Il blog Pintadera

Sunto
Il racconto delle origini e delle finalità del blog ma anche delle difficoltà incontrate (e superate) e dei vantaggi didattici che ha permesso di conseguire.

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Pintadera è una voce, di bambini e di bambine, anzitutto. E anche di adulti – genitori e insegnanti – che si vogliono mettere in gioco per costruire – è questo il sogno – uno spazio allargato di incontro, di allegria, di scambio, di confronti.

Questo blog, inteso come strumento comunicativo, è nato come una sfida diversi anni fa. Ero stata incaricata, dal Collegio dei Docenti, della F.S. sulla documentazione.

Allora, una prima riflessione aveva riguardato la possibilità di creare iniziative tese a sperimentare le potenzialità tecnologiche per l’apprendimento; e, quindi, mi chiedevo: Come affiancare alla documentazione tradizionalmente intesa nuovi e diversi punti di riferimento? L’interrogativo era quello di comprendere come andasse progettato e organizzato questo ipotetico percorso e come si potesse mettere in connessione questa idea con l’abituale prassi dell’operazione del documentare. E ancora: che direzione privilegiare per stimolare la maturazione di apprendimenti consapevoli, la nascita di abilità trasversali e la possibilità di trasferirle in domini di conoscenza diversi? È da queste riflessioni che è nata l’idea di utilizzare in ambito didattico uno strumento multimediale come il blog.

Ho proceduto quindi per prove e tentativi, concordando con i colleghi interessati le diverse azioni e coinvolgendo continuamente i piccoli nella progettazione e nella realizzazione delle attività che si mettevano in campo e che venivano, di volta in volta, condivise nel blog.

E Pintadera ha iniziato a crescere in questa sua interazione con l’esterno, allargando i confini rassicuranti e abitudinari della prassi quotidiana.

Questo aspetto ha generato ulteriori interrogativi. Si è visto da subito che alcuni percorsi di lavoro, puntigliosamente organizzati e prestabiliti, richiedevano al contrario modifiche e aggiustamenti per adattarsi continuamente alle conversazioni individuali e collettive con l’esterno. Da qui la necessità di realizzare piste di lavoro didattico che tenessero conto di questa interazione-argomentazione sia tra i pari che tra essi e noi docenti, senza tralasciare la componente genitori, che in diversi casi si sono resi protagonisti di proposte e di esperienze. Si tratta di riconoscere significatività ad apprendimenti che emergono dall’interazione con gli altri e mantenere vivace un ambiente in cui vengono valorizzate le diverse competenze di chi ne fa parte.

Pintadera è un puzzle, i cui tasselli sono costituiti da attività e da esperienze che fotografano alcuni aspetti della realtà scolastica del nostro circolo; le sue curiosità, i suoi interessi, la sua ricchezza ideativa. Un ambiente che, attraverso l’interazione empatica con tutti i suoi protagonisti, si struttura e si costruisce continuamente, per rendere possibile realizzare un legame dialettico tra il “dentro scuola” e il “fuori scuola”.

Il ‘vecchio blog’ Pintadera: http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=301

Questo articolo è stato pubblicato in education 2.0 

Maria Giovanna Melis

7 pensieri su “Il blog Pintadera

  1. ho guardato i lavori e sono molto carini. sopratutto quelli di 5 .vi spiego in modo che diventi capibile, intendo le foto della 5,perchè sono più allegre , intendo che ci sono i bambini che la rendono molto più allegra.

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