Un angolo in città

Non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi…
Ecco a voi un testo della VA della scuola Franceschi

Da dietro i vetri appannati di una finestra polverosa, improvvisamente, un’immagine insolita solletica la mia curiosità e risveglia la mia immaginazione. In un piccolo angolo nascosto del quartiere, vedo alberi scheletrici e stanchi che contrastano con le chiome ricche e voluminose dei sempreverdi. Grandi palazzi cupi e spenti, tutelano il piccolo angolo e sembrano piccole pianure di cemento da cui svettano giungle di antenne. Balconi e finestre sembrano controllare la scena mentre tanta tristezza contrasta con la vita e la gioia contenuta tra le pareti, ferite dai graffiti e dai murales, di un liceo. Un solitario comignolo sparge nuvole di fumo grigio e delle scale scivolose e deserte si intravedono tra gli alberi. Il cielo malinconico e piangente è attraversato da uccelli che volavano bassi e confusi alla ricerca di una meta. D’improvviso un aereo squarcia le nuvole proseguendo sprezzante il suo cammino. Un velo di pioggia cade davanti ai miei occhi sfocando l’immagine sonnolenta. Un tappeto di foglie colorate, secche e scricchiolanti ricopre l’asfalto lucido per poi essere calpestato dall’indifferenza dei passanti. Folate di vento freddo disturbano la quiete. Spicca nella malinconica scena, come una fenice che rinasce dalle sue ceneri, un platano vestito di rosso porpora. Quello che osservo è un quadro d’autore: la natura.
Solo lei può nascondere la vita là, dove sembra essere tutto immobile, morto. La vita, nascosta sotto un manto purpureo che la protegge nella stagione morta.
CLASSE VA Franceschi

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