Articolo in evidenza

Halloween, sdrammatizziamo le paure. Sez. C Cardone Cristina

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La festa di Halloween offre lo spunto per conoscere tradizioni di altri paesi e approcciarsi alla conoscenza di termini in lingua inglese, ma soprattutto è un momento di riflessione e sdrammatizzazione delle paure: attraverso l’attività di preparazione della lanterna realizzata con la zucca i piccoli hanno modo di constatare che è solo un ortaggio e il suo volto un po’ “pauroso” altro non è che il frutto di intagli di occhi e bocca. In circle time i bambini hanno potuto esprimere i loro pareri, confrontarsi, spiegando ciò che li intimorisce, come il buio, la strega di Biancaneve… dandosi risposte e spiegazioni di ciò che è reale e ciò che invece è solo frutto di fantasia.

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Brainstorming: Cosa sono le difese?

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Michail: Quando mamma non mi vuole dare tre gocciole, mi difendo con l’armonica. quando qualcuno non sa come difendersi chiama un amico.

Yanis: La difesa è quando uno ha paura e qualcuno lo salva. Io difendo sempre mamma dai ladri quando esce e ha paura. Papà difende la mamma perché lui ha una spada e con la spada taglia i ladri a pezzetti piccolissimi.

Aureliano: Ma se li taglia poi va in prigione. Altrimenti diventiamo come Hit il pagliaccio.

Yanis: Papà per non andare in prigione si trasforma in pietra.

Aureliano: Hit uccide le persone perché è un assassino.

Domenico: Mamma mi dice: “Tu hai troppe macchinine, troppi motori e troppi giocattoli” e mi ha buttato tutto.

Elisa: E’ quando mamma non mi dà le barrette, io le voglio. Poi voglio anche il ciuccio e mamma non me lo dà.

Matteo Vito: Lo scudo serve per difendersi.

Ornella: Quando un bambino gli dà le botte, lui si difende.

Matteo Vito: La mamma, che è già diventata una principessa e io sono il principe, che con la spada difende la principessa dal drago.

Marino: Con la spada ci si difende.

Aureliano: Io mi difendo da mia cugina perché lei mi picchia sempre e io mi difendo con le braccia, come uno scudo: così (mette le braccia davanti alla faccia).

Marino: …Con la pistola. Quando non mi voglio alzare dal letto e mamma mi dice che mi devo alzare, mi alzo con la faccia un po’ stanchina.

Felice: Io faccio i capricci e non voglio venire a scuola perché ho sonno tutti i giorni.

Alice: Dico alla mia baby-sitter che voglio mamma. Se lei dice no io batto i piedi.

Ennio: Mia madre non mi fa andare da nessuna parte, allora torno fra dieci minuti e glielo dico di nuovo. Ma mamma dice sempre no, allora io piango forte.

Marino: Un giorno volevo comprare Iron Man blu. Mamma dice no e nonno me lo compra e poi nonna me lo compra e mamma dice: “facciamo i conti a casa”.

Ornella: Io, se mamma non mi vuole comprare un peluche, lo ripeto sempre finché poi mamma me lo compra.

Eva: Io batto i piedi, urlo che non mi compra Spiderman, ma mamma non me li compra.

Sabina: Io piango fortissimo.

Domenico: Male, mi metto a battere i piedi. Allora, me li comprano la nonna Lina e nonno Nicola e anche Anna, la mia baby-sitter. I miei nonni, che sono bravissimi, e io che mi chiamo Domenico, sono furbo, mi metto a dormire quando sono arrabbiato e la notte dico: “Mamma vieni”.

Matteo Vito: Mamma ha detto che se vado a dormire nel lettone non mi compra più neanche un regalo. Ma io vado lo stesso.

Marino: Dal giornalaio i miei nonni mi comprano sempre un regalo. I nonni non dicono mai no.

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“Giardinieri in erba” (sez. B Montessori)

Abbiamo imparato, vedendo, facendo e toccando, che le foglie si nutrono di aria, luce e acqua: grazie alla clorofilla (che bella parola nuova!!) trasformano l’energia della luce in energia che la pianta usa per produrre foglie e fiori. Le foglie fanno respirare la pianta e rendono l’aria respirabile anche per noi!
Ogni giorno, a turno, innaffiamo le nostre piante che sono nell’ ANGOLO DELLA BOTANICA e quanto ci divertiamo!!
Papà, mamma, a casa le cura il bambino le piante in appartamento: bastano un piccolo innaffiatoio, un paio di forbicine per le foglie secche e… il pollice verde!!!!

sez. B Montessori

Primo “STEP” lavorativo della sezione G

Anno scolastico 2016/17, mese di Ottobre.

La sezione G è ormai pronta ad affrontare un lungo e piacevole viaggio che prefigge come obiettivo principale l’autonomia e la conoscenza attraverso la scoperta.

Ciò che muove il bambino dall’attività è un impulso interiore primitivo, quasi un vago senso di fame interna ed è la soddisfazione di questa fame che lo conduce poco a poco ad un complesso e ripetuto esercizio dell’intelligenza nel comparare, giudicare, decidere un atto , correggere un errore”

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I bambini , i lavori montessoriani , la concentrazione .

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L’angolo della lettura 

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Il calendario , la merenda , i camerieri

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L’osservazione

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Le attività grafico-pittoriche

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Ed infine ,parlando della festività di Halloween, i bambini si sono cimentati nella drammatizzazione del racconto “Gerardo e la candela”

<C’era una volta un uomo che si chiamava Gerardo , abitava in un cupo castello e ogni giorno andava in un campo di zucche che raccoglieva portandole al castello per mangiarle

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Un giorno si spensero le candele del castello , così Gerardo decise di scendere giù nei sotterranei del castello , dove sapeva che era rimasta una candela ; la prese non sapendo che aveva in mano una candela proibita infatti chiunque la toccasse poteva esaudire un desiderio

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Il desiderio di Gerardo era quello di spaventare tutta la gente e………..detto e fatto si trasformò in una strega

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Salì su una scopa magica e raggiunse il paese dove incontrò alcuni bambini ai quali pronunciò paroline magiche per trasformarli in topolini …… ma la magia non funzionò perchè le magie malvagie non avevano poteri sui bambini .

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I bambini non sapendo cosa fare gli offrirono dei cioccolatini e gli fecero compagnia

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Gerardo allora regalò loro la candela che i bambini impararono ad usare per ottenere qualche  dolcetto .>

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Ins. Antonella Principale

Festa d’autunno: Halloween (Sez.C)

L’autunno porta con sé colori caldi, delle foglie che cadono, dei frutti e delle verdure che caratterizzano questo periodo. Partendo dal racconto di Jack o’Lantern ho dato la possibilità ai bambini di raccontare le loro paure e insieme abbiamo conosciuto le caratteristiche di una festa che è tipicamente anglosassone: Halloween. Nella sezione sono stati inseriti bambini che provengono da paesi lontani, e talvolta è necessaria la mediazione culturale della lingua inglese per comunicare. Quale occasione migliore per utilizzare una difficoltà e trasformarla in opportunità. E quindi il rinforzo: conoscenza dei colori in inglese e italiano, aprendo il discorso a tradizioni diverse dalle nostre, che tuttavia, spesso per ragioni commerciali, si stanno diffondendo anche da noi. Ecco perché è importante conoscere il perché che sottende alla festa di Halloween.

I bambini più grandi hanno realizzato un cartellone con la zucca trasformata in lanterna che hanno voluto portare ad alcuni compagni dello scorso anno che ora frequentano la prima.

Dopo l’ascolto del racconto Il gatto Geremia, tutti i bambini hanno realizzato un semplice cappellino per la festa di Halloween.

prepariamo il gatto per il cappellino

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coloriamo la zucca

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img_2565 img_2567 img_2568 img_2569 img_2570 img_2571 img_2573Festa di Halloween

 

Portiamo la zucca di Jack o’ Lantern ad alcuni compagni in prima

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Cristina Cardone

 

 

Melagrana frutto autunnale (Sez. E)

Oggi a scuola Aurelia ha portato una melagrana.
È stata un’ottima occasione per approfondire la conversazione sull’importanza del consumo della frutta in una sana e corretta alimentazione e per stimolare anche i bambini più refrattari ad assaggiarla.

Maestra: è bellissima Aurelia, dove l’hai trovata?
Aurelia: nel giardino del nonno
Andrea C.: è grande “assalissimo”
Nadimul: è tutta rossa
Virginia: io non l’ho mai visto questo frutto

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Aurelia l’ha presa per farci vedere quanto è pesante.
Aurelia: non ce la faccio a tenerla

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La maestra ha preso il coltello per tagliare la melagrana.

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Isabella e Nadimul: che forte! Ci sono tanti semini dentro

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Poi la maestra ha fatto assaggiare il succo e i semini

Gabriella: mmmmh buona questa melagrana

Martina: non so se la voglio assaggiare

Andrea D.: maestra ma come si mangia?

Alessia: mi piace

Andrea C.: mi dai gli altri?

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Poi la maestra ha disegnato due cerchi grandi con due faccine uno rosso e uno verde.
Il verde aveva la faccina sorridente per i bambini a cui è piaciuto il succo di melagrana, il rosso era dei bambini a cui non è piaciuto.
Abbiamo fatto le crocette del sì e del no. Le abbiamo contate: hanno vinto i bambini del sì.

Evviva!!!

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Attività di pregrafismo: disegna i semini nella melagrana e colora la melagrana “intera” e la sua “metà”

Annamaria Boffoli

La motricità fine nella scuola dell’infanzia (Sez.C)

Nella scuola dell’infanzia lo sviluppo della motricità fine ha un ruolo fondamentale.

Si parla di motricità fine per definire tutte quelle attività dedicate allo sviluppo della manualità del bambino, e di conseguenza della coordinazione oculo-manuale: si tratta di giochi ed esercizi che sviluppano la capacità del bambino di compiere gesti sempre più raffinati e precisi, e di realizzare attività di precisione con le mani.

Le attività che richiedono la motricità fine sono parte integrante dello sviluppo del bambino: colorare con i pastelli, giocare con le costruzioni o con i puzzle per passare poi a tutte le attività di cura della propria persona come infilare i bottoni, allacciarsi le scarpe, allacciare le cerniere, usare le posate nel modo corretto a tavola, sono tutte attività con le quali il bambino si confronta ogni giorno.

Tutte queste azioni necessitano un buon grado di motricità fine per essere eseguite; l’esercizio costante permette di maturare queste abilità e trasformarle in competenze.

Possiamo dipingere e ripassare con la punta delle dita intinta nei colori a tempera, realizzare lo stampo della mano, ritagliare, punteggiare, piegare la carta a fisarmonica, strappare la carta in piccoli pezzi, disegnare seguendo il contorno di figure in cartoncino, dipingere, temperare le matite, manipolare la plastilina e creare oggetti.

 

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Realizziamo un bruco piegando la carta a fisarmonica

 

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Digitopittura

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Disegnamo con le forme img_2438 img_2486 img_2492 img_2493Modelliamo la plastilina

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Temperiamo le matite

 

 

 

Cristina Cardone

 

 

 

RiAccogliamoci- Sez. C

Un nuovo anno scolastico ci permette di rivedere i vecchi compagni e di incontrare quelli nuovi.

Il momento dell’accoglienza è delicato, non per tutti i piccoli l’esperienza di ingresso nella scuola è facile da affrontare, aiutiamoli a diventare parte della nostra sezione, condividendo i giochi e le regole del vivere comune.

 

Incolliamo il nostro nome sulla margherita dei “bentornati”

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Prepariamo un piccolo dono per i bambini nuovi

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Anche i nuovi compagni incollano il nome sulla margherita dei “benvenuti”

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Accogliamo i nuovi compagni, giochiamo insieme

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Cristina Cardone

Primi giorni di scuola

Settembre: la scuola riapre i battenti.

Appena rientrati nella loro sezione, l’ambiente conosciuto ha permesso loro di rimettersi subito a lavoro…

La torre rosa è uno dei materiali sensoriali (per l’educazione dell’occhio alle dimensioni) più amati.

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Ma anche attività come i puzzle, infilare le perle, i giochi al computer e il disegno, sia libero che con gli incastri di ferro, hanno subito attirato l’interesse dei piccoli.

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I materiali per lo sviluppo della mente matematica richiedono ordine e precisione. Ma l’ambiente ricco di motivi di interesse per i bambini offre tante possibilità di vita pratica, di lettura, di movimento, di linguaggio.

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E per chi decide di lavorare sul tappeto, la regola impone che le scarpe vadano tolte per essere rimesse al termine del lavoro.

CERCHIO DELLE CONVERSAZIONI: Cosa ricordiamo delle vacanze appena trascorse?

Davide: La mia cosa divertente è giocare a mare con mio padre

Alessandro: Io ho avuto una macchina elettrica per il mio compleanno il 5 settembre

Domenico: Invece la mia cosa più bella è stata andare a mare con Chicca, mamma e papà

Paolo: Ho cambiato tre hotel, son salito una volta sulla nave e poi ho viaggiato in macchina

Silvia: Mi piace fare i tuffi con papà in piscina

Brunella: Io nuoto con i braccioli

Francesca: Io senza braccioli nuoto. Con zia Anna e mamma e papà. Il mio papà è andato lontano lontano e io bagno.

Michail: Io so fare le capriole. Sono andato con mio padre fino alla boa e ho visto che galleggiava perché era legata

Gaia: Sono andata a vedere l’orso e tutti gli altri animali

Walter: Io a Rosamarina

Camilla: Pure io a Rosamarina

Luca: Io sono andato in Grecia

Davide: Io no. Sono stato a Trecchina, qui vicino.

Angelica: Sono andata a Margherita e ho giocato con mamma e papà

Oscar: Io sono andato a Pane e Pomodoro a fare il bagno

Michail: Ma lì non si può fare il bagno

Oscar: Solo quando c’è la bandiera rossa, che l’acqua è alta e si può affondare

Gaia: La mia nonna mi ha spiegato che quando c’è la bandiera rossa non si può andare a mare perché si può rischiare di affondare. Quando c’è bandiera bianca si può andare.

Alessandro: Lo sai maestra che quando sono andato a mare una bambina si è persa e papà l’ha cercata ma non l’ha trovata.

Insieme in difesa degli animali in estinzione! Incontro tra i bambini della Casa dei Bambini (sez.B) e gli alunni delle Classi Quarte

Di tanto in tanto mi piace portare i piccoli della mia sezione in giro per la scuola. E’ un modo per imparare a conoscere i diversi ambienti, dapprima quelli più vicini, come le altre sezioni del Primo Piano e le classi di Primaria ubicate nel corridoio opposto al nostro; di conoscere le persone che li frequentano: maestre, compagni, alcuni dei quali sono nostri ex compagni passati in Prima, collaboratrici, preziosissime per l’apporto che possono darci in ogni momento.

Sono esplorazioni importantissime per imparare ad orientarsi nell’intricato plesso della nostra scuola dell’infanzia, strutturalmente al centro tra il possente edificio della Scuola Primaria di via Suppa e il meno maestoso, ma non meno frequentato, plesso di scuola Secondaria di I grado di via Fornari.

L’esplorazione dei vari ambienti comincia, in genere, prima del periodo natalizio, quando i bambini hanno superato il periodo critico dell’inserimento e anche i nuovi arrivati cominciano a guardarsi intorno con curiosità e interesse.

Qualcuno a volte si sente sperduto e piange per paura di perdere i punti di riferimento così faticosamente conquistati: la propria sezione, le proprie cose, le proprie routines… per questo è importante preparare i bambini spiegando loro dove andremo, chi incontreremo e rassicurarli sul fatto che presto torneremo alle nostre attività quotidiane.

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Un’altra risorsa della nostra scuola è la vicinanza alla Parrocchia Santa Croce. In realtà la nostra scuola è ubicata proprio nei vecchi locali dell’Asilo di Pietà, un tempo gestito dalle suore del Convento. Questa vicinanza ci permette di spingerci oltre i muri della scuola per esplorare la Chiesa, luogo per molti bambini del quartiere abbastanza familiare.

Questo è accaduto, per esempio, prima delle vacanze natalizie, quando Don Vito, parroco di S.Croce, ha invitato tutti i bambini a condividere un momento di canto e gioia insieme. L’atmosfera era molto particolare, le splendide finestre istoriate attiravano l’attenzione e le curiosità dei bambini che guardavano incantati i raggi di luce colorata che attraversavano le vetrate. E poi… dal silenzio al canto!

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Nel mese di Aprile le nostre esplorazioni si sono rivolte alla scuola Primaria. Salire gli alti gradini fino al secondo piano dell’imponente edificio non è una cosa facile, ma è un ottimo esercizio di coordinazione motoria globale.

Anche i treenni amano cimentarsi in questa prova, inerpicandosi fino in cima, dove, come ho già spiegato loro, si trovano le classi dei compagni “grandi”. Quelle che un giorno, quando anche loro saranno cresciuti, li ospiteranno.

Nel camminare lungo i corridoi alla ricerca dei nostri “vecchi” compagni e di qualche docente accogliente che ci invita ad entrare nella propria classe, i bambini vengono colpiti da una serie di cartelloni e lavori appesi alle pareti.

Rappresentano animali in via di estinzione: l’orso polare, la tigre del Bengala, il lupo, la balena… Questi lavori affascinano i bambini.

Francesca nel frattempo ha fatto sua una mucca staccandola dal cartellone posto (grazie compagni) alla sua altezza e continua a nasconderlo agli altri dicendo: “Mio! Mio! Mio!”.

Maria Carla piange ascoltando il racconto di Pietro, compagno della IV, sulle specie in estinzione e riesce solo a dire: “Non voglio che gli animali si estinguano”.

Occorre correre ai ripari: spiegare, ricercare, dare speranza. La maestra Dania Spedicato, docente di Scienze delle Classi Quarte, accoglie le richieste dei bambini e si rende disponibile per organizzare con i suoi alunni un percorso di conoscenza da condividere con noi.

Ecco cosa i nostri compagni hanno preparato per noi: scenette sulle balene e TG dei ragazzi.

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Drammatizzazioni sull’orso polare e i bracconieri.

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Giochi, canti, libri, giochi, cartelloni, teatrini, magliette, ricerche scientifiche… tutto rigorosamente ideato dagli alunni.

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I bambini sono riusciti a mantenere alta l’attenzione dei compagni più piccoli in maniera ammirevole, molto meglio di come noi adulti saremmo riusciti a fare e senza scadere in atteggiamenti di superiorità, anzi veramente orgogliosi del compito che era stato loro affidato.

Non dimenticherò mai quanto Pietro e i suoi compagni siano stati bravi a spiegare a Maria Carla che “Noi possiamo fare molto per salvare gli animali. Tutti insieme ce la possiamo fare!”. Il giorno dopo Maria Carla è venuta a scuola col sorriso e mi ha detto: “Venerdì tutti insieme dobbiamo andare a Pane e Pomodoro sulle barche e dobbiamo fermare le trivelle che vogliono sporcare il mare. Perché il mare è di tutti”.

Questa splendida esperienza è stata possibile grazie alla sapiente regia dell’ insegnante Dania, che è riuscita ad affascinare i suoi alunni a tal punto che Pietro mi ha chiesto: “Ma è vero che nella scuola Montessori i bambini studiano quello che più piace? Perché io vorrei studiare sempre le Scienze!”

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Appena tornati in classe i bambini hanno realizzato disegni sugli animali che più li avevano colpiti.

Maestra Antonella

 

sez.B “Casa dei bambini”: i nostri disegni

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Con questi lavori salutiamo bambine e bambini che passeranno in Prima!

In bocca al lupo ad Angelo, Alice, Carlotta, Federico G., Patrick, Matilde, Nicola, Michail, Mattia, Matteo, Federico D., Eva, Silvana e Maria Carla.

Vi auguro di mantenere sempre viva e scoppiettante la vostra voglia di imparare… senza smettere di divertirvi e di giocare!