Amici sportivi…

Non esiste solo il calcio, come molti alunni del nostro circolo sanno. Infatti praticano tanti sport diversi e si divertono tantissimo. Ecco alcuni temi della VB su alcune partite raccontate sotto forma di diario.

Racconta, sotto forma di diario, una partita emozionante – 1 –

Caro diario ,

ti voglio raccontare la gara di nuoto. Fuori dalla piscina c’erano molte cose da mangiare ma peccato per quelle prelibatezze che non potevo mangiare perché la mia mamma mi ha detto che prima di andare in piscina non si mangia mai. Ero entrata nello spogliatoio. Mi sono tolta i vestiti, mi sono messa l’ accappatoio e sono entrata in piscina. Era tutto affollato; prima avevano incominciato quelli del ’96 fino a quelli del 2000 ecc. Caso strano prima di tuffarmi non avevo paura, ma quando sono entrata in acqua, ho sentito sempre più forte la paura. Infatti, ero arrivata ultima, l’allenatore mi ha detto che avevo nuotato con eleganza. Un po’ di delusione c’era ma mi sono divertita tanto. Spero che la prossima volta arriverò al 1° posto. Buona notte diario dormi bene da

M.G.

Racconta, sotto forma di diario, una partita emozionante – 2 –

Caro diario,

ti voglio raccontare la gara di nuoto. fuori dalla piscina c’erano molte cose da mangiare ma peccato per quelle prelibatezze che non potevo mangiare perché la mia mamma mi ha detto che prima di andare in piscina non si mangia mai . Ero entrata nello spogliatoio. Mi sono tolta i vestiti, mi sono messa l’ accappatoio e sono entrata in piscina. Era tutto affollato; prima avevano incominciato quelli del ’96 fino a quelli del 2000 ecc. Caso strano prima di tuffarmi non avevo paura, ma quando sono entrata in acqua, ho sentito sempre più forte la paura. Infatti, ero arrivata ultima, l’allenatore mi ha detto che avevo nuotato con eleganza. Un po’ di delusione c’era ma mi sono divertita tanto. Spero che la prossima volta arriverò al 1° posto. Buona notte diario dormi bene da

M.G.

Racconta, sotto forma di diario, una partita emozionante – 3 –

Roma, 29-5-2008

Caro Velletri,

ti voglio raccontare che ieri al Casaletto abbiamo fatto una partita emozionante. Tutti noi avevamo il cuore in gola, e la nostra squadra si chiamava Campobasso, noi eravamo pronti, Lorenzo, l’allenatore, stava per darci la palla; a me il cuore batteva all’impazzata, ma a un certo punto mi ripresi e infatti…canestro!! I genitori della squadra Campobasso urlavano a squarciagola <<Campo-basso, Campo-basso>> e noi grazie al loro incoraggiamento ci sentivamo più sicuri, mentre i genitori dell’altra squadra erano delusi. Finalmente arriva la pausa del secondo tempo! Beviamo, chiacchieriamo, parliamo di quanti canestri abbiamo fatto…poi rieccoci in campo, cambiamo campo, Antongiulio corre a canestro gli altri ci provano,ma non ci riescono, ma oh, no! Mario e Simone fanno canestro: pari. Poi grazie a Daniele, canestro!!! Siamo orgogliosi di lui e noi abbiamo vinto, mentre gli altri fanno il <<suicidio>> e noi non fatichiamo.

Arrivederci Velletri.

G. C.

Racconta, sotto forma di diario, una partita emozionante – 4 –

Caro Beluto,

ieri è successa una delle cose che non ti capitano sempre nella vita. Ieri pomeriggio c’era la finale del torneo di nuoto e, visto che io mi ero qualificato, ero sotto pressione perché dovevo scendere in campo e farmi valere.

Su una bassa colonna c’era il trofeo d’oro: eravamo in cinque ma solo uno poteva uscirne vivo.  Con un po’ di fiato, tutti i genitori ed i parenti facevano il tifo. Io ero terrorizzato ma sapevo che ce la potevo fare. Quando dovevo andare a cambiarmi, vidi uno dei cinque concorrenti, ci guardiamo con uno sguardo fulminante; subito dopo uccisi una piccola zanzarina innocente che stava per pizzicarmi, mi tremavano le gambe. Feci una partenza strepitosa; durante la vasca a farfalla ero primo. Le grida dei tifosi mi sommersero l’udito e per poco non ero diventato sordo; la vasca era quasi finita quando uno dei cinque concorrenti mi superò e arrivai secondo per un soffio. Alla premiazione quel bambino prese tra le sue mani piene di acqua il trofeo d’oro. Da allora è diventato uno dei miei più pericolosi rivali.

Beluto, ora io ti devo lasciare. Buonanotte.

Roma, 19 ottobre 2010                                         V.

Racconta, sotto forma di diario, una partita emozionante – 5 –

Caro diario, sono due anni che faccio pallavolo, il pomeriggio come sport. Anche se all’inizio non ero contenta di questo sport, ora ne sono entusiasta. Il mio allenatore si chiama Paolo ed è molto simpatico, anche se all’ inizio del corso urlava tanto per farci stare zitti. Ti voglio raccontare la partita che abbiamo fatto ieri contro la squadra di un’altra scuola. Siamo entrati in campo e ci siamo riscaldati mentre il pubblico parlava. Dopo il riscaldamento abbiamo fatto il saluto e abbiamo iniziato la partita; il primo set lo abbiamo vinto noi ed eravamo felici; al secondo set abbiamo perso anche se ci eravamo impegnati  molto. Ma è stato al terzo set che abbiamo dato il meglio di noi. Le avversarie avevano il vizio di buttare la palla bassa e noi ci dovevamo buttare per prendere il punto. Erano in vantaggio, ma all’improvviso mi è venuta una magica forza e ho segnato gli ultimi due punti…. Mi sono ritrovata sommersa dalle mie compagne che mi festeggiavano.

Sono stata molto felice e ora vado a dormire.

Roma, 19 Ottobre 2010                          S. B.

Racconta, sotto forma di diario, una partita emozionante – 6 –

18 – 10 – 2010

Caro diario,

oggi ho da raccontarti la più bella pagina che abbia mai scritto (finora). Devo parlarti di cosa mi è accaduto oggi. Come tu sai, oggi andavo a fare la mia prima partita di tennis con i miei genitori, che volevano vedere se giocavo bene oppure se non ero molto migliorata. Non ti dico l’emozione. Entrata in campo, con la racchetta più grande di me, sentivo il cuore in gola e quasi non riuscivo nemmeno ad urlare che ero pronta; ci credo! Davanti a me come spuntato dal nulla c’era mio padre: era tutto preparato, si era messo i pantaloncini corti il cappello con la visiera a strisce di fulmine blu e rosse che si univano tra loro formando una specie di X. Il sole picchiava sul campo e la rete, che aveva una striscia argentata, mi abbagliava gli occhi che, non protetti dalla visiera, rimanevano folgorati davanti al sole. Finalmente arriva il mio maestro, tutto impettito vestito più o meno come papà, solo che il suo cappello era dipinto di verde e giallo.

Ecco finalmente fischia. Si inizia! Mio padre lanciò la pala con una rapidità micidiale che riuscii a parare per un pelo, ma mi dovetti buttare per prenderla e quindi inevitabilmente mio padre approfittandone rilanciò la palla, ovviamente nello spazio vuoto e fece uno splendido punto. La partita cominciava ad abbandonare la sua bellezza perché più o meno dopo dieci minuti ci trovavamo già 10 a 5, ovviamente per lui. Fortunatamente arrivò la breve pausa del riposo e il quasi svenimento per lo choc! Allora mi avvicinai a mio padre per sentirgli il cuore e batteva identico al mio! Pensai che forse stavo diventando cardiopatica come lui perché, come tu sai, ci stiamo avvicinando sempre più alla sua operazione al cuore. Ma torniamo noi. Si ricomincia! Ci fu un cambio, mia madre entrò al posto di mio padre, che ormai era sfinito.

Mamma acquisisce i punti che aveva fatto papà; siamo 14 a 9 ( per mamma) e si ricomincia. Iniziai io e riprendendo coraggio “svelo” la mia mossa segreta: lanciai la palla, feci finta di colpirla verso destra e mamma subito si spostò in quella direzione ed ecco che invece passai la racchetta sotto la palla, in aria, cambiando verso del tiro e …. PUNTO!

Non ero più nella pelle! Mamma non era riuscita ad arrivare alla palla in tempo e io avevo fatto un punto straordinario! Ero felice all’impazzata; avevo fatto il più bel punto della storia. Ma la partita doveva continuare … mia madre si rimise in sesto e divenne più spietata che mai; si vedeva che voleva vincere a tutti i costi, ma non potevo permetterle tutto. Dovevo vincere io, non potevo permettermi di perdere. Era il turno di mia madre che fece una bellissima battuta che, però riuscii a parare ed ecco che mia madre la ribatté con una precisione micidiale …. . Io riuscii per la da andare a centrare la mia racchetta. Io riuscii per la seconda volta a respingere la palla, ma questa volta mamma non riuscì a mirare bene e …. Fuori! Ecco … pareggio! La partita stava per finire; c’era il punto decisivo. Chi vincerà? Io tremavo come una foglia e non sapevo come muovermi. Toccava battere a me. Lanciai la palla in aria e la colpii con una forza spaventosa.  Tra un tiro e l’altro eravamo arrivati a 17 colpi consecutivi, quando io colpii una splendida palla che, riuscì ad oltrepassare la rete e a fare un super extra mega bellissimo tiro.

Ho vinto!

Non ti dico la mia felicità, quando il mio allenatore è venuto a complimentarsi con me!

Mi ha detto che avevo giocato benissimo e che ormai se ero riuscita a battere mamma e papà ero pronta per battere anche lui. Adesso devo andare a dormire e spero che ti sia piaciuta anche a te quest’avventura che abbiamo condiviso insieme.

Ti auguro una buona

NOTTE

Al prossimo segreto della tua svelatrice di segreti

B. M.

Racconta, sotto forma di diario, una partita emozionante – 7 –

Un saggio di judo

Caro Manuel,

oggi  è stato un saggio emozionantissimo. A judo mi sono allenato un mucchio di giorni: 3 giorni a settimana per tutto l’anno. OK, ti racconto: siamo entrati nello stadio dove c’era un numero esagerato di persone, si doveva urlare per farsi sentire da due centimetri; ho incontrato anche Max, il mio allenatore, che è molto simpatico. Eravamo più di 200 persone e almeno 70 bambini, allora ci hanno diviso in gruppi, ogni tappeto 10 bambini. Si inizia! All’improvviso: silenzio! (mi sono chiesto come si può passare da tale rumore al totale silenzio). Hanno cominciato la gara due bambini: uno cicciottello e l’altro magro ma anche lui abbastanza robusto; alla fine del round ha vinto il bambino cicciottello e finalmente tocca a me: inizia il primo round. Prima di cominciare la tensione sale: mi sento proprio emozionato; mi immagino di essere solo con il mio avversario così anche sbagliando non mi sarei sentito in difficoltà. OK sono pronto ad iniziare: la tensione sale al massimo, mi sento come scoppiare, mi passa tutta la vita davanti e poi mi accorgo di aver vinto; faccio un inchino e sento subito un applauso. E continuo a vincere e ancora a vincere fino ad arrivare primo. Ci sono 3 cose fondamentali nei tornei e sono: provare felicità, avere spirito sportivi ed ultimo, ma non meno importante, emozionarsi ed io provavo tutte  e tre le cose. Prima di andare via abbiamo visto una bancarella e abbiamo preso un ombrello: l’ho chiamato l’ombrello della vittoria.

Questo è tutto, quindi io vado a giocare. Ciao, alla prossima puntata.

M.

Racconta, sotto forma di diario, una partita emozionante – 8 –

Caro diario,

oggi è stata una giornata emozionante, perché ho fatto la partita di pallavolo!!! Come tu sai, è da due anni che faccio pallavolo, ed è bellissimo. Ci vado due volte a settimana il mercoledì dalle cinque di pomeriggio alle sei, mentre il venerdì dalle quattro alle cinque. La partita si è svolta a Spinaceto che è lontana dal centro di Roma. Io, Indy e Sabrina (una nostra amica) eravamo la squadra “E”, invece Carolina, Sabrina e Diego (altri nostri amici)erano la squadra “B”. La squadra di Carolina ha perso la prima partita, mentre le ultime le hanno vinte. La mia squadra invece le ha perse tutte e tre, per colpa di Sabrina , perché non chiamava la palla dicendo “Mia”. Nel primo set stavamo contro  delle ragazze di seconda media, la prima battuta era toccata a loro. Noi le avevamo soprannominate: “Le  giganti” , perché erano altissime e anche un po’ brutte. La seconda battuta era toccata a me, ed ho fatto punto per la squadra. Evviva !!! Dopo un po’ a battere a Indy, lei le battute le fà molto corte e quindi faceva punto per la squadra. Le giganti stavano a 23, mentre noi a 22. Mancavano tre punti alla vittoria, ma non ce l’ abbiamo fatta. Il secondo set stavamo contro delle ragazze di prima media e loro la palla la battevano in schiacciata,facendo sempre punto. Uguale per il terzo set. Eravamo tutte stanchissime, ma la nostra allenatrice Vanessa, era comunque fiera di noi. Spero di fare altri tornei !!!

Ora caro diario devo andare  a dormire, buona notte.

S.D.

Racconta, sotto forma di diario, una partita emozionante – 9 –

19 ottobre 2010

Caro diario,

 

tu ormai sai che io dalla terza elementare frequento pallavolo e oggi ho partecipato alla nostra prima partita. Subito dopo scuola io e le mie amiche Carolina e Sara siamo andate a prendere la macchina di mio prendere di mio padre per andare nella palestra. Si trovava a Spinaceto, un quartiere che sta verso la periferia, ribatezzato da noi “spinaci con l’aceto”. BLEAH! Eravamo cosi’ nervose che nella macchina non smettevamo un attimo di partlare. Oltretutto pioveva ed arrivati a Spinaceto, mancava poco che ci perdevamo. Oltrepassando la porta della palestra costruita da grandi mattoni rossi mi sono sentita una emozione grande, ma cosi’ grande che mi arrivava fino ai capelli. Incontrammo subito le nostre compagne di squadra piu’ l’altro gruppo dei piccoli che giocava a palla bloccata. Loro ci introdussero subito negli spogliatoi per cambiarci. Uscite in divisa, arrivo’ la nostra allenatrice Vanessa che ci divise in squadre. Io stavo con Sara e Sabrina, una della quinta. Quel giorno Sara sembrva rimbambita. Eravamo capitata nella squadra “E”. Carolina invece era capitata nella squadra con Laura e Diego sempre della quinta, nella “B”. La squadra che incomincio’ per prima nel primo set a giocare fu quella di Caro, e mentre lei giocava noi ci allenavamo e facevamo il tifo per loro; gli avversari erano proprio forti, infatti vinsero. Successivamente tocco’ a noi e una brutta impressione videro i miei occhi: eravamo capitate con delle ragazze che facevamo almeno la seconda media. Noi le avevamo soprannominate “giganti” perche’ erano alte e anche un po’ bruttine. Vanessa venne a fare l’arbitro e ci incoraggio’. Ce la battemmo dura, io feci un sacco di punti con le battute, che tiravo corte. Alla fine vinsero loro venticinque a ventiquattro, un risultato che a me diede soddisfazione perche’ non credevo di arrivare ad un sol punto di differenza contro le piu’ grandi. Ero ancora emozionata, ma piano piano mi stavo abituando alla tensione che mi stava scendendo. Alla fine del primo set ci siamo riposati e siamo andati nello spogliatoio a rilassarci finche’ purtroppo non ricominciò l’inferno. Stavolta eravamo capitate contro delle bambine piu’ o meno grandi come noi. Erano forti pero’. Ora l’arbitro non era più Vanessa, ma un’altra ragazza simpaticissima. Loro battevano in schiacciata rendendo piu’ difficile la presa della palla. Purtroppo vinsero venticinque a ventitré. Mi ero proprio abbattuta perche’ ormai mancava solamente un set per la vittoria e sembrava andasse male. Ero cosi’ tesa che non guardai neanche la squadra “B”, seppi solo che vinsero contro dei bambini. Di nuovo pausa per andare a riposarci, io non mi riposai, al contrario organizzammo una partita tra le squadre “E” e “B”. Così ci rilassammo un po’. Ormai la tensione era sparita. Meno male! Ecco che ricominicia il terzo set. Stavolta ricapitammo con quelle del secondo gruppo e ci scocciammo un po’, volevamo cambiare squadra. Purtroppo perdemmo anche questa partita, quelle ragazzione erano troppo forti! Eravamo molte stanche e come prima partita non ando’ molto bene. La squadra “B” gioco’ con i bambini che facevamo palla bloccata, per questo vinsero. Siccome era rimasto un po’ di tempo alla fine giocammo alcune partite libere con quell’arbitro simpatico e con quella squadra del secondo e terzo set. Ora caro diario sono stanca. Spero che la prossima partita andra’ meglio.

 

Buona notte!

M. I. M. A.

Racconta, sotto forma di diario, una partita emozionante – 10 –

19-10-10

Caro Tommy,

come già sai da circa un mese sto praticando basket come sport. Non puoi capire oggi che mi è successo: ho fatto la mia prima partita di pallacanestro. All’inizio ero un po’ delusa perché la mia squadra stava perdendo con due punti di svantaggio solo per colpa mia. Correvo da tutte le parti, cercando di togliere la palla agli avversari, ma non combinavo niente. Ma dopo un po’ una mia compagna di nome Francesca si è avvicinata a me e mi ha detto che non dovevo correre da tutte le parti, ma dovevo marcare solo l’avversario che mi aveva assegnato Fabio, l’allenatore. Allora ho avuto più fiducia in me stessa e ho iniziato a giocare più decentemente di prima. La compagna che mi aveva dato alcuni consigli per migliorare il mio modo di giocare mi passa la palla e io, con un magnifico terzo tempo, ho fatto canestro! Ho abbracciato subito tutta la mia squadra e sono stata riconoscente a Francesca perché ha avuto fiducia in me. Cercavo di ricevere la palla per poi passarla. E sai chi me l’ha passata? Francesca! Ho iniziato a palleggiare verso il canestro, ho ripassato la palla a Franci e…pareggio! Fabio ha fischiato la fine della partita. Ero contentissima! Adesso fammi andare a letto perché sono stanca morta. Spero di raccontarti altri episodi emozionanti sul basket.

Buona notte

C.

 

 

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