Archivio mensile:Febbraio 2015

La socialità attraverso le routine

Finalità: L’esperienza vuole essere l’avvio, attraverso l’organizzazione di un “ambiente di vita, di apprendimento e di relazioni”, di quella dimensione di vita comunitaria nella quale il bambino sperimenta regole condivise e un comportamento eticamente orientato, riconoscendo l’altro e i suoi bisogni e ponendo le fondamenta della futura Cittadinanza (I.N.2012).

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Situazione motivante: L’inserimento a scuola è un momento assai delicato nella vita di ogni bambina/o. Occorre creare un clima sereno, rassicurante, gioioso e positivo che permetta a bambine/i di superare serenamente il distacco dalla famiglia e di evitare eventuali disagi nella loro sfera affettiva ed emotiva. La ritualità delle cosiddette “routine” conferisce a bambine/i sicurezza e fiducia in se stessi e nell’ambiente circostante.

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Descrizione del contesto: La sezione a Metodologia differenziata Montessori è costituita da 28 bambine/i di età eterogenea (3-4-5 anni) e funziona a tempo ridotto (8-13), con un’unica insegnante curriculare e una insegnante di sostegno.

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Risultati attesi: Interiorizzazione di regole condivise e di comportamenti disponibili, collaborativi e di aiuto reciproco. Sviluppo dell’autonomia e graduale indipendenza dall’adulto.

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Obiettivi formativi: Favorire un approccio positivo con l’ambiente-scuola. Rendere il bambino soggetto attivo, motivato e “padrone” dei propri spazi e delle “cose” che gli vengono affidate.

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Tempi: Si svolge tutti i giorni, proprio perchè riguarda le attività di routine in alcuni momenti ben precisi della giornata scolastica: l’accoglienza, la merenda, il cerchio dell’ascolto, la preparazione all’uscita. L’esperienza è parte integrante del curricolo della Casa dei Bambini dall’a.s. 2009-10 nell’ambito della più ampia Metodologia Montessori, che fa propri i valori di libertà (nell’ambiente adeguatamente predisposto), autonomia (e indipendenza dall’adulto) e rispetto dei ritmi e dei tempi del bambino.

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Percorso educativo-didattico: I FASE: ORGANIZZATIVA

– Modifiche dell’organizzazione degli spazi (allestimento dello spazio per le attività di spogliatoio, angoli per la cura personale, dell’ambiente, ecc.)

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– Modifiche dell’organizzazione dei tempi (allungamento dei tempi dedicati alle routine)

  • Necessità di coinvolgere la collaboratrice scolastica (utilizzo dell’ambiente bagno)

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 II FASE LUDICO-COMUNICATIVA

Il “cerchio delle conversazioni e dell’ascolto” per ricostruire verbalmente l’esperienza precedentemente vissuta, per raccontarsi/raccontare e salutarsi serenamente prima del ritorno a casa

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IL TAVOLO DELLA PACE ha lo scopo di eliminare l’ingerenza degli adulti nei piccoli litigi dei bambini. Si tratta di un tavolino decorato con i simboli della pace (colomba, ramo d’ulivo, campana), a cui siedono i due litiganti e un Moderatore. Con la mano sul cuore (perché a questo tavolo “si parla con il cuore”) i due litiganti raccontano l’un l’altro il motivo del litigio e al termine il Moderatore chiede di fare pace e darsi la mano. Quindi suona la campana posta sul tavolo per richiamare l’attenzione dei presenti e dichiara: “Compagni, la pace è fatta”.

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III FASE OPERATIVA

Attività di tutoraggio dei “grandi” nei confronti dei bambini più piccoli

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Elementi significativi dell’esperienza realizzata

  • Miglioramento del clima relazionale all’interno del gruppo classe

  • Maggiore coinvolgimento degli alunni con Bisogni Educativi Speciali, che nello svolgimento di alcune attività manifestano un allungamento dei tempi di attenzione e concentrazione

Valutazione e monitoraggio

  • Analisi dei livelli di partenza
  • L’ osservazione dei bambini, in particolare delle/dei nuove/i inseriti mirerà a “mettere a fuoco” gli stili comportamentali, le caratteristiche personali e le modalità di separazione e inserimento.
  • Accertamento graduale dei progressi conseguiti nelle varie attività attraverso la registrazione di dati ed eventi significativi sul “taccuino” dell’insegnante
  • Focus-group con i genitori da effettuare negli incontri periodici

Punti di forza: Appoggio delle famiglie, rilevanza del tema; importanza del tutoraggio e facilità di reperibilità e/o realizzazione dei materiali da utilizzare. Possibilità di rendere il bambino realmente protagonista consapevole del proprio agire. Criticità: Difficoltà di coinvolgimento di collaboratrici scolastiche non adeguate.

Modalità di documentazione: Online, attraverso la pubblicazione del percorso e delle foto sul BLOG

http://blog.edidablog.it/edidablog/icmazzini/2015/02/18/la-socialita-attraverso-le-routine/