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Anche fra quattro mura di cemento, in un cortile chiuso, si può avere un’esperienza forte di natura. Leggete questo bellissimo articolo della IIIA della Franceschi. Ce lo manda un’alunna.

IN CORTILE: giochi e divertimento dopo il pranzo.

Quasi tutti i giorni, dopo il pranzo, andiamo a giocare in cortile con le maestre, per scatenarci, divertirci e rilassarci un po’. Di solito giochiamo ad acchiappa-fulmine ed anche qualche volta a ladri e poliziotti o ad Indiana Jones.

Ieri, in cortile, mentre giocavo ho visto dei bambini che si dirigevano dietro l’albero del fico e allora li ho seguiti per vedere che stava succedendo e ho visto che dietro le sbarre del cancello c’era un piccolo uccellino spaventato che non riusciva a volare perché aveva fra le zampe una piuma grossa incastrata, oltre che mischiata a una poltiglia di sporcizia appiccicosa.

Allora, per farlo avvicinare, abbiamo provato a fischiare, ma ogni volta che si avvicinava i bambini gridavano e l’uccellino, per la paura, si allontanava di nuovo e allora una maestra ci ha fatto allontanare dalle sbarre e ha portato un pezzetto di pane dalla mensa e insieme l’abbiamo dato all’uccellino che lo ha mangiato e così piano, piano si è avvicinato.

Allora è arrivata la maestra Stella che ha fatto uscire l’uccellino e lo ha preso per le ali, così io gli ho sfilata la piuma che aveva incastrata fra le zampette sporche e così lo abbiamo accanto alle radici del fico e lui, per la paura, si è rannicchiato sotto lo sguardo di certi bambini che continuavano a guardarlo e allora io ho detto loro di togliersi perché altrimenti non sarebbe volato sull’albero se loro avessero continuato a guardarlo e ad urlare.

Poi è venuta la maestra Stella a chiamarmi e sono salita con lei, ma c’era la mia mamma ad aspettarmi perché dovevo fare una visita e le raccontai per filo e per segno quello che era successo, tanto che andai a controllare sotto l’albero, ma l’uccellino era volato via…

G. P.

 

Il cortile della Franceschi il giorno della sua inaugurazione

Un passero ha conquistato una briciola

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Autunno astratto

Torniamo al nostro tempo e alla nostra stagione con un lavoro artistico della IIB Franceschi.

Autunno astratto.

Per realizzare l’“Autunno Astratto”, che significa senza persone, animali o cose che esistono per davvero, abbiamo usato le forme geometriche che volevamo noi. Ci siamo aiutati con anche con i blocchi logici e il righello e abbiamo colorato tutto, usando sia i pastelli che i pennarelli. Il segreto è stato quello di prendere solo i colori caldi dell’autunno e cioè: il rosso, il giallo, l’arancione, il viola e il marrone. È stato bello e divertente anche se un po’ faticoso.

Classe IIB Scuola Franceschi.

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Conoscete la storia di Cipì? Forse saprete che è stata ispirata da un fatto vero accaduto agli alunni di Mario Lodi… beh, è successo anche a noi! Nel nostro caso si tratta di piccioni e non passeri, ma sempre di pennuti si parla! Ecco il resoconto della IB Oberdan:

Un giorno sul davanzale della finestra della nostra classe è arrivata una mamma piccione che ha fatto un nido. Poi ha deposto due uova e le ha covate per molti giorni. Una mattina si è schiuso un uovo ed è uscito un piccolo uccellino tutto giallo. Piano piano è diventato grande e grigio. E un giorno ha imparato a volare. L’altro uovo purtroppo non si è aperto.

Il piccolo pulcino l’abbiamo chiamato Piumino. Presto volerà via e se ne andrà per sempre, ma noi continueremo a volergli tanto bene.

IB Oberdan

Ecco Piumino sul davanzale della nostra finestra

Piumino, quando era ancora un uovo, con la mamma, sul davanzale della nostra finestra

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