La tartaruga

settembre 1st, 2010 by nicola

La tartaruga è un animale vertebrato alcune sono marine e alte sono terrestri, tutte le tartarughe sono mammifere. La tartaruga  (il nome scentifico è Testudo Hermanni) è la specie più comune di tutte le tartarughe terrestri del Mediterraneo. Vive prevalentemente nel Nord Est della Spagna, Sud della Francia, Nord Est dell’Italia e in alcune isole del Mediterraneo.Prima dell’accoppiamento, di solito i maschi corteggiano insistentemente le femmine, ricorrendo non di rado a spinte con il carapace ed a morsi per convincerle ad accoppiarsi. Non sono infrequenti scontri e contese tra i maschi, per il possesso di una femmina.
Dopo l’accoppiamento le femmine depongono, a seconda della specie, da un minimo di due uova, fino ad un massimo di duecento, per le grandi tartarughe di mare. Di solito le uova vengono lasciate cadere in piccole buche scavate appositamente nel terreno (anche le tartarughe e le testuggini d’acqua depongono le loro uova a terra) e vengono accuratamente ricoperte con sabbia, terra. Le uova ed i piccoli non vengono curati dalle femmine; questi fuoriescono dall’uovo rompendo il guscio e si portano in superficie, dove affronteranno la vita da soli.Il carattere docile, l’adattabilità a climi diversi, purchè caldi e le poche cure necessarie hanno portato a considerarla una specie ideale di animale domestico.
Per questo motivo, durante l’ultimo secolo, decine di migliaia d’esemplari furono sradicate dal loro habitat dell’Europa sud orientale ed esportate nell’Europa nord occidentale per fini commerciali. Ciò ha causato uno spopolamento dei luoghi d’origine e la morte della maggior parte dei soggetti, non in grado di adattarsi ai climi freddi.
È l’animale più longevo di tutti i Vertebrati. Mediamente vive dai 70 agli 80 anni, ma può superare tranquillamente i 100. La tartaruga può vivere sino a 150 anni e, in alcuni casi, sino ai 200.
La tartaruga è prevalentemente vegetariana. La sua dieta deve essere ricca di fibre, sali minerali e vitamine e povera di grassi e proteine animali. In libertà predilige teneri germogli delle più svariate piante selvatiche, fiori, lumache, frutta selvatica e, occasionalmente, escrementi d’altri animali.
Nel giardino si può alimentare variando fra la grande scelta di frutta e verdura disponibile.
La tartaruga di terra va in letargo, quindi non bisogna preoccuparsi se, nel periodo più freddo dell’anno, scaverà una buca nel terreno e vi si nasconderà.
Durante l’inverno la temperatura scende così tanto che l’animale non può sopravvivere allo stato attivo e va incontro a un “riposo”, sopravvivendo grazie alle riserve di grasso del suo corpo, accumulate nei mesi caldi. Tutti i processi metabolici sono rallentati e l’animale ha così bisogno di un bassissimo dispendio d’energie.

Il frassino

agosto 31st, 2010 by Federica

Il frassino (Fraxinus) è un albero della famiglia delle Oleaceae. É un albero in grado di sopravvivere in condizioni ambientali difficili come le zone con basse o alte temperature e quelle con salsedine o forti venti. Il frassino ha origini europee e asiatiche.

Tipi di frassino

 Ci sono vari tipi di frassino, quelli più diffusi in italia sono: il Fraxinus excelsior conosciuto come frassino maggiore, il Fraxinus ornus conosciuto come Orno o Orniello con cui si produce la manna e il Fraxinus angustifolia conosciuto come frassino meridionale.

Coltivazione

Il frassino si adatta a qualsiasi terreno purchè profondo e sopporta bene i terreni umidi e con scarso drenaggio. Viene usato come pianta ornamentale e viene anche coltivato per il suo legno.

Aspetto

Può essere alto dai 15 ai 40 metri; con la chioma allungata e a forma di cupola; il tronco è dritto e slanciato fino alla cima; la corteccia è grigio-verdastra, liscia e con qual1qche solco nelle piante giovani, diventa sempre più rugosa e fessurata con l’età; il frassino può raggiungere 300 anni di vita.

Foglie

Il frassino ha foglie di 20-30 centimetri di lunghezza, hanno una punta appuntita e dei margini leggermente seghettati. D’autunno si colorano di giallo o marrone.

Fiori

Il frassino ha fiori maschili e fiori femminili. I suoi fiori sono poco appariscenti e sbocciano tra marzo e aprile.

 

 

Il ghepardo

agosto 14th, 2010 by Umberto

Il ghepardo oggi vive in India, in Africa e in Arabia ed è in pericolo di estinzione, mentre un tempo viveva libero per le steppe dell’Africa.

Il suo manto di colore giallo-beige e gli occhi neri lo rendono simile al Leopardo, ma è la struttura fisica che differenzia questi due grandi felini. Il ghepardo ha un corpo allungato e sottile, la testa piccola, le zampe lunghe e pronte ad inseguire la preda. Ha una colonna vertebrale molto flessibile e, quando corre, la contrae e così riesce a dare una forza propulsiva che lo fa andare molto veloce, infatti è l’animale più veloce del mondo: riesce ad andare a più di 100 km/h, il record è stato ottenuto da un’esemplare che è andato ad una velocità di 180.5 km/h.

Ha però un difetto: visto che non ha un cuore molto grande non riesce a tenere la sua massima velocità per più di 30/40 secondi quindi una gazzella (la  preda preferita dal ghepardo insieme alla zebra) che non corre oltre i 120km/h  può riuscire a scappare dalle fauci dall’inseguitore. Il ghepardo, come tutti i felini, caccia nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio, e le tattiche sono due: se la preda si trova da sola allora si nasconde nell’erba e poi attacca, se invece è in un gruppo numeroso lui si fa vedere scatenando il panico tra gli animali e poi attacca la preda prescelta. Il ghepardo ha una grandissima accelerazione: va da 0 a 70km/h in due secondi e da 0 a 100km/h in poco più di tre secondi.

La femmina del ghepardo, dopo nove lunghi mesi, partorisce solitamente quattro o cinque cuccioli che resteranno con lei fino all’ età di due anni: in questo periodo di tempo li aiuterà ad imparare le tecniche importanti per cacciare le prede.In India il ghepardo veniva cacciato per poi essere addomesticato ed aiutare l’ uomo nella caccia. Nel Medioevo alcune corti Europee decisero anch’esse di allevare ghepardi, però questo mantenimento procurò molte difficoltà. Ad esempio molti ghepardi erano presenti alla corte dei sovrani di Persia.

Il melograno

agosto 7th, 2010 by nicola

Il melograno è una pianta angiosperma arbustiva originaria della Persia e dell’Afghanistan. Viene coltivata da moltissimo tempo nelle regioni meridionali e insulari dell’Italia poiché produce frutti particolari ed è una pianta anche ornamentale. E’ alta al massimo 4-7 metri ed ha un diametro complessivo di 3-5 metri. Il fusto si presenta contorto, a corteccia rosso-grigiastra e i rami sono spinosi. Le foglie sono di forma allungata, dapprima rossastre, successivamente verdi. I fiori, scarlatti e lunghi 3-5 cm, sbocciano all’estremità dei rami. I frutti sono bacche tondeggianti, di colore giallo arancio, con sfumature rosse;all’interno sono posti i semi, avvolti da una polpa acida o a volte dolce ,succosa e trasparente. La loro maturazione avviene in autunno. Il suo nome latino è Punica granatum e appartiene alla famiglia delle Punicaceae

Il delfino

agosto 5th, 2010 by chiara

Il corpo di un delfino, o di un qualsiasi altro Cetaceo, si presenta estremamente idrodinamico, in modo da consentirgli di nuotare agilmente. Riescono a raggiungere velocità massima di circa 45 km/h e navigare per lunghi periodi ad una velocità di 18-20I delfini sono, inoltre, animali a sangue caldo e devono quindi essere in grado di conservare il calore del corpo. Per questo motivo hanno dimensioni maggiori rispetto agli animali a sangue freddo (i delfini oceanici sono lunghi mediamente 220 cm, mentre quelli di fiume 215 cm). Il calore è prodotto all’interno dell’animale, e si disperde attraverso l’epidermide: essi creano più calore di quanto in realtà ne perdano rimanendo così caldi. Inoltre lo spesso strato di grasso sotto la loro pelle (adipe) isola il corpo e ne conserva il calore. km/h. Generalmente la loro alimentazione varia dal pesce ai calamari sino ai crostacei, a seconda delle diverse specie e della disponibilità. I molti denti dei delfini, piccoli, taglienti ed appuntiti, non servono per masticare il cibo, che viene inghiottito intero, ma semplicemente ad afferrare il pesce viscido.

Il cigno

luglio 29th, 2010 by Federica

Il cigno(Cygnus Cygnus) è un animale vertebrato della categoria degli uccelli; le particolarità del cigno sono il collo lungo e il portamento elegante. I cigni alla nascita sono grigi e da adulti sono bianchi; vivono nei laghi, ma a volte vanno sulla terraferma per nutrirsi di erba. Ci sono vari tipi di cigni: il cigno reale che vive in Italia e ha un apertura alare di circa 200 cm, il cigno selvatico è grande come il cigno reale e si trova nell’Europa del nord, il cigno minore è più piccolo degli altri cigni e vive nell’Europa del nord. I cigni non sono molto socievoli con gli altri animali. Sono erbivori: mangiano alghe, erbe, radici e semi. Fanno da 4 a 8 uova all’anno che covano per un mese.

Abete bianco

luglio 24th, 2010 by Umberto
 
 

L’ abete bianco  ( in latino abies alba) è tipico delle foreste e delle montagne dell’ emisfero boreale, è anche uno dei due unici abeti spontanei nel nostro territorio.

Portamento e dimensioni

L’ abete bianco, la cui chioma è verde-azzurrognola, può raggiungere i 50 metri di altezza e risulta essere molto longevo, alcuni esemplari vivono per circa seicento anni. Il suo fusto può raggiungere i 3 metri di diametro.

Il più grande abete bianco d’Europa è un esemplare alto 50 metri e con una circonferenza di 4,8 metri. Si trova a Lavarone (in Italia, provincia di Trento), nel paese di Malga Laghetto, ed è chiamato dalla gente locale Avez del Principe. E’ anche monico, cioè nella stessa pianta ci sono fiori maschili e femminili diversi e

un abete bianco

separati.

Foglie

Le foglie sono costituite da aghi appiattiti secondo una disposizione a pettine. Gli aghi sono lunghi 1,5 cm e largi 1,5mm, hanno la punta arrotondata e sono leggermente un po’ stretti alla base.

Corteccia

La corteccia, negli esemplari giovani, è liscia, ha un colore bianco-grigio argenteo e ha delle piccole sacche resinose che, se premute, diffondo odore di trementina, una sostanza liquida; nelle piante più vecchie (oltre i cinquant’anni d’età) la corteccia diventa più spessa tendendo a dividersi in placche sottili e diventa, partendo dalla base, rugosa, screpolata (fessurata) e di colore tendente al nero.

Fiori

In Italia la fioritura dell’abete bianco avviene tra maggio e giugno. Parlare di fioritura delle conifere è in realtà sbagliato, dal momento che queste piante sono gimnosperme e non producono fiori come siamo abituati ad intenderli né frutti. Gli organi riproduttivi consistono di sporofilli raggruppati a formare coni o strobili: gli sporofilli maschili (microsporofilli), cui si deve la formazione del polline, sono riuniti in coni maschili o strobili; gli sporofilli femminili (macrosporofilli) portano alla formazione degli ovuli e sono riuniti in coni femminili (le pigne).

Habitat e Distribuzione

L’abete bianco si trova in zone montane, ad altitudini comprese tra i 400 e i 2100 m , trovando il suo clima ideale nelle zone abbastanza piovose e umide comprese tra i 900 e i 1800 m. L’abete bianco è una specie sciafila (che ama l’ombra) che raramente forma boschi puri (abetine), è invece una componente importante dei boschi misti del piano montano e subalpino, ad esempio può formare estese foreste associandosi al faggio, albero con il quale condivide esigenze climatiche e pedologiche, mentre a quote subalpine si può trovare associato al larice e all’abete rosso, inoltre, nelle Alpi sud-occidentali forma una caratteristica associazione  con il rododendro rosso  e con il pino uncinato.

Madonna del Rocciamelone

luglio 18th, 2010 by andrea

Ciau a tutte/i! Già sciolti al caldo tropicale? Vi mando alcune righe dell’escursione che ho fatto con amici al santuario più alto d’Europa, a 3.647 metri, intitolato a Nostra Signora del Rocciamelone. Qui c’è anche una statua in bronzo, dedicata sempre alla Madonna, realizzata nel 1899 ed inaugurata il 28 agosto di quell’anno grazie ad una grandiosa sottoscrizione di 130mila bambini di tutta Italia. La statua, portata in vetta a spalle dagli dai reparti del battaglione “Susa” del 4º Reggimento alpini (era stata preventivamente divisa in otto pezzi), è alta 3 metri ed ha al suo interno una fitta armatura di rinforzo e sostegno in ferro dal peso complessivo di ben 800 kg.

La betulla

luglio 17th, 2010 by chiara

La betulla bianca è un albero originario dell’Europa e della Turchia; raggiunge in età adulta i 20-25 metri di altezza, ed ha solitamente vita breve, non supera infatti gli 80 anni. E’ un albero a crescita abbastanza rapida, per raggiungere la sua altezza massima infatti di solito impiega circa vent’anni. I rami sono sottili, le foglie piccole, verde chiaro, diventano gialle in autunno; la corteccia, liscia e sottile, con l’età diventa bianca, e sviluppa caratteristiche striature nere nei punti in cui si desquama.
I fiori sono dei lunghi amenti marroni-giallastri; i semi compaiono in autunno, sono gialli, contornati da una membrana marrone, che permette di farli spostare dal vento anche di molti metri. La betulla in natura è un albero pioniere, ovvero cresce solitamente al di fuori dei boschi, sui terreni ancora da colonizzare da parte delle piante; quindi preferisce posizioni soleggiate, molto luminose, ad una certa distanza da altre piante. E’ una pianta rustica, che non teme il freddo e i venti.

la betulla

Medusa

luglio 11th, 2010 by martina

Le meduse sono invertebrati marini, le specie note sono circa 7.000 e sono appartenenti a tre diverse classi: Hydrozoa, Scyphozoa e Cubozoa.

La differenza sostanziale tra meduse appartenenti alle varie classi è data sia dalla forma che dal loro ciclo biologico, ovvero dalla modalità con la quale esse nascono, si sviluppano e si riproducono.

La struttura fondamentale di una medusa è data da un “cappello” superiore detto ombrella, del tutto innocuo, da un velo, un anello e da svariati tentacoli piuttosto pericolosi, talvolta addirittura letali. All’anello sono ancorati i tentacoli, ma sia la struttura del velo che quella dell’anello non sono sempre presenti.
I tentacoli delle meduse possono raggiungere la lunghezza di vari metri, e sono costituiti da particolari cellule dette nematocisti.

medusa