Archivi per la categoria ‘Regioni del Sud Italia’

La Sicilia m’indica e mi fa intendere l’Asia e l’Africa, e non è poca cosa trovarsi nel centro meraviglioso dove son diretti tanti raggi della storia universale

Seguendo questo buon consiglio, la mattina per tempo ci siam messi in cammino e rivolgendoci sempre a guardare indietro, dall’alto dei nostri muli, abbiam raggiunto la zona delle lave non ancora domate dal tempo.

Le masse di lava in primo piano, le vette gemelle dei Monti Rossi a sinistra, e di rimpetto a noi la selva di Nicolosi, sopra la quale si ergeva il cono dell’Etna ricoperto di neve e leggermente fumante. Ci siamo accostati ancor più sotto i Monti Rossi ed io ne ho raggiunto una cima: è tutta un ammasso di rottami vulcanici di color rosso, di cenere e di lapilli.

(Goethe, “Viaggio in Italia”)

 

 

La Sicilia prende il nome dai Siculi, uno dei popoli che dominarono la regione prima dell’arrivo dei Fenici e dei Greci.

Lo stemma della regione, adottato nel 1990, raffigura il triscele, un mostro con tre gambe. Antico simbolo religioso forse orientale, la triscele era già usata al tempo dei Romani per rappresentare la Sicilia, perché le tre gambe ricordavano la forma triangolare dell’isola. Al centro della triscele c’è una testa di Gorgone, una terribile divinità mitologica che pietrificava con lo sguardo. Le spighe che le adornano il capo alludono alla fertilità della Sicilia, che già i Romani consideravano come un “granaio”.

[Diciannovesimo episodio : la Sicilia

Oggi mi son dato alla pazza gioia, dedicando tutto il mio tempo a queste incomparabili bellezze. Si ha un bel dire, raccontare, dipingere; ma esse sono al disopra di ogni descrizione. La spiaggia, il golfo, le insenature del mare, il Vesuvio, la città, i sobborghi, i castelli, le ville! Questa sera ci siamo recati alla Grotta di Posillipo, nel momento in cui il sole, passa con i suoi raggi alla parte opposta. Ho perdonato a tutti quelli che perdono la testa per questa città e mi sono ricordato con tenerezza di mio padre, che aveva conservato un’impressione incancellabile proprio degli oggetti da me visti oggi per la prima volta.

(Goethe, “VIAGGIO IN ITALIA”)

goehte

 

In origine, il nome Campania non indicava l’intera regione, ma soltanto l’ampia zona pianeggiante intorno al Volturno, la cui città principale era Capua. Secondo alcuni, il nome deriva dal latino campus (“pianura, aperta campagna”); altri pensano invece che la parola Campania derivi da Capuania, cioè “terra dei Capuani”.

 

 

Lo stemma della Regione Campania è quello che si diede la Repubblica marinara di Amalfi alla sua nascita. E’ costituito da una banda trasversale rossa su sfondo bianco. La Campania lo ha adottato nel 1971.

 

Le province campane:

Popolazione e città

La Campania è la prima regione italiana per densità di popolazione si concentra soprattutto in pianura

Napoli è IL CAPOLUOGO DI REGIONE. È la più grande dell’ Italia  meridionale e il  suo porto è  uno dei più attivi di tutta l’ area meridionale.         Si estende sull’ omonimo golfo ai piedi del Vesuvio è un porto molto importante di origine greca dominata prima dagli spagnoli e dopo dai Borboni. Tra i suoi monumenti  ricordiamo il maschio Angioino, il palazzo reale e la reggia di Capodimonte

Salerno città portuale , è sede di industrie alimentari , tessili e meccaniche. Ha una tradizione nello studio della medicina .La costiera amalfitana coltivata a viti e limoni , comprende note località turistiche

Caserta è conosciuta per la sua reggia borbonica.

Benevento conserva tracce della civiltà romana e longobarda .

Avellino capoluogo dell’ Irpina, ha subito gravi danni del terremoto del 1980

I FIUMI

I fiumi sono brevi e  a carattere torrentizio . Nel Tirreno  sfociano il Garigliano , il Volturno e il Sele.

I monti

Comprendono a nord c’è il massiccio del Matese e il punto più alto è il monte Miletto (2050 m.) . Se invece ci dirigiamo verso sud incontriamo l’Irpina, il Sannio e i monti del Picentini.

Il clima

è secco d’ estate e piovoso in primavera  e in autunno ed in inverno   sono frequenti le nevicate.

Economia

L’ agricoltura è molto sviluppata nelle zone costiere, dove il suolo è più fertile e il clima è mite. Si coltivano vegetali molto apprezzati , come pomodori , patate , ciliegie , albicocche , pesche e agrumi. Nelle zone interne , la scarsa fertilità del terreno permette solo la produzione di cereali , noci e nocciole . Vi si pratica anche l’ allevamento di  suini e bufale, dal cui latte si ricavano le famose mozzarelle. Anche la pesca costituisce un’ importante risorsa. La Campania è una delle regioni maggiormente industrializzate  del sud. Sono presenti industrie petrolchimiche, meccaniche , conserviere ,elettroniche. Non mancano le industrie di tipo tradizionale, come quelle legate al tessile e alla produzione di calzature .Vi sono poi piccole  e medie  imprese a carattere artigianale.

 

Quindicesimo episodio: la Campania

 

La CAMPANIA vista da … Goethe

Lo sperduto Salento, severo come una landa settentrionale, coi suoi paesi greci in sciopero secolare; poi l’esplosione di Brindisi, la più caotica, furente, rigurgitante delle città di mare italiane; e le stupende Otranto e Ostuni, le città del silenzio del Sud; e Bari, che segna il modello marino per tutte le città, poi, fino al Gargano; la cattedrale, di suprema bellezza, sul mare, e sotto i neri, biondi malandrini nudi tra gli scogli. Nella memoria, cattedrali e poveri ragazzi nudi, confuse città pericolanti e informi come accampamenti, folle sotto i palchi delle luminarie e i podii bianchi traforati delle bande, sono un solo, sordo frastuono. Che si infrange contro le muraglie del Gargano, il cui periplo, a picco sul mare, tra le severe, deserte montagne, allontana dall’Italia di migliaia di chilometri.

(Pasolini)

PASOLINI

 

 

I Romani chiamarono la regione Apulia, dal nome degli Apuli, uno dei popoli che la abitavano anticamente. Da Apulia è poi derivato il nome Puglia.

 

 

Lo stemma della Puglia è uno scudo sannitico, cioè rettangolare con il lato inferiore a forma di graffa. Al centro è raffigurato l’ulivo, principale risorsa agricola della regione. L’ulivo è racchiuso da un ottagono rosso, che ricorda la forma di Castel del Monte, famoso monumento pugliese. Lo stemma è stato adottato nel 1988.

 

Le province pugliesi:

La Puglia si trova a sud-est della penisola, e confina al nord con il Molise, a sud con il Mar Ionio, a est con il mare Adriatico, a ovest con Campagna e  Basilicata. La Puglia ha pochi laghi e pochi fiumi. Il lago più importante è quello di Lesina, invece il fiume più importante è quello di Afronto. Il capoluogo di regione è Bari ancora famosa per la sua cucina, il piatto più tipico è le orecchiette con le cime di Rape. La Puglia è famosa per i suoi luoghi da visitare tipo i Trulli di Alberobello e le grotte di Castellana…

Clima: è mediterraneo, con estati calde e ventilate e secchi inverni miti. Piove in Autunno e sono frequenti le nebbie mattutine.

Turismo: grazie alla fiera del Levante si è sviluppato un grande turismo. Anche per le spiagge è l’arte della città.

Ci sono molti dialetti… infatti ogni paese ne ha uno diverso.

Popolazione e città:

Bari è il capoluogo di regione

 

Sedicesimo episodio: la Puglia

Fu un viaggio splendido l’attraversare quegli altipiani, con la vista dello Ionio dall’alto e il panorama dell’ampia vallata del Crati e dell’alta catena del Pollino, avvolta nella bruma del primo autunno, poggiando lo sguardo sui fianchi delle colline coperti di olivi. La strada gira intorno ai precipizi, dove scendono dal monte i ruscelli; sono ricoperti di querce da sughero, lecci e altra vegetazione; tra i rami volano rigogoli, ghiandaie, upupe e coracie garrule. Nell’inverno i gelidi venti dell’Appennino spazzano questi monti, ma in questa stagione è una zona stupenda.

(N. DOUGLAS, “VECCHIA CALABRIA”)

 

douglas

 

La regione era chiamata dai Romani Bruttium (Bruzio), perché abitata dai Bruzi. Il nome Calabria indicava invece la Penisola salentina, in cui viveva il popolo dei Calabri. Nel Medioevo, durante la dominazione bizantina, questo nome fu esteso a un’ampia parte dell’Italia meridionale, per poi restringersi all’odierna Calabria quando l’arrivo dei Longobardi cacciò i Bizantini dalle altre regioni .

 

Lo stemma della Calabria riproduce alcuni simboli, tre dei quali si riferiscono al passato. Il pino larico, tipico pino calabrese, rappresenta i Bruzi, che vivevano sulle montagne di questa regione. La colonna col capitello, che poggia su una linea ondulata, rappresenta i Greci, giunti dal mare. La croce di sinistra è una croce bizantina. Il quarto simbolo, la croce detta “potenziata”, è stato scelto invece come simbolo della moderna Regione Calabria.

 

POSIZIONE

La Calabria confina a nord con la Basilicata, a sud-ovest un braccio di mare la separa dalla Sicilia, a est con il Mar Ionio e ad ovest con il Mar Tirreno.

 

MONTI

I monti più importanti, quelli che formano l’appennino calabro sono:

-         Pollino, che culmina con i 2267 m. dalla Serra Dolcedorme;

-         Catena Costiera, che il fiume Crati separa dalla Sira;

-         Serra, con i 1423 m. dal monte Pecoraro;

-         Aspramonte, che raggiunge i 1955 m. dal Montalto.

 

PIANURE

Le pianure si trovano lungo la costa:

-         Piana di Sibrazi;

-         Piana di Sant’Eufemia;

-         Piana di Gioia.

 

FIUMI

I fiumi sono brevi ed hanno carattere torrentizio. I più importanti sono: Crati, Trionto, Neto, Savuto, Mesima.

 

COSTE

Le coste tirreniche sono alte e frastagliate, quelle ioniche basse e sabbiose. Ampi golfi si aprono lungo le coste: di Sant’Eufemia, di Gioia sul Tirreno, di Squillace e di Taranto sul Ionio.

 

CLIMA

Il clima è mediterraneo nelle zone costiere e continentale in quelle interne.

L’agricoltura si pratica nella pianura e nelle valli dove si coltivano soprattutto viti, ulivi e agrumi, tra cui il bergamotto simile al pompelmo e usato nelle produzioni di profumi.

L’allevamento si pratica sulle colline soprattutto di capre e pecore. Fiorente è anche la pesca del pesce spada.

L’industria è poco sviluppata. Le uniche importanti si trovano a Crotone e sono quella metallurgica, meccanica e chimica; a Vibo Valentia quella siderurgica.

L’artigianato è legato al settore tessile della ceramica, e dei mobili.

Il turismo è la vera risorsa economica.

Le vie di comunicazione sono quelle autostradali, ferroviarie, marittime e aeree.

 

 

Le province calabre:

CAPOLUOGO

Il capoluogo della Calabria è Catanzaro (95251 ab.). La sua economia oggi si basa sul terziario e sull’artigianato.

 

CITTA’

-         Reggio Calabria: città più popolata della Calabria. L’attività principale è l’agricoltura.

-         Cosenza: centro agricolo e commerciale.

-         Crotone: centro industriale.

-         Vibo Valentia: centro turistico.

 

Diciassettesimo episodio: la Calabria

 

LA CALABRIA VISTA … DA DOUGLAS

“Amavo salire in cima al paese, alla chiesa battuta dal vento, donde l’occhio spazia in ogni direzione su un orizzonte sterminato, identico in tutto il suo cerchio. Si è come in mezzo a un mare di terra biancastra, monotona e senz’alberi: bianchi e lontani i paesi, ciascuno in vetta al suo colle, Irsina, Craco, Montalbano, Salandra, Pisticci, Grottole, Ferrandina, le terre e le grotte dei briganti, fin laggiù dove c’è forse il mare e Metaponto e Taranto. ”

(Carlo Levi, “Cristo si è fermato ad Eboli”)

 

 

Nell’antichità la regione era chiamata Lucania dal popolo dei Lucani, che la dominarono prima della conquista romana. Il nome attuale comparve nel medioevo, quando la regione fece parte dell’Impero bizantino, e deriva da basilikós (“imperiale”):così veniva chiamato il funzionario mandato dall’imperatore (basiléus) a governare la regione.

 

Lo stemma della Regione Basilicata raffigura una fascia formata da quattro onde azzurre. Sono i simboli dei quattro principali fiumi lucani: l’Agri, il Basento, il Bradan e il Sinni. Lo stemma è stato scelto nel 1973.

 

 

Le province della Basilicata:

La Basilicata o Lucania è una regione meridionale con capoluogo Potenza comprende due province:Potenza e Matera le altre città principali sono Melfi,Pisticci e Policoro confina a nord Est con la Puglia ad ovest con la Campania a sud con la Calabria ed è bagnata dal mar Ionio e dal mar Tirreno.

Il territorio è prevalentemente montuoso con un’unica pianura la piana di Metaponto i maggiori rilievi sono il pollino,il Sirino ,il Volturino è presente anche un vulcano spento  il Monte Vulture i fiumi sono a carattere torrentizio è sono il Basento ,l’Agri ,il Sinni e il Cavone, tra i laghi quelli di Monticchio hanno origine vulcanica, mentre quelli di pietra del Pertusillo di San Giuliano e del monte Cutugno sono artificiali anticamente la Lucania comprendeva oltre all’ attuale territorio anche vasti territori della Campania e della Calabria non comprendeva però le terre ad est del fiume Bradano e quindi anche Matera è intera area Vuture i primi insediamenti risalgono al paleolitico. Dal V millennio a.C. si diffusero gli insediamenti in villaggi fortificati. Dal VIII fu fondata la colonia Greca di Sirio ed inseguito quella di Metaponto  di colonizzazione anche ai primi contatti con i romani si ebbero intorno al 330 a.C. venne prolungata la via Appia fino a Brindisi e vennero fondate le colonie di potenta (potenza) e grumentum.

A Venosa nacque il poeta latino Orazio dopo la caduta dell’impero Romano  restò in possesso bizantino e longobardo,dopo con le invasioni saracene gli abitanti abbandonarono le coste e si trasferirono all’interno in capoluogo,divenne prima Tarsi poi Melfi nel 1735 con Carlo Borbone anche la Basilicata entra a far parte del regno di Napoli.

Dopo l’unificazione, a causa delle cattive condizione economiche e ambientali ci fu un vasto fenomeno di emigrazione, solo negli anni 30 si realizzò l’acquedotto e importanti vie di comunicazione.

Il 21 settembre 1943 Matera fu la prima città ad insorgere contro i tedeschi:nel 1980 la Basilicata fu sconvolta da un grave terremoto.

La regione Basilicata ospita nove aree protette di cui due parchi nazionali:il Pollino e il val d’Agri due parchi regionali e sei riserve naturali.

 

 

Cucina

Tra le specialità locali ci sono gli “gnumma rieddi “ involtini di interiore di agnello,il sanguinaccio dolce,crema fatta col sangue di maiale con l’aggiunta di cacao,latte e vaniglia,il baccalà con peperoni cuschi (croccanti) la soppressata e il purea di fave bianche e cicorie campestri specialmente nel materano.

Gli ingredienti sono:

400 g. di fave secche bianche

1 kg. di cicoria campestre,aglio,olio di oliva e sale

Lasciate a bagno le fave per una nottata . Cuocetele in acqua salata e, quando  cominciano a disfarsi, giratele a lungo con un cucchiaio di legno in modo da ottenere un purea . Montate la cicoria,lavatela accuratamente e lssatela in abbondante acqua salata,unitela,infine,alla purea e condite il tutto con l’olio di oliva crudo.

Uno degli ingredienti tipici della cucina  Lucana è il rafano che   viene grattugiato sulla pasta fatta in casa,le friselle,fatte di pane biscottate la “pignatta” con carne di agnello o castrato

 

 

Personaggi illustri

Egidio Romualdo Duni (compositore)

Arisa ( cantante)

Carmen Lasorella (giornalista)

Mango (cantante)

Rocco Papaleo (attore)

Pitagora (matematico)

Rocco Scotellaro (scrittore,poeta)

Lina Wertmuller (regista)

Michele Zarillo (cantante)

Una  poesia di Rocco Scotellaro è questa:

 

 

M’accompagna lo zirlio dei grilli

E il suono del campano al collo

D’ un’ inquieta capretta.

Il vento mi fascia

Di sottilissimi nastri d’argendo

E là nell’, ombra delle nubi sperduto,

giace in frantumi un paesetto Lucano

 

 

FOLKORE

Molte sono le feste tra cattolica e pagani le più importanti sono il maggio di Accettura ,la sfilata dei turchi a Potenza,la madonna della Bruna a Matera,e San Rocco a Tolve.

La sfilata dei turchi si svolge il 29 maggio a potenza accompagna i festeggiamenti per la festa padronale,questa manifestazione a metà tra legenda e folkore richiama un gran numero di visitatori che affollano le vie della città per assistere alla caratteristica parata. L’evento celebra l’intervento di San Gerardo,il patrono di Potenza,che per sventare l’attacco notturno di un’orda di turchi,inviò una schiera di angeli ad illuminare la città ciò permise ai potentini di difendersi dalle invasioni e gli assalitori fuggirono terrorizzati dalla prodigiosa apparizione. questo leggendario miracolo a dato vita ad un caratteristico in costume che rappresenta i soldati potentini,la schiera degli infedeli capeggiata dal gran turco e ha concludere la sfilata e un carro che trasporta la statua del santo.

Il trenta maggio è la festa patronale,ed i festeggiamenti prevedono la degustazione di specialità gastronomiche,locali vino e musica.

Invece la festa della madonna della Bruna istituita da papa urbano viene festeggiato ogni anno il 2 luglio. La festa ha inizio al mattino con la processione dei pastori. Al tramonto si svolge la sfilata del carro. Costituito in cartapesta dipinta,le cui opere rappresentano ogni anno un particolare episodio del vecchio o del nuovo testamento e che è il trono della madonna che viene portato in processione trainato da 8 muli bardati e scortato da cavalieri a cavallo. Il culmine della festa avviene quando la folla si lancia all’assalto del carro per raccoglierne i pezzi ed usarli come trofei portafortuna.

San Rocco viene festeggiato 2 volte l’anno il 16 agosto e il 16 settembre. La prima data richiama i pellegrini “marina”provenienti dai paesi delle zone pianeggianti,la seconda data e per i pellegrini della “montagna “ provenienti dai paesi delle zone montuose. In entrambe le date, i festeggiamenti si svolgono a mezzogiorno con una tipica processione per le vie del paese della durata di circa 3 ore. La statua di San Rocco ricoperta d’oro è portata a spalle dai fedeli in un solenne corteo,che si apre con i confratelli del purgatorio in tunica bianca e una mantellina rossa. Seguono in pellegrini scalzi con i ceri dei gruppi di preghiera di appartenenza artisticamente disposti su basi si legno e raffiguranti chiese campanici ed altre strutture sacre.

Dopo la processione i ceri vengono lasciati in dono al santuario di San Rocco dove saranno accesi durante l’anno come fiammella di fede.

 

Diciottesimo episodio: la Basilicata

Il nome Molise deriva, secondo alcuni, dai conti Molinis, feudatari normanni provenienti da Mulhouse (in Francia), che dominarono la regione nei secoli XI e XII. Secondo altri, invece, il nome deriva da un antivo castello, di cui oggi rimangono solo le rovine.

 

 

La stella a otto punte, riportata sullo stemma della regione, era il simbolo dell’antica provincia di Molese, una delle dodici province del Regno di Napoli. Infatti la regione ha fatto parte del Regno di Napoli dall’età moderna fino al 1860.

 

 

Quattordicesimo episodio: il Molise

aprile: 2014
L M M G V S D
« dic    
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
282930  
Abbiamo scritto su …
Statistiche