III FASE: Educare all’ascolto. Giocare con le parole e con il corpo

In questa terza fase ho individuato una serie di attività che aiutassero i bambini, in un clima ludico e sereno, a giocare con le parole e con il corpo.

Consapevole che il linguaggio rappresenta il miglior predittore delle difficoltà di lettura, ho proposto ai bambini esercizi linguistici, ovvero “operazioni meta-fonologiche”, sotto forma di giochi.

Le operazioni meta-fonologiche richieste per scandire le parole a livello sillabico sono accessibili anche a bambini di scuola dell’infanzia, meglio se accompagnati, per es. dal suono di un tamburello o dal battito della mani.

Inoltre ho proposto giochi con le rime, le assonanze, giochi che prevedono l’individuazione dei suoni iniziali e finali delle parole, memorizzazione di filastrocche, poesie e conte, nonché i giochi di manipolazione dei suoni all’interno delle parole.

Oltre a potenziare l’aspetto fonologico ho cercato di educare i bambini all’ascolto finalizzato alla comprensione. Infatti ogni educazione alla scrittura parte dall’educazione all’ascolto, che è una capacità presente già nel feto che ascolta la voce della mamma.

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Allora ogni mattina, ad inizio giornata, dedico un po’ di tempo al “circle-time”, in cui ognuno può esprimersi liberamente, raccontare un’esperienza vissuta o comunicare qualcosa di sé agli altri.

Ed a fine giornata, ogni giorno, dedico altrettanto tempo al “cerchio della narrazione”, perchè è attraverso la narrazione che la parola assume fascino e inchioda l’attenzione dei bambini. Questo ha favorito un avvio alla lettura spontanea dei bambini, anche soltanto delle immagini, perchè i bambini hanno cominciato a scegliere di rivedere anche da soli i libri già letti dal docente.

Abbiamo arricchito il nostro angolo della lettura, già presente da diversi anni nella nostra sezione, di nuovi libri portati da casa o comprati dai genitori e abbiamo inserito nella “ruota degli incarichi” una turnazione per il “bambino-libraio” che ogni giorno si occupa di riordinare i libri e di riparare, con l’aiuto di un compagno più esperto o del docente, i libri involontariamente strappati.

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La lingua scritta è diventata così fonte di grande interesse tanto che per soddisfare il loro bisogno di “leggere” ho realizzato, con l’aiuto dei bambini che sono già in grado di farlo, una serie di cartellini con i nomi delle cose che si trovano in sezione, per esempio:

TAPPETO            PORTA              LAVAGNA           CESTINO            FINESTRA

Allora se è vero che la lingua scritta non costituisce un obiettivo della scuola dell’infanzia, è proprio nella scuola dell’infanzia che essa deve trovare i necessari prerequisiti.

Infatti, la percezione visiva e uditiva, l’orientamento e l’integrazione spazio-temporale, la coordinazione oculo-manuale rappresentano competenze che si intrecciano innanzitutto con una buona disponibilità ad apprendere e con il clima culturale che si respira nella scuola. Solo successivamente si potrà affrontare l’insegnamento-apprendimento della letto-scrittura come sistema simbolico rilevante.

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