La transumanza

In Molise i Sanniti trovarono pascoli, acqua e valli coltivabili. Svilupparono la transumanza, cioè lo spostamento delle greggi dai pascoli estivi della montagna a quelli invernali in pianura. Nell’antico Sannio esisteva già una serie di percorsi naturali tracciata dagli animali in cerca di pascoli. Questi percorsi furono utilizzati come rete di comunicazione e di traffici commerciali. Lungo questi percorsi si riscuotevano anche le tasse che venivano versate all’erario della Touto. L’edificio dell’erario è stato trovato recentemente a Pietrabbondante.
Già nel IV sec a. C l’abitato più antico di Agnone era situato sulle Civitelle, non lontano dal tratturello Sprondasino-Castel del Giudice.

      Tratturi dell’Alto Sannio nel IV se. a. C.

4 novembre, Giornata delle Forze Armate

II 4 novembre 1918 si concluse la Prima Guerra Mondiale, evento che ha determinato radicali mutamenti politici e sociali.
La data, che celebra la fine vittoriosa della guerra, commemora la firma dell’armistizio siglato a Villa Giusti (Padova) con l’Impero austro-ungarico ed è divenuta la giornata dedicata alle Forze Armate. In questa giornata si vuole ricordare tutti coloro che hanno dato la propria vita per la Patria.

Alice Gualdieri ha trascritto due poesie che parlano di questa ricorrenza:

Il 4 Novembre

Lo sai, fanciullo cos’ è la Patria?

E’ la casa dove la mamma ti ha cullato

sulle sue ginocchia.

E’ il prato dove è spuntata l’ erba fragrante

di margherite.

E’  la scuola dove si è aperta la tua piccola

mente e il tuo cuore.

È il cimitero in cui riposano i morti.

E’ il cielo azzurro al quale volgi lo sguardo.

 

La mia Patria

La mia Patria è l’Italia, la terra meravigliosa

incoronata di monti superbi e bagnata dal mare azzurro.

Essa è ricca di bellissime città, di colli verdeggianti, di pianure fertili.

Roma è il cuore dell’Italia.

Io amo la mia Patria e la sua libertà.

Molti uomini forti e generosi offrirono la loro vita per difendere la libertà d’Italia.

Il simbolo della mia Patria e la bandiera tricolore, che sventola al sole nei giorni di

festa o pende abbrunata nei giorni di dolore.

 

 

La società e la cultura sannite

I Sanniti, allevatori, si stabilirono in piccoli villaggi (vici) e ben presto divennero una nazione grande. L’insieme di più tribù sannite fu chiamato col termine osco Touto: le toutas erano legate da forti vincoli di solidarietà.
I Sanniti parlavano l’osco, una lingua indoeuropea del gruppo osco-umbro, come i loro vicini meridionali Osci, assorbiti dai Sanniti nel VI secolo a.C.
Nel IV sec. a.C. soltanto pochi sacerdoti e scrivani sapevano leggere e scrivere. Un certo sviluppo si ebbe nel III sec. a.C., quando i Sanniti si servirono della scrittura per fini religiosi, come dimostra la Tavola Osca di Agnone. Questa lingua aveva come particolarità il fatto che si scriveva da destra verso sinistra.

                                                                                                  Luca Masciotra

I Sanniti nel  Centro Sud

       I Sanniti nel Centro Sud

I Sanniti in Molise

I 7000 giovani sabini si incrociarono con gli Osci e nacque il popolo dei Sanniti, che occupò il territorio compreso tra i fiumi Sangro, Trigno e Biferno e Volturno, chiamato Sannio, tra il VII-VI sec. a. C. e i primi secoli del I millennio d.C.
Il popolo sannita era formato da quattro tribù: i Pentri, i Carricini, i Caudini e gli Irpini, e da alleati (Frentani e Larinati a nord-est, Alfaterni a sud ovest).
I Sanniti chiamavano inizialmente se stessi Safinos. I Latini li definivano «Sabelli», cioè «piccoli Sabini». Sabelli è un cognome ancora molto diffuso in Agnone. Nella loro lingua la nazione si chiamava Touto e il loro Stato Safinim.

Il territorio del Sannio nel IV sec. a.C.

                    Il territorio del Sannio nel IV sec. a.C.


Libriamoci, giornate di lettura nelle scuole.

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Nei giorni 29, 30 e 31 ottobre 2014 si svolgerà Libriamoci, la nuova iniziativa promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) – con il Centro per il libro e la lettura – e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR). L’obiettivo sarà quello di diffondere il piacere della lettura tra i bambini e di sottolinearne l’utilità per la crescita sociale e personale, sia grazie all’esperienza diretta con i testi che attraverso l’ascolto e il confronto con insegnanti e compagni.

Anche il nostro plesso parteciperà all’iniziativa: nelle cinque classi si svolgeranno: letture di testi classici, slogan ed acrostici, gare di lettura, drammatizzazione di testi in prosa e di brani poetici, lettura ed analisi di testi di canzoni, ascolto di brani musicali e tante altre attività volte a promuovere il piacere e l’interesse per la lettura, l’educazione all’ascolto e la motivazione alla scrittura, l’avvicinamento affettivo ed emozionale ai libri, lo sviluppo della creatività.

La nostra partecipazione all’iniziativa è segnalata anche sul sito de “Il maggio dei libri”!

 

Buona lettura a tutti!

La Primavera Sacra

La Primavera Sacra era un rito praticato nell’ Italia antica. Quando le tribù attraversavano momenti difficili, gli animali della primavera successiva venivano sacrificati agli dei. I bambini non venivano sacrificati perché, diventati adulti, dovevano partire con alla guida un animale sacro (TOTEM). Con il passare del tempo non venivano guidati più dal Totem da alcune sue raffigurazioni, mediante insegne. Questo rito ebbe origine da alcuni pastori nomadi che portavano le greggi verso nuovi pascoli e ciò era utile perché diminuiva  le bocche da sfamare e favoriva l’insediamento di nuovi popoli nei territori disabitati. Le migrazioni del Ver Sacrum portarono alla nascita di nuove civiltà, specialmente nella zona appenninica centro – meridionale. Il nome delle Civiltà derivano dal nome dell’animale sacro come i Piceni dal Picchio, i Lucani dal Lupo e i Vituli o Italici dal Vitello.

                           Alice Gualdieri, Luca Masciotra e Luca Di Zanno

Disegno di Matteo Gigliozzi

Disegno realizzato da Matteo Gigliozzi

 I lavori eseguiti dagli alunni della classe quinta sono visibili qui. Interessanti! Buona lettura!

La nascita di Agnone

Stamattina in classe abbiamo parlato della nascita di Agnone, dovuta ad un fenomeno di sinecismo, cioè all’esigenza di raccogliere nell’unità di uno spazio fisico più villaggi sparsi nel contado.
Il primo nucleo della cittadina nacque dall’iniziativa di Landolfo Borrello, nobile discendente dei signori di Pietrabbondante, che aveva prestato servizio in qualità di comandante militare presso la Repubblica di Venezia e i Dogi Veneziani Pietro Orseolo II, Enrico Dandolo e Sebastiano Ciani. Ritornato nel Molise avendo al seguito soldati ed imprenditori veneto-istriani, Landolfo Borrello, titolare della Contea  longobarda, scelse il colle con la forma ad Angulum a strapiombo sul Verrino per costruire la nuova residenza del feudo; nelle vicinanze eresse anche una chiesa dedicata a San Marco.
Le fortunate scelte di Landolfo Borrello fecero crescere ed ingrandire il villaggio intorno al castello di Anglona. Landolfo realizzò così una prima colonia di lavoro artigianale preoccupandosi di consolidare l’area da urbanizzare con delle mura.
Questi eventi si verificarono tra il 1139 (anno del ritorno da Venezia) ed il 1144 (anno della consacrazione della chiesa di San Marco).

                                                                         Francesco Fantilli

Secondo incontro col direttore N. Mastronardi

Ieri noi alunni della classe quinta siamo ritornati in Biblioteca per scoprire qualche altra cosa sulla nostra cittadina (Agnone). Il direttore ci ha fatto vedere delle monete sannite con varie scritte in osco.C’era scritto “Viteliù” che significa “Italia”.Ci ha fatto vedere un guerriero sannita armato di scudi, paragnatidi, tutti oggetti protettivi. Ha detto anche che
ci sono diverse ipotesi per spiegare da dove deriva il nome Agnone: la prima fa riferimento alla leggenda del sanguisanguco e del principe longobardo; la seconda al
termine “Agno” (acqua);la terza al fuoco; la quarta dalla posizione di San Marco.

Nicola Mastronardi ci ha fatto vedere alcune pistole su un libro appunto di pistole antiche.Ci ha poi spiegato che s’ inserivano le pietre focaie e schiacciavano il pulsante, BUM e…scoppiavano scintille!

                                             Giulia Bianchini

Per visualizzare le relazioni degli alunni cliccare qui.

La LIM…tra seconda e terza!

1a102Anche quest’anno noi alunni della classe seconda, insieme ai bambini della classe terza, abbiamo iniziato a lavorare con la LIM. E’ stato bello vedere le pagine del nostro libro grandi e coloratissime. Abbiamo letto a turno e abbiamo fatto un esercizio con ce-ge e ci-gi. Io spero che useremo tante volte la LIM.
Evviva la LIM!
Assunta

I popoli italici

La penisola italica nel Neolotico

                             La penisola italica nel Neolitico

Dopo aver ascoltato il dott. Mastronardi, noi alunni della classe quinta abbiamo pensato di fare delle ricerche sui popoli italici. E’ un argomento che abbiamo ritrovato anche nel nostro libro di storia! Abbiamo scoperto che la nostra penisola fu abitata fin dalla Preistoria per il suo clima mite e la diversità dei paesaggi, offrendo un ambiente favorevole per la caccia, la pesca e l’agricoltura.

Nel II millennio a. C. la penisola italica era abitata da popoli che parlavano  lingue diverse e  che vivevano in umili capanne all’interno di villaggi, si dedicavano all’agricoltura e alla pastorizia e conoscevano la ceramica e la lavorazione del bronzo.

Verso il 1200 a.C. iniziarono a giungere nel nostro territorio popolazioni nomadi di origine indo-europea, che si aggiunsero agli abitanti locali. Quando, a partire dall’VIII sec. a.C., i popoli italici vennero a contatto con i coloni fenici e greci, progredirono rapidamente e conobbero la scrittura, che segna il passaggio dalla Preistoria alla Storia.

Tra questi vi erano i Liguri e i Veneti a nord. Nell’Italia peninsulare, quella che si estende dalle Marche alla Calabria, vivevano una moltitudine di popoli diversi: Piceni, Umbri, Sabini, Latini, Sanniti, Dauni, Messapi, Bruzi. Sanniti, Sabini, Dauni, Lapici, Messapi, Lucani e Bruzi erano popoli dediti alla pastorizia e all’agricoltura. In Sicilia abitavano Sicani e Siculi, in Sardegna i Sardi.

                                                         Luca Di Zanno

Prima visita in Biblioteca: I Sanniti in Molise

Il nostro ingresso nella Biblioteca " B. Labanca"

Il nostro ingresso nella Biblioteca ” B. Labanca”

Stamattina noi alunni della classe quinta del plesso “San Marco” ci siamo recati alla Biblioteca “B.Labanca”, dove il direttore Nicola Mastronardi nell’aula conferenze ci ha mostrato foto del suo computer proiettandole su un grande schermo. Ci ha fatto vedere la cartina dell’Italia con su scritti tutti i nomi dei popoli italici. Ci ha raccontanto come i Sanniti raggiunsero la nostra regione e vi si stabilirono. Dopo il direttore è andato a prendere una copia della Tavola Osca e ci ha detto che l’avevano trovata sotto il Monte Romita. Ci ha fatto leggere alcune parole in Osco facendoci notare che il testo è scritto da destra verso sinistra.Ci hai poi raccontato la leggenda della Grotta del diavolo, che ci è piaciuta molto!   Giulia Bianchini

N.B. Le relazioni sulla visita alla Biblioteca sono visibili cliccando qui .

Il direttore N. Mastronardi parla del Guerriero Sannita

Il direttore N. Mastronardi parla del Guerriero Sannita