La leggenda della brina

Tutti burlavano l’inverno perché era talmente povero che non possedeva nemmeno una bacca. Gli dicevano:

Durante la tua stagione la terra è proprio malvestita -.
L’inverno allora pregò la Signora della Notte, che era molto ricca, di prestare qualcosa alla terra, perché potesse abbigliarsi.
Allora essa, quando fu buio, aprì lo scrigno dei gioielli, prese un pugno di perle e lo gettò sulla terra.
Zitti zitti, i prati, con tutte quelle perline bianche, ricamarono un velo candido che li vestì tutti quanti.
Quando fu chiaro, tutti rimasero a bocca aperta nel vedere la terra così vestita di pietre preziose.
Appena l’aurora spuntò, diventò rossa per il dispetto nel vedere quella bianca meraviglia. Nemmeno la sua veste rossa, di cui si vantava sempre, aveva dei ricami così belli!
Pazza di gelosia, cominciò a gridare:
 A me! A me! Li voglio io, quei brillanti!

E la terra, poverina, a supplicare:

Lasciameli, io ho solo questi, mentre tu hai tante ricchezze.

Ma sì! Quella cattiva non voleva sentir niente. Strappò alla terra tutte le sue gemme e le prese nel cavo della mano.

Com’ erano belle! Come brillavano! L’aurora vi alitò su col fiato per farle scintillare di più.

E sapete, allora, cosa successe? Ogni pietra preziosa si trasformò in una goccia di pianto.

Così all’ aurora non rimase che un po’ d’acqua tra le dita.

di P. Antico

E una poesia:-)

brina
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