIX secolo d. C. nella zona di San Marco venne innalzato dai Longobardi un fortilizio per controllare il territorio. Attorno a questa Rocca si concentrarono i vari villaggi sparsi nelle campagne in un unico corpo urbano chiamato Castellum Angelorum (castello degli angeli), poi denominato Anglono e Anglone.
L’urbanizzazione fu incentivata da Landolfo Borrello che ritornò in Agnone con soldati, imprenditori e artigiani veneziani che con le loro arti e mestieri diedero poi vita al “quartiere veneziano”.
Sotto gli Angioini (XIII e XV secolo) Agnone divenne città regia (1404) e vide aumentare i suoi abitanti e le sue costruzioni.
In età vicereale borbonica (XVI e XIX secolo) la popolazione continuò ad abitare e si formò un bel borgo al di fuori delle mura, iniziando l’espansione verso l’attuale Corso Vittorio Emanuele.

                                                  Maria Linda De Mattia

Chiesa S. Nicola

                   Chiesa San Nicola

E’ un edificio molto antico, datato X secolo, stando a quanto scritto in una pergamena conservata a Montecassino. Della sua classicità rimane ben poco perché è stata soggetta a diversi restauri che nel complesso l’ hanno modificata. Dopo oltre trenta anni di chiusura a causa di prolungati lavori di restauro, è stata riaperta al culto nel dicembre del 2009.

La fabbrica costituisce un corpo a sè stante. Del primitivo impianto conserva ormai solo la forma e dal campanile è possibile ammirare l’intero paese. La facciata si presenta semplice nei suoi lineamenti; sul portale è stato effigiata una tiara e le chiavi di San Pietro Apostolo con sopra incisa una iscrizione. All’interno invece la chiesa si presenta ad una sola navata costituita da due altari in legno intagliato scolpito da artigiani agnonesi e con cappelle laterali. L’altare maggiore policromo è stato eliminato dall’ultima sistemazione operata dalla Soprintendenza regionale; oggi l’altare conciliare conserva sul paliotto marmoreo il bassorilievo di ottima fattura rappresentante l’Ultima Cena. La statua di San Nicola è opera settecentesca dell’artista campobassano Paolo S. Di Zinno. Importante è ancora la tela raffigurante la scena della “Pietà” risalente al XVIII secolo e donata alla Chiesa dalla famiglia baronale dei Gigliani.

In tale Chiesa fu eretta, nel 1824, la Confraternita della Cintura, la cui festività ricorre nella prima domenica di settembre. Intorno all’edificio sacro, fino allo scoppio del secondo conflitto mondiale, si svolgevano la sfilata e benedizione degli animali da trasporto in occasione del 26 dicembre, giorno di Santo Stefano.

                                                                         Francesco Fantilli

Le nostre fiabe!

Durante le ultime settimane gli alunni della classe terza si sono dedicati alla lettura di particolari racconti fantastici, le fiabe, che a loro sono piaciute molto. Si sono perciò cimentati nell’invenzione di fiabe, inoltrandosi in boschi magici e incontrando fate simpatiche…Ecco le fiabe inventate da Mario Maroncelli  e Thomas Paoletti :

Autore: Mario Maroncelli

Autore: Mario Maroncelli

 

Disegno di Mario Maroncelli

Disegno di Mario Maroncelli

Ecco anche la fiaba ideata da Thomas Paoletti :

La fiaba di Thomas Paoletti

La fiaba di Thomas Paoletti