UCRAINA
5 05 2009A cura di Mauro De Angelis
TERRITORIO
L’Ucraina, con i suoi 603.700 km² di estensione è la seconda nazione più grande d’Europa, dopo la Russia europea e prima della Francia metropolitana. Il confine dell’Ucraina con gli altri stati è lungo 4558 km, suddivisi fra Bielorussia (891 km), Ungheria (103 km), Moldavia (939 km), Polonia (428 km), Romania (169 km a sud, 362 ad ovest), Russia (1576 km) e Slovacchia (90 km), oltre ai 2872 km di costa marittima.
Il paesaggio ucraino consiste prevalentemente di fertili pianure o steppe attraversate da diversi fiumi, tra cui il Dnepr, il Donec, il Nistro, e il Bug meridionale che vanno a gettarsi nel Mar Nero e nel più piccolo Mar d’Azov. Nella parte sudoccidentale il delta del Danubio costituisce il confine con la Romania. Le poche catene montuose presenti sono le propaggini dei Carpazi, ad ovest, (la cui cima più alta è il Hoverla (Goverla) con 2061 m e le montagne della penisola di Crimea.
Le città più importanti sono: Kiev (2,643,000 ab., in italiano spesso Kiev), Charkiv (1,455,000, in italiano spesso Karkov), Dnipropetrovs’k (1,049,000), Donec’k (1,016,000 ), Odessa (Odesa; 1,013,000), Zaporižžja (900,000), Leopoli (L’viv; 830,000), Kryvyj Rih (717,000).
IL CLIMA
In Ucraina il clima è di tipo temperato continentale nell’interno e mediterraneo nella costa meridionale della Crimea: lungo il Mar Nero l’ inverno è relativamente mite mentre nelle zone interne le temperature di gennaio sono molto più basse. Le precipitazioni annuali variano notevolmente da zona a zona: mentre in Ucraina occidentale cadono 1.200 mm di pioggia l’anno, in Crimea questo valore si riduce ad appena 400 mm.
POPOLAZIONE
L’Ucraina è, dopo la Russia, la nazione più popolata tra quelle nate dal crollo dell’Unione Sovietica; il paese conta infatti 46.299.862 abitanti (2007), con una densità media di 77 persone per km². Il 67% (2005) della popolazione vive in aree urbane; le regioni più densamente popolate sono quelle orientali e occidentali, mentre nella sezione centrale dell’Ucraina, fatta eccezione per l’area urbana di Kiev, il popolamento è molto più rado. Il tasso di crescita annuo, di -0,68% (2007), indica una tendenza al decremento, che riflette una situazione di incertezza del paese dopo il crollo dell’URSS e la grave crisi economica che ne è scaturita. La speranza di vita alla nascita, di 67,9 anni (2007), non è elevata. Il tasso di mortalità infantile, del 10‰, è nettamente superiore a quello dei paesi dell’Europa occidentale.
L’Ucraina è, dopo la Russia, la nazione più popolata tra quelle nate dal crollo dell’Unione Sovietica; il paese conta infatti 46.299.862 abitanti (2007), con una densità media di 77 persone per km². Il 67% (2005) della popolazione vive in aree urbane; le regioni più densamente popolate sono quelle orientali e occidentali, mentre nella sezione centrale dell’Ucraina, fatta eccezione per l’area urbana di Kiev, il popolamento è molto più rado. Il tasso di crescita annuo, di -0,68% (2007), indica una tendenza al decremento, che riflette una situazione di incertezza del paese dopo il crollo dell’URSS e la grave crisi economica che ne è scaturita. La speranza di vita alla nascita, di 67,9 anni (2007), non è elevata. Il tasso di mortalità infantile, del 10‰, è nettamente superiore a quello dei paesi dell’Europa occidentale.
L’Ucraina è, dopo la Russia, la nazione più popolata tra quelle nate dal crollo dell’Unione Sovietica; il paese conta infatti 46.299.862 abitanti (2007), con una densità media di 77 persone per km². Il 67% (2005) della popolazione vive in aree urbane; le regioni più densamente popolate sono quelle orientali e occidentali, mentre nella sezione centrale dell’Ucraina, fatta eccezione per l’area urbana di Kiev, il popolamento è molto più rado. Il tasso di crescita annuo, di -0,68% (2007), indica una tendenza al decremento, che riflette una situazione di incertezza del paese dopo il crollo dell’URSS e la grave crisi economica che ne è scaturita. La speranza di vita alla nascita, di 67,9 anni (2007), non è elevata. Il tasso di mortalità infantile, del 10‰, è nettamente superiore a quello dei paesi dell’Europa occidentale.
Gli ucraini costituiscono la maggioranza della popolazione (73%). Tra le minoranze vi sono russi (22%) – presenti soprattutto verso il confine orientale e in Crimea –, bielorussi (0,9%), ebrei (0,9%), moldavi (0,6%), bulgari (0,5%), polacchi (0,4%), ungheresi (0,3%) e tatari di Crimea (che subirono deportazioni durante la seconda guerra mondiale). Gli ebrei, assai numerosi prima degli anni Quaranta, si sono ridotti della metà, come risultato della Shoah e delle emigrazioni favorite dalle autorità sovietiche negli anni Ottanta. Sono numerosi, peraltro, gli ucraini che risiedono in Russia e nelle altre ex repubbliche sovietiche, ed esistono delle forti comunità anche in Europa centrale, Canada e Stati Uniti.
ECONOMIA
L’Ucraina è una nazione con 47 milioni di abitanti e con un vasto mercato interno. Storicamente le ricchezze di questa regione sono state il grano, il legname e l’estrazione mineraria. Per valutare il percorso che l’Ucraina ha compiuto dall’indipendenza ad oggi, basta confrontare la situazione economica subito dopo l’indipendenza con quella attuale. Nel 1994, il livello di inflazione superava il 10.650 %. Il denaro non valeva la carta sulla quale veniva stampato. Per fare un esempio, nel solo 1993 i redditi della popolazione diminuirono del 44 % rispetto all’anno precedente. Da allora il governo ucraino ha scelto la strategia delle riforme economiche radicali. All’inizio sono state prese misure urgenti per stabilizzare il sistema finanziario. È seguita quindi una vasta privatizzazione, inoltre è stata avviata una radicale riforma agraria che ha restituito la terra agli agricoltori, sono stati sciolti dei kolchoz e sono state create cooperative sulla base della proprietà privata. Al tempo stesso, lo Stato ha continuato a sostenere lo sviluppo dei settori strategici ad alta tecnologia, come l’ingegneria aeronautica, l’industria spaziale, la costruzione di macchine utensili.
I primi risultati sono apparsi già negli anni 1996-97. Tuttavia la crisi finanziaria globale del 1998 ha notevolmente ridotto tali progressi e la crescita economica è ripresa solo nel 2000. Negli ultimi quattro anni il prodotto interno lordo è cresciuto di un terzo, la produzione industriale – del 60%. Solo nei primi sette mesi del 2004 l’incremento del Pil ha raggiunto il 13,5%, e il volume dei crediti bancari è poi aumentato del 19,2%, mentre l’inflazione si è attestata al 4,4%. È stata inoltre raggiunta una crescita record nell’industria metalmeccanica, nella poligrafia, nella costruzione di automobili, nella siderurgia: ritmi di crescita non raggiunti con i proventi dal settore petrolifero (non vi sono risorse sufficienti), ma grazie allo sviluppo dell’industria di trasformazione.
La crescita economica ha determinato un impatto positivo nel settore sociale. Il tenore di vita degli ucraini è ancora lontano dagli standard europei-occidentali, ma i redditi e i salari crescono a ritmi sostenuti. Nel primo semestre del 2004 il reddito pro capite medio della popolazione è cresciuto del 15,5%, triplicandosi rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il progresso dell’Ucraina nel settore della stabilizzazione macroeconomica e finanziaria è stato valutato positivamente dalla comunità internazionale. Nel 2005 il rating creditizio è raddoppiato.
L’economia ucraina è una delle più aperte fra i paesi post-sovietici. Negli ultimi quattro anni le esportazioni sono quasi raddoppiate. Secondo le stime dell’ “Economist Intelligence Unit” entro il 2008 il PIL dovrebbe più che raddoppiare. Non a caso alcuni osservatori hanno iniziato ad annoverare il Paese tra le nuove “tigri” dell’Europa orientale, e molti giudicano favorevole il clima per gli investimenti.
STORIA MODERNA
Intorno alla fine del XV secolo vi fu un’imponente ondata immigratoria da parte di esuli e rifugiati ortodossi, genericamente definiti kozak, cosacchi (parola che in turco significava nomade, o libero) che si riunirono in un gruppo di tribù seminomadi lungo i fiumi Don e Dnepr.
In questo periodo il territorio è ripartito fra Granducato di Lituania, poi Confederazione polacco-lituana ed è chiamato a seconda delle zone Voivodato di Kiev, Voivodato di Czernihów e Voivodato di Bracław nella regione della Podolia. Altre zone dell’Ucraina nel corso della storia finiscono sotto il dominio della Moscovia, poi dell’Impero Russo.
Per la sua posizione geografica, l’Ucraina ha giocato un ruolo importante nelle guerre fra l’est-Europa e l’impero Ottomano, che a seguito dello scontro con l’Impero Russo dovette cedere i territori costieri lungo il Mar Nero.
Nonostante le promesse di autonomia contenute nel Trattato di Pereyaslav, l’élite ucraina e i cosacchi non ricevettero mai le libertà che attendevano dall’Impero Russo. Tuttavia, entro l’Impero, gli ucraini poterono arrivare ai gradi più alti della gerarchia e della Chiesa ortodossa russa.
Nell’ultimo periodo, il regime zarista portò avanti una politica di russificazione delle terre ucraine, sopprimendo l’uso della lingua ucraina nella stampa e in pubblico.
In seguito alla caduta dello zar, dopo la prima guerra mondiale, l’Ucraina perse l’occasione per ottenere l’autonomia, perché il vertice dello stato ucraino fu troppo debole nella lotta contro l’invasione della Russia bolscevica.






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