Il primo giorno di scuola, da mamma Daniela

Il primo giorno di scuola è sempre un giorno un po’ speciale, sia per i bambini che per noi genitori; è una nuova avventura che inizia!

Che dire… Buon lavoro agli insegnanti ed agli operatori tutti.

Un augurio speciale a tutti i bambini e, perché no, a noi genitori a cui spetta il compito di collaborare con la SCUOLA per l’educazione e la formazione dei nostri figli.

Una Madre

primogiornodiscuola

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Oggi si ricomincia, dalla D.S. dott. Patrizia Mercuri

Oggi si ricomincia, eccoci di nuovo tutti a scuola!

La sveglia alle ore 7:00 del mattino ( eh sì, pare che a scuola si debba andare in orario ),  una buona e nutriente colazione ( la scuola è un luogo dove è richiesta energia )  e poi eccovi di nuovo con i vostri compagni e i vostri insegnanti.

“Che barba” direte voi “le vacanze durano veramente poco, sono letteralmente volate via!”.

Sì, non cercate di negare, riesco a sentire i vostri commenti persino dal mio ufficio.

Mi arrivano ben distinte e chiare le vostri giovani voci e quindi ne approfitto per farvi una domanda importante. Sapete chi ha inventato la parola scuola?

… Ehi, ci siete ancora? Non sento più le vostre voci. Siete ammutoliti.

Capisco, capisco …  non conoscete la risposta. Ebbene, la parola scuola è stata inventata dagli antichi Greci che la definivano scholè. E sapete cosa vuol dire? … Uhm, dal vostro silenzio mi pare di intuire che non lo sappiate.

Va bene, vi aiuterò ancora una volta: non significava certamente noia, monotonia, tedio, uggia o barba  ma bensì, udite udite,  Tempo Libero. Sì,  proprio Tempo Libero perché i Greci andavano a scuola nel tempo libero, era il modo in cui si riposavano e si dedicavano a ciò che più piaceva loro.

Ecco, posso di nuovo sentire i vostri commenti … Ma questi Greci erano dei pazzi!

No, tutt’altro. I Greci facevano scuola all’ aperto osservando, ascoltando, annusando, toccando e cercando di rispondere alle domande che le cose suscitavano o i loro maestri ponevano.

Imparate quindi dagli antichi Greci che tutto quello che studiate in classe deve aiutarvi a vivere meglio.

Si va a scuola per amare il mondo e tutto ciò che si insegna a scuola fa parte di una danza che disegna un’unica grande mappa del tesoro: segni e cifre di un codice segreto che gli insegnanti vi insegnano a decodificare per imparare a leggere meglio il mondo.

Cari bambini, quindi non dispiacetevi,  essere a scuola significa fare vacanza, non credete?

Buon anno.

La Vostra dirigente Patrizia Mercuri

Antica scuola

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La mia classe amata, di Grazia Raffa

In questa poesia la poetessa Grazia Raffa dedica i suoi versi alla ‘maestra’.

Ciascuna di noi ci si può riconoscere.

La mia classe amata

E’ studiosa, la mia classe:

lei sgarbuglia le matasse

della Scienza e della Storia

per aver, nei voti, gloria.

Se c’è qualche birichino,

lo perdono: è bambino,

ma vorrei fosse pentito,

allo studio convertito.

Io insegno con il cuore:

l’attenzione mi fa onore.

Spero nelle promozioni,

per lo studio da campioni.

Maschi e femmine son pari

quando hanno pregi rari,

ed in tutte le Materie

sanno fare cose serie.

Il Pinocchio di Collodi

pure merita le lodi:

senza muovere un dito,

ha insegnato e divertito!

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Auguri e saluti da Grazia Raffa

2013/2014

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Studiate e siate buoni, Edmondo De Amicis

… Studiate e siate buoni perché, ogni volta che ci ritorna alla mente il ricordo d’aver sciupato degli anni preziosi, d’essere stati ingrati con un buon maestro o prepotenti e crudeli con un compagno infelice, d’aver con la nostra durezza fatto piangere e arrossire nostra madre,oggi ancora, dopo tanto tempo, in mezzo a tanti altri pensieri e amarezze, quel ricordo è come una punta che ci ferisce nelle fibre più delicate del cuore; e noi vogliamo che il cuore dei nostri figliuoli non abbia mai a sanguinare di queste ferite.

Edmondo De Amicis

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