Project Work: Didattica e psicopedagogia dei Disturbi Specifici di Apprendimento nella Scuola dell’Infanzia

La mia scelta progettuale nasce dalla consapevolezza  della centralità del ruolo del docente per gli alunni con DSA.

Tale consapevolezza si è rafforzata proprio con la frequenza del Master in “Didattica e psicopedagogia dei Disturbi Specifici di Apprendimento” durante il quale ho avuto modo di arricchire il mio “strumentario” di competenze psico-pedagogiche, come viene definito dalla legge 170/2009 e dalle relative Linee Guida.

La Direttiva ministeriale del 27.12.2012 “Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica” è l’ultimo documento in ordine di tempo a ridisegnare il perimetro dei Bisogni Educativi Speciali in ambito scolastico. L’intento, anche qui, è di evitare approcci esclusivamente clinici, a favore delle strategie metodologico-didattiche  promosse dal docente “curriculare”.

Il principio che ho fatto mio in questi mesi è che ogni alunno, a proprio modo e tempo, è portatore di Bisogni Educativi Speciali per motivi fisici, biologici, fisiologici, ma anche psicologici o sociali. Va superata l’idea dell’alunno “normale” sul quale calibrare l’intervento didattico della classe a favore della diversità di ognuno che richiede risposte adeguate e  personalizzate.

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La personalizzazione e la individualizzazione del processo di insegnamento rappresentano la vera sfida per noi docenti, fin dalla scuola dell’infanzia. Da docente Montessoriana direi fin dalla nascita (e quindi dal Nido).

Come insegnante di Scuola dell’Infanzia considero questo ordine di scuola fondamentale per lo sviluppo integrale e armonioso della personalità di bambine e bambini dai 3 ai 6 anni di età e primo vero grado del sistema scolastico italiano.

Non è superfluo sottolineare il richiamo della L.170 ad evitare, in questo ordine di scuola, ogni forma di precocismo e di nozionismo, soprattutto nella letto-scrittura:

la Scuola dell’Infanzia, infatti, “esclude impostazioni scolasticistiche che tendono a precocizzare gli apprendimenti formali”. Invece, coerentemente con gli orientamenti e le indicazioni che si sono succeduti negli ultimi decenni, la Scuola dell’Infanzia ha il compito di “rafforzare l’identità personale, l’autonomia e le competenze dei bambini”, promuovendo la “maturazione dell’identità personale,… in una prospettiva che ne integri tutti gli aspetti (biologici, psichici, motori,intellettuali, sociali, morali e religiosi)”, mirando a consolidare “le capacità sensoriali, percettive, motorie, sociali, linguistiche ed intellettive del bambino”.

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Una scuola del fare e dell’agire che predilige l’operatività rispetto alla trasmissività, una scuola delle esperienze concrete e vissute in prima persona e in quella relazione educativa che solo quando è realmente significativa produce apprendimento e conferisce all’insegnante il “potere dell’educazione” che consiste nel saper costruire una relazione educativa entro la quale il bambino è “preso”.

Importante poi è la sottolineatura al contesto di relazione, al clima sereno, caldo, accogliente e rispettoso dei tempi e dei ritmi di ogni bambino, nel quale la ritualità delle cosiddette “routine” conferisce al bambino sicurezza e fiducia in se stesso e nell’ambiente circostante.

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Introduzione: Cosa sono i DSA

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento, meglio conosciuti con i termini di Dislessia, Disortografia, Disgrafia e Discalculia, sono disturbi dello sviluppo che determinano numerose difficoltà nell’acquisizione delle cosiddette abilità scolastiche, cioè di quelle abilità che costituiscono il nucleo principale dell’istruzione almeno nei primi anni di scolarizzazione.

La possibilità di una identificazione precoce dei bambini a rischio di Disturbi d’Apprendimento fin dalla Scuola dell’Infanzia mi ha spinta a sviluppare il progetto “Ascolto, racconto, leggo” con l’obiettivo di individuare la presenza o meno nei bambini in età pre-scolare (5 anni) dei prerequisiti necessari all’acquisizione di tutti i successivi apprendimenti di base.

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L’ipotesi del progetto è che l’assenza di tali prerequisiti potrebbe costituire un importante fattore di rischio, senza trascurare eventuali ritardi nello sviluppo del linguaggio e la presenza di familiarità. 

L’identificazione precoce risulta imprescindibile e di grande importanza per un intervento tempestivo mirato soprattutto nel passaggio del bambino da un ordine di scuola all’altro, consentendo al docente di scuola primaria di avere informazioni preziose su cui porre l’attenzione per poter predisporre una didattica personalizzata efficace. Sappiamo infatti che una diagnosi vera e propria di dislessia si può avere solo alla fine della seconda classe e di discalculia alla fine della terza (troppo tardi per cominciare a darsi da fare!)

I Parte – IL PROGETTO

Il mio progetto di lavoro si innesta su “Ascolto, racconto, leggo”, progetto inserito da alcuni anni nel Piano dell’Offerta Formativa della Scuola dell’Infanzia dell’Istituto Comprensivo “Mazzini-Modugno” di Bari, ed è stato da me arricchito alla luce delle nuove conoscenze e competenze acquisite durante la frequenza del master.

PROGETTO “ASCOLTO, RACCONTO E LEGGO”

SITUAZIONE MOTIVANTE

I bambini di 5 anni richiedono un’attenzione particolare perché il primo approccio con la lingua scritta sia positivo

RISULTATI ATTESI

  • Potenziamento delle capacità di:

  • Ascolto

  • Attenzione

  • Rielaborazione di ciò che si ascolta

Sviluppo delle capacità di:

  • Invenzione

  • Espressione

  • Creazione

  • Critica

  • Avvio alla letto – scrittura

OBIETTIVI SPECIFICI

  • Conoscere e fruire di codici diversi

  • Vedere, osservare, leggere immagini

  • Seguire la scansione temporale di un brano con movimenti spontanei del corpo

  • Acquisire regole da rispettare nell’uso dei libri

  • Esercitare abilità fonologiche e metalinguistiche

PERCORSO EDUCATIVO – DIDATTICO

1° FASE: LUDICO – COMUNICATIVA

  • Brain-storming: ricerca–indagine relativa alle fiabe più conosciute

  • Ascolto di storie

  • Giochi di simulazione per favorire l’assunzione di ruoli spontanei

  • Ricreazione del  “cerchio dell’ascolto” per ricostruire verbalmente l’esperienza precedentemente vissuta

2° FASE: ESPLORATIVA

Visita ad una libreria per bambini

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3° FASE: OPERATIVO –CREATIVA

3-4 ANNI

Scelta di elementi – simbolo per:

  • Il riconoscimento di fiaba note

  • La ricostruzione da parte dei bambini della fiaba riconosciuta

5 ANNI

Scelta di elementi – simbolo per:

  • La costruzione e invenzione di storie

  • L’associazione con i fonemi e i grafemi corrispondenti

  • Discriminazione delle vocali prima, e delle consonanti  dopo, all’interno di una parola

STRUMENTI    DI VERIFICA

Osservazione:

  • Delle competenze semantiche e pragmatiche

  • Della capacità di giocare con il linguaggio verbale

  • Della capacità di argomentare e discutere

  • Dell’approccio al libro e alla scrittura

TEMPI

Da Ottobre 2012 a Febbraio 2013

METODOLOGIA

Attività da svolgere con l’intera sezione in orario curriculare

SPAZI

Sezione

MATERIALI

Libri, fumetti, cartoncini, CD di fiabe, colori

VALUTAZIONE

  • Monitoraggio finale delle attività

  • Focus–gruppo con le famiglie da effettuare negli incontri periodici

MODALITA’ DI DOCUMENTAZIONE

  • Realizzazione di un libro in cui saranno raccolti gli elaborati dei bambini relativi alle fiabe lette e/o inventate

  • Pubblicazione sul Blog

I FASE: Osservazione sistematica e registrazione dei dati in apposite griglie.

Sulla base delle indicazioni contenute nelle Linee Guida ho predisposto un questionario con l’obiettivo di rilevare eventuali elementi predittori nei 5 bambini di 5 anni che l’anno scolastico prossimo frequenteranno la prima classe della scuola primaria.

  • Confonde i suoni?

  • Completa le frasi?

  • Utilizza parole adeguate al contesto?

  • Omette suoni o parti di parole?

  • Sostituisce suoni, lettere ( p/b…)?

  • Ha un’espressione linguistica adeguata?

  • Mostra impaccio motorio globale?

  • Mostra impaccio nella manualità fine (per es. allacciarsi le scarpe o i bottoni)?

  • Riconosce la destra e la sinistra?

  • Ha difficoltà in compiti di memoria a breve termine?

  • Ha difficoltà nell’imparare filastrocche?

  • Riesce a giocare con le parole?

  • Ha difficoltà di organizzazione e integrazione spazio-temporale?

  • Ha lacune percettive?

  • Ha difficoltà di linguaggio verbale?

  • Mostra difficoltà grafo-motorie?

  • Ha difficoltà di orientamento?

  • Ha difficoltà di coordinazione oculo-manuale?

  • Ha difficoltà di coordinazione dinamica generale?

  • Ha acquisito una dominanza laterale adeguata?

  • Mostra difficoltà nella discriminazione e memorizzazione visiva sequenziale?

  • Ha difficoltà di orientamento nel tempo scuola?

  • Ha difficoltà nell’esecuzione autonoma delle attività della giornata?

  • Ha difficoltà ad orientarsi nel tempo prossimale (ieri, oggi, domani)?

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