Scaramacai e la Befana

Quando ero piccolina come voi (tanto tanto tanto tempo fa) leggevo un giornale a fumetti, il Corrierino che pubblicava racconti, poesie, e tanto altro.

Tra i personaggi che affollavano questo settimanale voglio ricordare il pagliaccio Scaramacai, uno dei più simpatici:-).

Nel lontano 14 gennaio 1962 venne pubblicato il racconto

Scaramacai e la Befana

Ecco la storia.

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Avevo attaccato la mia calza sotto la finestra perché il camino nella mia capanna non c’è e tutta la notte ero stato sveglio, sperando che arrivasse la Befana.

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Invece, niente.

Quando mi accorsi che tra poco sarebbe spuntato il giorno, pensai di farmi la Befana da solo. In un cassetto avevo quattro palline di vetro che mi erano state regalate da un bambino al quale avevo raccontato una barzelletta.

Erano quattro palline con dentro dei fili colorati, molto preziose.

Le presi e le infilai nella calza, senza ricordarmi che nella calza c’era un buco, e così tin-tin-tin le quattro palline caddero sul pavimento.

Mi ero appena messo carponi per cercarle, quando, la porta si aprì e – , oh, meraviglia delle più meravigliose meraviglie! – entrò la Befana.

La riconobbi subito per il sacco che portava sulle spalle stanche, per il gran naso che le si incurvava sulla bocca, per la neve che aveva sui capelli e sugli occhi, due occhi strani e dolci che invece di sembrare da vecchia erano da bimba: ecco due occhi di bimba in mezzo a mille rughe di vecchia.

1befanaIo ero rimasto lì, come un tonto, senza riuscire a parlare, ma lei non ci fece caso e disse:

  • Scaramacai, per favore aiutami … –
  • In che cosa posso servirla, signora Befana? – chiesi educatamente senza far vedere che avevo il cuore che correva come un cavallo matto perché pensavo che lei avesse bisogno del mio aiuto per levare dal sacco un regalo grossissimo e tutto per me.

Invece la Befana disse:

  • Manca poco, ormai, all’alba e devo ancora fare due consegne, aiutami, sennò, da sola non ce la faccio …
  • Ma io non ho la bicicletta! – osservai senza far vedere che ero molto deluso.
  • Macché bicicletta – si spazientì la Befana – fuori ho la scopa, avanti, sali …
  • Ma per far che? – chiesi.
  • Ma per volare sulle case!Su, muoviti!

Sentii una gran tremarella scuotermi le gambe, ma come si fa a dire di no alla Befana? Così, salii a cavalcioni sulla scopa, dietro di lei, chiusi gli occhi, la abbracciai forte, e via!

Mi sentii sollevare da terra, come una foglia secca portata dal vento, e quando riaprii gli occhi, li richiusi subito perché vidi sotto di me la città che girava come una giostra.

Ma la Befana mi riscosse (forse aveva sentito che io mi ero stretto più forte a lei) e mi chiese:

  • Riesci a vedere su che strada siamo?

Dovetti per forza riaprire gli occhi e mi accorsi che ora volavamo basso, rasente ai comignoli. Lessi chiaramente la targa della via: via della Gallina Rossa e lo dissi alla Befana:

  • Bene – commentò lei – quando passiamo sul comignolo del numero 7, sgancia il sacchetto di carbone, che c’è nel sacco …
  • Per chi è, se è lecito? – chiesi.
  • È per Luigino, un bimbo capriccioso – rispose la Befana.
  • Non si potrebbe perdonargli?
  • Fa come ti dico! Conosco il mio mestiere!

Mogio mogio, allungai la mano per prendere il carbone dal sacco, ma invece, forse per sbaglio, forse no, trovai un trenino … Lo lasciai  cadere in fretta e lo vidi infilare prodigiosamente il comignolo, come guidato da un filo.

Un attimo dopo, una finestra si illuminò, si aprì, un bimbo, proprio Luigino, in camicia da notte, si affacciò e lo sentimmo gridare:

  • Grazie, Befanina! …
  • Che strano, – commentò la Befana mentre faceva compiere alla scopa una larga virata – mi ringrazia del carbone …

Io stavo per confessare la verità ma lei non me ne lasciò il tempo, dicendo:

  • Controlla se siamo su Corso Pomponio. Queste nuove targhe stradali io, quando viene l’alba, non riesco più a leggerle …
  • Sì, ci siamo – risposi.
  • Allora, sul numero 21 sgancia un trenino elettrico …
  • È per un bimbo buono?
  • No, è per un vecchietto buono.
  • Un trenino a un vecchietto?
  • Fa come ti dico, pagliaccio impertinente!

Allungai la mano per prendere il trenino dal sacco, ma, invece, forse per sbaglio, forse no, trovai il sacchetto di carbone … Con un lieve sibilo il sacchetto cadde e si infilò nel comignolo del vecchietto.

Un attimo dopo, una finestra si illuminò, si aprì, un vecchietto con la papalina in testa si affacciò, e lo sentimmo gridare:

  • Grazie, Befana! Avevo tanto freddo!
  • Che c’entra il freddo col treno? – borbottò la Befana – Ma, deve essere un po’ matto …

Non potevo più tacere:

  • Ecco, veramente – mormorai, – mi sono sbagliato.
  • Cosa hai fatto? – chiese la Befana con un tono di voce che non vi auguro mai di sentire.

Risposi in fretta:

  • Senza volere apposta, ho dato il trenino a Luigino, che sono sicuro che diventa buono, e il carbone al vecchietto che tanto lui non sa cosa farsene, invece del carbone sì, perché i vecchi hanno sempre freddo …

Mi aspettavo che la Befana si mettesse a urlare con la voce della tempesta, invece non disse niente.

  • Peggio – pensai, – è tanto arrabbiata che adesso mi butta di sotto, addio Scaramacai …

Invece, dopo un po’ disse (ma con una voce dolce, un po’ roca):

  • In fondo, Scaramacai, sei un bravo pagliaccio … E io sto diventando vecchia …

Il cielo era ormai color del latte annacquato. Si volava rapidi e in silenzio: sentivo il vento frusciare vicino alle orecchie …

  • Ecco, sei arrivato – disse a un tratto la Befana e dolcemente atterrò davanti alla mia capanna – Ciao, Scaramacai, … scendi ora …
  • Aspetti, signora Befana, … – dissi scendendo dalla scopa.

Macché, quella era già ripartita e ormai era diventata piccola, piccola e nera nera sullo sfondo del cielo biancastro.

Spinsi l’uscio della capanna. Ero un po’ triste. Che cosa ci avevo guadagnato dall’avere aiutato la Befana? Un certo indolenzimento alle gambe (è scomodo cavalcare una scopa) e forse un bel raffreddore. Entrai a capo chino e le mie orecchie furono colpite da un fitto ticchettio, un rumore quasi di cascata, ma non di acqua tenera, di roba dura …

Alzai il capo e guardai! Oh, prodigio di dolcezza: dal buco della mia calza appesa, usciva uno zampillo colorato di caramelle, cioccolatini, torroncini, fichi secchi, castagne, confetti … Il pavimento ne era già tutto pieno, e il meraviglioso zampillo continuava, continuava, continuava …

Da “Il Corriere dei Piccoli

 

2scaramacai

 

Vi è piaciuta la storia?

e Scaramacai?

Buona Befana a noi

da quel di Caniga

 

La Befana colorata

calze befana 2Ehi bambini….a quanto pare la Befana ha notato le nostre finestre…mi sa che le son proprio piaciute…e non solo a lei….siete curiosi????

Guardate un pò cos’ha scritto per noi….

 

La Befana a San Donato uno sguardo ha regalato…

…i disegni dei bambini eran tanti e assai carini 😛

Un sorriso, una carezza e via sulla scopa con una certezza:
CON LA GIOIA ED IL COLORE PUO’ NASCERE SOLO AMORE!!!

 

Volete vedere i nostri disegni? Guardate il video…

 

 

Avete visto che carine le nostre Befane? Qual è la vostra preferita? Scrivetelo nei commenti…

Da San Donato…è tutto….Buona Befana, ci vediamo giovedì!!!

I meravigliosi disegni sono dei bambini della 2^A.

Articolo curato dalla maestra Rossella Dettori.

La befana pensierosa

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La Befana Pensierosa

La befana poverina

  si è alzata stamattina

con un nodo nella gola.

Lei, la “nonna” dei bambini,

ha pensato che quest’anno

turbolento e devastato,

nel suo sacco malandato

non può metter solo dolci

caramelle e balocchi!

Ed allor si è domandata:

-Nel mio sacco che vorrei?

Pace , amore , fratellanza

che unisca tutti in una danza!

Ed il nodo nella gola;

per incanto e all’ improvviso

lascia spazio ad un sorriso!

Tiziana Pippia

Articolo curato dalla maestra Tiziana Pippia

da quel di FDA

L’ attesa

Sopra i rami di un abete

tra le luci colorate,

han disteso una calzetta

che il 6 con ansia aspetta!

Mentre giace addormentata

una mano delicata

la riempie di dolci,balocchi e tanta cioccolata!

Al risveglio ,lei lo sa,

gli occhi di un bimbo

brilleranno di felicità!

Tiziana Pippia

 

BUONA EPIFANIA A TUTTI!

Articolo curato dalla maestra Tiziana Pippia

da quel di FDA

 

Ultimo giorno di Carnevale

Nella prima domenica di Quaresima finisce il Carnevale. Questa giornata viene chiamata della Pentolaccia,  un gioco popolare che consiste nel cercare di colpire con un bastone e con gli occhi bendati una pentola di terracotta piena di generi alimentari e dolciumi, sospesa in alto in mezzo ad altre piene d’acqua o di cenere.

Di seguito qualche foto sul Carnevale (i filmatini con alcune barzellette recitate dai piccoli non sono riuscita a renderli meno pesanti 👿 ) e una splendida poesia della Poetessa Grazia Raffa che ringrazio e abbraccio con affetto

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carnevale

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E’ il caso di dirlo: Carrasegare meu torradinde a manigare cattas e seadas

Da quel di Caniga

 

 

 

La Befana geometrica

Ivana Niccolai ci offre una splendida Befana che ha costruito con tre programmi:

Logo per la spirale a forma di stella;

Geogebra per l’albero di Pitagora e l’animazione e Poly per il solido J62.

Ivana scrive:

Per il solido J62 si tratta esattamente dello sviluppo del solido Johnson 62 (icosaedro metabidiminuito) presente in Poly.

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Grazie, Ivana! 🙂

Buona Epifania a tutti/e voi

 

La Befana dei piccoli

” – Mammina, quella buona Befana che stanotte viene è vecchia? –

– Sì, quanto la prima stella …

– Sicché  dev’esser brutta …

– Oh, no: è una fata e perciò sempre bella si mantiene…

– O perché viene?

– Perché è innamorata dei bimbi buoni: e si diverte tanto a far per loro qualche dolce incanto!

Piero Calamandrei

Eh, sì! E’ la notte magica della Befana

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Cliccate sull’immagine per visionare la presentazione

Buona Befana a noi    Diapositiva5