Le festività

 

 

La festa, “è il tempo per eccellenza, il tempo ‘distinto’ dall’insieme della durata
 
in quanto particolarmente potente”Van der Leeuw

 

L’avvicendarsi delle stagioni, sono vissuti come momenti ritmici,  di intenso significato  che ci fanno vivere il senso del tempo, Natale, Pasqua, Carnevale  sono feste con le loro usanze e tradizioni  sempre da ricordare, rinnovare, il cui contenuto universale può essere proprio quello di restituire  il senso del tempo, delle stagioni… insomma non bisogna perdere l’occasione per rendere vivo  il ricordo di una ritualità che da sicurezza alla nostra memoria, rafforza l’ identità e il senso di appartenenza

Che cosa significa Il Natale, carnevale e  perché a Pasqua si colorano le uova…

Feste e storia

 …Agli albori dell’umanità, esisteva un ricco calendario di feste annuali e stagionali e di riti di propiziazione e rinnovamento.
I popoli nel periodo primitivo della loro esistenza erano intimamente legati al “ciclo della natura” poiché da questo dipendeva la loro stessa sopravvivenza. Al tempo, la vita naturale appariva indecifrabile, incombente, potente espressione di forze da accattivarsi; era un mondo magico. L’uomo antico si sentiva parte di quella natura, ma in posizione di debolezza. Per questo, attraverso il rito, cercava di “fare amicizia” con questa o quella forza insita in essa.
Al centro di questo ciclo c’era l’astro che scandiva il ritmo della giornata, la “stella del mattino” che determinava i ritmi della fruttificazione e che condizionava tutta la vita dell’uomo. Per quest’ultimo, temere che il sole non sorgesse più, vederlo perdere forza d’inverno riducendo sempre più il suo corso nel cielo, era un’esperienza tragica che minacciava la sua stessa vita. Perciò, doveva essere esorcizzata con riti che avessero lo scopo di evitare che il sole non si innalzasse più o di aiutarlo nel momento di minor forza.
È proprio partendo da questa considerazione che possiamo individuare le origini dei rituali e delle feste collegate al solstizio d’inverno.
Durante queste feste venivano accesi dei fuochi (usanza che si ritrova nella tradizione natalizia di bruciare il ceppo nel camino la notte della vigilia) che, con il loro calore e la loro luce, avevano la funzione di ridare forza al sole indebolito.
Spesso questi rituali avevano a che fare con la fertilità ed erano quindi legati alla riproduzione. Da qui l’usanza, nelle antiche celebrazioni, di danze e cerimoniali propiziatori dell’abbondanza e in alcuni casi, come negli antichi riti celtici e germanici, ma anche romani e greci, di accoppiamento durante le feste.   dal sito riflessioni.it

http://youtu.be/Tn4SOu6YZww

 

RICETTA P E R I L N U O V O A N N O
Prendere 12 mesi, pulirli bene,
eliminando con cura ogni traccia di invidia,
amarezza, avarizia e pedanteria;
dividerli in 30 o 31 parti,
in modo che le scorte possano durare per un anno.
Ogni giorno viene preparato separatamente,
con una parte di lavoro e due parti di serenità e di buonumore.
Aggiungere tre cucchiai da tavola colmi di ottimismo,
un cucchiaino da tè di tolleranza,
un pizzico di ironia e una presa di tatto,
poi sulla massa si versa amore in abbondanza.
Una volta pronta,
la pietanza viene guarnita con un mazzetto di attenzioni
e servita ogni giorno con tanta allegria.     Katharina Elisabeth Goethe

 

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