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Storie robotica [primaria 4^D]

Febbraio 22nd, 2009 Febbraio 22nd, 2009
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UN MONDO ROBOTICO

In una galassia chiamata (robotout) nel tempo libero i robot leggevano riviste dei pianeti. Come (terra e marte) ed andavano ai parchi. gli animali erano: “gatti-cani (normali) – (siamesi) – giraffa (gattivora) le macchine erano: “concept car (bmw) – Lamborghini-Ferrari e GTO. Un robot mentre aggiustava una macchina senti’ un rumore. Poi parti’ la musica (mather mia. mather mather mia. mather. banca revolution.) poi vide un robot con dei calzini tossici addosso. I calzini erano tossici e corrosivi, che la struttura metallica del robot si stava fondendo. Il povero robot, con i piedi fusi non riusciva a camminare e chiedeva aiuto. Allora l’altro robot penso’ di prendere l’estintore e spruzzarglielo sui piedi. ma ormai era troppo tardi.i piedi non esistevano piu’, erano distrutti. Allora il robot che faceva il meccanico, ebbe una bellissima idea e disse al povero robot senza piedi di non preoccuparsi perche’ gli avrebbe montato due ruote e sarebbe potuto andare piu’ veloce della Lamborghini.si mise all’opera e gli monto’ due ruote al posto dei piedi. E lo fece correre su una pista di formula1. Era incredibile la sua velocita’ e il povero robot malcapitato, era felicissimo perche’ lo chiamarono’ a fare molti spettacoli e divento’ famoso.

GABRIELE AMENTA
classe IV D
Scuola Don Milani
Via Cilea
04100 Latina
Ins: Casella Filomena

Storie robotica [primaria 3^ B]

Febbraio 22nd, 2009 Febbraio 22nd, 2009
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Olly e l’extraterrestre

C’era una volta un robot di nome Olly che abitava sulla terra. Un giorno Olly mentre era a lavoro, sentì uno scoppio! Era un’astronave e Olly andò a vedere: incontrò un extraterrestre chiamata Iva. Olly fu colpito dalla curiosità, così invitò Iva a casa sua. Il giorno seguente, Iva dovette andare nello spazio ed Olly era triste perché le si era affezionato, allora decise di partire con lei. Infine tornarono sulla terra e tra i due ci fu una grande amicizia. Iva abitò con Olly e vissero felici.

Alunni: Simone, Alessia e Michela
Classe 3° B scuola primaria
I.C. Don Milani LATINA
ins.Triunfo

Storie robotica [primaria 3^ B]

Febbraio 22nd, 2009 Febbraio 22nd, 2009
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Wolli e Iva

C’era una volta un robot di nome Wolli che viveva in una casetta di ferro. Un giorno Wolli incontrò una robottina di nome Iva e fecero amicizia.Wolli invitò Iva a casa sua e insieme guardarono un film romantico. Iva e Wolli si innamorarono. Quel giorno era San Valentino, così Wolli regalò ad Iva dei cioccolatini a forma di cuore. Da quella volta anche i robot festeggiano
la festa degli innamorati.

Eugenia, Sara, Isabella
Classe 3° B
I.C. Don Milani primaria – Latina
ins.Triunfo

 

Disegni robotici

Febbraio 19th, 2009 Febbraio 19th, 2009
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Ciao, oggi la maestra Ivana con bambine/i della sua classe, la 4^ B, sono venuti a trovarci. Abbiamo cosi’ letto la lettera che ci ha inviato il Maestro Mario Lodi e che potete trovare qui.

Poi alcune bambine sono tornate a trovarci e ci hanno fatto vedere dei loro bellissimi robots-disegni. Eccoli:

Ad una prossima occasione,

Linda + bambine/i della sezione B, infanzia di Via Cilea

storie robotica [primaria 4^D]

Febbraio 19th, 2009 Febbraio 19th, 2009
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LA STORIA DEL ROBOT BATTICUORE

Nell’anno 3000 nella città di Futurama c’era un robot di nome Batticuore che sembrava un umano. Se lui vedeva che qualcuno era in difficoltà, correva  ad aiutarlo. Tutte le mattine si trasformava in scuolabus e accompagnava tutti i bambini a scuola e poi li andava  a prendere e intanto che aspettava, accompagnava le persone anziane o chi aveva bisogno di fare la spesa o del dottore. Un giorno Batticuore, mentre si trasformava, rimase bloccato e perciò lo portarono a riparare. Lì rimase per qualche giorno. In quei giorni nella città di Futurama  si respirava un’aria di tristezza e non usciva più nessuno. Quando  Batticuore fu riparato tutta la città  uscì a festeggiare. 

Martina Di Stefano      
classe IV D
Scuola Don Milani
via Cilea
04100 Latina

ins: Casella Filomena

Intervista su InnovaScuola

Febbraio 10th, 2009 Febbraio 10th, 2009
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Ciao, nel caso possa interessare, ecco pubblicata su InnovaScuola l’intervista che mi hanno fatto in riferimento a Scuola dell’infanzia e utilizzo del pc

A presto, Linda

Storie Robotiche [primaria 4^ A]

Febbraio 5th, 2009 Febbraio 5th, 2009
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CIAO MAESTRA LINDA TI ABBIAMO MANDATO LA STORIA.
CI VEDIAMO A SCUOLA, FRANCESCA E BEATRICE

IL REGNO DEL PRINCIPE ROBOT

In un regno incantato viveva un principe con la sua famiglia robot. Il principe si chiamava Alex, aveva un carattere dolcissimo ed era buono con tutti e tutte le persone gli volevano bene. Era molto bello, aveva dei bellissimi occhi marrone scuro, dei capelli biondi e portava sempre un capello. Indossava come tutti i principi il suo bellissimo vestito. Viveva in un bellissimo palazzo reale: era a cinquantacinque piani, di colore argento metallico, c’erano centodieci stanze tutte argentate ed erano bellissime. Un giorno il papà del principe robot doveva incontrare un altro re del regno magico;allora quell’altro re portò con se la figlia che si chiamava Alice: lei era bionda e con dei bellissimi occhi celesti e anche lei era molto buono con tutti. Quando il principe robot la vide rimase colpito e ne fu pazzamente innamorato. Il principe andò da lei per chiederle di venire al ballo dove il principe sceglieva la sua principessa, che poi sposava, diventava la sua regina e formare una famiglia. Lei accettò l’invito e tornò nel suo regno. Quando le sorellastre lo vennero a sapere furono tanto gelose da imprigionare la loro sorellastra in un castello di 20 metri. Quando la sera il principe aspettò tutte le sue fanciulle vide arrivare il re del regno magico senza la sua adorata Alice ma due fanciulle: una brutta e grassa e l’altra magrissima e altissima che arrivava fino al soffitto; allora il principe si preoccupò e chiese al re dove fosse Alice e lui rispose che era stata rapita. Egli si precipitò di corsa sulla carrozza per andarla a cercare. Vide un castello che aveva le porte chiuse ma lui gridò dal dolore e all’improvviso le porte si aprirono. Il principe robot la vide e ando’ subito ad abbracciarla. Infine la portò al castello e la sposò e così vissero felici e contenti.

FRANCESCA e BEATRICE
classe IV A
Scuola Don Milani
Via Cilea
04100 Latina

Storie Robotiche [primaria 4^ A]

Febbraio 3rd, 2009 Febbraio 3rd, 2009
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IL ROBOT EROE

Un sabato pomeriggio alle ore  15:00 nel laboratorio di uno scienziato di nome Giuseppe prese  forma un robot telecomandato dall’ aspetto simpatico e curioso. Aveva la faccia quadrata , gli occhi a quadratino e marroni , il naso a triangolo color rosso fuoco, una  maglia  arancione, i pantaloni bianchi e le scarpe gialle. Lo scienziato aveva programmato il robot perche’ aiutasse tutte le persone: per pulire, innaffiare i fiori, cucinare, impastare, spolverare, fare compagnia ecc….. Appena programmato alcune persone chiesero aiuto a lui, e in una settimana divento’ un vero eroe e tutti  gli vollero bene e gli si affezionarono profondamente, tanto da cercare in continuazione la sua compagnia.

GIORGIA BAROLLO
classe IV A
Scuola Don Milani
Via Cilea
04100 Latina

Storie Robotiche [primaria 4^ A]

Febbraio 2nd, 2009 Febbraio 2nd, 2009
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Un robot a tutti gli effetti

Non molto tempo fa, in un vecchio laboratorio, viveva il professor Harold Tuttoinventa, un vecchietto lunatico di 75 anni laureato in robotica. Si era messo in testa di costruire un robot casalingo, cuoco, elettricista, matematico, insomma un robot a tutti gli effetti. Era da settimane che ci lavorava sopra, e stava andando piuttosto bene, aveva già finito la testa! Mentre canticchiava una buffa canzoncina era già arrivato a costruire il corpo. Per farlo aveva usato un vecchio bidone squadrato e una sua calcolatrice che trovò in un cassetto, e così in quattro e quattro otto il lavoro fu fatto. Ma ora erano le 9 e mezza di sera, e il professore era piuttosto stanco, così decise di  andare a riposarsi, avrebbe finito domani il lavoro. Appena si addormentò, udì una voce dolce e simpatica che lo chiamava per nome; con uno scatto felino il professor Tuttoinventa si alzò ma non vide nessuno, credeva di aver fatto un brutto sogno, e si riaddormentò sereno ma un pò sconvolto. Il mattino dopo il professore si alzò di buon umore, fece colazione con 5 frittelle, un uovo e un caffè e poi si rimise subito a lavoro. Aveva già finito le braccia fatte con due scatole di cartone, e ora gli mancavano solo le gambe. Cominciò ad armeggiare di qua e di là dicendo:”Questo va giù, questo più su, no! Ho invertito i sensi! Questo va su, questa va qui! “ E così via. Il professor Harold, si stava impegnando molto e sarebbe stato molto triste se il suo esperimento robotico fosse fallito. Finite gambe e piedi, fatti con scatole di latta e di tonno il professore udì di nuovo quella voce, ma questa volta vide anche la bocca del robot che si muoveva e lo salutava. Harold credeva di avere le allucinazioni e andò a rinfrescarsi un po’ con una bella doccia.  Uscito dal bagno Harold aveva bisogno di un asciugamano e vide che da dietro la porta una mano gli porgeva proprio un morbido asciugamano, rimase stupito ma non era per niente spaventato. Il mattino seguente il professore vide sul tavolo la colazione già pronta, e con il sorriso sulle labbra scese nel laboratorio e vide il robot che si muoveva. Rimase sorpreso corse ad abbracciarlo e gli disse: ”Ti chiamerò Caty il robot! Ti piace questo nome?” Caty rispose: ”Si mi piace molto, e grazie di avermi costruito”. Il professore e Caty, erano ormai uniti come fratelli, e non si lasciavano mai. Un giorno Caty disse :”Grazie Harold, tu mi hai creato robot a tutti gli effetti, ma ora sono grande ed ho 25 anni è il momento di lasciarci.” “E perché?” Chiese Harold: “Perché devo andare in cerca di avventure!” Il professore era un po’ triste di dover lasciare Caty, ma felice perché avrebbe fatto nuove amicizie. Così, con il sorriso sulle labbra la lasciò andare, e gli promise che l’avrebbe tenuta sempre nel suo cuore facendone tesoro come una moneta.   Fine.

Benedetta Fabietti
classe IV A
Scuola Don Milani
Via Cilea
04100 Latina

Robottina “Chitti” e Robottino “Chi” [infanzia Cimarosa]

Febbraio 2nd, 2009 Febbraio 2nd, 2009
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Storie Robotiche [primaria 4^ A]

Febbraio 2nd, 2009 Febbraio 2nd, 2009
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L’incredibile Walie

Tanto tempo fa’in una citta’ piena di super cattivi viveva WALIE un robot che lottava per la giustizia. Non lasciava mai che i cattivi trionfassero o che nessuno soffrisse. Lui era ricoperto da armi potentissime,era ricoperto da vernice rossa, aveva1 bel sorriso smagliante e aveva gli occhi color marrone nocciola. Un giorno Zeldrax mando’ uno dei suoi mutanti sottoforma di contadino. L’impostore fece finta di cadere da un’albero e rompersi un osso. Walie si rese conto del grave errore e decise di fuggire via. Lucrezia scoprì la vera edentita’ del contadino e lo ando’ a raccontare a WALIE. I due decisero di ripagare il cattivo con la sua stessa moneta. Chiese al contadino incontrarsi al parco e molta gente era nascosta, a un certo punto il robot si fece vedere e allora tutti sperono la verita’. Appena dopo aver sconfitto il cattivo WALIE venne riaccettato da tutta la citta’. Tanto tempo fa in una citta’ piena di super cattivi viveva WALIE un robot che lottava per la giustizia. Non lasciava mai che i cattivi trionfassero o che nessuno soffrisse. Lui era ricoperto da armi potentissime,era ricoperto da vernice rossa, aveva un bel sorriso smagliante e aveva gli occhi color marrone nocciola. Un giorno Zeldrax mando’ uno dei suoi mutanti sottoforma di contadino. L’impostore fece finta di cadere da un’albero e rompersi un osso. Walie si rese conto del grave errore e decise di fuggire via. Lucrezia scoprì la vera edentita’ del contadino e lo ando’ a raccontare a WALIE. I due decisero di ripagare il cattivo con la sua stessa moneta. Chiese al contadino incontrarsi al parco e molta gente era nascosta, a un certo punto il robot si fece vedere e allora tutti sperono la verita’. Appena dopo aver sconfitto il cattivo WALIE venne riaccettato da tutta la citta’. Tanto tempo fa’in una citta’ piena di super cattivi viveva WALIE un robot che lottava per la giustizia. Non lasciava mai che i cattivi trionfassero o che nessuno soffrisse.Lui era ricoperto da armi potentissime, era ricoperto da vernice rossa, aveva1 bel sorriso smagliante e aveva gli occhi color marrone nocciola.Un giorno Zeldrax mando’ uno dei suoi mutanti sottoforma di contadino. L’impostore fece finta di cadere da un’albero e rompersi un osso. Walie si rese conto del grave errore e decise di fuggire via. Lucrezia scoprì la vera edentita’ del contadino e lo ando’ a raccontare a WALIE. I due decisero di ripagare il cattivo con la sua stessa moneta. Chiese al contadino incontrarsi al parco e molta gente era nascosta, a un certo punto il robot si fece vedere e allora tutti sperono la verita’. Appena dopo aver sconfitto il cattivo WALIE venne riaccettato da tutta la citta’.

Lucreazia Cassoli
classe IV A
Scuola Don Milani
Via Cilea
04100 Latina

Storie Robotiche [primaria 4^ A]

Febbraio 1st, 2009 Febbraio 1st, 2009
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RECICLOBOT EROE DEL MONDO: Un robot tutto speciale

C’era una volta non tanto lontano un giovane scienziato tutto preso dal reciclo di ferro e acciaio che decise di costruire un robot perchè voleva anche lui un amico. Lo scienziato di nome Frank era da tutti considerato un vero pazzo perchè credeva di poter risolvere i problemi dell’inquinamento del mondo con le sue invenzioni e per questo era sempre preso in giro e lasciato solo da tutti. Così una mattina alzatosi presto, quando tutto fuori era ancora buio, cominciò a costruire il suo robot personale e così tra un pezzo di un vecchio televisore, un pezzo di una lavatrice, di un forno e altri pezzi di ferro e acciaio dopo ore e ore di lavoro nacque Reciclobot. Un piccolo robottino tutto particolare ma molto speciale. Un nuovo amico per Frank, che era sempre stato solo. Reciclobot aveva molte capacità: sapeva cucinare, sapeva costruire macchine volanti e super veloci ma soprattutto era molto ma molto intelligente. Una mattina Frank decise che era arrivato il momento di salvare il mondo e quindi prese il suo piccolo Robot e si mise in viaggio per città e paesi per liberarli dal ferro e dall’acciaio vecchio che la gente buttava, perchè non serviva più,ma che il suo robot riuscuiva squagliandolo a costruire nuove cose più utili a tutti.  Ma Reciclobot passando di città in città nonostante era impegnato nel suo lavoro continuava ad aiutare gli altri aggiustando e costruendo utensili, oggetti utili aiutato sempre dal suo amico scienziato Frank che era sempre più contento e soddisfatto perchè riusciva a realizzare ogni giorno il suo sogno. Un giorno mentre Reciclobot stava lavorando vide dei bambini che giocavano a pallone vicino ad un fiume, e si sentì subito tanto triste perchè da quando era stato creato il suo solo dovere era stato quello di aiutare il suo amico Frank. Non aveva mai giocato, non sapeva ancora cosa significava divertirsi e non lavorare. Così decise di avvicinarsi ai bambini per poter giocare con loro. Ma i bambini non erano molto contenti perchè lui era solo un robot, che non era capace di usare un pallone. Reciclobot invece era un robot intelligente e aveva già nella sua memoria attivato il sensore per il gioco così provò a giocare con i bambini che invece cominciarono a prenderlo in giro e lo fecero cadere nell’acqua del fiume. Frank che stava ancora lavorando vide tutto da lontano e subito corse per aiutare il suo piccolo amico perchè sapeva che non sarebbe sopravvissuto a quella caduta. Arrivato vicino a Reciclobot subito lo tirò fuori dall’acqua ma già il suo piccolo amico faceva molta fatica a muoversi perchè i suoi vecchi circuiti reciclati si erano bagnati. Frank sempre più disperato prese in braccio il suo robot e corse via decidendo di tornare nella sua città  e nella sua casa  dove aveva costruito Reciclobot per trovare il modo di salvarlo. Una volta arrivato scopri che smontando il suo amico Reciclobot lasciandolo asciugare per qualche  giorno e sostituendo alcuni cip tranne quello della memoria il suo amico torno in vita. Da quel momento Frank scopri cosa significava avere un amico e così decise di cominciare a divertirsi con il suo robottino continuando sempre  e reciclare ma non pensando solo al lavoro. Reciclobot fu un amico fidato per tutta la vita del suo amico Frank.

Matteo Covini
classe IV A
Scuola Don Milani
Via Cilea
04100 Latina

Storie Robotiche [primaria 4^ A]

Febbraio 1st, 2009 Febbraio 1st, 2009
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RONNY UN FANTASTICO ROBOT

A Torino, via Roma n. 2, viveva un robot di nome Ronny. La casa del robot non era molto bella: era priva di calore umano, perché non c’era un essere vivente, c’erano solo macchine. Quando si entrava c’era una porta elettronica, che appena passavi davanti ad essa si apriva da sola, la casa era piena di cose elettroniche, c’era anche la scala mobile. La camera di Ronny, si trovava in cima alla scala. All’improvviso arrivarono due bambini di nome Franchy e Melodi, che si fermarono davanti alla porta elettronica. Non avevano mai visto una porta che si apriva da sola, poi si ripresero e incuriositi mentre salivano la scala mobile fissavano tutte le macchine che c’erano. Arrivati al piano di sopra, entrarono nella stanza di Ronny e videro un robot che stava guardando la tv. I bambini molto spaventati, entrarono piano piano e Ronny se ne accorse, i bambini urlarono dalla paura, ma il robot gli disse di non spaventarsi, perché lui era un robot buono. I bambini si spaventarono perché videro il corpo del robot: un corpo tutto grigio, con tanti pulsanti intorno ad esso, degli occhi grandi e neri che ti fissavano, un naso tondo, una bocca grande e rossa e infine un’antennina blu sulla testa. Mentre Melodi indossava un vestito rosa e bianco, Franchy indossava dei jeans e una maglietta celeste. I bambini si calmarono e gli chiesero come si chiamava e il robot rispose che si chiamava Ronny. Piano piano fecero amicizia, così il robot aveva due esseri umani come amici… 

Federica PATTARO
classe IV A
Scuola Don Milani
Via Cilea
04100 Latina

Il robot della 4^ B [infanzia e primaria Latina]

Febbraio 1st, 2009 Febbraio 1st, 2009
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Gli amici della scuola primaria classe 4^ B (rif. maestre Ivana ed Olga] sono venuti a trovarci in classe ed hanno portato una sorpresa: un robot che balla, da’ la mano, saluta, cammina…

Buona visione, Linda

[ Ecco tutte le foto ricordo ]

Storie Robotiche [primaria 4^ A]

Febbraio 1st, 2009 Febbraio 1st, 2009
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Max e Angelo

C’era una volta uno scienziato di nome Max, voleva inventare qualcosa che lo aiutasse nel suo lavoro. Non aveva amici, quindi anche la presenza di una cosa di meccanico gli avrebbe fatto piacere. Costruendo, costruendo uscì fuori un robot carinissimo:aveva il viso rotondo, fatto di ferro, la schiena era di metallo e quadrata, le mani erano formate con due palline da tennis e le gambe con due pezzi di legno. Camminava quasi come un uomo, ma certe volte faceva dei movimenti strani e si inceppava il meccanismo. Allora Max pensò che le palline e le gambe di legno non erano adatte per un vero robot, quindi decise di modificarlo facendolo metallico del tutto. Dopo tre giorni finì il suo capolavoro ed era venuto fuori un robot ancora più bello e funzionale di prima. Col passare dei giorni, i due legarono molto ed il robot divenne il suo più grande amico e punto di riferimento. Un giorno Max stava sperimentando una pozione per migliorare le qualità intellettive del robot che aveva chiamato Angelo. Ma qualcosa andò storto e la pozione esplose provocando un incendio. Max afferrò la mano di Angelo, nel tentativo di uscire fuori dal laboratorio ma inavvertitamente la porta si chiuse e Angelo rimase intrappolato tra le fiamme. Max, scampato dall’incendio, si accorse di aver portato con se la sua valigetta degli attrezzi. Disperato aprì la valigetta con la speranza di trovare un sistema per salvare il povero Angelo e così fu! Gli venne in mente di costruire una tuta antincendio:la indossò e rompendo il vetro della finestra del laboratorio, riuscì ad entrare senza farsi male. Con tutte le sue forze afferrò Angelo che stava immobile in un angolo della stanza e lo trascinò fuori sano e salvo. I due si abbracciarono e dall’occhio metallico di Angelo scese una lacrima “umana”. Max capì allora che il robot era realmente diventato il suo migliora amico perché non aveva esitato neanche un istante di salvarlo. Tutto questo dimostra quanto l’amicizia sia necessaria e preziosa!

Silvia Bencivenga
classe IV A
Scuola Don Milani
Via Cilea
04100 Latina

22 gennaio 2009: Foto ricordo dell’Open Day

Gennaio 29th, 2009 Gennaio 29th, 2009
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[ alcune foto ricordo dell’Open Day ]

In prossimita’ dell’Open Day [infanzia e secondaria di primo grado]

Gennaio 23rd, 2009 Gennaio 23rd, 2009
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L’incontro Infanzia e Secondaria di Primo Grado ha avuto un seguito anche oggi, dalle 13.00 alle 14. Ecco alcune foto ricordo. Il prossimo appuntamento con le famiglie: lunedi’ 26 gennaio 2009, in occasione dell’Open Day.

A presto, Linda

Storie Robotiche [infanzia Latina – sez. B]

Gennaio 19th, 2009 Gennaio 19th, 2009
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C’era un volta un robottino, che si chiamava Rob – Bot  e viveva in una casa al mare. Aveva una mamma e un papa’. La mamma era una poliziotta e il papa’ era un carabiniere. Un giorno ci fu un incidente alla macchina della mamma di Rob – Bot. Il papa’ l’aggiusto’ perche’ era capace. Riparava anche i camion, gli autobus e le moto. Era un carabiniere meccanico. Qualche volta riparava pure il treno grande, il trenino piccolo e il trattore. Quel giorno il robottino era andato a scuola a giocare e a fare i compiti. La mamma non era andata a prenderlo perche’ si era rotta la macchina e Rob – Bot non sapeva che il papa’ l’aveva riparata. Allora Rob – Bot aveva pensato di andare a casa da solo perche’ non voleva aspettare e piangeva. Mentre andava a casa si e’ perso a raccogliere le conchiglie e e’ andato lontano lontano. Poi incontro’ un uomo cattivo che gli voleva fare male. Lo voleva portare a casa di lui per cucinarlo. Pero’ non ci riusci’ a mangiarlo perche’ Rob – Bot era di metallo e era duro per essere mangiato. Al signore si era rotto un dente quando aveva provato a mangiare Rob – Bot e gli faceva tanto male il dente che poi e’ caduto. Cosi’ Rob – Bot scappava mentre il signore cercava il dentista. Il dentista allora mise un dente forte al signore cattivo. Intanto Rob – Bot riusci’ a trovare la strada di casa e a tornare da mamma e da papa’.

[ dal blog Rob&ide ] – [ le foto ricordo ]

Storie robotiche [primaria 4^ D]

Gennaio 19th, 2009 Gennaio 19th, 2009
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Il mio amico robot

Era un giorno di dicembre, fuori nevicava ed io mi annoiavo a morte. Allora andai in soffitta e vidi una cassa: incuriosita, la aprì e vidi un piccolo robottino dal faccino simpatico. Era di un colore grigio metallizzato, aveva la faccia quadrata come un cubo, al posto delle mani aveva due piccole pinze e al posto dei piedi invece aveva due ruote. Presi il piccolo robot e lo portai nella mia cameretta. Lo pulii con cura dalla polvere, poi lo misi per terra: aveva sulla schiena un bottoncino rosso: provai a premerlo e, con un po’ di fatica, strano ma vero, il piccolo robot cominciò a muoversi! Era un movimento proprio buffo, le rotelline si muovevano lentamente e contemporaneamente il robottino alzava la pinza destra e sembrava dicesse “Ciao!” Mi accorsi che sulla panciotta aveva un piccolo tastino giallo: lo sfiorai e all’improvviso si accesero delle lucine colorate negli occhi e la bocca cominciò a muoversi: il robottino aveva ripreso vita!!! Ero stupita ed entusiasta allo stesso tempo. Il piccolo robot, con la sua voce metallica, iniziò a farmi tante domande: come mi chiamavo, cosa facevo, che sport mi piacevano e se avevo tanti amici. Non riuscivo a crederci: in quella giornata così noiosa, avevo trovato un amico fortissimo. Allora feci anch’io a lui qualche domanda: il mio nuovo amico non ricordava di avere mai avuto un nome, tutti lo chiamavano semplicemente Robot, ma ricordava la città da cui proveniva, Robotix. La sua casa era una scatola d’acciaio e amava mangiare hamburger di bulloni che preparava la sua mamma in modo delizioso. Per un attimo il piccolo si rattristò, allora io presi la mia decisione: mi sarei presa per sempre cura di lui. Decisi anche il suo nuovo nome: chiamai il piccolo robot Wallee. Da quel giorno non mi sarei più separata dal mio nuovo amico e promisi a me e al piccolo robot che non sarebbe mai più stato triste e solo…

alunna GIULIA C.
Ins. Casella Filomena

Vacanze del robottino a casa mia

Gennaio 18th, 2009 Gennaio 18th, 2009
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 [ cimg0847 ]

Ecco la prima applicazione con l’ospite, ma soprattutto la prima prova con il blog. Questo è il filmato, se non si vede nulla, fatemi sapere.

Antonella

Cara Antonella, il video si vede benissimo. Grazie per aver condiviso con noi questa esperienza. Ricordo alle colleghe che non sono riuscite a vedere il filmatino, che occorre il quick time e che il download del quick time free/gratuito puo’ avvenire qui.

A presto, Linda


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