CHOCOLAT 3.B Podcast


MERRY CHRISTMAS AND HAPPY NEW YEAR!

È tempo di bilanci: le recensioni di importanti riviste e quotidiani, le dirette sui più famosi Network nazionali, le vittorie in prestigiosi concorsi, ma anche i pomeriggi trascorsi assieme, a ridere e scherzare.

Sono stati mesi intensi per i ragazzi di Chocolat3b, carichi di soddisfazioni impensate. Un 2009 che ricorderemo a lungo…ma vi siamo debitori, amici ascoltatori, e per questo abbiamo in cantiere tante sorprese per voi e nuovi progetti per l’anno che verrà.

Ve ne sveliamo alcuni in questa pazza puntata, realizzata sulle note della band americana Bottle, dove suona il chitarrista Antonio Pennisi, zio del nostro Joe.

Happy New Year! – Chocolat3b


BROADCASTING

Il Broadcasting riguarda la diretta di trasmissioni televisive e radiofoniche ed è per così dire l’attività opposta al Podcasting, in cui gli episodi sono invece registrati ed offerti gratuitamente sul Web. Cosa c’entra allora il Broadcasting con Chocolat3b?! Il nostro tecnico Batta ne ha pensata un’altra delle sue! E quando si mette in testa una cosa è davvero difficile fermarlo. Ha comperato una WebCam professionale e tramite lo spazio che si è creato su Justin Tv (sulla sinistra trovate il box), sarà online 24 ore su 24 (tolte le ore di studio, cazzeggio vario e pennichelle), in una sorta di Grande Fratello formato podcaster.

Ci piace questa unione di mezzi di comunicazione, perché abbonandovi al nostro podcast (lo potete fare cliccando sul logo di iTunes che vedete sempre a sinistra della home page), potete avere direttamente sul vostro pc o iPod tutte le puntate che via via produciamo, mentre, accedendo al nostro sito web, potete entrare in diretto contatto con noi, e vedere attraverso JustinTv il dietro le quinte del nostro lavoro.

Buona visione!

Broadcasting – Chocolat3b


INTERVISTA A ROBERTO VECCHIONI

Abbiamo incontrato il prof-cantautore in occasione della presentazione del suo ultimo libro Scacco a Dio.
La nostra Alessia gli ha chiesto di spiegarci cosa possa accomunare una poesia ad una canzone e di fare un gioco con noi, ovvero di calarsi nei nostri panni e abbinare la sua Luci a San Siro a una poesia della Letteratura italiana.
A breve il racconto della splendida serata trascorsa in compagnia di una persona colta e raffinata: un gentiluomo d’altri tempi.

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VECCHIONI

Luci a San Siro, una canzone decadente, romantica, come è stata definita dallo stesso Vecchioni. Un brano in cui il cantautore ricorda i suoi vent’anni, la sua ragazza, la sua Milano.

Come già in Pascoli, anche qui è il ricordo ad essere protagonista: il passato giace inerme nella nostra coscienza e a risvegliarlo è spesso sufficiente un episodio che accade nel presente, un colore, un odore, un elemento della natura.

È forse la nebbia di Milano a far riaffiorare alla mente del cantante le cose belle della sua gioventù, che tuttavia non possono più tornare.

Il ricordo, come nel componimento pascoliano, porta con sé una faccia serena, felice, assieme ad un’altra carica di amarezza e dolore.

Vecchioni – Chocolat3b


PASCOLI

Un componimento in terzine, L’Aquilone, in cui la penna del poeta-fanciullino, abituata a leggere la vita nella semplicità delle piccole cose di ogni giorno, ritrae un tragico episodio d’infanzia: la morte di un giovane amico.

Vero protagonista di questa poesia è tuttavia il ricordo, quell’atto del ricordare rappresentato come una medaglia a due facce, perché in grado di riaccendere nell’animo umano sentimenti di pura nostalgia e dolcezza, ma capace anche di far rivivere momenti di dolore.

Sarà questo aspetto duplice del ricordo il cardine degli studi sulla memoria.

Pascoli – Chocolat3b


NONNI SU INTERNET: Writers di periferia!

Dopo la canzone che i ragazzi hanno scritto ed eseguito, vi proponiamo ora il secondo lavoro ispirato alla poesia di Danilo Dolci: un graffito stile Writers, con il quale gli alunni di Uggiate hanno voluto rappresentare l’isolamento che spesso colpisce colui che cerca di distinguersi, chi cerca di uscire dalla massa per ragionare con la propria testa, andando contro ogni tendenza, ogni moda, ogni forma di consumismo imposti dalla società.

Ci sono ank’io è l’urlo con cui l’individuo del disegno si differenzia dagli altri tutti uguali, con la canzone che in sottofondo recita: essere se stessi e non farsi condizionare…non dobbiamo essere sempre tutti uguali, prova a dimostrare quel che sei e quel che vali!

Bravi ragazzi! Ma ora nascondiamo pure le bombolette spray e smettiamola di reppare e di taggare…non vorrete mica rischiare di diventare artisti!

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NONNI SU INTERNET: prove in podcasting

Per preparare i nonni digitali alla realizzazione di un podcast – racconteranno della loro gioventù e dei giochi e giocattoli con i quali un tempo si divertivano -, i ragazzi della scuola media di Uggiate Trevano hanno appreso tutte le tecniche di registrazione e di montaggio dei file audio, e si sono cimentati nella creazione di alcune puntate radiofoniche (nel collage di foto le fasi di lavoro). Ispirati dal gruppo Chocolat3b, hanno operato sul connubio poesia-canzone, in una maniera innovativa ed originale. Hanno scelto per l’occasione uno scrittore contemporaneo: Danilo Dolci, sociologo e poeta della non-violenza (premio Lenin per la Pace), ed un suo componimento dal titolo “Inesperti si tenta di valere”, in cui si fa il ritratto degli adolescenti di oggi, insicuri ed in balìa della società dei media, che trasmette falsi valori ed educa al consumismo. Gli studenti di Uggiate hanno lavorato sul testo della poesia facendone la parafrasi ed il commento, ma la vera novità sta nella canzone, perché non hanno scelto un brano di un cantante famoso, ma hanno preso carta e penna, e giocando con versi, rime e assonanze, hanno scritto un pezzo tutto loro, un inedito che ci auguriamo abbia successo (sotto c’è il testo).

Chissà che non li ritroviate sul palco di San Remo!

Esisto ank’ioPS: la canzone prende il titolo da un verso della poesia di Dolci: “Esisto anch’io”, per sottolineare la voglia che c’è da parte di alcuni giovani di distinguersi dalla massa e andare controcorrente. Il ritmo è quello dell’hip hop, ed è per questo che l’intera puntata è accompagnata dalle note di coloro che hanno fatto la storia di questo genere musicale: Run Dmc e Public Enemy.

Nonni su internet – Chocolat3b


USP di COMO

L’intervista al Prof. da parte dell’Ufficio scolastico di Como, che fa un resoconto sul nostro progetto. Riportiamo qui la presentazione al video scritta dalla redazione “Solo buone notizie” dell’USP:

Vi ricordate di quella classe terza media di Faloppio che lo scorso anno, sotto la guida del docente di lettere Luca Piergiovanni, realizzò un podcast su internet dedicato alla letteratura e alla musica? Bene, quei ragazzi e quel professore, non hanno lasciato perdere il loro progetto, anzi… Seppur dispersi nelle diverse scuole superiori della provincia hanno trovato il modo di continuare con il loro Podcast Chocolat3B. Così, dopo la scuola, il pomeriggio, finiti i compiti, si ritrovano in uno spazio messo a disposizione dai genitori in paese per continuare le loro trasmissioni. Insomma, una scuola che continua oltre la scuola e che per questo ha meritato un premio nazionale e uno internazionale a Roma

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PIER CESARE RIVOLTELLA – Docente Università “Cattolica” di Milano

Al microfono di Joe, c’è Pier Cesare Rivoltella, professore ordinario di Tecnologie dell’apprendimento presso l’Università Cattolica di Milano. Direttore del Cremit (Centro di ricerca sull’educazione ai media, all’informazione e alla tecnologia) e presidente nazionale della Sirem (Società italiana di ricerca sull’educazione mediale).

Siamo con Pier Cesare Rivoltella…

Buongiorno!

D: Come può, la tecnologia, influenzare l’apprendimento di un alunno?

R: Il problema tra la tecnologia e il profilo di apprendimento, è un problema complesso. La tecnologia è soltanto una delle variabili che incidono sull’apprendimento.

Lo studente può essere più o meno motivato, può avere alle spalle una famiglia con un capitale culturale o sociale più o meno alto, può trovarsi in un contesto scolastico ricco oppure privo di stimoli. Insieme a tutto questo c’è anche la tecnologia, ed è sempre molto difficile capire, tra le tante variabili che incidono sull’apprendimento, qual è la parte che spetta alla tecnologia. Questo è il primo dato che occorre avere sempre ben presente. Detto questo, poi, la tecnologia didattica, per tutta una serie di sue caratteristiche, può facilitare gli apprendimenti. Facciamo qualche esempio: innanzitutto la tecnologia parla lo stesso linguaggio del ragazzo, perché un podcast, o tutta una serie di strumenti touch, sono gli stessi strumenti che appartengono alla vita quotidiana di un ragazzo di oggi, e ritrovarseli a scuola, significa creare continuità tra il momento dell’apprendimento e quello del tempo libero. Il secondo vantaggio che la tecnologia garantisce, è il fatto che essa è multimediale, perché nello stesso ambiente io posso usare linguaggi diversi, codici diversi, parlando a tutte e otto le intelligenze di cui la nostra intelligenza è composta, come dice Gardner[1]. La tecnologia è inoltre crossmediale[2] perché, quando io inserisco in Twitter[3] un messaggio di 140 caratteri, posso fare in modo che arrivi in formato sms sul telefonino di tutti i miei amici. In sostanza, la tecnologia mette nelle mani dell’insegnante uno strumento molto importante per potenziare gli apprendimenti, ma ci vogliono anche tutti gli altri elementi, perché la tecnologia da sola non è sufficiente.

D: Uno studente nato nell’era tecnologica, secondo lei, può essere maggiormente interessato a nuovi esperimenti con la tecnologia rispetto ad un adulto nato prima del boom tecnologico?

R: Se il giovanotto è, per definizione, un nativo digitale[4], ossia è nato nel periodo che va dal 1995/96 in poi, ha sicuramente molta più dimestichezza con la tecnologia perché ci è cresciuto in mezzo, ma non è detto che un adulto non possa diventare un nativo digitale. Ci sono adulti curiosi, che riescono ad impadronirsi del linguaggio della tecnologia molto bene, mentre altri si difendono dal nuovo e lo accettano. Una cosa è certa: con la tecnologia accade la stessa cosa della lingua straniera. Per essere davvero bilingue, bisogna nascere in un contesto in cui si fa switch, ovvero si passa velocemente da una lingua all’altra. Se aspetti anche solo un anno e mezzo o due, puoi diventare molto esperto nella lingua seconda, ma rimarrà sempre la tua lingua seconda e bilingue non diventerai mai.

D: I software, in un contesto scolastico, sono importanti quanto parlare, scrivere o leggere?

R: Il software è come una lavagna, un quaderno. È uno strumento attraverso il quale posso potenziare le prestazioni della tecnologia, e la sua funzione è infatti quella di fare da strumento o da ambiente per altre azioni. Il parlare e lo scrivere sono attività metamediali, che prescindono dall’uso del software, sono le attività principali attraverso le quali passa l’azione di insegnamento/apprendimento, sia con i media vecchi, che con quelli che oggi chiamiamo nuovi, e anche con quelli che ancora non conosciamo, ma che sicuramente in futuro arriveranno.


[1] Potete approfondire qui la teoria dello psicologo statunitense Howard Gardner.

[2] Trovate spiegazione del termine qui.

[3] Spiegazioni sull’utilizzo di Twitter a questo indirizzo.

[4] Alcune informazioni qui sulla contrapposizione tra “nativi e immigranti digitali”.

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BOWLING

Una serata tutta per noi, trascorsa in pizzeria e poi al bowling, dove ci siamo sfidati a suon di straight!

Abbiamo festeggiato in questo modo gli ultimi mesi di lavoro e di grandi soddisfazioni.

Joe e Alessia mostrano le targhe ricevute per la vittoria a eContent Award e a Xmedia, mentre gli altri si esibiscono in lanci “improbabili” delle bocce.

Non vi diciamo chi l’ha spuntata, anche se il tabellone con i punteggi parla chiaro!