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Introduzione: Cosa sono i DSA

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento, meglio conosciuti con i termini di Dislessia, Disortografia, Disgrafia e Discalculia, sono disturbi dello sviluppo che determinano numerose difficoltà nell’acquisizione delle cosiddette abilità scolastiche, cioè di quelle abilità che costituiscono il nucleo principale dell’istruzione almeno nei primi anni di scolarizzazione.

La possibilità di una identificazione precoce dei bambini a rischio di Disturbi d’Apprendimento fin dalla Scuola dell’Infanzia mi ha spinta a sviluppare il progetto “Ascolto, racconto, leggo” con l’obiettivo di individuare la presenza o meno nei bambini in età pre-scolare (5 anni) dei prerequisiti necessari all’acquisizione di tutti i successivi apprendimenti di base.

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L’ipotesi del progetto è che l’assenza di tali prerequisiti potrebbe costituire un importante fattore di rischio, senza trascurare eventuali ritardi nello sviluppo del linguaggio e la presenza di familiarità. 

L’identificazione precoce risulta imprescindibile e di grande importanza per un intervento tempestivo mirato soprattutto nel passaggio del bambino da un ordine di scuola all’altro, consentendo al docente di scuola primaria di avere informazioni preziose su cui porre l’attenzione per poter predisporre una didattica personalizzata efficace. Sappiamo infatti che una diagnosi vera e propria di dislessia si può avere solo alla fine della seconda classe e di discalculia alla fine della terza (troppo tardi per cominciare a darsi da fare!)

II Parte – Valutazione riflessiva

Valutare il proprio operato è uno dei momenti più delicati per un docente. Nella mia esperienza ho verificato spesso con altre colleghe che si tratta di una fase poco amata, trascurata e persino sconosciuta a molti. Eppure credo sia uno dei momenti più importanti del nostro lavoro, che merita tempo e attenzione.

Durante lo svolgimento del progetto ho registrato le mie osservazioni, sistematiche o episodiche, sul mio “diario di bordo”.

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Questo si è dimostrato uno strumento preziosissimo per fare una autovalutazione a posteriori. Attraverso la scrittura professionale ho imparato a darmi tempo, condizione fondamentale per capire i tempi da dare al bambino. Cioè mi ha permesso di mettere a distanza la pratica, agevolare la riflessione, la comprensione di certi fatti.

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Grazie a questo progetto ho potuto mettere in luce dati preziosi da trasferire ai docenti di scuola primaria, ben consapevole (e speranzosa, direi) che i modi di essere rilevati nei bambini siano mere difficoltà che possono evolversi positivamente nel processo naturale di crescita e maturazione di ogni bambino.

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Questa esperienza mi ha favorito una riflessione su quanto sia importante l’adozione di un metodo adeguato agli scopi che si vogliono raggiungere.

Credo che la scuola dell’infanzia soffra di un “deficit da metodo”, perchè storicamente penalizzata dalla sua funzione sociale di “sostegno alle madri lavoratrici” (Legge istitutiva della scuola materna statale 444 del 1968).

Ancora oggi in alcune scuole fanno bella mostra sui muri delle aule tante schede fotocopiate che testimoniano l’assenza di un vissuto di esperienza.

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Allora mi chiedo, ma la domanda è assolutamente retorica, se il ricorso a metodologie non adeguate e la mancanza della giusta attenzione ai bisogni ed alle ‘fragilità’ di alcuni alunni non abbia già a livello di scuola dell’infanzia compromesso le potenzialità di quel bambino e minato il suo percorso formativo.

Per questo la scuola dell’infanzia va intesa come il primo vero grado del nostro sistema scolastico e il più importante perchè getta le basi per ogni futuro apprendimento e dà al bambino quei prerequisiti fondamentali su cui la futura scolarizzazione potrà contare.

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IV FASE: Invenzione della storia: “La nonna racconta…”

A conclusione del progetto ho voluto realizzare un libro in cui sono state trascritte le parole dei bambini che si sono cimentati non solo nella realizzazione grafica, ma anche nella libera espressione delle loro emozioni e dei loro vissuti.

Il libro ha suscitato grande entusiasmo tra i piccoli alunni che lo hanno portato in giro per la scuola mostrandolo a tutti.

Il nostro elaborato ha vinto il Concorso della Fondazione Chiaravalle-Montessori “Favolando 2013”.

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III FASE: Educare all’ascolto. Giocare con le parole e con il corpo

In questa terza fase ho individuato una serie di attività che aiutassero i bambini, in un clima ludico e sereno, a giocare con le parole e con il corpo.

Consapevole che il linguaggio rappresenta il miglior predittore delle difficoltà di lettura, ho proposto ai bambini esercizi linguistici, ovvero “operazioni meta-fonologiche”, sotto forma di giochi.

Le operazioni meta-fonologiche richieste per scandire le parole a livello sillabico sono accessibili anche a bambini di scuola dell’infanzia, meglio se accompagnati, per es. dal suono di un tamburello o dal battito della mani.

Inoltre ho proposto giochi con le rime, le assonanze, giochi che prevedono l’individuazione dei suoni iniziali e finali delle parole, memorizzazione di filastrocche, poesie e conte, nonché i giochi di manipolazione dei suoni all’interno delle parole.

Oltre a potenziare l’aspetto fonologico ho cercato di educare i bambini all’ascolto finalizzato alla comprensione. Infatti ogni educazione alla scrittura parte dall’educazione all’ascolto, che è una capacità presente già nel feto che ascolta la voce della mamma.

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Allora ogni mattina, ad inizio giornata, dedico un po’ di tempo al “circle-time”, in cui ognuno può esprimersi liberamente, raccontare un’esperienza vissuta o comunicare qualcosa di sé agli altri.

Ed a fine giornata, ogni giorno, dedico altrettanto tempo al “cerchio della narrazione”, perchè è attraverso la narrazione che la parola assume fascino e inchioda l’attenzione dei bambini. Questo ha favorito un avvio alla lettura spontanea dei bambini, anche soltanto delle immagini, perchè i bambini hanno cominciato a scegliere di rivedere anche da soli i libri già letti dal docente.

Abbiamo arricchito il nostro angolo della lettura, già presente da diversi anni nella nostra sezione, di nuovi libri portati da casa o comprati dai genitori e abbiamo inserito nella “ruota degli incarichi” una turnazione per il “bambino-libraio” che ogni giorno si occupa di riordinare i libri e di riparare, con l’aiuto di un compagno più esperto o del docente, i libri involontariamente strappati.

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La lingua scritta è diventata così fonte di grande interesse tanto che per soddisfare il loro bisogno di “leggere” ho realizzato, con l’aiuto dei bambini che sono già in grado di farlo, una serie di cartellini con i nomi delle cose che si trovano in sezione, per esempio:

TAPPETO            PORTA              LAVAGNA           CESTINO            FINESTRA

Allora se è vero che la lingua scritta non costituisce un obiettivo della scuola dell’infanzia, è proprio nella scuola dell’infanzia che essa deve trovare i necessari prerequisiti.

Infatti, la percezione visiva e uditiva, l’orientamento e l’integrazione spazio-temporale, la coordinazione oculo-manuale rappresentano competenze che si intrecciano innanzitutto con una buona disponibilità ad apprendere e con il clima culturale che si respira nella scuola. Solo successivamente si potrà affrontare l’insegnamento-apprendimento della letto-scrittura come sistema simbolico rilevante.

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II FASE: concettualizzazione lingua scritta nei bambini

    A questo proposito ho voluto indagare la scrittura spontanea dei bambini. Ogni bambino, infatti, possiede una propria “teoria linguistica”, cioè un insieme di idee che si è costruito attraverso esperienze spontanee e occasioni educative sul funzionamento del sistema scrittura prima dell’ingresso a scuola. Quindi, quando inizia la scuola primaria e viene immerso nel codice alfabetico, ha già cominciato un suo personale lavoro sul piano linguistico e metalinguistico.

Seguendo la suddivisione in quattro fasi del processo di apprendimento della scrittura operata da Ferreiro e Teberosky (1985) ho inserito i disegni dei bambini nelle corrispondenti fasi individuate dagli autori: preconvenzionale, convenzionale-sillabico, convenzionale sillabico-alfabetico, convenzionale alfabetico.

Per capire quale fase stanno attraversando, i bambini sono stati invitati a disegnare su un argomento specifico (la propria famiglia, se stessi, le vacanze, ecc.) e a scrivere per come sanno e sono capaci di fare i nomi di ciò che hanno disegnato.

Dopo aver scritto, i bambini hanno letto ciò che hanno prodotto seguendo la scrittura con un dito, in modo che io ho potuto segnare con una freccia, sotto la parola letta, la direzionalità della lettura e scrivere sotto quello che il bambino legge.

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Lumache, Alice, io, sole, farfalla

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Principe, principessa, farfalla, uccello, Aloisia

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La Befana vien di notte Greta

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Fede(rica), Rossella,Giuseppe, lumache

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Giulio

Per riconoscere il livello raggiunto ho fatto riferimento alla seguente tabella sulle tappe di sviluppo della scrittura di Ferreiro e Teberosky (1985) e della lettura di Uta Frith (1995).

TABELLA sulle TAPPE DI SVILUPPO della LETTURA E della SCRITTURA

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(tratta da Stella G., Grandi L., (2002),“Come leggere la dislessia e i DSA”, Giunti Scuola, pag.62)

Ho poi evidenziato alcune caratteristiche che hanno accompagnato gli alunni nello svolgimento del lavoro: lentezza nella scrittura, pressione debole o eccessiva esercitata sul foglio, discontinuità nel gesto, ritoccatura del segno già tracciato, direzione del gesto grafico, occupazione dello spazio nel foglio.

Tutto è stato annotato sul mio “diario di bordo” per essere poi rivisto a fine progetto.

Sulla base di tali elementi il progetto ha previsto attività di psicomotricità per il miglioramento delle abilità percettivo-motorie e, nelle specifiche attività grafiche, laddove ne ravvedevo la necessità,  l’uso di ausili in gomma da applicare alle matite, che per la loro forma anatomica aiutano l’alunno ad impugnare meglio la matita e a procedere in maniera più fluida, curando la trazione e la pressione dello strumento di scrittura sul foglio.

Project Work: Didattica e psicopedagogia dei Disturbi Specifici di Apprendimento nella Scuola dell’Infanzia

La mia scelta progettuale nasce dalla consapevolezza  della centralità del ruolo del docente per gli alunni con DSA.

Tale consapevolezza si è rafforzata proprio con la frequenza del Master in “Didattica e psicopedagogia dei Disturbi Specifici di Apprendimento” durante il quale ho avuto modo di arricchire il mio “strumentario” di competenze psico-pedagogiche, come viene definito dalla legge 170/2009 e dalle relative Linee Guida.

La Direttiva ministeriale del 27.12.2012 “Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica” è l’ultimo documento in ordine di tempo a ridisegnare il perimetro dei Bisogni Educativi Speciali in ambito scolastico. L’intento, anche qui, è di evitare approcci esclusivamente clinici, a favore delle strategie metodologico-didattiche  promosse dal docente “curriculare”.

Il principio che ho fatto mio in questi mesi è che ogni alunno, a proprio modo e tempo, è portatore di Bisogni Educativi Speciali per motivi fisici, biologici, fisiologici, ma anche psicologici o sociali. Va superata l’idea dell’alunno “normale” sul quale calibrare l’intervento didattico della classe a favore della diversità di ognuno che richiede risposte adeguate e  personalizzate.

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La personalizzazione e la individualizzazione del processo di insegnamento rappresentano la vera sfida per noi docenti, fin dalla scuola dell’infanzia. Da docente Montessoriana direi fin dalla nascita (e quindi dal Nido).

Come insegnante di Scuola dell’Infanzia considero questo ordine di scuola fondamentale per lo sviluppo integrale e armonioso della personalità di bambine e bambini dai 3 ai 6 anni di età e primo vero grado del sistema scolastico italiano.

Non è superfluo sottolineare il richiamo della L.170 ad evitare, in questo ordine di scuola, ogni forma di precocismo e di nozionismo, soprattutto nella letto-scrittura:

la Scuola dell’Infanzia, infatti, “esclude impostazioni scolasticistiche che tendono a precocizzare gli apprendimenti formali”. Invece, coerentemente con gli orientamenti e le indicazioni che si sono succeduti negli ultimi decenni, la Scuola dell’Infanzia ha il compito di “rafforzare l’identità personale, l’autonomia e le competenze dei bambini”, promuovendo la “maturazione dell’identità personale,… in una prospettiva che ne integri tutti gli aspetti (biologici, psichici, motori,intellettuali, sociali, morali e religiosi)”, mirando a consolidare “le capacità sensoriali, percettive, motorie, sociali, linguistiche ed intellettive del bambino”.

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Una scuola del fare e dell’agire che predilige l’operatività rispetto alla trasmissività, una scuola delle esperienze concrete e vissute in prima persona e in quella relazione educativa che solo quando è realmente significativa produce apprendimento e conferisce all’insegnante il “potere dell’educazione” che consiste nel saper costruire una relazione educativa entro la quale il bambino è “preso”.

Importante poi è la sottolineatura al contesto di relazione, al clima sereno, caldo, accogliente e rispettoso dei tempi e dei ritmi di ogni bambino, nel quale la ritualità delle cosiddette “routine” conferisce al bambino sicurezza e fiducia in se stesso e nell’ambiente circostante.

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Introduzione: Cosa sono i DSA

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento, meglio conosciuti con i termini di Dislessia, Disortografia, Disgrafia e Discalculia, sono disturbi dello sviluppo che determinano numerose difficoltà nell’acquisizione delle cosiddette abilità scolastiche, cioè di quelle abilità che costituiscono il nucleo principale dell’istruzione almeno nei primi anni di scolarizzazione.

La possibilità di una identificazione precoce dei bambini a rischio di Disturbi d’Apprendimento fin dalla Scuola dell’Infanzia mi ha spinta a sviluppare il progetto “Ascolto, racconto, leggo” con l’obiettivo di individuare la presenza o meno nei bambini in età pre-scolare (5 anni) dei prerequisiti necessari all’acquisizione di tutti i successivi apprendimenti di base.

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L’ipotesi del progetto è che l’assenza di tali prerequisiti potrebbe costituire un importante fattore di rischio, senza trascurare eventuali ritardi nello sviluppo del linguaggio e la presenza di familiarità. 

L’identificazione precoce risulta imprescindibile e di grande importanza per un intervento tempestivo mirato soprattutto nel passaggio del bambino da un ordine di scuola all’altro, consentendo al docente di scuola primaria di avere informazioni preziose su cui porre l’attenzione per poter predisporre una didattica personalizzata efficace. Sappiamo infatti che una diagnosi vera e propria di dislessia si può avere solo alla fine della seconda classe e di discalculia alla fine della terza (troppo tardi per cominciare a darsi da fare!)

I Parte – IL PROGETTO

Il mio progetto di lavoro si innesta su “Ascolto, racconto, leggo”, progetto inserito da alcuni anni nel Piano dell’Offerta Formativa della Scuola dell’Infanzia dell’Istituto Comprensivo “Mazzini-Modugno” di Bari, ed è stato da me arricchito alla luce delle nuove conoscenze e competenze acquisite durante la frequenza del master.

PROGETTO “ASCOLTO, RACCONTO E LEGGO”

SITUAZIONE MOTIVANTE

I bambini di 5 anni richiedono un’attenzione particolare perché il primo approccio con la lingua scritta sia positivo

RISULTATI ATTESI

  • Potenziamento delle capacità di:

  • Ascolto

  • Attenzione

  • Rielaborazione di ciò che si ascolta

Sviluppo delle capacità di:

  • Invenzione

  • Espressione

  • Creazione

  • Critica

  • Avvio alla letto – scrittura

OBIETTIVI SPECIFICI

  • Conoscere e fruire di codici diversi

  • Vedere, osservare, leggere immagini

  • Seguire la scansione temporale di un brano con movimenti spontanei del corpo

  • Acquisire regole da rispettare nell’uso dei libri

  • Esercitare abilità fonologiche e metalinguistiche

PERCORSO EDUCATIVO – DIDATTICO

1° FASE: LUDICO – COMUNICATIVA

  • Brain-storming: ricerca–indagine relativa alle fiabe più conosciute

  • Ascolto di storie

  • Giochi di simulazione per favorire l’assunzione di ruoli spontanei

  • Ricreazione del  “cerchio dell’ascolto” per ricostruire verbalmente l’esperienza precedentemente vissuta

2° FASE: ESPLORATIVA

Visita ad una libreria per bambini

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3° FASE: OPERATIVO –CREATIVA

3-4 ANNI

Scelta di elementi – simbolo per:

  • Il riconoscimento di fiaba note

  • La ricostruzione da parte dei bambini della fiaba riconosciuta

5 ANNI

Scelta di elementi – simbolo per:

  • La costruzione e invenzione di storie

  • L’associazione con i fonemi e i grafemi corrispondenti

  • Discriminazione delle vocali prima, e delle consonanti  dopo, all’interno di una parola

STRUMENTI    DI VERIFICA

Osservazione:

  • Delle competenze semantiche e pragmatiche

  • Della capacità di giocare con il linguaggio verbale

  • Della capacità di argomentare e discutere

  • Dell’approccio al libro e alla scrittura

TEMPI

Da Ottobre 2012 a Febbraio 2013

METODOLOGIA

Attività da svolgere con l’intera sezione in orario curriculare

SPAZI

Sezione

MATERIALI

Libri, fumetti, cartoncini, CD di fiabe, colori

VALUTAZIONE

  • Monitoraggio finale delle attività

  • Focus–gruppo con le famiglie da effettuare negli incontri periodici

MODALITA’ DI DOCUMENTAZIONE

  • Realizzazione di un libro in cui saranno raccolti gli elaborati dei bambini relativi alle fiabe lette e/o inventate

  • Pubblicazione sul Blog

I FASE: Osservazione sistematica e registrazione dei dati in apposite griglie.

Sulla base delle indicazioni contenute nelle Linee Guida ho predisposto un questionario con l’obiettivo di rilevare eventuali elementi predittori nei 5 bambini di 5 anni che l’anno scolastico prossimo frequenteranno la prima classe della scuola primaria.

  • Confonde i suoni?

  • Completa le frasi?

  • Utilizza parole adeguate al contesto?

  • Omette suoni o parti di parole?

  • Sostituisce suoni, lettere ( p/b…)?

  • Ha un’espressione linguistica adeguata?

  • Mostra impaccio motorio globale?

  • Mostra impaccio nella manualità fine (per es. allacciarsi le scarpe o i bottoni)?

  • Riconosce la destra e la sinistra?

  • Ha difficoltà in compiti di memoria a breve termine?

  • Ha difficoltà nell’imparare filastrocche?

  • Riesce a giocare con le parole?

  • Ha difficoltà di organizzazione e integrazione spazio-temporale?

  • Ha lacune percettive?

  • Ha difficoltà di linguaggio verbale?

  • Mostra difficoltà grafo-motorie?

  • Ha difficoltà di orientamento?

  • Ha difficoltà di coordinazione oculo-manuale?

  • Ha difficoltà di coordinazione dinamica generale?

  • Ha acquisito una dominanza laterale adeguata?

  • Mostra difficoltà nella discriminazione e memorizzazione visiva sequenziale?

  • Ha difficoltà di orientamento nel tempo scuola?

  • Ha difficoltà nell’esecuzione autonoma delle attività della giornata?

  • Ha difficoltà ad orientarsi nel tempo prossimale (ieri, oggi, domani)?

I Parte: Il Progetto

Il mio progetto di lavoro si innesta su “Ascolto, racconto, leggo”, progetto inserito da alcuni anni nel Piano dell’Offerta Formativa della Scuola dell’Infanzia dell’Istituto Comprensivo “Mazzini-Modugno” di Bari, ed è stato da me arricchito alla luce delle nuove conoscenze e competenze acquisite durante la frequenza del master.

PROGETTO “ASCOLTO, RACCONTO E LEGGO”

SITUAZIONE MOTIVANTE

I bambini di 5 anni richiedono un’attenzione particolare perché il primo approccio con la lingua scritta sia positivo

RISULTATI ATTESI

  • Potenziamento delle capacità di:

  • Ascolto

  • Attenzione

  • Rielaborazione di ciò che si ascolta

Sviluppo delle capacità di:

  • Invenzione

  • Espressione

  • Creazione

  • Critica

  • Avvio alla letto – scrittura

OBIETTIVI SPECIFICI

  • Conoscere e fruire di codici diversi

  • Vedere, osservare, leggere immagini

  • Seguire la scansione temporale di un brano con movimenti spontanei del corpo

  • Acquisire regole da rispettare nell’uso dei libri

  • Esercitare abilità fonologiche e metalinguistiche

PERCORSO EDUCATIVO – DIDATTICO

1° FASE: LUDICO – COMUNICATIVA

  • Brain-storming: ricerca–indagine relativa alle fiabe più conosciute

  • Ascolto di storie

  • Giochi di simulazione per favorire l’assunzione di ruoli spontanei

  • Ricreazione del  “cerchio dell’ascolto” per ricostruire verbalmente l’esperienza precedentemente vissuta

2° FASE: ESPLORATIVA

Visita ad una libreria per bambini

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3° FASE: OPERATIVO –CREATIVA

3-4 ANNI

Scelta di elementi – simbolo per:

  • Il riconoscimento di fiaba note

  • La ricostruzione da parte dei bambini della fiaba riconosciuta

5 ANNI

Scelta di elementi – simbolo per:

  • La costruzione e invenzione di storie

  • L’associazione con i fonemi e i grafemi corrispondenti

  • Discriminazione delle vocali prima, e delle consonanti  dopo, all’interno di una parola

STRUMENTI    DI VERIFICA

Osservazione:

  • Delle competenze semantiche e pragmatiche

  • Della capacità di giocare con il linguaggio verbale

  • Della capacità di argomentare e discutere

  • Dell’approccio al libro e alla scrittura

TEMPI

Da Ottobre 2012 a Febbraio 2013

METODOLOGIA

Attività da svolgere con l’intera sezione in orario curriculare

SPAZI

Sezione

MATERIALI

Libri, fumetti, cartoncini, CD di fiabe, colori

VALUTAZIONE

  • Monitoraggio finale delle attività

  • Focus–gruppo con le famiglie da effettuare negli incontri periodici

MODALITA’ DI DOCUMENTAZIONE

  • Realizzazione di un libro in cui saranno raccolti gli elaborati dei bambini relativi alle fiabe lette e/o inventate

  • Pubblicazione sul Blog

I FASE: Osservazione sistematica e registrazione dei dati in apposite griglie.

Sulla base delle indicazioni contenute nelle Linee Guida ho predisposto un questionario con l’obiettivo di rilevare eventuali elementi predittori nei 5 bambini di 5 anni che l’anno scolastico prossimo frequenteranno la prima classe della scuola primaria.

  • Confonde i suoni?

  • Completa le frasi?

  • Utilizza parole adeguate al contesto?

  • Omette suoni o parti di parole?

  • Sostituisce suoni, lettere ( p/b…)?

  • Ha un’espressione linguistica adeguata?

  • Mostra impaccio motorio globale?

  • Mostra impaccio nella manualità fine (per es. allacciarsi le scarpe o i bottoni)?

  • Riconosce la destra e la sinistra?

  • Ha difficoltà in compiti di memoria a breve termine?

  • Ha difficoltà nell’imparare filastrocche?

  • Riesce a giocare con le parole?

  • Ha difficoltà di organizzazione e integrazione spazio-temporale?

  • Ha lacune percettive?

  • Ha difficoltà di linguaggio verbale?

  • Mostra difficoltà grafo-motorie?

  • Ha difficoltà di orientamento?

  • Ha difficoltà di coordinazione oculo-manuale?

  • Ha difficoltà di coordinazione dinamica generale?

  • Ha acquisito una dominanza laterale adeguata?

  • Mostra difficoltà nella discriminazione e memorizzazione visiva sequenziale?

  • Ha difficoltà di orientamento nel tempo scuola?

  • Ha difficoltà nell’esecuzione autonoma delle attività della giornata?

  • Ha difficoltà ad orientarsi nel tempo prossimale (ieri, oggi, domani)?