Paura eh!

Ecco a voi, dalla IVB Franceschi una serie di racconti emozionanti.

Scrittori in erba crescono
Testi di paura, di avventura e racconti
Della IV B Franceschi

TI È MAI SUCCESSO DI SENTIRE DEI RUMORI STRANI IN CASA? COME HAI REAGITO? RACCONTA.

La notte di Halloween, dopo la festa, andai a letto. La festa l’avevo trascorsa con Gianni, Maria e tutti gli altri del Tratturo, un vialetto interno su cui si affacciano molte case tra le quali c’è la mia. Improvvisamente sentii dei tonfi provenire dalla porta e pensai che fosse mia zia che proprio ora stava chiudendo l’uscio per andare a dormire.

I tonfi continuavano diventando sempre più forti.

Decisi quindi di andare in camera di mia zia. Indovinate cosa stava facendo? Stava russando alla più bella! Mi veniva da ridere, ma mi trattenni perché avevo paura di svegliare qualcuno. Ritornai a dormire. Appena mi misi sotto le coperte smisero i tonfi e iniziarono dei rumori simili a unghie che raschiavano l’uscio. Non avevo il coraggio di aprire la porta e nemmeno riuscivo ad addormentarmi. Alle 2.00 mi destai perché no riuscivo a stare a letto senza dormire. I rumori continuavano. Mi feci coraggio e andai ad aprire la porta. Avevo il cuore in gola. Con la mano tremante toccai la maniglia e…mi saltarono addosso quattro pipistrelli. Dalla mia bocca uscì un grido soffocato. Poi scoppiai in una risata così forte che svegliai tutti. Zia mi chiese perchè ridevo; in seguito guardò in basso: c’erano quattro gatti travestiti da pipistrelli. Papà. Mamma, Teresa, nonna, zia e io ci rimettemmo a ridere. Più tardi arrivarono anche Gianni , Maria, Claudia e Ludovico, i nostri vicini, portando Silvestro, un gatto femmina vestito da strega.

C.I.

Un ospite speciale

Ero a Cellere, la mia casa in campagna, e non riuscivo ad addormentarmi. Vicino a me c’era una finestra da cui si vedevano i campi coltivati. Ad un certo punto pensai di prendere un bicchiere d’acqua, così scivolai da sotto le coperte e sgattaiolai in cucina. Arrivata in cucina aprii tranquillamente l’acqua, ma improvvisamente udii un rumore …. come se qualcuno fosse strisciato sotto il tavolo.

Il buio mi circondava.

Io mi girai di scatto, ma non vidi niente.

Ora ero molto più tranquilla, così bevvi il mio bicchiere d’acqua e ritornai al letto.

Appena riaddormentata sentii  un rumore, un rumore forte, ma così forte che mi rimbombava nelle orecchie. Avevo il cuore in gola e non respiravo bene per la paura. Andai subito nel letto di mamma e papà , sperando che si fossero  svegliati anche loro, ma trovai una brutta sorpresa: russavano così forte come  se gli fosse scoppiato un cannone in testa si sarebbero svegliati,

l’altra sorpresa era che avevano i tappi alle orecchie.

Allora  andai a prendere un pezzo di legno per sicurezza e, prima di andare a vedere cosa c’era cercai di tranquillizzarmi un po’. Feci un respiro profondo e andai in salotto, ma appena accesi la luce rimasi sopraffatta: là, in mezzo al salotto, si trovava un povero gattino che frignava come un leone e che batteva per terra un pezzo di legno come se fosse un gioco.

Capii allora che era lui la causa di tutte le mie paure.

M. I .A.

LA CANDELA E IL CANDELABRO

C’era una volta in un negozio, una candela tutta rossa con un albero di natale disegnato sopra.

Un giorno un bambino la comprò e, arrivato a casa la mise su un candelabro che stava in salone.

Il candelabro e la candela fecero subito amicizia. Un po’ di giorni dopo il candelabro fu spostato in cantina perché la madre del bambino aveva ordinato dei mobili nuovi e aveva bisogno di spazio.

Il candelabro fu dimenticato finché non arrivò Natale. Il ventiquattro dicembre la candela fu accesa. La candela salutò il candelabro e piano piano si sciolse.

Il bambino stava guardando attentamente la candela quando udì un piagnucolio e si accorse che il candelabro era vivo. Allora il candelabro gli spiegò che la candela era sua amica  e piangeva perché si stava sciogliendo.

Il bambino allora spense la candela e tutti e tre diventarono amici inseparabili.

C.A.

PERCHE’ I FANTASMI PORTANO I LENZUOLI

C’era una volta e c’è ancora un piccolo paesino dove abitava una ragazza di nome Chiara. Aveva 12 anni, i capelli biondi, gli occhi castani e portava sempre abiti graziosi.

Un giorno Chiara uscì per andare a fare la spesa e sentì dei signori che parlavano di un certo castello abbandonato, dove c’erano spiriti maligni.

Quella stessa notte Chiara non riuscendo a dormire uscì e si diresse verso il castello.

Era una notte buia e fredda…

Non c’era anima viva…

Chiara arrivata al castello era sfinita, ma soddisfatta. Alzando gli occhi al cielo si accorse che il castello era talmente brutto: arrugginito e con il tetto rotto.

Fra sé e sé Chiara pensò che forse sarebbe stato meglio restare a casa.

Scavalcò il cancello con fatica e si diresse  verso la porta di ingresso …

La aprì, fece un cigolio …

Dentro il castello era tutto polveroso, Chiara con passi lenti e insicuri entrò e sentì un piagnucolio. Salì le scale e si accorse che c’era un piccolo fantasma, Chiara indietreggiò, ma poi capì che il fantasma non le voleva far del male, così si avvicinò e fecero amicizia. Il fantasma le spiegò che era triste perché non aveva abiti e aveva freddo.

Chiara allora prese un lenzuolo gli tagliò due fori per gli occhi e glielo mise.

E così da quel giorno Chiara e il fantasma diventarono amici.

E i fantasmi, sempre da quel giorno, usano i lenzuoli come abiti.

C.A.

Un viaggio in Africa

C’era una volta una famiglia che voleva partire per andare in Africa perciò volevano lasciare i bambini dai nonni,ma Valerio e Lucia sentirono dalla cammeretta.

Lucia aveva un carattere molto agitato e invece Valerio al contrario era molto calmo.

Il giorno che i genitori li stavano portando dai nonni i ragazzi salivano a casa dei nonni e fecero finta di giocare,quando la mamma e il papà andarono in cucina i ragazzi registrarono una cassetta con le loro voci almeno i nonni pensavano che stavano giocando e intanto i ragazzi scapparono e si nascosero in macchina e così partirono con i loro genitori.

Durante il viaggio il papà fermò la macchina perchè un gruppo di feroci leoni e leonesse li attaccarono,a salvarli arrivarono alcuni Masai che erano alti e robusti.

I Masai li portarono al villaggio dove Valerio e Lucia si fecero vedere dai genitori che gli dissero:-Cosa ci fate qui voi due?-

E i bambini dissero:Niente però avvertite i nonni-.

-Va bene,disse la mamma.

Al  villaggio Valerio conobbe un nuovo amico che si chiamava Chiricù.

Valerio e Chiricù fecero una passeggiata nella natura e videro dei cacciatori che avevano preso una ghepardo ed i suoi cinque figli.

Valerio e Chiricù pensarono in fretta.

Dissero:- Ho trovato! (tutte e due insieme). Era la stessa idea quella di aprire la gabbia.

Mentre Valerio distraeva i cacciatori Chiricù apriva le gabbie.

Alla fine Chiricù e Valerio tornarono a casa sani e salvi e Valerio salutò Chiricù con molto dispiacere.

M.M.

VIOLA, la ragazza dei tesori

 

 

 

C’era una volta, ma no! Tanto tempo fa, in un paesino chiamato Roseto, una ragazza di nome Viola.

Il suo viso era dolce e bello, i suoi capelli erano lunghi e neri e aveva gli occhi color del cielo. Abitava in una casetta vicino a un piccolo fiume dove ci andava a pescare; Viola aveva un dono, era una ragazza molto fortunata, trovava sempre qualche tesoro o delle miniere d’oro e pietre preziose.

Un giorno andò da Viola, un Sindaco di nome Maurizio, e le chiese se poteva andare nel suo paesello di nome “Pineto”: lì, c’erano molti alberi e pini che formavano una grandissima pineta dove c’era nascosto un tesoro.

Viola disse al Sindaco: “Se io venissi che cosa ci guadagnerei? E poi perché devo venire?”.

Il Sindaco le rispose: “Prima di tutto, devi venire  perché mi serve il tuo aiuto, poi perché nel mio paesello Pineto,  c’è un luogo segreto dove si trova un tesoro molto prezioso e, io in cambio ti potrei dare la metà del bottino.”.

Viola ci pensò un attimo, e infine disse di sì. Presero l’aereo perché Pineto stava a 3 ore da Roseto, dove viveva Viola.

Arrivati a Pineto, il Sindaco Maurizio fece vedere a Viola, la mappa del tesoro, Viola disse:

“Perché ci devo andare io a prendere il tesoro, invece che uno dei tuoi cittadini?”

– “Perché tu hai un dono molto speciale, quello di trovare i tesori, questo dono non ce l’ha nessuno al mondo, tranne te.” – rispose il Sindaco.

Allora Viola decise di mettersi in cammino per la grande pineta.

A metà strada si accorse che qualcuno la stava seguendo; Viola si girò ma non vide nessuno, e si rimise in viaggio. Dopo qualche ora sentì un rumore strano che la impaurì. Arrivata dentro la pineta, Viola doveva affrontare delle prove, che il Sindaco non le aveva detto. Dopo un po’ si  fece vedere uno scoiattolino che si mimetizzava con il colore dei tronchi degli alberi. Lo scoiattolo ordinò, agli altri scoiattoli soldatini, di lanciare addosso a Viola, le ghiande, che Viola doveva schivarle tutte (e questa è la prima prova).

Viola schivò tutte le ghiande e continuò a cercare il tesoro da tutte le parti; quando sotto un pezzo di legno trovò un piccolissimo riccio, che, per lo spavento sparò le sue spine,  una si mise nella spalla di Viola.

Viola si tolse la spina con coraggio e proseguì; trovò un enorme pino con scolpito sul tronco una forma di una mano.

Viola mise la mano sull’impronta e si aprì una porta nel terreno e vide una luce abbagliante, ma  come ultimo ostacolo da superare c’era un pipistrello che le si impigliò nei capelli.

Ma Viola con un colpo di mano lo tolse e prese lo scrigno del tesoro.

Alla fine Viola tornò al paese e quando il Sindaco Maurizio la vide con il tesoro la ringraziò e tutti fecero festa; come d’accordo il  Sindaco le diede la metà del bottino e nel paese Pineto venne soprannominata “VIOLA, la ragazza dei tesori.

S. D.

Tags: , ,

3 comments

  1. diana’s avatar

    sono tutti testi bellissimi, ma non ho capito bene il testo UN VIAGGIO IN AFRICA

  2. bitbit’s avatar

    Il bello dei blog: puoi aggiornare anche gli articoli vecchi! Con la carta stampata non si può.

    [WORDPRESS HASHCASH] The poster sent us ‘0 which is not a hashcash value.

  3. Sara D.’s avatar

    Grazie maestra,finalmente è uscito il mio testo(non fa niente se era in ritardo)

Comments are now closed.

Vai alla barra degli strumenti