La storia della matematica e del numero

Le idee dei matematici…

La matematica è come il gioco della dama, adatta ai giovani, non troppo difficile, divertente … (Platone)

Il Sapere è scritto nel libro della natura, che ci sta continuamente aperto davanti. Ma non si può leggerlo se prima non si impara la lingua in cui è scritto, e questa lingua è la matematica ( Galileo)

Il libro della natura  è scritto con i caratteri della geometria (Galileo )

Nella vita di tutti i giorni non funziona mai niente, nella matematica invece funziona sempre tutto (Hans Magnus Enzens Berger)

Per comprendere l a matematica occorre far funzionare il cervello; e questo costa sempre un certo sforzo  (Lucio Lombardo Radice)

 

Le nostre idee a proposito di  matematica  che è:

fatta di cose importanti perchè mi aiuta a fare tutto
un gioco per imparare a calcolare
impegnativa e senza di essa non potremmo leggere la realtà
mi fa allenare la mente e mi aiuta a ragionare
fondamentale per risolvere problemi di carattere pratico quotidiani interessante
ma, a volte, non riesco a eseguire molto bene i calcoli
anche un pò faticosa
fondamentale perchè si applica nella vita di tutti i giorni dalle cose più semplici a quelle più complicate.
Per  noi bambini può essere anche divertente soprattutto quando “apriamo la nostra mente”
mi aiuta a calcolare
divertente perchè si gioca con i numeri e le operazioni
logica impegnativa ma anche divertente …
è la disciplina più bella che c’è
La matematica aiuta vivere!!!
 
Ma perchè hanno inventato la matematica?
Scopriamone la storia
 

La parola matematica deriva dal greco mathema che significa

“scienza, conoscenza, apprendimento”. La matematica è la disciplina che studia i numeri, le quantità , la misura, le figure nello spazio. Essa è applicata in altre scienze come: la fisica l’ingegneria, l’informatica, l’economia…  e utilizza gli strumenti della logica e dell’astrazione.

La matematica è¨ regina la delle scienze”.

La parola  matematico (lo studioso della matematica) deriva dal greco mathematikos che significa studioso, desideroso di apprendere. Il matematico prima di dare una definizione rigorosa, fa uso della logica e sviluppa le conoscenze con metodo scientifico, ipotetico - deduttivo infatti: La matematica  ha una lunga tradizione presso tutti i popoli sia della storia antica che di quella moderna . Nel corso della storia ci sono stati periodi in cui gli studi matematici hanno fatto  grandi progressi  e periodi di stagnazione degli studi o addirittura di arretramento delle conoscenze matematiche. Questi ultimi periodi si sono avuti soprattutto in relazione a guerre o alla  decadenza e il disiinteresse dell’uomo verso gli studi e le conoscenze . In parte,  i periodi di grandi intuizioni e scoperte si sono avuti  anche  grazie a grandi scienziati e scopritori come:

capaci di stimolare e incrementare l’indagine matematica con le loro curiosità,  esplorazioni e scoperte. La  matematica si è¨ sviluppata al di là  di culture e popoli diversi anzi il linguaggio matematico, che è¨ universale, mette d’accordo tutti anche perchè si arriva agli stessi  risultati.

Oggi sappiamo che ripetere un procedimento matematico mentale rafforza biologicamente le vie cerebrali coinvolte.

 

la conoscenza della matematica ci aiuta a: COMPRENDERE

Il metodo di apprendimento della matematica consta di tre momenti:

COMPRENDERE

MEMORIZZARE

ELABORARE

per far proprio l’argomento  di studio e superare i momenti di crisi e di paura per questa disciplina.

Come, quando, perchè¨ hanno inventato i numeri

 

“Dalla storia ai numeri, dai numeri alla storia”

Sono trascorsi  millenni per passare dalla quantità  alla scrittura dei numeri L’ idea del numero è ¨ il culmine di un lungo processo di astrazione del pensiero…
Ogni popolo ha escogitato un proprio sistema di numerazione e nel corso della storia molti sono  i sistemi che sono stati in uso  e poi sono scomparsi

Le tappe principali nella storia del numero

I numeri nella preistoria…

 

La nozione di numero si può far risalire alle epoche più antiche in cui visse l’ uomo , come testimoniano le pitture rinvenute  sulle  parti delle caverne preistoriche e altre testimonianze archeologiche . I nostri antenati  avevano l’urgenza di sopravvivere e quindi non gli interessava sapere quanti  pesci avevano pescato ma piuttosto se ne avessero  ” uno a testa ” per mangiare o un animale a testa da scuoiare per farsi un vestito . Con lo sviluppo dell’ agricoltura  e della pastorizia  i nostri antenati  sentirono l’esigenza di contare: quante lune dovevano passare per la nascita di una pianta, quando seminare oppure quanti animali uscivano dal recinto per andare al pascolo. Per soddisfare tale necessità cominciarono prima a contare i sassi,

poi a fare i nodi con le liane

e poi ancora a fare delle tacche su ossa di animali divisi in serie di cinque

Questa divisione a gruppi di cinque fa pensare che l’uomo primitivo utilizzava le dita delle mani e alcune tribù anche qulle dei piedi(10 delle mani e 10 dei piedi).

Agli inizi, gli esseri umani non avevano il concetto di numero, di contare, ancora oggi alcune tribù dell’Africa, dell’Oceania e dell’Amazzonia, non hanno  ancora sviluppato queste capacità.

In ogni essere umano però c’è la percezione di quantità relativamente al raggruppamento di elementi, a due, a tre, a cinque, ma questa capacià non supera il numero 4 o 5.

Tra le prime  testimonianze certe dell’utilizzo di concetti numerici vi sono le tavole numeriche dei sumeri e dei babilonesi, elenchi di numeri utilizzati per calcoli astronomici e di misura delle superfici agrarie, usavano i chicchi di grano come peso campione. I popoli della Mesopotamia  inventarono un sistema di numerazione sessagesimale

3000 a.C. I Sumeri sviluppano un sistema numerico in  base 60 e la notazione posizionale;

 

 
 
 
 
 
 
 
  

2800 a.C. Costruzione della piramide di Keope; 

La piramide di Cheope, che si trova nella piana di Giza, in Egitto, è un esempio di piramide quadrangolare regolare, cioè:

  • ha per base un quadrilatero regolare, che è il quadrato;
  • è retta, cioè il piede dell’altezza cade nel centro del cerchio inscritto nella base.

 

2000 a.C.

Gli antichi egizi   contavano…
utilizzando dei simboli per indicare le unità, le decine, le centinaia. Ciascun simbolo conservava lo stesso valore indipendentemente dalla posizione occupata nel numero;
 
gli egiziani  conoscevano le operazioni di base, sottrazioni e addizioni che erano come quelle che conosciamo oggi, mentre le moltiplicazioni avvenivano per successive duplicazioni perchè sapevano moltiplicare e dividere per due . Queste testimonianze sono contenute nel   papiro di  Rhind o  di Ahmes (  Rhind, dal nome di James Rhind che lo scoprì nel 1858 e/o   Ahmes lo scriba che lo trascrisse nel 1650)  un rotolo di 5 metri di lunghezza, una delle più importanti fonti di informazioni sulla matematica degli egizi.
Essi inventarono   le frazioni per misurare le  parti di un intero ben  rappresentato dall’
Udjat
che significa “occhio completo” ritenuto la fonte di tutte le misure. Ciascuna delle sue parti equivale a  una frazione  ad esempio il sopracciglio  uno su otto, la pupilla uno su quattro…Per gli egizi “avere un buon occhio” significava conoscere la giusta misura. Essi utilizzavano i calcoli nel campo edilizio, per misurare i terreni dopo le inondazioni del Nilo, per calcolare le ore del giorno e le fasi del raccolto.
Per misurare le lunghezze anche gli egizi, come tutti i popoli antichi, usavano le parti del corpo:  il cubito che era la lunghezza del braccio del faraone, dalgomito alla punta delle dita. Un cubito valeva 7 palmi , l’unità di misura    che usavano si chiamava kite  
1900 a.C. Gli Egizi applicano una geometria rudimentale a problemi pratici
Gli agrimensori egizi  chiamati “arpedonapti” dai greci , annodatori di funi tirando le funi tracciarono le due linee più semplici e più importanti della geometria: la retta e il cerchio. La prima, semplicemente tendendo una fune tra due punti, un’operazione di cui resta ancora  nelle espressioni “tirare una retta”, “tirare una perpendicolare“; il secondo, facendo ruotare uno di questi attorno all’altro che rimane fisso costruirono il cerchio non immaginando a quali  costruzioni geometriche potessero condurre queste due pratiche così elementari, della riga e del compasso.
La necessità di queste costruzioni  dovette emergere  dalle esigenze pratiche del lavoro degli agrimensori nel misurare i terreni dopo le inondazioni del Nilo.
1780 a.C. Codice di Hammurabi;
 
 COME  E’ NATA LA RICERCA MATEMATICA
la ricerca matematica è nata grazie alla costruzione,nel 290 a. C. per opera di Tolomeo I,della prima biblioteca sorta nella cittadina  di Alessadria d’Egitto.aAlla costruzione della biblioteca parteciparono anche Tolomeo II,figlio di Tolomeo I e di Alessandro Magno.La biblioteca chiamata anche Bruckium,rese Alessandria una città molto importante perchè studiosi e matematici , si riunivano da tutto il Mondo per studiare insieme. Molti studiosi portarono i loro libri e specialmente gli studiosi greci che portarono gran parte dei libri che si trovavano nel liceo di Atene,fondato dal filosofo Aristotele. La biblioteca conteneva 700.000 rotoli di papiro,scritti a mano e conservati in astucci di cuoio e vasi. Succesivamente la biblioteca fù più volte danneggiata e poi bruciata. E’ stata ricostruita in veste moderna grazie a un progetto di una società norvegese nel 1995. Ora la biblioteca contiene 2.500.000 libri di cui un 1.000.000 scientifici.
 Talete di mileto
Talete di  mileto fu il più importante  tra  i sette uomini più sapiente .Infatti , fu il primo a scoprire la geometria .Riusci’ a stabilire l’altezza della piramide di Cheope .Talete è stato un filosofo greco  antico , “osservatore sicurissimo della natura ,studioso  dottissimo  delle stelle” .E’ comunemente considerato il primo  filosofo della storia occidenale.Pare che abbia misurato l’altezza della piramide di Cheope calcolando il rapporto della sua ombra e quella  del nostro corpo nel momenyo del giorno in cui la nostra ombra ha la stesa lunghezza della nostra altezza.
572  a.C. Pitagora di Samo (Grecia).
 
 
Pitagora nacque nel 572 a.C.  in Grecia nell’isola di Samo.
Era molto intelligente quindi suo padre lo mandò nelle scuole migliori, viaggiò molto nelle città della magna grecia  e nel 520 a.C. fondò una scuola a Crotone, di matematica geometria e musica che funzionava  anche come centro consulenza scientifica. Insieme ai suoi alunni Pitagora studiò le proprieta dei numeri pari e dispari,dei numeri triangolari e  perfetti.
Severino Boezio,flosofo vissito nel 500 d.C., nel libro ”Geometria” scrisse che gli alunni di Pitagora per non sbagliare i calcoli di matematica si servivano di una figura particolare che chiamavano tavola pitagorica in onore del loro maestro.
I suoi alievi, per non sbagliare le moltiplicazioni e divisioni,  usavano uno strumento la così detta”tavola pitagorica”  il nome  infatti gli fu dato per  dedicarla  a lui.(Alessia e Simone)
Euclide
Euclide nasce circa nel 362 a.C..
Di lui non si sanno molte notizie,fore perchè, Euclide era un’insegnante che badava solo allo studio e non tanto alla vita sociale.Il suo più grande successo sono gli Elementi(composti da tredici libri):
una raccolta di libri su tutto quello che sapevano i Greci e parlava anche dei 456 teoremi che essi aveva inventato.Il teorema più imporane fu quello sugli angoli interni di un triangolo cioè che misuravano sempre 180°.I suoi primi 4 libri parlavano della planimetria elementare,il 5° ed il 6° invece dei poligoni,dal 7° al 10° libro invece,parla dell’aritmetica dei numeri razionali ed irrazionali,infine gli ultimi tre parlano della geometria solida.Ecco i teoremi di euclide secondo i quadrati:

Oggetti rettangolari, guardati da lontano, appaiono circolari.

La dimostrazione data da Euclide così recita:

“Sia BG un oggetto rettangolare guardato da lontano. Poiché, per qualsiasi oggetto v’è una determinata distanza, oltre cui esso non si distingue più, accadrà che l’angolo G non si vedrà più, ma appariranno soltanto i punti D e Z. Accadrà lo stesso degli altri angoli. Perciò l’intero oggetto apparirà circolare.”

Il Prof. G. Ovio osserva, in un’edizione didattica d’inizio secolo:

“Il principio è giusto, ma non la dimostrazione. Una figura vedesi pel suo complesso, non per le sue singole parti – stando alla data dimostrazione – soltanto che si andasse così lontano che una sola di queste non si vedesse più, basterebbe perché tutta la figura sparisse. Nel caso in discussione, scomparsi, a cagione della lontananza a cui si guarda, gli angoli B,G, ecc., del quadrato rimangono gli angoli D,Z, ecc.; ma siccome questi sono eguali ai primi, non v’è alcuna ragione perché si debbano ancora vedere, quindi scompariranno anche questi. […] Per la stessa ragione accadrebbe che un uomo visto in distanza, poiché ha il capo ed i piedi più piccoli del tronco, apparirebbe senza testa e per aria.

 

Pigliamo ancora il quadrato, ma disegniamolo a linee equidistanti e parallele ad uno dei lati. Essendo queste linee tutte eguali, se si può vederne una, tutte si vedranno, e il quadrato apparirà come un quadrato.

Disegniamo similmente il quadrato ma con linee parallele ad una sua diagonale; quelle più lontane dalla diagonale, perché più piccole, dovrebbero sparire, quelle più vicine alla diagonale, rimanere, e così in luogo di un quadrato si dovrebbe vedere una specie di losanga.

 

(cit. da G. Ovio, L’Ottica di Euclide, Hoepli, Milano 1918, pagg. 84-85)

Disegnato a piccoli quadratini, quando uno di questi scompare, tutto il quadrato dovrebbe scomparire. Parimenti, preso un pallino di schioppo e portatolo così distante che non sia più possibile vederlo, non si dovrebbe vedere a quella distanza nemmeno una sfera formata da miriadi degli stessi pallini ravvicinati.”

 
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8 risposte a La storia della matematica e del numero

  1. alessia mancusi scrive:

    Maestra e’ bellisima questab pagina!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1

  2. Fabiola scrive:

    Maestra la fine della scuola si avvicina lentamente e noi siamo impazienti che la scuola finisca, io, però sicuramente quando farò i libri delle vacanze, penserò :-Mi manchi tanto mia cara e vecchia scuola!!!!!!!!!!!=) :-|

  3. Avatar of edoardo edoardo scrive:

    Questo programma sulla storia della matematica inizia a interessarmi sempre di più oltretutto grazie a tutto questo ci arricchiamo sempre di più di conoscenze :) :mrgreen: ……………………………..!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  4. SIMONA MISCIO scrive:

    Grazie alla matematica io posso imparareè studiare

  5. SIMONA MISCIO scrive:

    Grazie alla matematica io posso imparare studiare

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