Furto di giocattoli, di Andrea, Francesco e Alessandro C.

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Due notti prima della vigilia di  Natale, dei folletti tornati dalle vacanze, ritrovarono Babbo Natale svenuto sul pavimento del magazzino, e cosa ancora peggiore, erano stati rubati tutti i giocattoli.

Non si sapeva chi fosse il colpevole, si pensava solo che lui fosse un nemico di Babbo Natale.

Ad un certo punto il folletto più piccolo che voleva sapere cosa fosse successo, ma nessuno gli dava risposte, decise di investigare sull’accaduto. Gli indizi erano un cuore a metà, della polverina celeste per terra e infine una macchia di caffè sulla scrivania.

Il giorno dopo il piccolo folletto trovò un quarto indizio: un dente spezzato sul pavimento, e dedusse che i sospettati potevano essere, la fatina dei denti e Cupido , non solo per quel dente caduto o il cuore spezzato, ma anche perché non c’erano impronte di piedi, e questo indicava che il colpevole doveva volare.

La sera, testando la polverina, scoprì che era solo farina dipinta, e il dente era di plastica.

Tutti gli indizi, dopo i test, portavano ad un unico sospettato: Cupido.

Rimaneva ormai solo un giorno prima del 25.

Il folletto detective andò a casa di Cupido, ma non trovò traccia di regali. Tra i suoi documenti, c’era però un contratto di affitto per una casa nel bosco.

Nel pomeriggio il piccolo folletto andò lì e guardando la casa dall’esterno si accorse che la soffitta era stracolma di non si sa che cosa.

Appena il detective entrò trovò della farina e della vernice celeste e anche denti di plastica. Accanto alla porta, al piano superiore, vide Cupido con un sacco colmo di regali sulle spalle, iniziò allora ad inseguirlo per tutta la casa e riuscì infine a fermarlo con una trappola. Poi lo liberò per interrogarlo e gli chiese perché l’avesse fatto e lui rispose:

Semmai per che cosa, l’ho fatto per soldi – ; il folletto gli chiese ancora: – Chi ti ha ingaggiato? –  e lui: – Gli anti folletti – 

La sera, quasi allo scadere della mezzanotte,  il piccolo folletto riportò i regali a Babbo Natale e Cupido venne portato in gattabuia!

Ma la faccenda non era ancora risolta completamente.

Il detective andò nell’ufficio degli antifolletti e mentre stava per dire ” Siete tutti in arresto” , il capo dei folletti iniziò a correre verso l’uscita di emergenza mentre i suoi collaboratori iniziavano a lanciare oggetti per distrarlo e farlo andare via.

Finalmente arrivarono i folletti poliziotti che riuscirono a fermarli.

Il detective iniziò a rincorrere il capo degli anti folletti e vennero in suo aiuto Rudolph e il piccolo folletto. Insieme catturarono il fuggitivo e lo misero in carcere.

E fortunatamente Babbo Natale riuscì a consegnare in tempo tutti i doni e tutti i bambini furono felici.

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Francesco, Alessandro e Andrea insieme a m.stra Tiziana,

classe quinta di Caniga

La vita di Babbo Natale, di Simona e Sabrina

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Scott Natale è nato il 23 febbraio del 1899 al Polo Nord. Il padre, Giorgio Natale, fu Babbo Natale per parecchi anni e la mamma, Irene De Cristalli, lavorò presso la fabbrica del marito.

Nel 1910 Scott decise di frequentare la scuola per diventare anche lui Babbo Natale e prendere così il posto del padre. Dopo diciotto/diciannove anni di studio, lui finalmente si diplomò e dopo altri sette/otto anni diventò Babbo Natale.

Il 24 dicembre del 1926 lui partì con le sue renne e le sue strenne per la sua prima consegna.

Girò tutto il mondo rendendo così felici tutti i bimbi.

Qualche anno dopo Scott conobbe una ragazza molto carina a cui chiese di sposarlo e lei rispose di sì.

Vissero insieme felici e dopo un paio d’anni nacque un figlio che seguì la strada di suo padre.

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Sabrina e Simona insieme a m.stra Tiziana,

classe quinta di Caniga

Il rapimento di Rudolph, di Alessandro T. e Simone A.

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Il giorno prima della vigilia di Natale Rudolph venne rapito.

Il giorno dopo Babbo Natale andò a dargli da mangiare e non lo trovò; allora chiamò un detective elfo.

Quando lui arrivò andò fuori per indagare la scena del crimine e trovò un’ impronta di scarpe numero 46.

Riunì allora tutti i folletti e tra loro vide che uno non era un vero folletto perché era più basso e grasso.

Gli altri stavano per smascherarlo, ma lui incominciò a scappare. Il detective riuscì a bloccarlo e si accorse che era uno gnomo venuto dall’ Irlanda. Dopo averlo interrogato il detective scoprì che non era stato lui.

Ritornò allora nel luogo in cui Rudolph era scomparso e lì trovò un altro indizio, cioè uno stivale che probabilmente apparteneva a chi aveva rapito la renna.

Chiamò allora tutta la gente del Polo Nord per interrogarla, ma tutti dissero che non erano stati loro.

Nel frattempo Babbo Natale chiese a Stella e a Cometa se sapevano qualcosa e loro risposero che avevano visto un signore che calzava stivali neri e aveva un passamontagna sulla faccia girare intorno alla loro casa.

Il detective allora iniziò a cercare un uomo o una donna a cui mancasse uno stivale nero.

Ne trovò tre e iniziò ad interrogarli con domande di questo tipo:

– Cosa stavi facendo tra le ore 15.00 2 le ore 20.00 del giorno 23 dicembre? –

Tutti risposero che non erano stati loro perché a quell’ora erano impegnati in altre cose. Il detective seguì ciascuno di loro e nella casa di uno trovò Rudolph legato al  muro.

Il detective lo prese e lo portò da Babbo Natale. La signora colpevole venne messa in carcere. Lì confessò che aveva rapito Rudolph perché babbo Natale l’anno prima non aveva portato i regali alla sua figlia.

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Simone e Alessandro, insieme a m.stra Tiziana,

classe quinta di Caniga

Racconto storico su Margherita Hack, di Giulia e Mattia D.R.

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La mattina del 25 dicembre il papà chiamò la piccola Margherita e le disse:

Guarda ci sono molti regali per te, figlia mia, sotto l’albero –

Lei scartò i regali, ma non trovò quello che voleva.

Alla fine le era rimasto da scartare un solo regalo: era un pacco molto grande.

Lei pensava contenesse un enorme pupazzo ed era stufa di questo tipo di regali.

Invece quando lo scartò trovò proprio quello che desiderava: un telescopio.

Felice abbracciò il suo papà e gli disse:

Che bel regalo, proprio quello che desideravo. Da grande vorrei fare l’astronoma-

Margherita usa tanto il suo telescopio, trascorrendo il suo tempo libero a studiare le stelle.

Diventò così una grande scienziata, famosa in tutto il mondo e anche una bravissima insegnante di astronomia.

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Mattia e Giulia insieme a m.stra Tiziana,

classe quinta di Caniga

La scomparsa di Babbo Natale, di Michela

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Tanto tempo fa, la notte di Natale, tutti i bambini del mondo erano molto tristi perché Babbo Natale non aveva portato loro i regali che tanto desideravano.

La notte prima i folletti, finito di realizzare i doni, erano andati da Babbo Natale per farglieli vedere, ma non lo avevano trovato.

Allora chiamarono un bambino magico di nome Pug per investigare.

Quando lui arrivò controllò e vide che vicino alla finestra della stanza di Babbo Natale c’erano impronte di stivali e un cappello nero tutto stracciato.

Pug pensò che fosse stata la Befana a far sparire Babbo Natale, perché era l’unica ad avere un cappello così.

Pug si diresse subito alla casa della Befana e, arrivato lì, entrò ma non trovò nessuno. Allora provò nella cantina e vide la Befana che cucinava nel suo grande pentolone e Babbo Natale incatenato in un angolo che brontolava.

La Befana come vide Pug si mise subito sulla difensiva e disse:

– Se vuoi indietro Babbo Natale dovrai vedertela con me! –

Pug accettò la sfida e mentre combattevano le chiese:

– Perché l’hai preso? –

E lei rispose:

– Perché sono stufa di portare le calze. Voglio portare i doni così i bambini mi vorranno più bene. –

Pug vinse lo scontro, slegò Babbo Natale e in un batti baleno se lo portò via.

Lui ritornò a completare il suo giro e tutti i bambini furono molto contenti di ricevere i loro regali anche se con un po’ di ritardo.

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Michela insieme a m.stra Tiziana,

classe quinta di Caniga

La biografia di Babbo Natale, di Silvia

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Babbo Natale nacque nel 1910 a Stoccolma.

I suoi primi anni di vita sono stati un po’ tristi, perché si sentiva solo. Lui aveva sempre desiderato di avere tanti amici che stessero con lui.

Una notte il suo desiderio si avverò: come aprì gli occhi vide tanti piccoli elfi attorno a lui; pensava che stesse sognando, ma con il passare del tempo si accorse che non era un sogno.

Quando giocavano insieme, gli elfi lo chiamavano Babbo Natale. Da allora tutti lo chiamarono così.

Per il suo compleanno gli elfi gli regalarono una slitta e quando lui la provò iniziò a volare in alto, sempre più in alto e si trasformò in un anziano con una barba lunghissima.

Insomma, diventò il Babbo Natale che conosciamo ancora oggi.

Da allora iniziò a consegnare regali a tutto il mondo. La sua famiglia da allora fu molto numerosa.

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Silvia insieme a m.stra Tiziana,

classe quinta di Caniga

Il regalo di Margherita Hack, di Mattia F.

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Il giorno 8 dicembre Margherita Hack scrive la letterina a Babbo Natale.

I folletti prendono la letterina e la portano da lui.

Babbo Natale la notte del 24 dicembre entra nella casa di Margherita e lascia i regali; però si sbaglia e le porta delle bambole.

Margherita il giorno dopo scartò i pacchetti e trovò delle bambole.

Lei è molto scontenta.

Dopo un po’ Babbo Natale si accorge del suo sbaglio e le porta il dono che lei desiderava e cioè un telescopio.

Quando lei vede il regalo è la più contenta del mondo e va subito a provarlo per osservare il cielo.

Vede le stelle che formano una slitta con sopra lei e Babbo Natale.

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Mattia insieme a m.stra Tiziana,

classe quinta di Caniga

Un furto di regali, di Stefano e Roberta

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La notte della vigilia di Natale, Babbo Natale andò, come sempre, a distribuire i regali. Dopo essere atterrato sul tetto di una casa e aver consegnato un regalo ritornò alla sua slitta ma non trovò più i regali.

Allora Babbo Natale chiamò la detective Befana.

Lei arrivò sul posto, fece delle domande a Babbo Natale e poi controllò tutto intorno. Vide dei pezzi di nastrini da regalo per terra e iniziò a seguire gli indizi.

Questi la portarono sino alla casa di alcuni folletti che facevano da monelli e che quindi non ricevevano mai regali.

Quando la Befana li scoprì confessarono e dissero che l’avevano fatto perché Babbo Natale non li aveva mai accontentati.

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Roberta e Stefano insieme a m.stra Tiziana,

classe quinta di Caniga

La scomparsa della stella polare, di Gabriele M. e Simone C.

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La notte della vigilia di Natale tutte le persone del mondo aspettano Babbo Natale.

Allo scoccare della mezzanotte tutti sentirono l’eco di un urlo che fu sentito anche dal detective Gharo che arrivò subito seguito da Conan e Rhan che, insospettiti, chiamarono l’ ispettore Megure. Insieme andarono a vedere cosa era successo e si recarono alla vecchia cava di Catari.

Lì trovarono resti di regali e delle renne ferite gravemente. Chiamarono l’ambulanza perché trovarono anche Babbo Natale disteso a terra e ferito ad una gamba, perché la slitta si era rovesciata.

Passata una settimana, il detective Gharo interrogò Babbo Natale che rispose:

– Stavo seguendo la Stella Polare quando ad un certo punto questa è scomparsa, ho allora perso l’orientamento e la slitta si è rovesciata. –

Il detective cercò di scoprire chi fosse stato a rapire la Stella Polare. Tra i testimoni c’era un folletto che disse:

– Ho visto un essere verde che scorrazzava con uno strano aggeggio… –

Tutti si recarono verso una grotta sospetta lì vicino e mano a mano che salivano verso la grotta trovavano orme di piedi molto grandi e con delle unghie molto lunghe, e anche molti peli verde scuro, forse appartenenti ad un Grinch.

Quando entrarono nella tana videro proprio un Grinch che escogitava piani per distruggere il Natale.

Venne chiamato allora l’ispettore Megure e dei rinforzi.

Quando questi arrivarono arrestarono il Grinch, si ripresero la Stella Polare che lui aveva rubato e salvarono il Natale di tuti gli uomini.

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Gabriele e Simone insieme a m.stra Tiziana,

classe quinta di Caniga