Appunti sulla scuola

 

7Tonucci E’ tutto un gran parlare sulla scuola.

Le vignette che seguono di Francesco Tonucci  sono state tratte dal Quaderno di Corea

4 del 1970, La creatività. Spunti per un discorso educativo.

Nella prefazione si legge:

“ Il << discorso educativo>>, condotto da Francesco Tonucci, sempre in modo dialogico e in relazione ad un impegno in atto, interessa tutti coloro che in un modo o l’altro hanno responsabilità o partecipazione educativa.

[…] Anche i disegni sono di mano sua.

Un paginone centrale, fuori testo, aggiunge una osservazione incisiva sui problemi tipici  e purtroppo cronici della scuola italiana: il caro-libri, la mancanza di aule, i programmi etc”.

1Tonucci 0Tonucci 2tonucci 3Tonucci 4Tonucci 5Tonucci E per finire:

6Tonucci

Qualcosa è cambiato: la data d’inizio e il doposcuola che è scomparso.
Stats

Geopiano 3 x 3 – Approccio all’area

Nel testo già citato – Checcucci, Prodi, e al. , Proposte didattiche per la matematica, Editrice La Scuola – a pag. 126 e 127  si legge:

” Molto spesso i bambini collegano la determinazione dell’area di una figura esclusivamente all’applicazione di una formula ben precisa. In realtà l’area di una figura è un concetto di cui si deve cogliere il significato a prescindere dall’eventuale formula che la esprime e che deve comunque rappresentare un obiettivo finale. E’ quindi didatticamente importante proporre molte attività di determinazione di aree di figure regolari e qualsiasi (per le quali non si può comunque giungere a una formula) mediante ricoprimento con un opportuno campione”. […] In questa prospettiva possono essere utili le attività proposte a partire da esperienze sul geopiano”.
Geopiano 3x3 - Approccio all'area
Stats

Il geopiano 3 x 3

Anche questo libro ” Cenni di didattica della matematica, 1, di Zofia Krigowska” è di difficile reperibilità 😕

A pag 1 si legge: La didattica della matematica è, al di là dei suoi contenuti specifici, in stretti rapporti con altre discipline tra cui, in particolare, la psicologia, la pedagogia, la filosofia, la cibernetica, l’informatica e la linguistica. A parte tutti questi legami, sia di merito che di metodo, che la pongono in una posizione di frontiera nelle discipline scientifiche, essa è oggi una scienza autonoma con problemi propri e propri metodi di ricerca. […]. E a pag 11e 12: “La didattica della matematica non è una ‘ricetta’ didattica basata su ciò che appare a ciascuno di noi. La conoscenza degli aspetti specifici del processo di apprendimento della matematica è al centro delle nostre ricerche. La conoscenza anche approssimativa dello svolgimento di tale processo è indispensabile allo sviluppo della didattica della matematica e alla sua applicazione. […]Ad esempio il fatto che a scuola non si abbia a che fare con un alunno astorico ed immutabile, ma al contrario, con un alunno che è parte di una certa realtà e le cui reazioni al processo di insegnamento sono condizionate da vari elementi, quali la situazione storica, il sistema politico, la cultura e la tecnica, che influenzano la sua immaginazione ed il suo modo di pensare. L’alunno è un qualche cosa le cui reazioni possono facilmente mandare all’aria quelle che sembrano le più ovvie tesi didattiche. Per tale motivo bisogna ricordare che, come insegnanti, impariamo continuamente dall’alunno”.

Krigowska

È nel terzo capitolo di questo libro – Ruolo didattico della trasformazione e dell’invarianza nell’insegnamento della matematica – che si parla del geopiano:  […] Un sussidio pedagogico utile ai livelli più bassi può essere ad esempio il geopiano. Questo è composto da una tavola quadrata imperniata al centro ad un asse, intorno al quale possa ruotare. I chiodi, piantati sulla tavoletta, illustrano la rete dei punti (quadrata, triangolare, esagonale). Gommini di diversi colori, opportunamente attaccati ai chiodi, permettono di comporre varie figure e di trasformarle, con un solo movimento della mano: la rotazione del geopiano cambia contemporaneamente la posizione delle figure così rappresentate. Nel modello del triangolo e della sua altezza, se si ruota il geopiano, ‘la base del triangolo’ e la ‘altezza relativa a tale base’ cambiano posizione in rapporto alle direzioni orizzontali e verticali, rimanendo invariato il loro rapporto reciproco. L’alunno vede ‘la stessa cosa’ in situazioni diverse, perde l’attaccamento al verticale o all’orizzontale derivante dalla suggestione delle direzioni obbligate del foglio di carta, dello ‘spazio grafico’.

E ancora: “La formulazione e la precisazione delle concezioni per mezzo della rappresentazione delle strutture astratte come di relazioni invarianti in situazioni variabili, è una delle idee guida fondamentali della nostra concezione didattica nell’insegnamento della matematica ad ogni livello”.

Il lavoro iniziale, ne seguiranno altri, ha colto queste suggestioni 🙂 .

Il mio ringraziamento (grande) agli autori Checcucci, Prodi e al. e alla loro opera “Proposte didattiche per la matematica” che propone questo organico percorso di lavoro.
Il Geopiano 3 x 3

Buoni cammini
Stats

A sos moltos in gherra

Questa poesia, in sardo logudorese, è stata scritta da un poeta pattadese, Antonio Arghittu (1920-2000).

E’ dedicata ai morti in guerra.

A sos moltos in gherra

Custos frades e babos totu imparechi han difesu sos nostros diritos non podimus de zeltu ilmentigare.
Oe de fronte a pare sun iscritose fina sos parentes han s’ammentue benin a pregare totu aflitos.
Pro chie est mortu in su combatimentu,chi paret de intender sos lamentos ca su dolore ancora non est ispentu.
Ateros rientrados sun isentos de sos ch’in terr’anzena fin gherrende inquadrados in sos regimentos.
Oe sun finas cussos imbezende ma sentin de sa gherra ‘onzi doloreca gighen sas feridas sucutende.
Ma’ ois sezis moltos chin onore cumbatende in terra furistera in gioventura, in su menzus fiore.
Ca in terra, in mare e in aerade’ ois cussos ossos sun’ ispaltoschi paren impedradu in sa garrera.
Andende not’e die a sos assaltosdevidu hazis sa vida immolarein meda logos interos repaltos.
Pro cussu oe, pro bos onoraresos chi puru gherrende sun istadoscheren custa die celebrare.
Ca i sa ‘idda insoro sun torradose nessi su peddutu nde han batiduca sun istados pius foltunados,
ca sa mantessi penas han sufriduin cussa gherra bruta e infernale;invece pro ‘ois est totu finidu.
chena bos fagher mancu funeralee chena bos batire s’ Ozu Santunè a soldadu, nè a generale.
E pro cussu in ojos de piantuamigos e parentes totu unidosche pigan a bos bider ‘onzi tantu.
Mancari sian sos ossos frundidos dae inoghe lontanu in donzi terraet non sian a bidda recuidos ca che sunu restados in sa gherra.

Stats