I graffiti

***

Un graffito è un disegno o un’iscrizione calligrafica, prevalentemente eseguita attraverso incisione su pietra, metallo, intonaco e superfici simili.

 

Sin dall’antichità si usavano strumenti, anche rudimentali, quali scalpelli, chiodi, punteruoli, stiletti o altri utensili del genere. Molti esempi di graffiti sono disegni astratti o simbolici, che svolgevano forse un ruolo di comunicazione concettuale prima dell’avvento della scrittura. La parola graffito deriva del latino graphium, scalfittura, che trae la sua etimologia dal greco graphèin (γράφειν) che significa indifferentemente scrivere, disegnare o dipingere.

Graffiti sono già presenti nel paleolitico superiore, come nelle incisioni rupestri della Val Camonica[1]; numerose le testimonianze giunteci dall’antichità, dai fenici (il graffito della tomba d’Ahiram) all’impero romano (il Graffito di Alessameno) mentre, nel periodo paleocristiano e nell’alto medioevo, graffiti sono presenti anche nelle lapidi funerarie. Il grado di complessità è altamente variabile in dipendenza del tipo di graffito, e può andare da una semplice incisione ad una pittura elaborata dei muri.

 ***

Tratto da Wikipedia

***

Alcuni bambini della classe quinta presentano i loro primi graffiti 😀

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *