La scatola magica e l’enigma di San Valentino, di Frederique Papy

Questa è la storia di un bambino che ha molta molta immaginazione.

[…Lui usa la sua immaginazione per creare meravigliosi giocattoli dalle cose più semplici e ordinarie.

Ogni giorno lui inventa un nuovo gioco.

Ogni nuovo gioco gli sembra più eccitante del precedente.

Quando sua madre rientra a casa, si concede sempre del tempo per ascoltarlo nonostante sia molto stanca.

Loro amano condividere le sue nuove idee.

Lei lo incoraggia sempre e spesso offre buoni suggerimenti per quanto lui farà le prossime volte].

E’ la seconda storia matematica di Papy che leggiamo e che ci consente di continuare a giocare con la matematica.

Non inserisco tutta la storia – tradotta anche questa dalla specialissima collega Tiziana Roggero – ma solo una parte che capita nel momento più adatto; come si usa dire: “cade a fagiolo”. In questa storia infatti si parla della giornata di San Valentino.

Si tratta di un altro lavoro integrato che coinvolge la matematica e le relazioni, l’inglese, l’italiano e l’immagine.

The magic box

[Domani è il giorno di San Valentino pensò il nostro piccolo amico mentre stava rientrando da scuola. “Io devo preparare un biglietto per mia mamma, per i miei amici e i miei nonni”.

Lui fece tanti disegni e mise il più bello di tutti nel bigliettino per la madre. Il giorno dopo fu eccitante. A scuola i bambini fecero una festa per San Valentino e scelsero il piccolo ragazzo per organizzare uno spettacolo. Lui ebbe così tante interessanti idee che loro lo applaudirono a lungo.

Alla fine della festa i bambini si scambiarono i loro “Valentine” ].

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Quando sua madre rientrò a casa lui le spiegò:

Questa freccia rossa significa che

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[ “Tu vedi chi ha ricevuto il maggior numero di Valentine?” chiese

“Sì” – disse sua madre dopo aver guardato a lungo il disegno.

“Sei tu?” – aggiunse – “Sì” rispose lui orgoglioso

“Hai ricevuto 5 Valentine” disse sua madre “Sono orgogliosa che i bambini della tua classe ti apprezzano”.

“Riesci a vedere i 3 bambini ai quali ho inviato un Valentine? chiese il bambino “ Due di loro sono veramente i miei migliori amici. Il terzo è una timida bambina che non parla mai con nessuno. Io ero quasi sicuro che tutti gli altri si sarebbero dimenticati di lei”.

“ E’ stato un pensiero gentile” disse sua madre ].

[ ” Guardo i miei due migliori amici” disse il bambino. “ Cosa pensi di loro?” chiede alla madre.

“ Uno di loro è selettivo, ha inviato un Valentino a te ma a nessun altro” rispose la madre.

“ E’ vero” risponde il bambino.

“ L’altro ha un carattere diverso” aggiunge la madre “ Sembra sia veramente generoso. Ha inviato il maggior numero di Valentine”.

“ E’ la verità. E’ un bravo compagno” risponde il bambino ].

[Il piccolo bambino indicò il puntino con il cappio e chiese alla madre:

“ Cosa pensi di questo bambino?”

“ E’ strano” rispose sua madre “ Questo bambino deve essere molto triste. Ha inviato un Valentino a se stesso e a nessun altro”.

“ Non piace a nessuno in classe” osservò il piccolo ragazzo.

Rimase silenzioso per un momento mentre guardava il disegno, poi aggiunse:

“ Mi sento un po’ colpevole. Due miei amici hanno inviato un San Valentino a me e a nessun altro e sfortunatamente io mi sono dimenticato di loro”.

“ Queste cose succedono” osservò la madre “Tu potrai avere un’altra occasione per mostrare loro la tua amicizia”.

Il piccolo ragazzo e sua madre continuarono a guardare il disegno per un lungo tempo, discutendo dell’amicizia tra bambini ].

I Valentine

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Si continua con la storia

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Alcuni personaggi descritti da Alessio

e alcuni disegni dei piccoli:

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Alla prossima storia matematica:-)

I bambini e le bambine insieme a m.stra Maria Giovanna

da quel di Caniga

Dov’è il mio naso? :-))

Questa attività ha avuto inizio dopo una fortunata caccia al tesoro  che mi ha consentito di recuperare dei libri di Frederique Papy.

Pensate che queste storie matematiche scritte negli anni ’70 venivano vendute allegate a dei giornali quotidiani, così come succede spesso anche oggi.

Le storie sono tutte scritte in inglese ( 😥 ) e senza la preziosa traduzione della mia collega Tiziana Roggero, che ringrazio tanto, forse non avrebbero avuto un seguito.

Ecco la storia.

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Io sono un ragazzo. Non ho sorelle né fratelli.

Vivo con mia madre, mio padre e mia nonna.

Qualche volta è triste essere figlio unico.

Mi piace molto mia nonna.

Lei conosce giochi veramente interessanti e mi racconta delle storie carine.

Lei non mi sgrida mai, non urla mai. Lei è molto più paziente dei miei genitori.

La mia nonna ha 3 deliziosi gatti e un affascinante barboncino nero. Diapositiva2

La scorsa notte mia nonna mi ha detto:-

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Lei mi ha fatto vedere il disegno ed io sono rimasto un po’ deluso.

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Mia nonna ha sorriso.

Diapositiva5 –  Ho disegnato per te 3 conigli, 1 scoiattolo, 3 cimici, i miei 3 gatti, il mio piccolo barboncino, tu, io e il tuo naso. Puoi riconoscerli?-

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La nonna ha disegnato un’altra corda:

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Quindi tu nonna sei fuori da tutte e due le corde – ho detto.

Giusto e anche il tuo naso. – ha ribattuto la nonna.

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E i miei adorabili gattini? Dove sono?- ha chiesto la nonna

Io sono rimasto in silenzio.

A loro piace mangiare la carne?-

Sanno arrampicarsi sugli alberi?

Sono animali a 4 zampe?

Come ho guardato il disegno ho pensato.- Sì, sì, sì!-

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E questa è la fine della storia.

Siamo partiti da puntini disegnati e con un po’ di riflessione abbiamo dato un nome a ciascun puntino.

Che bella la matematica!-

Di seguito qualche foto dei bambini e delle bambine al lavoro e qualche filmatino che documenta questo percorso di intuizioni e di scoperta.

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Dove è il mio naso

Giorgia – Dove è il mio naso

Lidia – Dove è il mio naso

Manuel – Dove è il mio naso

Riccardo e Manuel – Dove è il mio naso

Samuel – Dove è il mio naso

Stephan – Dove è il mio naso

Per visionare le immagini ingrandite, cliccateci sopra.

I bambini e le bambine insieme a m.stra Maria Giovanna

Classe seconda – Caniga

Le relazioni

Il concetto di relazione fa parte, sia pure in forme vaghe e differenti, del ‘senso comune’, basti pensare alla relazione di parentela; non può pertanto essere del tutto estraneo neppure al/alla bambino/a di 6-7 anni. Il nostro intervento didattico è stato quindi attuato anche in classe prima in quanto non richiede conoscenze che potrebbero non essere ancora presenti. Richiede solo un’attività, il confronto di oggetti, basata su capacità logiche che, in una certa misura, sono già possedute. Il/la bambino/a infatti impara a confrontare da quando comincia a vedere, toccare, osservare, annusare, individuare e quindi conoscere gli oggetti che lo circondano. Successivamente le sue capacità si affinano e si innesta la capacità di classificare, cioè di raggruppare oggetti in insiemi in base alle loro somiglianze o differenze, rilevate appunto attraverso il confronto. È con l’attività del confronto e della classificazione quindi che il/la bambino/a apprende molto presto a stabilire relazioni tra oggetti.   Questo percorso integrato di Lingua e di Matematica segue questo filo conduttore.

Diversità

I loghi del nostro progetto

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Stats

Matefiaba

Una fiaba coinvolgente e originale , proprio una MateFiaba, ci viene proposta dalle classi prima e quinta di Fabrizio De Andrè e dalle loro maestre Renata e Tiziana.
Mate

La proposta di lavoro si è articolata in due livelli di intervento: la fiaba e le interazioni logiche e matematiche all’interno di un contesto collettivo inclusivo.

Questa esperienza ha permesso a tutti/e i bambini e le bambine coinvolti/e di inserirsi in attività giocose e creative, ricche di stimoli e di opportunità formative che hanno promosso un aumento di competenze e favorito veri momenti di crescita individuale e inclusiva.

Renata e Tiziana hanno anche proposto il logo per questo nostro progetto

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e scrivono: “Gli animali non aspettano progetti per includere i loro simili”

Che abbiano ragione?!!!!

Buona inclusione a noi

 

 

Rapporti tra parole e misure

Il contributo di San Donato e della classe quinta insieme alle maestre Carmela e Rossella.
Rapporti tra parole e misure

Attivare le capacità di stabilire “relazioni”, in questo caso tra fonemi, grafemi e infine parole, sviluppa capacità logiche e sociali.
Un percorso sulle relazioni contribuisce pertanto ad affinare capacità logiche e relazionali,
favorendo e potenziando lo sviluppo del linguaggio.
Giocando con le parole si arricchisce il lessico, si apprezza il vocabolario, potente alleato di gioco, si coglie il valore della regola, che offre il principio di organizzazione e suggerisce il percorso che porterà al risultato.

Questo percorso di lavoro integrato ha promosso l’assimilazione di contenuti inerenti a: giochi di parole, creazione di acrostici che definissero e descrivessero gli spazi, misurazione dei perimetri e delle aree delle aiuole riprodotte in base alle descrizioni scaturite dai testi contenenti anagrammi e tautogrammi.

I loghi del nostro progetto:

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Giocare con le parole

In classe quarta, il laboratorio è di scrittura creativa.
Scrivere creativo

I bambini e le bambine, guidati dalle loro maestre,  hanno attivato energie e entusiasmi per giocare con le parole. Anagrammi, acrostici, calligrammi, metagrammi, …, non hanno più segreti 😀

E il pensiero razionale ringrazia!

Con le maestre Concetta e Manuela, i bambini e le bambine avevano già portato avanti alcune attività di giochi logici e matematici.

Il loro contributo è visibile qui

I loghi del nostro progetto

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Pesce d’ Aprile

Pesce d’ Aprile

Che giorno è oggi? E’ il primo di aprile

mese di sole e di vento gentile.

E in questo giorno, davvero speciale

che non è Pasqua e neppure Natale,

si posson fare dei begli scherzetti

per stuzzicare i nostri amichetti.

Disegno e ritaglio un bel pesciolino,

lo attacco alla schiena di qualche bambino

e poi ridacchio e segno col dito

mentre qualcuno mi guarda stupito!

E’ divertente, è un gran bel giocare

solo una cosa ho da ricordare:

esiste una regola a questo bel gioco:

lo scherzo è bello se dura poco!

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quinta di Caniga

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