II FASE: concettualizzazione lingua scritta nei bambini

    A questo proposito ho voluto indagare la scrittura spontanea dei bambini. Ogni bambino, infatti, possiede una propria “teoria linguistica”, cioè un insieme di idee che si è costruito attraverso esperienze spontanee e occasioni educative sul funzionamento del sistema scrittura prima dell’ingresso a scuola. Quindi, quando inizia la scuola primaria e viene immerso nel codice alfabetico, ha già cominciato un suo personale lavoro sul piano linguistico e metalinguistico.

Seguendo la suddivisione in quattro fasi del processo di apprendimento della scrittura operata da Ferreiro e Teberosky (1985) ho inserito i disegni dei bambini nelle corrispondenti fasi individuate dagli autori: preconvenzionale, convenzionale-sillabico, convenzionale sillabico-alfabetico, convenzionale alfabetico.

Per capire quale fase stanno attraversando, i bambini sono stati invitati a disegnare su un argomento specifico (la propria famiglia, se stessi, le vacanze, ecc.) e a scrivere per come sanno e sono capaci di fare i nomi di ciò che hanno disegnato.

Dopo aver scritto, i bambini hanno letto ciò che hanno prodotto seguendo la scrittura con un dito, in modo che io ho potuto segnare con una freccia, sotto la parola letta, la direzionalità della lettura e scrivere sotto quello che il bambino legge.

disegni001

Lumache, Alice, io, sole, farfalla

disegni005

Principe, principessa, farfalla, uccello, Aloisia

disegni003

La Befana vien di notte Greta

disegni004

Fede(rica), Rossella,Giuseppe, lumache

disegni006

Giulio

Per riconoscere il livello raggiunto ho fatto riferimento alla seguente tabella sulle tappe di sviluppo della scrittura di Ferreiro e Teberosky (1985) e della lettura di Uta Frith (1995).

TABELLA sulle TAPPE DI SVILUPPO della LETTURA E della SCRITTURA

tabella002 (2)

(tratta da Stella G., Grandi L., (2002),“Come leggere la dislessia e i DSA”, Giunti Scuola, pag.62)

Ho poi evidenziato alcune caratteristiche che hanno accompagnato gli alunni nello svolgimento del lavoro: lentezza nella scrittura, pressione debole o eccessiva esercitata sul foglio, discontinuità nel gesto, ritoccatura del segno già tracciato, direzione del gesto grafico, occupazione dello spazio nel foglio.

Tutto è stato annotato sul mio “diario di bordo” per essere poi rivisto a fine progetto.

Sulla base di tali elementi il progetto ha previsto attività di psicomotricità per il miglioramento delle abilità percettivo-motorie e, nelle specifiche attività grafiche, laddove ne ravvedevo la necessità,  l’uso di ausili in gomma da applicare alle matite, che per la loro forma anatomica aiutano l’alunno ad impugnare meglio la matita e a procedere in maniera più fluida, curando la trazione e la pressione dello strumento di scrittura sul foglio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *