Un campionato indimenticabile
comunichiamo | 30 aprile 2010Sono uno studente del corso serale del Bergese. Ai primi di Giugno 2009 mi ritrovo in un’avventura straordinaria. Le paralimpiadi di ping pong un avvenimento sportivo che richiama a Genova atleti disabili da tutto il mondo. Siamo la “cuisine” dei campionati. Come ai tempi della Royal Navy vengo arruolato sul Vailant. Abile per i reparti di cucina e sala. Mi ritrovo così nella pancia del Vailant, un’ enorme vascello metallico ancorato alle foci del Polcevera River.
Qui domina il kommadant Chef Kresta un gigante dalla voce potente,sguardo attento non gli sfugge nulla sembra il capitano di un vascello di sua Maestà. Con lui il subcomandant Depaus, che con autorevolezza e rapidità di manovra fa marciare la brigata di cucina assieme al subcommandant Xanten. Completa il ponte di comando una subcommandant femmina, Nadjia,che col fez bianco in testa guida sciami di giovani cuochi e cuoche obbedienti.
Mi ritrovo in una bolgia dantesca, stridore di pentole e padelle, sbuffi di vapore, grida, fiamme, vapore d’acqua.
Tra un taglio di cipolle e carote a julienne conosco diversi personaggi di ogni età, anche loro arruolati a forza (siamo alla fine dell’anno scolastico!!!).
Andrea è il factotum della situazione; se manca l’origano lui lo trova e in poco tempo lo fa arrivare alla linea, sul banco di cucina; risolleva anche il morale alla brigata portando caffè, e bibite a conforto.
Flash Robert alto e barba incolta con occhi attenti segue come un’ombra il kommandant Chef Kresta portando gli ordini alla brigata di sala e di cucina quasi come chef aboyeur.
I senatori Abbondanz e Cavosh sono i custodi dei fuochi hanno il compito di tenerli sempre accesi, girano come forsennati attorno al banco di cucina con in mano un mestolo e un forchettone.
Le vestali della cucina sono Barbara e Maria, sono le ricamatrici delle lasagne alla Portofino, con abili mosse sincronizzate preparano le teglie con strati di pasta e pesto, che infornate da Mr, Cormagix (impeccabile nella sua coreana), sono attentamente controllate attraverso il vetro annebbiato da Gianna D’Uscio.
La cucina è come dicono a New York, un melting pot di voci, balcaniche, genovesi (poche), ispagnole e gabibbe.
A dire il vero qualcuno che già conosco c’è. E’ mia moglie Alba che, per invidia di me, si fa arruolare anche lei (ma anche con lo scopo di scoprire le ricette segrete dei grandi chefs).
Girando per la cucina sento pure una voce napoletana, (non poteva mancare); è della signora Anna Russ, detta “la decana”; controlla il reparto più nevralgico, la plongé, una parola misteriosa di cui non mi vuole svelare il significato, lei aziona con maestria una macchina infernale, la lavastoviglie non prima di aver pulito con le sue piccole manine ingombranti pentoloni ed enormi taglieri.
Alba, Renata, Sonia, Gianna, Franca, sono la fanteria della cucina: non hanno paura di nulla, passano dal taglio delle melanzane all’ infornamento delle teglie, prendono sbuffi di vapore sui loro bei visi senza retrocedere, fanno anche la sangria per tenere vivo l’ardore cuciniero della brigata.
Le fasi di lavoro sono diverse. Nella prima parte della giornata abbiamo:
-Fase di preparazione pasti di giornata, dove i quattro chef guidano noi poveri iniziati alle varie fasi di preparazione sughi e salse di varia natura (pomodoro, ai funghi ,pesto,mirepoix di ogni genere).
Cotture di pasta, riso, arrosti, taglio salumi/formaggi, preparazione vaschette mozzarelle, insalate.
-Fase di assalto, a ore 11 suona la sirena, un gruppo di cuochi bersaglieri entra in azione, agili e forzuti portano gli alimenti preparati in cucina alla linea di distribuzione, che è in un’altra zona del Vailant, sono come dei nastri trasportatori. Guidati da Andrea fanno la spola tra i due reparti.
Vengo mandato per punizione dal Kommandat Chef Kresta alla linea di distribuzione (non usavo la salvietta sotto il tagliere!!!), cado nelle grinfie del Kommandantsupr Falcon una persona impeccabilmente vestita e calma che guida il reparto come un direttore d’ orchestra.
Scopro un nuovo ambiente: la sala ristorante con le sue linee di distribuzione pasti, banconi con in linea le gastronorm, un nome teutonico che forse vuole dire teglia. che mi spaventa pure.
Assieme al trio schipetaro formato da Meri, Tela e Jona riceviamo gli ospiti e distribuiamo loro mozzarelle, salumi e piatti di pasta.
Mi trovo a dire tra un piatto e l’altro“kalimera, dasvidania, bon appetit, sgianbun, guten appetit, shalom. Mi prendo un titolo di Proff. da parte dei ragazzi del diurno a cui non svelo la mia vera identità; credono che sia un Proff. del serale così li esorto a studiare le lingue, la storia e la geografia, utilissime nel campo dell’ albergo ristorazione.
Le mie compagne distribuiscono piatti con sorrisi e gentilezza, sono apprezzate dai commensali che così nei giorni successivi ritornano volentieri alla nostra linea. Per tre ore siamo in trincea, si servono più di cinquecento pasti al giorno. A metà del servizio facciamo una piccola pausa, ci rifocilliamo per essere in forma fino alle 15 pomeridiane. Ora di chiusura della linea. Andiamo a sederci ai tavoli assieme agli altri volontari, protezione civile, polizia, e croce verde. Le mie compagne civettano con loro raccogliendo complimenti e inviti.
Veniamo richiamati alla realtà dal Kommandantsupr Falcon e ritorniamo a finire il nostro compito. Mentre siamo in servizio alla linea, in cucina avviene un cambio silenzioso. Entrano in azione i “Pomeridiani”, gruppi di gente scelta che prende possesso della cucina, Bruno, Emmanuele, Marzia ed altri, armati di sapone e di pagliette fanno venire lucide pentole, rondeau, sautoir e russe (che poi sono tutte della famiglia delle casseruole) teglie, e chinoise. Infine si rivolgono come i mozzi di un veliero ,contro il pavimento facendolo risplendere per il giorno dopo.
E’ la chiusura della giornata; pulite la cucina e le linee di distribuzione, finiamo con un caffè servito al bar dai ragazzi volontari addestrati, dal nostro chef communard Andrea. Ritorniamo alla nostra vita quotidiana, chi a casa, chi al lavoro, chi in ospedale, chi in ferie, chi ad Uscio e a Loano.
Gran finale del trediciesimo giorno.
Per la cerimonia di chiusura veniamo precettati; una squadra si occuperà della preparazione della torta agli ordini della Chef patissier Nadjiah.Un gruppo di commis patissier, Renata, Gianna, Barbara. Alba, Sonia, come api laboriose attorno all’ ape regina compongono una bellissima torta rettangolare grande come il tavolo da ping pong; dimenticavo c’è anche un fuco, il nostro immarcescibile Robert Flash che aiuta all’ occorrenza le api laboriose.
Mentre la torta prende forma entrano in azione le truppe di sala di cui faccio parte.
Agli ordini dei maitre Dellorus e Guly vengono allestite decine di tavole con mise en place in plastica.
Inizia la grande festa, il salone dei ricevimenti viene invaso dagli ospiti stranieri a cui serviamo insalate, pasticcini, bevande. Sembra di essere su un galeone sotto attacco dei pirati, spronati dalla maitre Dellorus respingiamo con onore gli assalti degli ospiti con piatti di insalata e salatini.
Il momento dell’entrata della torta è teatrale. La sala buia viene lentamente illuminata, la torta arriva nel mezzo del Vailant scortata dalle pasticcere con una ovazione da Colosseo.
Prima del taglio il Presidammiragl Sackan chiude con discorso di ringraziamento.
Subiamo l’ultimo assalto, in poco tempo la torta viene divorata dagli ospiti, finisce con musica e balli scatenati. Stanchi ma contenti di aver partecipato a questa manifestazione pensiamo già alle prossime olimpiadi, Londra non ci spaventa!
Bruzzone Giuseppe - III° RBS 03 / 2010




![skirama_big[1] skirama_big[1]](http://blog.edidablog.it/edidablog/comunichiamo/files/2010/01/skirama_big1.jpg)






