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il vascello della lettura gennaio 13, 2017

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Ecco che cosa abbiamo preparato per l’open day.

Il nostro thinglink

https://www.thinglink.com/scene/876039148127911936

e il nostro video con le recensioni creative

Le classi 2^A e 2^D

 

 

PUBBLICITA? PROGRESSO. IO VALGO dicembre 20, 2016

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Pensate forse che noi a scuola, ascoltiamo la lezione, studiamo, scriviamo e facciamo esercizi continui di grammatica?

Allora pensate proprio male!

In realtà, guardiamo film, video, giochiamo, registriamo, lavoriamo in gruppo… quante cose che facciamo!

Per esempio quest’anno in religione abbiamo imparato a lavorare in una fabbrica di caramelle. La professoressa ci ha assegnato dei ruoli, chi era impiegato, chi il capo, chi il cliente e con essi dovevamo far funzionare un’intera fabbrica di caramelle!

Una domanda veloce veloce: sapete che cos’è la comunità?

Noi sì perché lo abbiamo fatto, la comunità è un gruppo di persone ben organizzate che hanno scopi comuni e che si aiutano vicendevolmente con regole e ruoli definiti.

Aristotele scrisse questa frase: nessun uomo può bastare a se stesso ed ha ragione!

In religione, abbiamo anche riflettuto sugli altri, la famiglia, gli amici, i colleghi sono tutti altri! Io sono io per me, ma per gli altri io sono un altro e un altro per me è un altro ma per lui è io, lo so, è un discorso complicato, ma noi ci siamo divertiti a farlo in classe.

Il circo della farfalla è un cortometraggio che insegna che dobbiamo continuare a lottare anche se siamo a corto di esercito, di armi e come non farlo a scuola? Lo abbiamo visto e ci abbiamo riflettuto in italiano e in religione. Abbiamo riflettuto scrivendo sul quaderno e poi copiandolo su un foglio come potevamo utilizzare il messaggio che ci dà questo cortometraggio.                           Io, tu, lui, noi, voi, loro valgono! Tutti valiamo e noi, in classe, abbiamo posto attenzione a  questa cosa scrivendo sul quaderno, dividendoci in tre gruppi per esaminare  come, quando, quanto, per chi valiamo e alla fine del lavoro abbiamo scritto che noi valiamo per quello che siamo non per quello che sappiamo fare.

Ed eccoci qua!

Il nostro argomento preferito che abbiamo svolto in religione. Era una sorta di verifica, ma dato che noi non facciamo le cose che fanno tutti, era una verifica un po’ particolare. Dovevamo scegliere tra quattro argomenti basati sull’amicizia e, in base a quello che avevamo scelto dovevamo scrivere uno spot pubblicitario radiofonico di 80 parole, non una di più, non una di meno.

Ma… scusate, un vero spot pubblicitario non dovrebbe essere registrato con magari qualche musica di sottofondo? Infatti, direte voi, uno spot deve essere registrato con una bella musica sotto e avete proprio ragione! Dato che noi non facciamo mai le cose a metà e le concludiamo sempre, lo abbiamo fatto. Abbiamo registrato il “testo” che avevamo scritto con il sottofondo di una musica scelta da noi che ci piacesse, ma che doveva essere a tema con il testo, con un’applicazione chiamata Audacity abbiamo unito voce e musica.

Che vero spettacolo che è uscito!

Volete ascoltare i nostri spot, vi basta cliccare qui e potrete divertirvi ascoltando e magari lasciare un commento con una vostra opinione e riflessione su questo nostro lavoro.

Lucrezia e i ragazzi di 2^A

Ho scoperto di essere un poeta novembre 24, 2016

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Avreste mai immaginato di poter scrivere una poesia?

Noi no, neanche i nostri  compagni perché pensavamo che fosse una cosa da poeti , da cervelloni ma ci abbiamo provato, guardate cosa ho scritto io Francesca:

Ecco a voi il tronco umano

che tristezza! povero! pazzesco!

Non c’è niente di edificante nell’esporre l’imperfezione di un uomo

ma sono diversi da me

sì tu un vantaggio ce l’hai: più grande la lotta più glorioso il trionfo

Questo è quello che ho scritto io Rebecca:

Se tu ci credi puoi fare qualsiasi cosa,

più grande è la lotta più glorioso è il trionfo

di un’ anima coraggiosa

Sono le nostre poesie che abbiamo scritto una mattina, ripensando al “Circo della Farfalla”, un cortometraggio che abbiamo visto in classe.

Vi chiederete come è stato possibile. Ve lo diciamo.

Questo è possibile con una tecnica chiamata CAVIARDAGE.

Essa consiste nello scegliere delle parole che suscitano in noi delle emozioni in una pagina di un libro per poi metterle insieme e scrivere una poesia.

Scriverle è stato molto difficile perché, innanzitutto, non era facile trovare le parole che suscitavano un’ emozione, e non è stato facile  metterle insieme, ma è stato divertente perché ci sentivamo delle poetesse.

Adesso le nostre poesie le possono leggere tutti perché sono appese su un cartellone in classe.

Speriamo che agli altri  siano piaciute perché ci abbiamo messo tutto il nostro cuore.

Non avremmo mai immaginato, così come i nostri compagni, che potessimo  diventare dei poeti che proprio noi, dei ragazzi di seconda media, potessimo scrivere delle poesie così belle.

Abbiamo letto le poesie degli altri miei compagni e non pensavamo che ognuno di noi potesse avere delle opinioni o dei sentimenti diversi, così profondi.

Un’ esperienza che è stata uguale per tutti.

Francesca e Rebecca

IL CIRCO DELLA FARFALLA novembre 15, 2016

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Sono sicuro che non avete mai visto nulla di simile…. Abbiamo assistito alla trasformazione di un bruco in farfalla e in parallelo a quella di un uomo che anche lui da “da bruco diventa farfalla”.
Ora vi racconteremo cosa è successo.
Tutto é cominciato nel tunnel dell’orrore di un circo, quando un ragazzo e il direttore del “Circo della farfalla” incontrano “il tronco umano”: un uomo senza braccia nè gambe.


Tutti pensavano fosse senza speranze e lui per primo ne era convinto, ma il direttore del circo della farfalla non la pensava cosi e, quando il tronco umano scappa, lo accoglie con loro. Lui, uomo senza arti, in un momento di divertimento cade in un fiume, stava per affogare, ma non si arrende, vede e scopre di saper nuotare.
Era un grande traguardo per lui perché era una cosa unica, per non dire pazzesca, vedere un uomo senza arti nuotare, però lui, voleva fare qualcosa di più grande.
Da qui inizia la sua trasformazione in farfalla. Comincia a credere in se stesso e a voler fare qualcosa di straordinario. Tanto che, durante lo spettacolo, si butta da 15 metri in una piccola pozza d’acqua e ce la fece.
Tutti lo acclamarono. Infine, arrivò un bambino disabile e la madre del bambino pianse di commozione e gli disse “GRAZIE!”
Alla fine un bruco uscì da un bozzolo e si trasformò in farfalla e diede il nome a questi artisti: “ IL CIRCO DELLA FARFALLA”.
Anche l’uomo era diventato farfalla perché si era trasformato e aveva scoperto la bellezza che c’era in lui.
Dopo questa visione, mentre siamo qui per scrivere questo testo diciamo chei all’ inizio ci è dispiaciuto per quest’uomo, provavamo una sorta di pietà, ma alla fine del film l’abbiamo invidiato tutti.

Manuel Alessandro

Ti invito a leggere ottobre 30, 2016

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Scegliere un libro da leggere è sempre molto difficile, ma se te lo consiglia un tuo amico è più facile sceglierlo.

Il LAP BOOK è un modo divertente e creativo per raccontare un libro che ti è piaciuto. È fatto  con un cartoncino colorato piegato come una cartelletta in cui dentro c’è la  trama, le caratteristiche, i personaggi, le frasi che ti sono piaciute del libro e le notizie sull’autore, immagini o disegni  legati al libro.

Lo scopo del LAP BOOK è proprio quello di  stimolare  gli altri a leggere il libro.

Noi ci siamo sbizzarriti e siamo stati davvero creativi nel costruire i nostri LAP BOOK sui libri letti durante le vacanze . C’è chi ha fatto una ruota del LONDON EYE,

c’è chi ha fatto una zampa di un lupo

,

 

c’ è chi ha fatto un gatto….

 

E li abbiamo fatto vedere ai genitori alla lettura ad alta voce il 27 / 10 / 2016 in occasione di Libriamoci, le giornate di lettura nelle scuole.

 

Marco e Nasr

 

Lettera aperta di Mr. Morris Lessmore ottobre 25, 2016

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Cari ragazzi di 2^A,

Mi ha fatto molto piacere che abbiate visto il mio filmato, abbiate letto il mio libro e discusso di lettura tra di voi.

Ho ricevuto le vostre lettere in cui spiegavate il vostro rapporto con i libri; erano molto belle. Volevo farvi capire che relazione si può avere con i libri, perché se leggi puoi scoprire molte cose, e se ti piace molto il libro che stai leggendo ti può capitare di perderti, come ho detto nel filmato, perché ti piace davvero  molto.

Ho visto che vi siete organizzati in modi diversi con il laboratorio di lettura dove durante la lezione dedicate 20 minuti di lettura individuale in silenzio, e il tempo che rimane la vostra prof vi legge un libro ad alta voce; questo mi fa molto piacere.

Come avete ben capito la lettura va sempre a “ braccetto” con la scrittura, infatti io ogni giorno scrivevo il mio diario anche quando c’era l’uragano.

Anche voi nel laboratorio di scrittura scrivete testi individuali o a coppie; con questo, potete diventare veri e propri scrittori. Capisco che con questi laboratori siete diventati una vera e propria comunità di lettori e scrittori, e questo non può che rendermi orgoglioso.

Ho visto anche, che tra tutte le attività svolte avete fatto 2 cartelloni dove in uno avete disegnato la ragazza del mio cortometraggio con i libri della vostra vita e nell’altro con le copertine dei libri che avete letto quest’estate.

     

Belli!! Entrambi molto belli!

Ricordatevi che leggere è un’avventura che non finirà mai e che la vostra vita leggendo sarà sempre a colori.

Tenetemi aggiornato sui vostri lavori.

Un caro saluto

Mr. Morris Lessmore

FEDERICA E CHRISTIAN

Non solo giochi ma ottobre 20, 2016

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Era la settimana dei codici detta ”code week” e organizzata dall’Unione Europea,  quindi la prof. Bernasconi  ci ha proposto di svolgere delle attività per capire a cosa serve e come si  usa il codice.

Abbiamo visto, inizialmente,  un video che diceva che siamo circondati da  oggetti tecnologici che  rispondo ai nostri comandi come la macchina, la lavatrice, la calcolatrice ecc… tutto questo grazie al micro-cip che hanno al loro interno e che contiene una serie di comandi dati dall’uomo a cui rispondono eseguendone uno alla volta.

 

Dopo aver visto il video e capito che le istruzioni che si danno hanno un linguaggio che è appunto il coding, siamo andati in aula informatica a provare Guerre stellari, un gioco attraverso il quale dando dei comandi a un robot, esso doveva prendere dei pezzi di metallo. I  comandi , dati sempre uno alla volta,  dicevano in alto, in basso, a destra ed a sinistra o anche degli obbiettivi tipo quando raggiungi uno dell’alleanza potevamo decidere se aggiungere o togliere 100 punti  o anche aggiungere animali quando si raggiunge uno specifico obbiettivo.

Questa esperienza ci ha mostrato che noi possiamo parlare alle macchine. È  stato bellissimo .

Bruno Luigi

L’albero dei talenti ottobre 3, 2016

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“L’albero dei talenti” è così che abbiamo chiamato la nostra attività che aveva lo scopo di conoscersi meglio, di condividere le nostre personalità e i nostri talenti.

L’ albero lo abbiamo scelto per ripercorrere la strada dell’ anno scorso e continuare il nostro cammino. L’anno scorso l’albero serviva per presentarci, quest’anno è servito per presentare qualcosa di più profondo e personale: i nostri talenti.

L’attività in sè era molto semplice, infatti, dopo aver discusso e capito cos’è un talento, e siccome ognuno di noi ne aveva almeno uno, abbiamo preso un cartoncino colorato e abbiamo fatto un disegno che rappresentava questo nostro talento, lo abbiamo ritagliato ed, infine, lo abbiamo incollato sull’ albero che i nostri compagni avevano costruito prima.

Ci siamo alzati in piedi e lo abbiamo detto ad alta voce in modo che tutti lo sapessero. La difficoltà è stata proprio questa: dire ad alta voce il nostro talento perché molti di noi si sentivano in imbarazzo. Per alcuni trovare il proprio talento è stato difficile e impegnativo, non siamo abituati a trovare i nostri talenti perché non siamo abituati a riflettere su noi stessi.

UNO TANTI, DIVERSI, SEPARATI, UNITI, INCASTRATI… ottobre 2, 2016

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NOI SIAMO UNA CLASSE DI 16 RAGAZZI .

OGNUNO DI NOI E’ DIVERSO, HA CARATTERISTICHE CHE SONO SOLO SUE.

COME PER ESEMPIO NASR VIVE IN BAGNO, LUI CHIEDE SEMPRE DI ANDARCI; CHISSA QUALE MISTERO NASCONDE!

POI C’E’ GIULIO CHE E’ IL NOSTRO COMICO, CON LE SUE BATTUTE CI FA MORIRE DAL RIDERE.

DI TUTTI POTREMMO DIRE UNA CARATTERISTICA UNICA E SPECIALE.

ALL’INIZIO DELL’ANNO ABBIAMO DISCUSSO INSIEME DI DIVERSITA’ E UNICITA’ DI GRUPPO.
DOPO QUESTO CI SIAMO MESSI D’ACCORDO, ABBIAMO SCELTO DI RAPPRESENTARE GRAFICAMENTE QUESTE NOSTRE RIFLESSIONI, USANDO UN LIGUAGGIO SIMBOLICO DISEGNANDO E DECORANDO CON GLI OMINI DI HARING UN PEZZO DI  PUZZLE CHE SIGNIFICAVA CHE CON  LE NOSTRE DIVERSITA’ FORMIAMO UN UNICO GRUPPO E CHE SIAMO PARTE DI UN TUTTO PIU’ GRANDE.

SALUTI DA MARICA E BEATRICE

LE VACANZE NEI NOSTRI RACCONTI settembre 27, 2016

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Come avete passato le vacanze estive? Senza scuola, che bello è? Dove siete andati? Con chi le avete passate?

Noi tutto bene e poi… che pacchia senza scuola! Ora però vi starete chiedendo chi sta battendo le proprie dita sulla tastiera del computer. Noi siamo Lucrezia e Jana della classe 2°A.

Le nostre vacanze sono state meravigliose, le abbiamo passate con i nostri genitori, amici, fratelli e nonni. Io, Jana sono andata a Leolandia al lago di Ghirla, invece, io, Lucrezia sono andata in montagna in Val d’ Aosta e a Rimini. È stato molto bello, ma al nostro ritorno l’inizio della scuola era alle porte. Purtroppo!

Al nostro rientro scolastico… sorpresa! Abbiamo potuto rivivere le nostre fantastiche vacanze grazie alla professoressa Bernasconi. È stato stupendo poter riandare alle nostre vacanze, ma soprattutto è stato stupendo raccontarle e quindi riviverle insieme ai nostri compagni di classe.

Dopo i racconti emozionanti che ci siamo fatti a vicenda, abbiamo svolto un lavoro che è piaciuto tanto a tutta la classe. Sapete quale? Si tratta “dell’ alfabeto delle vacanze”. Con entusiasmo abbiamo pescato una lettera fra tante e con quella abbiamo scritto una parola legata alla nostra estate e un breve testo… questo lavoro ci ha portato molta nostalgia delle vacanze, e ancora adesso l’ abbiamo, ma ci ha regalato ricordi fantastici e ci ha permesso di raccontarle in una parola che nemmeno un intero discorso poteva esprimere (ma soprattutto ricordare).

Con le parole delle nostre vacanze la professoressa Bernasconi ha creato dei modelli con un programma sul computer chiamato Wordle, all’interno ha messo le parole delle nostre vacanze. Le forme che ci ha proposto erano: una spiaggia con tanto di barca e mare, una nuvola, e tre quaderni poggiati su una base bianca. Quello che la classe ha scelto è stato l’ ultimo elencato. Così ora, all’inizio del nostro quaderno, abbiamo questo bel ricordo delle vacanze.

Jana e Lucrezia

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