racconto

You are currently browsing articles tagged racconto.

Vi mancano le feste? Si? Anche a noi. Consoliamoci con un ultimo divertente racconto che ci arriva dalla VA della Oberdan.

Trappola per Babbo Natale

Il Natale dell’anno scorso, io e mio fratello decidemmo, alcuni giorni prima della vigilia, di mettere una webcam collegata al computer davanti all’albero per cogliere di sorpresa Babbo Natale. Read the rest of this entry »

Tags: , , ,

Vi è mai capitato di osservare qualcosa che avete sotto gli occhi tutti i giorni, come se lo vedeste per la prima volta? E’ quello che è successo agli alunni della IVA della scuola Franceschi. Ascoltate come ci descrivono il cortile, che frequentano già da quattro anni, avvolto dalla magia dell’autunno.

I colori della natura (il cortile della scuola)

Questa mattina abbiamo fatto una passeggiata nel cortile della scuola. Abbiamo osservato tutti i colori che ci circondano e annotiamo sul taccuino i nostri pensieri e le nostre emozioni. Read the rest of this entry »

Tags: , , ,

Dalla IVB della Franceschi ci arriva questo racconto di fantasia. Buona lettura.

La morte dell’ultimo drago.

Un tempo in una città dove pioveva sempre che si chiamava Nosole c’era un principe che viveva in un castello. Si chiamava Marco, era alto, snello e di solito si vestiva con camicia e pantaloni a righe. Read the rest of this entry »

Tags: , , ,

La IVB della scuola Franceschi, che avremo occasione di rileggere presto, ci invia due bei racconti di paura. Infilatevi sotto le coperte, accendete le torce… via!

UN INCUBO SPAVENTOSO

Era una sera buia e tempestosa, io non riuscivo ad addormentarmi; sotto le coperte mi rigiravo in continuazione. Ad un cero punto vidi un’ombra e pensai che, addormentandomi, non l’avrei più vista. Ma non fu così! Ora infatti vi racconterò il mio sogno che è stato veramente terribile. Read the rest of this entry »

Tags: , , ,

Vi mancano l’estate, il caldo e il mare? Bene. Ecco un articolo dalla IVC della scuola Oberdan che ci porterà su un’isola tropicale. Lo lascio descrivere a loro.

Noi alunni della IV C stiamo lavorando sui vari tipi di testi e ci piacerebbe pubblicare su questo blog il testo scritto da una nostra compagna: W LA IV C !

LA MIA AVVENTURA

Ero su una barca girando dalle parti dei “Tropici”. Un giorno il mare era agitato e pioveva: una vera e propria burrasca. Avevo molto sonno e andai a letto…….

…….! La sera mi ritrovai naufragata su un’isola deserta. All’inizio me la diedi per vinta. Poi vedendo che calava la notte e sarebbe stato pericoloso restare sulla spiaggia – per gli animali che vivevano sull’isola e perché la marea si sarebbe alzata – mi diedi da fare.

Per dormire, quindi, dovevo stare in alto e di alto lì c’erano solo grandi palme dalla chioma ampia.

Insieme a me, sulla spiaggia, c’erano delle funi, due coperte stracciate ed un barile. Cercai la palma più grande e salendo sul barile cercai di arrampicarmi lungo il tronco.

La palma era una pianta di cocco, io ero affamata, ne buttai giù uno, scesi dalla pianta e con una pietra appuntita ruppi il guscio, ne bevvi il latte, e ne mangia la polpa. Mmmh…, che bontà!

Legai insieme dei legni e vi distesi una coperta sopra, formando una piattaforma che fissai in cima all’albero che avevo scelto. Incastrai tra i rami della palma dei paletti e sopra ci poggiai una tettoia che avevo costruito legando insieme altri bastoni.

Mi distesi sulla piattaforma e mi addormentai in un sonno profondo.

Il mattino dopo mi svegliai e rimasi incantata dal panorama che vidi: il mare calmo e limpido era circondato dall’isola, verde per la folta vegetazione. I gabbiani volavano e il sole ancora pallido illuminava l’isola rendendola bellissima.

Scesa dalla palma cercai tra gli scogli, dall’altra parte dell’isola, cozze e gamberetti. Accesi un bel fuoco e mi cominciai a costruire delle pinne con delle foglie larghe di palma.

Mi buttai nell’acqua, pesci argentati brillavano dappertutto e le alghe ti facevano il solletico sotto la pancia.

Tra le alghe c’erano delle grandissime conchiglie vuote, ne presi qualcuna e tornai a riva.

Ravvivai il fuoco, poi attorno alla brace piantai nella sabbia quattro paletti. Sopra ci poggiai una grata di legno a buchi larghi, abbastanza alta dal fuoco per evitare che si bruciasse. Tra i buchi infilai le grosse conchiglie che, usandole come pentole, avevo riempito con acqua e molluschi lasciandoli cuocere.

Mentre preparavo il pranzo, vicino a me, si posò una strana specie di pappagallo che iniziò a fare il suo verso. Era un pappagallo in miniatura dalle piume rosse e gialle e dallo strano verso; lo tenni con me e gli diedi il nome di Cate.

Continuai a vivere in questo modo per alcuni giorni, facendo passeggiate sull’isola e immersioni finché non ne potei più: volevo tornare a casa.

Costruì allora delle grandi lettere in legno che poggiai sulla spiaggia.

Passò molto tempo e continuai a sopravvivere di cocco, avocadi, molluschi e della compagnia del mio amico Cate.

Un giorno vidi un aereo che veniva verso la mia isola: «….si!» pensai, «mi vengono a prendere!».

Finalmente atterrò vicino a me. Il pilota era un tale Schennodh, che mi invitò a salire.

Non era poi così male quell’isola, era stata un’esperienza fantastica.

Volevo portare Cate con me, ma poi pensai che sarebbe stato meglio che fosse rimasto nel suo habitat naturale.

Quando l’aereo partì guardai l’isola che si allontanava: era stata un’avventura indimenticabile. Quell’isola mi sarebbe mancata.

B. L.

Tags: ,

Non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi…
Ecco a voi un testo della VA della scuola Franceschi

Da dietro i vetri appannati di una finestra polverosa, improvvisamente, un’immagine insolita solletica la mia curiosità e risveglia la mia immaginazione. In un piccolo angolo nascosto del quartiere, vedo alberi scheletrici e stanchi che contrastano con le chiome ricche e voluminose dei sempreverdi. Grandi palazzi cupi e spenti, tutelano il piccolo angolo e sembrano piccole pianure di cemento da cui svettano giungle di antenne. Balconi e finestre sembrano controllare la scena mentre tanta tristezza contrasta con la vita e la gioia contenuta tra le pareti, ferite dai graffiti e dai murales, di un liceo. Un solitario comignolo sparge nuvole di fumo grigio e delle scale scivolose e deserte si intravedono tra gli alberi. Il cielo malinconico e piangente è attraversato da uccelli che volavano bassi e confusi alla ricerca di una meta. D’improvviso un aereo squarcia le nuvole proseguendo sprezzante il suo cammino. Un velo di pioggia cade davanti ai miei occhi sfocando l’immagine sonnolenta. Un tappeto di foglie colorate, secche e scricchiolanti ricopre l’asfalto lucido per poi essere calpestato dall’indifferenza dei passanti. Folate di vento freddo disturbano la quiete. Spicca nella malinconica scena, come una fenice che rinasce dalle sue ceneri, un platano vestito di rosso porpora. Quello che osservo è un quadro d’autore: la natura.
Solo lei può nascondere la vita là, dove sembra essere tutto immobile, morto. La vita, nascosta sotto un manto purpureo che la protegge nella stagione morta.
CLASSE VA Franceschi

Tags: ,

Il cortile della G. Franceschi? Una vera ciliegina sulla torta!

E’ un ambiente molto vasto che si trova all’interno del fabbricato ed è stato ristrutturato, dopo tante lotte e una lunghissima attesa, un anno fa.

A forma di poligono irregolare è pavimentato in parte con legno per esterni a doghe marroni (sono così elastiche che pare di camminare sopra ad un gigantesco materasso!) e in parte con mattonelle grigie come un cielo autunnale.

E’ un luogo abbellito e rallegrato da aiuole con vari tipi di piante e cespugli e da spazi sterrati coltivati dai bambini come orticelli e del passato rimane solo il vecchio albero di fichi che per noi è come un caro nonno ora non più solo come un tempo perché gli fanno compagnia otto giovani fratelli che sono stati adottati da alcune classi.

Ci sentiamo orgogliosi di avere questo stupendo cortile perché abbiamo lottato per ottenerlo scrivendo delle lettere al Sindaco di Roma (che a quel tempo era Walter Veltroni) e gliele abbiamo persino portate in Campidoglio… (che emozione stringere la mano al primo cittadino della Città Eterna!)

Questo cortile ci piace tanto perché le aiuole, gli alberelli e gli orticelli portano vita e gioia e noi speriamo che rimanga così “fino alla fine del mondo”.

La VB della scuola Franceschi

 

Ecco come appare il cortile dopo i lavori.

Ecco come appare il cortile dopo i lavori.

 

 

Tags: , ,

Vai alla barra degli strumenti