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	<title>A TUTTI GLI STATI DEL MONDO DOVE ANCORA NEL 2010 VIGE LA PIU' INCIVILE DELLE BARBARIE: LA PENA DI MORTE!</title>
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	<dc:date>2010-07-02T16:09:38Z</dc:date>
	<dc:creator>topolino_07</dc:creator>
	<dc:subject>noi autori</dc:subject>
	<description>Anche se ancora sono molto giovane per poter giudicare leggi, persone e capi di stato di vari paesi del mondo, credo coi miei tredici anni di vita, di essere abbastanza grande e matura per contestare alcune di esse.
La pena di morte, indipendentemente dalle ragioni per cui si mette in atto, riporta secondo me i popoli al tempo dell&#8217;incivilt&#224;..... altro che democrazia ed emancipazione! 
Quella che alcuni di voi, nei nostri &#8220;civili, democratici&#8221; paesi chiamate &#8220;giustizia&#8221;, in realt&#224; altro non &#232; che vendetta; un crimine di gran lunga peggiore di quello di cui si macchia il comune criminale, con una sostanziale differenza: per il comune criminale potrebbero esserci delle attenuanti, perch&#233; pu&#242; aver agito in preda ad aberrazione mentale o perch&#233; spinto da fame, disperazione, paura o perch&#233; totalmente abbandonato dalla famiglia, dalla societ&#224;, perch&#233; disprezzato, deriso, sfruttato e umiliato (vedi i recenti  avvenimenti di Rosarno). Uomini e donne spinti dalla  &#8211; e alla &#8211; disperazione, dopo esser fuggiti da paesi in guerra, carestie o disastri ambientali, dopo aver abbandonato famiglie, alla ricerca di un pezzo di pane faticato con sudore e immani sacrifici, che si ritrovano sottopagati &#8211; semmai sono pagati &#8211; a fare la fortuna di ricchi proprietari terrieri, trattati come bestie e inevitabilmente spinti verso il baratro dell&#8217;indigenza e della violenza.

Non voglio con questo dire che i poveri e i disperati hanno licenza di uccidere, perch&#233; l&#8217;omicidio &#232; sempre bestiale, qualcosa di sconvolgente che allontana gli uomini da Dio, ma spesso &#232; frutto del doversi adeguare ad una vita di ogni giorno che &#232; altrettanto bestiale nei tuoi confronti. Un attenuante tristemente reale. 
Attenuanti che non possono essere elargite per uno Stato che si pone sullo stesso piano di un qualsiasi delinquente che uccide a sangue freddo, o che adotta la tortura come espiazione della colpa.

Per non parlare poi dei tanti cristi mandati a morte innocenti, per disinteresse, incompetenza di alcuni avvocati, per errore giudiziario o per indifferenza al valore della vita umana come spesso leggiamo e sentiamo su giornali e televisioni. Un esempio per tutti: il caso di O'Dell, un americano condannato alla pena di morte e molto probabilmente innocente poich&#233; gli fu negato l&#8217;esame del DNA che l&#8217;avrebbe potuto scagionare.
Mia nonna racconta che nell&#8217;estate del 1997 questo caso fece molto scalpore in Italia ma soprattutto a Palermo dove l&#8217;ex sindaco Leoluca Orlando si premur&#242; di portare avanti una campagna a sostegno dell&#8217;innocenza di O'Dell secondo il sano principio per cui la pena di morte &#232; sempre una inutile barbarie perch&#233; punizione che non sconfigge la violenza, ma inevitabilmente l&#8217;accresce.
Si prov&#242; di tutto per salvarlo: raccolta firme, lettere, telefonate alle istituzioni USA.

Ma tutto fu vano.

Fu tanto il dolore e la rabbia per questa sconfitta&#8230; 
Una sconfitta non solo per la vittima ma per tutto il genere umano che malgrado due mila anni dagli insegnanti di Cristo non ha acquistato ancora la capacit&#224; di perdonare le colpe, salvo che non si tratti di uomini ricchi e potenti per cui esistono sempre mille &#8220;scappatoie&#8221;.
A quel punto Palermo e il suo sindaco non avendo potuto salvare la vita di un probabile innocente si offrirono di accogliere almeno le sue spoglie. Oggi O'Dell infatti riposa nel cimitero monumentale di Santa Maria di Ges&#249;&#8230; con la speranza che il corpo e lo spirito di O'Dell possano riposare e trovare sotto il sole della Sicilia e di Palermo, quella pace e quella libert&#224; che il suo paese gli aveva brutalmente negato.

Io sono credente. Credo in un Dio che &#232; il solo a detenere potere sulle nostre vite e non concepisco che di tale potere si investano i singoli uomini, i tribunali o gli Stati. Spero che lass&#249; si possano perdonare i crimini perpetrati a danno degli esseri umani, anche e soprattutto quelli a danno dei poveri e pi&#249; deboli, spesso frutto di guerre o d&#8217;interessi privati.

La pena di morte non si giustifica mai, neanche in presenza di delitti orrendi. I responsabili delle dittature non sono mai solo i dittatori ma anche le masse che li sostengono e/o che non sanno contrastarli con fermezza. In ogni caso, nessuno pu&#242; togliere a nessuno il diritto di pentirsi. Non si pu&#242; punire la crudelt&#224; con la crudelt&#224;.

La condizione di giustizia a mio parere non si misura sulla base della punizione della colpevolezza ma sulla capacit&#224; che gli uomini hanno di non creare condizioni per cui diventi facile l&#8217;insorgere del crimine.
Una societ&#224; che ha bisogno della pena di morte per sentirsi protetta &#232; indubbiamente una societ&#224; debole.
Il diritto alla vita &#232; un principio fondamentale su cui si basa la nostra societ&#224; e nessuno ha il diritto di toglierla, neanche al peggiore criminale, &#34; Dio condanna il crimine ma lascia spazio per la conversione&#34;.




                                                                                                Giulia Bianco 
Classe III sez. G                                                                        
a.s. 2009/10
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	<content:encoded><![CDATA[	<div align="justify"><font face="Comic Sans MS" color="#000080">An</font><font face="Comic Sans MS" color="#000080">che se ancora sono molto giovane per poter giudicare leggi, persone e capi di stato di vari paesi del mondo, credo coi miei tredici anni di vita, di essere abbastanza grande e matura per contestare alcune di esse.<br />
La pena di morte, indipendentemente dalle ragioni per cui si mette in atto, riporta secondo me i popoli al tempo dell&rsquo;incivilt&agrave;..... altro che democrazia ed emancipazione! <br />
Quella che alcuni di voi, nei nostri &ldquo;civili, democratici&rdquo; paesi chiamate &ldquo;giustizia&rdquo;, in realt&agrave; altro non &egrave; che vendetta; un crimine di gran lunga peggiore di quello di cui si macchia il comune criminale, con una sostanziale differenza: per il comune criminale potrebbero esserci delle attenuanti, perch&eacute; pu&ograve; aver agito in preda ad aberrazione mentale o perch&eacute; spinto da fame, disperazione, paura o perch&eacute; totalmente abbandonato dalla famiglia, dalla societ&agrave;, perch&eacute; disprezzato, deriso, sfruttato e umiliato (vedi i recenti  avvenimenti di Rosarno). Uomini e donne spinti dalla  &ndash; e alla &ndash; disperazione, dopo esser fuggiti da paesi in guerra, carestie o disastri ambientali, dopo aver abbandonato famiglie, alla ricerca di un pezzo di pane faticato con sudore e immani sacrifici, che si ritrovano sottopagati &ndash; semmai sono pagati &ndash; a fare la fortuna di ricchi proprietari terrieri, trattati come bestie e inevitabilmente spinti verso il baratro dell&rsquo;indigenza e della violenza.</p>
	<p>Non voglio con questo dire che i poveri e i disperati hanno licenza di uccidere, perch&eacute; l&rsquo;omicidio &egrave; sempre bestiale, qualcosa di sconvolgente che allontana gli uomini da Dio, ma spesso &egrave; frutto del doversi adeguare ad una vita di ogni giorno che &egrave; altrettanto bestiale nei tuoi confronti. Un attenuante tristemente reale. <br />
Attenuanti che non possono essere elargite per uno Stato che si pone sullo stesso piano di un qualsiasi delinquente che uccide a sangue freddo, o che adotta la tortura come espiazione della colpa.</p>
	<p>Per non parlare poi dei tanti cristi mandati a morte innocenti, per disinteresse, incompetenza di alcuni avvocati, per errore giudiziario o per indifferenza al valore della vita umana come spesso leggiamo e sentiamo su giornali e televisioni. Un esempio per tutti: il caso di O'Dell, un americano condannato alla pena di morte e molto probabilmente innocente poich&eacute; gli fu negato l&rsquo;esame del DNA che l&rsquo;avrebbe potuto scagionare.<br />
Mia nonna racconta che nell&rsquo;estate del 1997 questo caso fece molto scalpore in Italia ma soprattutto a Palermo dove l&rsquo;ex sindaco Leoluca Orlando si premur&ograve; di portare avanti una campagna a sostegno dell&rsquo;innocenza di O'Dell secondo il sano principio per cui la pena di morte &egrave; sempre una inutile barbarie perch&eacute; punizione che non sconfigge la violenza, ma inevitabilmente l&rsquo;accresce.<br />
Si prov&ograve; di tutto per salvarlo: raccolta firme, lettere, telefonate alle istituzioni USA.</p>
	<p>Ma tutto fu vano.</p>
	<p>Fu tanto il dolore e la rabbia per questa sconfitta&hellip; <br />
Una sconfitta non solo per la vittima ma per tutto il genere umano che malgrado due mila anni dagli insegnanti di Cristo non ha acquistato ancora la capacit&agrave; di perdonare le colpe, salvo che non si tratti di uomini ricchi e potenti per cui esistono sempre mille &ldquo;scappatoie&rdquo;.<br />
A quel punto Palermo e il suo sindaco non avendo potuto salvare la vita di un probabile innocente si offrirono di accogliere almeno le sue spoglie. Oggi O'Dell infatti riposa nel cimitero monumentale di Santa Maria di Ges&ugrave;&hellip; con la speranza che il corpo e lo spirito di O'Dell possano riposare e trovare sotto il sole della Sicilia e di Palermo, quella pace e quella libert&agrave; che il suo paese gli aveva brutalmente negato.</p>
	<p>Io sono credente. Credo in un Dio che &egrave; il solo a detenere potere sulle nostre vite e non concepisco che di tale potere si investano i singoli uomini, i tribunali o gli Stati. Spero che lass&ugrave; si possano perdonare i crimini perpetrati a danno degli esseri umani, anche e soprattutto quelli a danno dei poveri e pi&ugrave; deboli, spesso frutto di guerre o d&rsquo;interessi privati.</p>
	<p>La pena di morte non si giustifica mai, neanche in presenza di delitti orrendi. I responsabili delle dittature non sono mai solo i dittatori ma anche le masse che li sostengono e/o che non sanno contrastarli con fermezza. In ogni caso, nessuno pu&ograve; togliere a nessuno il diritto di pentirsi. Non si pu&ograve; punire la crudelt&agrave; con la crudelt&agrave;.</p>
	<p>La condizione di giustizia a mio parere non si misura sulla base della punizione della colpevolezza ma sulla capacit&agrave; che gli uomini hanno di non creare condizioni per cui diventi facile l&rsquo;insorgere del crimine.<br />
Una societ&agrave; che ha bisogno della pena di morte per sentirsi protetta &egrave; indubbiamente una societ&agrave; debole.<br />
Il diritto alla vita &egrave; un principio fondamentale su cui si basa la nostra societ&agrave; e nessuno ha il diritto di toglierla, neanche al peggiore criminale, &quot; Dio condanna il crimine ma lascia spazio per la conversione&quot;.</font><font color="#000080"><br />
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	<p></p>
	<div align="right">                                                                                                <font color="#003366"><strong><font face="Comic Sans MS" color="#0000ff">Giulia Bianco <br />
Classe III sez. G                                                                        <br />
a.s. 2009/10</font><br />
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	<title>Marina</title>
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	<dc:date>2010-05-29T19:53:22Z</dc:date>
	<dc:creator>topolino_07</dc:creator>
	<dc:subject>recensioni</dc:subject>
	<description>Il libro Marina, scritto da Carlos Ruiz Zaf&#242;n e pubblicato dalla casa editrice Mondadori, ha come protagonista un ragazzo impelagato in storie pi&#249; grandi di lui. 
Si tratta di Oscar Drai, un giovane trentenne che rievoca un periodo della sua vita quando, studente quindicenne, studiava al collegio di Vallvidrera a Barcellona. 
&#8220;Era la fine degli anni &#8217;70 Barcellona era un&#8217;illusione di vicoli e viali in cui si poteva viaggiare a ritroso nel tempo oltrepassando la soglia di una portineria o di un caff&#232;. Il tempo e la memoria, la storia e la finzione, si fondevano in quella citt&#224; stregata come acquarelli sotto la pioggia&#8221;. 
Conoscere una giovane ed enigmatica ragazza d&#8217;altri tempi come Marina dalla bellezza delicata e portatrice di un dolore nascosto; il padre, il pittore German, con la defunta e rimpianta moglie Kirsten, sconvolger&#224; la sua vita. 
Il suo sar&#224; un percorso di maturazione e di passaggio all&#8217;et&#224; adulta. 
Il mistero della scomparsa di Kolvenik, di sua moglie Eva e di altri oscuri personaggi connotati da una forte carica fiabesca e surrealistica, contorna tutta la vicenda che si svolge in una citt&#224; che nasconde nel suo ventre segreti di un passato mitizzato. 
Qua e l&#224; Zaf&#242;n mette in bocca ai suoi personaggi perle di saggezza come: 
Dipingere &#232; scrivere con la luce. Innanzitutto devi imparare il suo alfabeto; poi la sua grammatica. Solo allora potrai avere stile e magia&#8221;. &#8220;La bellezza &#232; un soffio rispetto al vento della realt&#224;&#8221;. &#8220;Se la gente pensasse un quarto di quanto parla, questo mondo sarebbe il paradiso&#8221;. &#34;La verit&#224; non si trova, &#232; lei che trova noi&#34; . &#8220;Ricordiamo solo quello che non &#232; mai accaduto perch&#233; le cose reali succedono solo nell&#8217;immaginazione&#8221;. 
La trama ricorda quella di certi romanzi ottocenteschi che si prestano a traduzioni filmiche, e le descrizioni di Zaf&#242;n sembrano sequenze cinematografiche. 
Mentre si legge, sembra di essere dentro un film; l&#8217;autore riesce a rendere palpabile la polvere che si posa su palazzi e cose abbandonate dal tempo, rende reali i silenzi sinistri rotti da impercettibili rumori di sottofondo e le creature che emergono dal nulla e al nulla ritornano. 
A fine libro il protagonista &#232; cresciuto, maturato, ha perso l'innocenza, scoperto il Male. Il Male vero, il Male che pi&#249; spaventa. 
Marina vi afferrer&#224; la mano per portarvi con s&#233; nel centro storico della bella citt&#224; spagnola, per condurvi in visita a luoghi che, pur terrorizzandovi, non potrete fare a meno di guardare. 
A tratti sembra di leggere una fiaba, altre volte di ascoltare il racconto di un sogno, ma si continua a leggere avidamente chiedendosi pi&#249; di una volta se &#34;le cose pi&#249; reali succedono solo nell'immaginazione&#34; e se &#34;ricordiamo solo quello che non &#232; mai accaduto.&#34; 
Questo &#232; un libro dal tocco magico, un racconto che emoziona, avvince, appassiona e non si fa dimenticare! E&#8217; una storia che parla della brutalit&#224; dell'amore, della sua forza condotta all'estremo. 
L'abnorme, la corruzione, lo strazio si aggirano velati di mistero e bagnati di lacrime ad ogni pagina, ad ogni storia raccontata. 
Voltando pagina, se si fosse ancora bambini, ci si potrebbe aspettare di trovare un mostro in attesa di fare un balzo. Ma questo non &#232; un libro Horror, racconta solo la crudezza della vita. 
Scorrendo le pagine, ci si sente ancorati all'unico elemento cristallino, puro, fresco: gli occhi di Marina, l&#8217;enigmatica ragazza da proteggere come una debole fiammella in una notte di vento perch&#233; non si spenga.
Quando tutto finisce, ci si ritrova a fissare l'ultima pagina completamente bianca nella convinzione di aver intravisto un teatro in fiamme.  
Consigliato a chi ama le storie d'amore e il mistero.

Martina De Riggi  
III G
a.s. 2009-2010
</description>
	<content:encoded><![CDATA[	<div align="justify"><img width="200" height="303" align="left" style="margin-right: 10px;" src="/files/Image/io leggo/marina-carlos-ruiz-zafon.jpg" alt="" />Il libro Marina, scritto da Carlos Ruiz Zaf&ograve;n e pubblicato dalla casa editrice Mondadori, ha come protagonista un ragazzo impelagato in storie pi&ugrave; grandi di lui. <br />
Si tratta di Oscar Drai, un giovane trentenne che rievoca un periodo della sua vita quando, studente quindicenne, studiava al collegio di Vallvidrera a Barcellona. <br />
&ldquo;Era la fine degli anni &rsquo;70 Barcellona era un&rsquo;illusione di vicoli e viali in cui si poteva viaggiare a ritroso nel tempo oltrepassando la soglia di una portineria o di un caff&egrave;. Il tempo e la memoria, la storia e la finzione, si fondevano in quella citt&agrave; stregata come acquarelli sotto la pioggia&rdquo;. <br />
Conoscere una giovane ed enigmatica ragazza d&rsquo;altri tempi come Marina dalla bellezza delicata e portatrice di un dolore nascosto; il padre, il pittore German, con la defunta e rimpianta moglie Kirsten, sconvolger&agrave; la sua vita. <br />
Il suo sar&agrave; un percorso di maturazione e di passaggio all&rsquo;et&agrave; adulta. <br />
Il mistero della scomparsa di Kolvenik, di sua moglie Eva e di altri oscuri personaggi connotati da una forte carica fiabesca e surrealistica, contorna tutta la vicenda che si svolge in una citt&agrave; che nasconde nel suo ventre segreti di un passato mitizzato. <br />
Qua e l&agrave; Zaf&ograve;n mette in bocca ai suoi personaggi perle di saggezza come: <br />
Dipingere &egrave; scrivere con la luce. Innanzitutto devi imparare il suo alfabeto; poi la sua grammatica. Solo allora potrai avere stile e magia&rdquo;. &ldquo;La bellezza &egrave; un soffio rispetto al vento della realt&agrave;&rdquo;. &ldquo;Se la gente pensasse un quarto di quanto parla, questo mondo sarebbe il paradiso&rdquo;. &quot;La verit&agrave; non si trova, &egrave; lei che trova noi&quot; . &ldquo;Ricordiamo solo quello che non &egrave; mai accaduto perch&eacute; le cose reali succedono solo nell&rsquo;immaginazione&rdquo;. <br />
La trama ricorda quella di certi romanzi ottocenteschi che si prestano a traduzioni filmiche, e le descrizioni di Zaf&ograve;n sembrano sequenze cinematografiche. <br />
Mentre si legge, sembra di essere dentro un film; l&rsquo;autore riesce a rendere palpabile la polvere che si posa su palazzi e cose abbandonate dal tempo, rende reali i silenzi sinistri rotti da impercettibili rumori di sottofondo e le creature che emergono dal nulla e al nulla ritornano. <br />
A fine libro il protagonista &egrave; cresciuto, maturato, ha perso l'innocenza, scoperto il Male. Il Male vero, il Male che pi&ugrave; spaventa. <br />
Marina vi afferrer&agrave; la mano per portarvi con s&eacute; nel centro storico della bella citt&agrave; spagnola, per condurvi in visita a luoghi che, pur terrorizzandovi, non potrete fare a meno di guardare. <br />
A tratti sembra di leggere una fiaba, altre volte di ascoltare il racconto di un sogno, ma si continua a leggere avidamente chiedendosi pi&ugrave; di una volta se &quot;le cose pi&ugrave; reali succedono solo nell'immaginazione&quot; e se &quot;ricordiamo solo quello che non &egrave; mai accaduto.&quot; <br />
Questo &egrave; un libro dal tocco magico, un racconto che emoziona, avvince, appassiona e non si fa dimenticare! E&rsquo; una storia che parla della brutalit&agrave; dell'amore, della sua forza condotta all'estremo. <br />
L'abnorme, la corruzione, lo strazio si aggirano velati di mistero e bagnati di lacrime ad ogni pagina, ad ogni storia raccontata. <br />
Voltando pagina, se si fosse ancora bambini, ci si potrebbe aspettare di trovare un mostro in attesa di fare un balzo. Ma questo non &egrave; un libro Horror, racconta solo la crudezza della vita. <br />
Scorrendo le pagine, ci si sente ancorati all'unico elemento cristallino, puro, fresco: gli occhi di Marina, l&rsquo;enigmatica ragazza da proteggere come una debole fiammella in una notte di vento perch&eacute; non si spenga.<br />
Quando tutto finisce, ci si ritrova a fissare l'ultima pagina completamente bianca nella convinzione di aver intravisto un teatro in fiamme.  <br />
Consigliato a chi ama le storie d'amore e il mistero.</p>
	<p>Martina De Riggi  <br />
III G<br />
a.s. 2009-2010
</div>
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<item rdf:about="http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=powina_e_le_perle_di_bombay&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1">
	<title>Powina e le perle di Bombay</title>
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	<dc:date>2010-04-02T16:50:51Z</dc:date>
	<dc:creator>topolino_07</dc:creator>
	<dc:subject>noi autori</dc:subject>
	<description>Gatto Fantasio si era proprio innamorato! Si, innamorato perso! La vacanza a Bombay, in India, stava andando a meraviglia. Nella hall dell&#8217;albergo aveva conosciuto una bellissima gattina indiana di nome Powina. Era nera come l&#8217;ebano e aveva il pelo lucido e brillante, occhi verdi smeraldo e una coda piumosa. &#8220;Bellissima! Non vedo l&#8217;ora di incontrarla di nuovo&#8221;, ripeteva Fantasio mentre se ne stava seduto al bar dell&#8217;albergo.	

E Powina arriv&#242;, aveva messo un bel paio di orecchini di perla. Era proprio elegante. 
&#8220;Buongiorno Powina&#8221;, disse emozionato Fantasio.
&#8220;Salve, che fai oggi?&#8221;, chiese con dolcezza la gattina.
&#8220;Nulla di preciso. Magari potresti farmi da guida. Bombay non la conosco e tu si&#8221;, disse il gatto sperando di fare una gita con lei.
&#8220;Si, andiamo. Ti porter&#242; in un Tempio sacro&#8221;, la gattina alz&#242; la coda e cammin&#242; verso l&#8217;uscita dell&#8217;albergo.
Insieme attraversarono la strada, salirono su un taxi e andarono dritti al Tempio. 
Colonne altissime di marmo e giada, statue enormi raffiguranti divinit&#224;, mosaici e dipinti coloratissimi: il Tempio era una vera meraviglia. Ed era strano, non aveva il tetto.
Fantasio guardava ogni opera d&#8217;arte con estremo interesse mentre Powina spiegava il significato e la storia di quel luogo straordinario dicendo che il tetto non serviva perch&#233; quando si prega le preghiere salgono al cielo liberamente senza trovare ostacoli.
Quando Fantasio prese per la zampina la bella Powina, la gatta arross&#236; e si tocc&#242; un orecchino.
Una ventata di profumo avvolse Fantasio.
&#8220;Ma che succede? Cos&#8217;&#232; questo profumo? Da dove arriva?&#8221;, disse confuso.
E&#8217; il profumo dei miei orecchini. Queste perle sono magiche. Sono perle di Bombay&#8221; rispose sbattendo le folte ciglia nere Powina.
&#8220;Orecchini? Profumo? Ma cosa significa?&#8221;, domand&#242; esterrefatto il gatto innamorato.
 	&#8220;Le perle di Bombay sono magiche. Producono profumo&#8230; ma accade solo quando scocca l&#8217;amore. Con il vento, con l&#8217;aria, il profumo si espande. Cos&#236; gli innamorati, se si perdono, sanno come ritrovarsi seguendo il profumo&#8221;, spieg&#242; Powina abbassando la testa.
&#8220;L&#8217;aria porta il profumo e cos&#236; chi &#232; innamorato non si perde mai&#8221;, disse il gatto emozionato.
Fantasio sent&#236; il cuore in gola. Era strafelice! Innamorati e contenti i due gatti si tennero stretti e annusarono il dolce profumo delle perle.
Di colpo arriv&#242; un forte temporale. Pioggia e grandine e refoli di vento portarono trambusto nel Tempio. Molti gatti visitatori e turisti si misero a correre all&#8217;impazzata cercando riparo. Fantasio fu travolto dalla folla e perse di vista Powina.
&#8220;Powina, Powina, dove sei?&#8221;, url&#242; con tutto il fiato che aveva in gola.
Ma della dolce gattina nera non c&#8217;era traccia.
La pioggia cadeva copiosa e Fantasio, completamente bagnato, non sapeva come ritrovare la sua innamorata.  
Per terra, tra pietre e sassi, vide brillare qualcosa: era uno degli orecchini di perla di Powina. 
L&#8217;aveva perso!
Strinse la perla tra le zampe e pens&#242; intensamente. Voleva tanto risentire il profumo&#8230; voleva ritrovare la sua gattina. (Continuare)
&#8220;Ma come fare?&#8221; continuava a ripetere Fantasio che non sapeva da dove cominciare.
Si incammin&#242; velocemente verso l&#8217;uscita del Tempio; mentre procedeva, il suo sguardo fu catturato da qualcosa: proprio a lato del corridoio che stava percorrendo vi era una statua, strana, ma bellissima, che raffigurava una stupenda gattina, con due grandi occhi che avevano un&#8217;espressione triste e infelice.
Gatto Fantasio rimase alcuni minuti ad osservare quella statua che  aveva calamitato la sua attenzione. 
&#8220; Quel volto&#8230;quel volto io l&#8217;ho gi&#224; visto&#8230;&#8221;  ripeteva  fra s&#233; e s&#233; il gatto &#8220; comunque, ora ho cose pi&#249; importanti da fare!&#8221;. 
Cos&#236; dicendo, diede un&#8217;ultima occhiata alla statua e se ne and&#242;.
Il  cielo, intanto, era ritornato terso e sereno. 
Appena uscito, il gatto si guard&#242; attorno. &#34; Dove poteva essere la sua bella Powina?&#34;.
Ad un tratto, gli tornarono alla mente le parole pronunciate dalla   gattina poco prima della sua scomparsa: &#8220;Le perle di Bombay sono magiche. Producono profumo&#8230; ma accade solo quando scocca l&#8217;amore. Con il vento, con l&#8217;aria, il profumo si espande. Cos&#236; gli innamorati, se si perdono, sanno come ritrovarsi seguendo il profumo&#8221;. Il profumo, ma certo! Come aveva fatto a non pensarci prima? 
Annus&#242; l&#8217;aria, ma&#8230; nulla! neppure la minima traccia di quel profumo che con il vento e con l&#8217;aria si espande e lega due innamorati.
Eppure&#8230;Fantasio non riusciva a capacitarsene, era come se gli orecchini non avvertissero pi&#249; l&#8217;amore e, di conseguenza, non emanassero pi&#249; alcun effluvio. 
Come avrebbe fatto a ritrovare la sua amata, adesso? 
Era l&#236; a piangersi addosso, quando all&#8217;improvviso in mezzo alla folla vide una gattina nera, col pelo lucido e due occhi verde smeraldo. Fantasio sobbalz&#242; euforico.
&#8220;Powina, sei proprio tu? Che gioia rivederti! Ora che finalmente ti ho ritrovata, possiamo continuare la nostra gita!&#8221; esclam&#242;, porgendole l&#8217;orecchino.  
La gatta guard&#242; Fantasio con occhi che non  lasciavano trasparire alcuna dolcezza, gli strapp&#242; l&#8217;orecchino di mano e url&#242;: &#8220; Non se ne parla proprio! Fattela da solo la tua gita! Addio!&#8221;. Poi, Fantasio le sent&#236; dire a bassa voce: &#8220; Finalmente gli orecchini sono in mio possesso!&#8221;. Detto ci&#242;, la gatta volt&#242; le spalle e se ne and&#242;. 
Gatto Fantasio  rimase sbalordito. 
&#8220; Ma che le &#232; successo?! Questa non &#232; la Powina che conoscevo!&#8221;  pens&#242; il gatto ancora sotto choc per quel repentino cambiamento nel comportamento della gatta. &#8220; Eppure, era lei, stesso viso, stessa corporatura, non c&#8217;&#232; dubb&#8230; un attimo!&#8221; esclam&#242;  il gatto 
&#8220;Il profumo! Perch&#233; gli orecchini non hanno emanato profumo? Ci&#242; vuol dire che quella gatta non era Powina! Ma allora, se non era Powina, dove si trova la mia amata? E perch&#233; quella gatta aveva anche l&#8217;altro orecchino dell&#8217;amore mio? A cosa le serve?&#8221;. 
C&#8217;era solo un modo per dare una risposta ai tanti perch&#233; che si   accavallavano nella sua mente: seguire quella ingannatrice! Forse cos&#236; avrebbe potuto ritrovare la sua  amata e scoprire perch&#233; quegli orecchini erano cos&#236; importanti per quella lestofante!
Fortunatamente la gatta era ancora ben visibile tra la folla, cos&#236; Fantasio, confondendosi fra la gente, la pot&#233; seguire senza essere notato. 
La gatta camminava con passo deciso e, dalla sua andatura, Fantasio dedusse che aveva ben chiara la meta da raggiungere.
La segu&#236; per circa un quarto d&#8217;ora tra vicoli e vicoletti, tra  strade ampie e diritte e strade brulicanti di gente che si affollava intorno a banchetti colmi di mercanzia. E fu proprio la merce esposta in  una delle tante bancarelle a catturare l&#8217;attenzione di  Fantasio che, tra le innumerevoli pietre di tutte le forme e di tutti i colori esposte, ne not&#242; una bianca e lucente molto simile ad una perla di Bombay. Nel notarla, il gatto fu colto da un&#8217;idea geniale e, senza perdere un attimo di tempo, compr&#242; la pietra. Il mercante, contrariamente a quanto faceva di solito, gliela avvolse accuratamente in un foglio di giornale. Raramente gli capitava di non dover dar fondo alla sua abilit&#224; di venditore nel contrattare il prezzo di vendita, per questo motivo, incredulo e quasi grato a Fantasio, aveva deciso di rispettare quel cliente eccezionale incartando la pietra&#8230;in un foglio di giornale.  
Fantasio infil&#242; il pacchetto in tasca  e continu&#242; a seguire la gatta che si diresse col suo passo deciso verso un bazar.
&#8220;Questo &#232; il momento giusto per agire!&#8221; si disse Fantasio.
Senza farsi notare, si avvicin&#242; alla gatta, con velocit&#224; e prontezza scart&#242; la pietra da poco acquistata, infil&#242; delicatamente la zampina all&#8217;interno della borsa della micia, prese l&#8217;orecchino di Powina, lasci&#242; scivolare dentro la falsa perla, dopodich&#233; con fare felino si  mescol&#242; rapidamente tra la folla. 
&#8220;Avrei sudato meno a catturare un topo!&#8221; ammise a se stesso Fantasio il quale, aspettando che la lestofante uscisse fuori dal bazar, giocherellava con la carta del giornale in cui era avvolta la pietra. Lo sguardo per caso si pos&#242; su un articolo che denunciava, guarda caso, la scomparsa di molti giovani innamorati, ma l&#8217;uscita della gatta dal bazar lo distolse da quella notizia che l&#8217;aveva incuriosito. 
Fantasio  riprese il pedinamento e di nuovo strade e stradine, vicoli e vicoletti fino a&#8230;
&#8220; Ma questo &#232; il Tempio!&#8221; esclam&#242; Gatto Fantasio. 
&#8220; E&#8217; pi&#249; furba di quanto pensassi. All&#8217;inizio, accorgendosi di me, ha cercato di seminarmi poi, non vedendomi pi&#249; e convinta di essersi sbarazzata di me, &#232; ritornata qui, al Tempio per&#8230;un attimo, allora &#232; questo il suo  nascondiglio! Mi complimento con me stesso, ora posso anche fare ritorno in hotel! Un bel sonnellino mi far&#224; bene, del resto questa povera imbrogliona non potr&#224; fare nulla senza l&#8217;orecchino altrimenti non avrebbe fatto tanto per impossessarsene!&#8221;.
Gatto Fantasio era proprio soddisfatto di s&#233;, l&#8217;amore gli aveva fatto scoprire abilit&#224; che non credeva di avere, ma l&#8217;aria&#8230; l&#8217;aria non portava ancora il profumo che lega due innamorati.  
Gi&#224; pregustava la morbidezza del soffice letto, quando un fruscio lo fece girare di scatto. Da sotto la porta qualcuno aveva fatto scivolare dentro una busta. L&#8217;apr&#236;, dentro c&#8217;era un foglio nero sul quale in rosso porpora era scritto:
&#8220;Sciocco di un  gatto,
 se desideri riavere la tua amata Powina, all&#8217;alba presentati   al Tempio con la vera perla di Bombay.    
Se ci tieni alla tua amichetta, ti consiglio di venire! E stavolta niente scherzi!&#8221;.  
&#8220; Vuole che io vada al Tempio? E io ci andr&#242;!  Non posso lasciare Powina nelle mani di questa poco di buono!&#8221;.
 	Per tutta la notte Fantasio si gir&#242; e rigir&#242; nel letto senza riuscire a prendere sonno. Mille se e mille perch&#233; lo agitavano. Fissava l&#8217;orologio, ma le lancette era come se si rifiutassero di muoversi. Finalmente ecco spuntare timidamente le prime luci dell&#8217;alba!  
Prese la perla e si incammin&#242; verso il Tempio. 
Prima di  addentrarsi nel maestoso edificio, fece un gran respiro. Percorso il corridoio principale, si ritrov&#242; nello stesso punto in cui aveva perso di vista Powina. Si guard&#242; intorno: nulla!
&#8220;Il tetto non serve perch&#233; quando si prega le preghiere salgono al cielo liberamente senza trovare ostacoli&#8221;. Le parole di Powina gli rimbombavano nella testa. Alz&#242; gli occhi al cielo. &#8220;Che fare?&#8221; implor&#242; il gatto.
Torn&#242; a guardarsi intorno. In un angolo del buio corridoio not&#242; qualcosa. Fantasio accese la torcia che aveva portato con s&#233;. La fioca luce illumin&#242; una scala angusta e tortuosa. 
Man mano che scendeva quel luogo diveniva sempre pi&#249; umido e buio e sembrava non avere fine.  
Finalmente intravide in fondo alla scala una porta illuminata da due fiaccole che emanavano una pallida luce.
Gatto Fantasio l&#8217;apr&#236; e si ritrov&#242; in un&#8230;beh, veramente non si capiva cosa fosse esattamente, sembrava un laboratorio stile tomba egiziana, ma con tanto di riflettori accecanti puntati proprio su di lui; tutto intorno vi era una moltitudine di statue, tutte raffiguranti giovani fanciulli e fanciulle dal volto triste, al centro si ergeva una statua. Nel vederla il gatto esclam&#242;: &#8220;Cosa?! Ma quella &#232; la statua che ho visto ieri nel corridoio! Ma que&#8230;que&#8230;quella &#232;&#8230;&#8221;
&#8220;Si, esatto! E&#8217; proprio lei!&#8221; lo interruppe una voce. &#8220;Lei &#232; la tua Powina!&#8221;.
Fantasio si gir&#242; di scatto, davanti a lui c&#8217;era la gatta identica alla sua amata.
&#8220;Tu non sei la mia Powina!&#8221; url&#242; il gatto.
&#8220;Sei perspicace, bravo!&#8221; disse la gatta, dopodich&#233; si tocc&#242; un orecchio e in un batter d&#8217;occhio ecco che si trasform&#242; in una gatta molto pi&#249; vecchia e dall&#8217;aspetto poco piacevole: un enorme brufolo dominava la punta del suo naso aquilino, i capelli rossastri e arruffati le coprivano buona parte del viso e gli occhi, quegli occhi che avevano calamitato Fantasio avevano perso la loro luce e dolcezza.
&#8220; Ma tu chi sei? E come hai fatto a trasformarti in Powina?&#8221; chiese  esterrefatto Fantasio.
&#8220;Io sono Maia Mata, appartengo ad una famiglia di streghe e uno dei miei tanti poteri mi permette di trasformarmi a piacimento!&#8221;.   
&#8220;Cosa hai fatto alla mia Powina?!&#8221; domand&#242; preoccupato Gatto Fantasio.
&#8220;Niente di grave, l&#8217;ho solamente trasformata in una statua, come puoi ben vedere!&#8221; .
&#8220;Ma perch&#233; le hai fatto questo, cosa ti ha fatto di male?&#8221; chiese concitato Fantasio.
&#8220; In realt&#224;&#8221; disse la gatta &#8220;io non ce l&#8217;ho in particolare con Powina, ma con tutti gli innamorati! Tutti gli innamorati devono essere puniti!&#8221;. 
&#8220; Perch&#233; tutti gli innamorati devono essere puniti? Io, invece, credo che l&#8217;amore sia una cosa meravigliosa, perch&#233; negarlo alla gente, tutti devono poter amare ed essere amati!&#8221; esclam&#242; Gatto Fantasio.
&#8220;Per me non &#232; stato cos&#236;!&#8221; grid&#242; la gatta quasi sul punto di piangere, &#8220;nessuno si &#232; mai innamorato di me! Nessuno! E ora tutti devono pagare! Il giorno in cui tu e Powina siete venuti al Tempio, nell&#8217;aria si &#232; diffuso il dolce profumo dell&#8217;amore e ho capito che c&#8217;era un&#8217;altra coppia da punire!&#8221;.
&#8220;La felicit&#224; degli altri fa male al tuo cuore arido, ma ti sembra questo il modo di reagire? Che gusto ci provi a far soffrire chi si ama? E poi, perch&#233; ti interessano tanto le perle di Bombay?&#8221; le url&#242; Fantasio con tutta la rabbia che aveva in corpo.  
&#8220;A me l&#8217;aria non porter&#224; mai il profumo dell&#8217;amore e gli orecchini mi servono ad altro. Devi sapere che le perle, oltre a non far perdere gli innamorati, aggiungono nuovi poteri a quelli che gi&#224; posseggo. Cos&#236; potr&#242; cancellare l&#8217;amore nel mondo e tutti si pentiranno di non essersi innamorati di me! Avanti, dammi l&#8217;altro orecchino, in cambio liberer&#242; Powina!&#8221; disse con tono misto di rammarico e esasperazione.
Gatto Fantasio guard&#242; la gatta, i suoi occhi non promettevano niente di buono, sicuramente se gli avesse dato gli orecchini avrebbe imprigionato anche lui.
&#8220;Scordatelo!&#8221; url&#242; il gatto &#8220; sappi che l&#8217;amore &#232; pi&#249; potente della tua magia!&#8221;. 
Con scatto felino corse verso la statua di Powina, sfreg&#242; l&#8217;orecchino: un&#8217;ondata di profumo avvolse i due gatti innamorati e su, su si innalz&#242; fino al cielo avvolgendo il maestoso Tempio. Frastornato Fantasio si volse verso la statua che&#8230;pian piano perse la sua rigidit&#224;, restituendo ai suoi occhi increduli la bellissima Powina.        
I due gatti si scambiarono un affettuoso bacio, mentre gli orecchini iniziarono ad emanare un intenso profumo. 
Tutti i giovani innamorati, ormai liberi dall&#8217;incantesimo, si     abbracciavano gioiosi, mentre l&#8217;aria si impregnava sempre pi&#249; del dolce profumo dell&#8217;amore a cui niente e nessuno poteva pi&#249; resistere.
Amore che, essendo cieco si lascia condurre dalle guide fedeli Pazzia e Perdono,  inond&#242; con la sua luce l&#8217;arida Maia Mata.  
&#8220;Cosa sta succedendo?!&#8221; url&#242; la gatta.
Ma non ebbe neppure il tempo di pronunciare queste parole che  fu trasformata in una flessuosa e affascinante gattina e il suo cuore     per la prima volta si intener&#236; alla vista degli innamorati. 
L&#8217;amore, magnanimo e pi&#249; forte di qualunque magia, l&#8217;aveva voluto trasformare.   
Come sono belle le storie quando finiscono bene!!! 
Volete sapere che cosa &#232; successo ai nostri due giovani gatti innamorati? 
Si sono appena sposati e vivono felicemente insieme! 
Ah, l&#8217;amore!

e III G


Terzo posto al concorso &#34;Le avventure di gatto Fantasio&#34;</description>
	<content:encoded><![CDATA[	<div align="justify"><font face="Comic Sans MS"><font face="Comic Sans MS"><img width="140" vspace="5" hspace="5" height="146" align="left" src="/files/Image/io leggo/2009_10/gatto.jpg" alt="" />Gatto Fantasio si era proprio innamorato! Si, innamorato perso! La vacanza a Bombay, in India, stava andando a meraviglia. Nella hall dell&rsquo;albergo aveva conosciuto una bellissima gattina indiana di nome Powina. Era nera come l&rsquo;ebano e aveva il pelo lucido e brillante, occhi verdi smeraldo e una coda piumosa. &ldquo;Bellissima! Non vedo l&rsquo;ora di incontrarla di nuovo&rdquo;, ripeteva Fantasio mentre se ne stava seduto al bar dell&rsquo;albergo.	</font></p>
	<p><font face="Comic Sans MS">E Powina arriv&ograve;, aveva messo un bel paio di orecchini di perla. Era proprio elegante. </font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo;Buongiorno Powina&rdquo;, disse emozionato Fantasio.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo;Salve, che fai oggi?&rdquo;, chiese con dolcezza la gattina.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo;Nulla di preciso. Magari potresti farmi da guida. Bombay non la conosco e tu si&rdquo;, disse il gatto sperando di fare una gita con lei.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo;Si, andiamo. Ti porter&ograve; in un Tempio sacro&rdquo;, la gattina alz&ograve; la coda e cammin&ograve; verso l&rsquo;uscita dell&rsquo;albergo.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">Insieme attraversarono la strada, salirono su un taxi e andarono dritti al Tempio. </font><br />
<font face="Comic Sans MS">Colonne altissime di marmo e giada, statue enormi raffiguranti divinit&agrave;, mosaici e dipinti coloratissimi: il Tempio era una vera meraviglia. Ed era strano, non aveva il tetto.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">Fantasio guardava ogni opera d&rsquo;arte con estremo interesse mentre Powina spiegava il significato e la storia di quel luogo straordinario dicendo che il tetto non serviva perch&eacute; quando si prega le preghiere salgono al cielo liberamente senza trovare ostacoli.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">Quando Fantasio prese per la zampina la bella Powina, la gatta arross&igrave; e si tocc&ograve; un orecchino.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">Una ventata di profumo avvolse Fantasio.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo;Ma che succede? Cos&rsquo;&egrave; questo profumo? Da dove arriva?&rdquo;, disse confuso.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">E&rsquo; il profumo dei miei orecchini. Queste perle sono magiche. Sono perle di Bombay&rdquo; rispose sbattendo le folte ciglia nere Powina.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo;Orecchini? Profumo? Ma cosa significa?&rdquo;, domand&ograve; esterrefatto il gatto innamorato.</font><br />
<font face="Comic Sans MS"> 	&ldquo;Le perle di Bombay sono magiche. Producono profumo&hellip; ma accade solo quando scocca l&rsquo;amore. Con il vento, con l&rsquo;aria, il profumo si espande. Cos&igrave; gli innamorati, se si perdono, sanno come ritrovarsi seguendo il profumo&rdquo;, spieg&ograve; Powina abbassando la testa.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo;L&rsquo;aria porta il profumo e cos&igrave; chi &egrave; innamorato non si perde mai&rdquo;, disse il gatto emozionato.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">Fantasio sent&igrave; il cuore in gola. Era strafelice! Innamorati e contenti i due gatti si tennero stretti e annusarono il dolce profumo delle perle.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">Di colpo arriv&ograve; un forte temporale. Pioggia e grandine e refoli di vento portarono trambusto nel Tempio. Molti gatti visitatori e turisti si misero a correre all&rsquo;impazzata cercando riparo. Fantasio fu travolto dalla folla e perse di vista Powina.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo;Powina, Powina, dove sei?&rdquo;, url&ograve; con tutto il fiato che aveva in gola.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">Ma della dolce gattina nera non c&rsquo;era traccia.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">La pioggia cadeva copiosa e Fantasio, completamente bagnato, non sapeva come ritrovare la sua innamorata.  </font><br />
<font face="Comic Sans MS">Per terra, tra pietre e sassi, vide brillare qualcosa: era uno degli orecchini di perla di Powina. </font><br />
<font face="Comic Sans MS">L&rsquo;aveva perso!</font><br />
<font face="Comic Sans MS">Strinse la perla tra le zampe e pens&ograve; intensamente. Voleva tanto risentire il profumo&hellip; voleva ritrovare la sua gattina. (Continuare)</font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo;Ma come fare?&rdquo; continuava a ripetere Fantasio che non sapeva da dove cominciare.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">Si incammin&ograve; velocemente verso l&rsquo;uscita del Tempio; mentre procedeva, il suo sguardo fu catturato da qualcosa: proprio a lato del corridoio che stava percorrendo vi era una statua, strana, ma bellissima, che raffigurava una stupenda gattina, con due grandi occhi che avevano un&rsquo;espressione triste e infelice.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">Gatto Fantasio rimase alcuni minuti ad osservare quella statua che  aveva calamitato la sua attenzione. </font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo; Quel volto&hellip;quel volto io l&rsquo;ho gi&agrave; visto&hellip;&rdquo;  ripeteva  fra s&eacute; e s&eacute; il gatto &ldquo; comunque, ora ho cose pi&ugrave; importanti da fare!&rdquo;. </font><br />
<font face="Comic Sans MS">Cos&igrave; dicendo, diede un&rsquo;ultima occhiata alla statua e se ne and&ograve;.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">Il  cielo, intanto, era ritornato terso e sereno. </font><br />
<font face="Comic Sans MS">Appena uscito, il gatto si guard&ograve; attorno. &quot; Dove poteva essere la sua bella Powina?&quot;.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">Ad un tratto, gli tornarono alla mente le parole pronunciate dalla   gattina poco prima della sua scomparsa: &ldquo;Le perle di Bombay sono magiche. Producono profumo&hellip; ma accade solo quando scocca l&rsquo;amore. Con il vento, con l&rsquo;aria, il profumo si espande. Cos&igrave; gli innamorati, se si perdono, sanno come ritrovarsi seguendo il profumo&rdquo;. Il profumo, ma certo! Come aveva fatto a non pensarci prima? </font><br />
<font face="Comic Sans MS">Annus&ograve; l&rsquo;aria, ma&hellip; nulla! neppure la minima traccia di quel profumo che con il vento e con l&rsquo;aria si espande e lega due innamorati.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">Eppure&hellip;Fantasio non riusciva a capacitarsene, era come se gli orecchini non avvertissero pi&ugrave; l&rsquo;amore e, di conseguenza, non emanassero pi&ugrave; alcun effluvio. </font><br />
<font face="Comic Sans MS">Come avrebbe fatto a ritrovare la sua amata, adesso? </font><br />
<font face="Comic Sans MS">Era l&igrave; a piangersi addosso, quando all&rsquo;improvviso in mezzo alla folla vide una gattina nera, col pelo lucido e due occhi verde smeraldo. Fantasio sobbalz&ograve; euforico.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo;Powina, sei proprio tu? Che gioia rivederti! Ora che finalmente ti ho ritrovata, possiamo continuare la nostra gita!&rdquo; esclam&ograve;, porgendole l&rsquo;orecchino.  </font><br />
<font face="Comic Sans MS">La gatta guard&ograve; Fantasio con occhi che non  lasciavano trasparire alcuna dolcezza, gli strapp&ograve; l&rsquo;orecchino di mano e url&ograve;: &ldquo; Non se ne parla proprio! Fattela da solo la tua gita! Addio!&rdquo;. Poi, Fantasio le sent&igrave; dire a bassa voce: &ldquo; Finalmente gli orecchini sono in mio possesso!&rdquo;. Detto ci&ograve;, la gatta volt&ograve; le spalle e se ne and&ograve;. </font><br />
<font face="Comic Sans MS">Gatto Fantasio  rimase sbalordito. </font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo; Ma che le &egrave; successo?! Questa non &egrave; la Powina che conoscevo!&rdquo;  pens&ograve; il gatto ancora sotto choc per quel repentino cambiamento nel comportamento della gatta. &ldquo; Eppure, era lei, stesso viso, stessa corporatura, non c&rsquo;&egrave; dubb&hellip; un attimo!&rdquo; esclam&ograve;  il gatto </font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo;Il profumo! Perch&eacute; gli orecchini non hanno emanato profumo? Ci&ograve; vuol dire che quella gatta non era Powina! Ma allora, se non era Powina, dove si trova la mia amata? E perch&eacute; quella gatta aveva anche l&rsquo;altro orecchino dell&rsquo;amore mio? A cosa le serve?&rdquo;. </font><br />
<font face="Comic Sans MS">C&rsquo;era solo un modo per dare una risposta ai tanti perch&eacute; che si   accavallavano nella sua mente: seguire quella ingannatrice! Forse cos&igrave; avrebbe potuto ritrovare la sua  amata e scoprire perch&eacute; quegli orecchini erano cos&igrave; importanti per quella lestofante!</font><br />
<font face="Comic Sans MS">Fortunatamente la gatta era ancora ben visibile tra la folla, cos&igrave; Fantasio, confondendosi fra la gente, la pot&eacute; seguire senza essere notato. </font><br />
<font face="Comic Sans MS">La gatta camminava con passo deciso e, dalla sua andatura, Fantasio dedusse che aveva ben chiara la meta da raggiungere.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">La segu&igrave; per circa un quarto d&rsquo;ora tra vicoli e vicoletti, tra  strade ampie e diritte e strade brulicanti di gente che si affollava intorno a banchetti colmi di mercanzia. E fu proprio la merce esposta in  una delle tante bancarelle a catturare l&rsquo;attenzione di  Fantasio che, tra le innumerevoli pietre di tutte le forme e di tutti i colori esposte, ne not&ograve; una bianca e lucente molto simile ad una perla di Bombay. Nel notarla, il gatto fu colto da un&rsquo;idea geniale e, senza perdere un attimo di tempo, compr&ograve; la pietra. Il mercante, contrariamente a quanto faceva di solito, gliela avvolse accuratamente in un foglio di giornale. Raramente gli capitava di non dover dar fondo alla sua abilit&agrave; di venditore nel contrattare il prezzo di vendita, per questo motivo, incredulo e quasi grato a Fantasio, aveva deciso di rispettare quel cliente eccezionale incartando la pietra&hellip;in un foglio di giornale.  </font><br />
<font face="Comic Sans MS">Fantasio infil&ograve; il pacchetto in tasca  e continu&ograve; a seguire la gatta che si diresse col suo passo deciso verso un bazar.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo;Questo &egrave; il momento giusto per agire!&rdquo; si disse Fantasio.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">Senza farsi notare, si avvicin&ograve; alla gatta, con velocit&agrave; e prontezza scart&ograve; la pietra da poco acquistata, infil&ograve; delicatamente la zampina all&rsquo;interno della borsa della micia, prese l&rsquo;orecchino di Powina, lasci&ograve; scivolare dentro la falsa perla, dopodich&eacute; con fare felino si  mescol&ograve; rapidamente tra la folla. </font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo;Avrei sudato meno a catturare un topo!&rdquo; ammise a se stesso Fantasio il quale, aspettando che la lestofante uscisse fuori dal bazar, giocherellava con la carta del giornale in cui era avvolta la pietra. Lo sguardo per caso si pos&ograve; su un articolo che denunciava, guarda caso, la scomparsa di molti giovani innamorati, ma l&rsquo;uscita della gatta dal bazar lo distolse da quella notizia che l&rsquo;aveva incuriosito. </font><br />
<font face="Comic Sans MS">Fantasio  riprese il pedinamento e di nuovo strade e stradine, vicoli e vicoletti fino a&hellip;</font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo; Ma questo &egrave; il Tempio!&rdquo; esclam&ograve; Gatto Fantasio. </font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo; E&rsquo; pi&ugrave; furba di quanto pensassi. All&rsquo;inizio, accorgendosi di me, ha cercato di seminarmi poi, non vedendomi pi&ugrave; e convinta di essersi sbarazzata di me, &egrave; ritornata qui, al Tempio per&hellip;un attimo, allora &egrave; questo il suo  nascondiglio! Mi complimento con me stesso, ora posso anche fare ritorno in hotel! Un bel sonnellino mi far&agrave; bene, del resto questa povera imbrogliona non potr&agrave; fare nulla senza l&rsquo;orecchino altrimenti non avrebbe fatto tanto per impossessarsene!&rdquo;.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">Gatto Fantasio era proprio soddisfatto di s&eacute;, l&rsquo;amore gli aveva fatto scoprire abilit&agrave; che non credeva di avere, ma l&rsquo;aria&hellip; l&rsquo;aria non portava ancora il profumo che lega due innamorati.  </font><br />
<font face="Comic Sans MS">Gi&agrave; pregustava la morbidezza del soffice letto, quando un fruscio lo fece girare di scatto. Da sotto la porta qualcuno aveva fatto scivolare dentro una busta. L&rsquo;apr&igrave;, dentro c&rsquo;era un foglio nero sul quale in rosso porpora era scritto:</font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo;Sciocco di un  gatto,</font><br />
<font face="Comic Sans MS"> se desideri riavere la tua amata Powina, all&rsquo;alba presentati   al Tempio con la vera perla di Bombay.    </font><br />
<font face="Comic Sans MS">Se ci tieni alla tua amichetta, ti consiglio di venire! E stavolta niente scherzi!&rdquo;.  </font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo; Vuole che io vada al Tempio? E io ci andr&ograve;!  Non posso lasciare Powina nelle mani di questa poco di buono!&rdquo;.</font><br />
<font face="Comic Sans MS"> 	Per tutta la notte Fantasio si gir&ograve; e rigir&ograve; nel letto senza riuscire a prendere sonno. Mille se e mille perch&eacute; lo agitavano. Fissava l&rsquo;orologio, ma le lancette era come se si rifiutassero di muoversi. Finalmente ecco spuntare timidamente le prime luci dell&rsquo;alba!  </font><br />
<font face="Comic Sans MS">Prese la perla e si incammin&ograve; verso il Tempio. </font><br />
<font face="Comic Sans MS">Prima di  addentrarsi nel maestoso edificio, fece un gran respiro. Percorso il corridoio principale, si ritrov&ograve; nello stesso punto in cui aveva perso di vista Powina. Si guard&ograve; intorno: nulla!</font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo;Il tetto non serve perch&eacute; quando si prega le preghiere salgono al cielo liberamente senza trovare ostacoli&rdquo;. Le parole di Powina gli rimbombavano nella testa. Alz&ograve; gli occhi al cielo. &ldquo;Che fare?&rdquo; implor&ograve; il gatto.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">Torn&ograve; a guardarsi intorno. In un angolo del buio corridoio not&ograve; qualcosa. Fantasio accese la torcia che aveva portato con s&eacute;. La fioca luce illumin&ograve; una scala angusta e tortuosa. </font><br />
<font face="Comic Sans MS">Man mano che scendeva quel luogo diveniva sempre pi&ugrave; umido e buio e sembrava non avere fine.  </font><br />
<font face="Comic Sans MS">Finalmente intravide in fondo alla scala una porta illuminata da due fiaccole che emanavano una pallida luce.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">Gatto Fantasio l&rsquo;apr&igrave; e si ritrov&ograve; in un&hellip;beh, veramente non si capiva cosa fosse esattamente, sembrava un laboratorio stile tomba egiziana, ma con tanto di riflettori accecanti puntati proprio su di lui; tutto intorno vi era una moltitudine di statue, tutte raffiguranti giovani fanciulli e fanciulle dal volto triste, al centro si ergeva una statua. Nel vederla il gatto esclam&ograve;: &ldquo;Cosa?! Ma quella &egrave; la statua che ho visto ieri nel corridoio! Ma que&hellip;que&hellip;quella &egrave;&hellip;&rdquo;</font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo;Si, esatto! E&rsquo; proprio lei!&rdquo; lo interruppe una voce. &ldquo;Lei &egrave; la tua Powina!&rdquo;.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">Fantasio si gir&ograve; di scatto, davanti a lui c&rsquo;era la gatta identica alla sua amata.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo;Tu non sei la mia Powina!&rdquo; url&ograve; il gatto.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo;Sei perspicace, bravo!&rdquo; disse la gatta, dopodich&eacute; si tocc&ograve; un orecchio e in un batter d&rsquo;occhio ecco che si trasform&ograve; in una gatta molto pi&ugrave; vecchia e dall&rsquo;aspetto poco piacevole: un enorme brufolo dominava la punta del suo naso aquilino, i capelli rossastri e arruffati le coprivano buona parte del viso e gli occhi, quegli occhi che avevano calamitato Fantasio avevano perso la loro luce e dolcezza.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo; Ma tu chi sei? E come hai fatto a trasformarti in Powina?&rdquo; chiese  esterrefatto Fantasio.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo;Io sono Maia Mata, appartengo ad una famiglia di streghe e uno dei miei tanti poteri mi permette di trasformarmi a piacimento!&rdquo;.   </font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo;Cosa hai fatto alla mia Powina?!&rdquo; domand&ograve; preoccupato Gatto Fantasio.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo;Niente di grave, l&rsquo;ho solamente trasformata in una statua, come puoi ben vedere!&rdquo; .</font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo;Ma perch&eacute; le hai fatto questo, cosa ti ha fatto di male?&rdquo; chiese concitato Fantasio.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo; In realt&agrave;&rdquo; disse la gatta &ldquo;io non ce l&rsquo;ho in particolare con Powina, ma con tutti gli innamorati! Tutti gli innamorati devono essere puniti!&rdquo;. </font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo; Perch&eacute; tutti gli innamorati devono essere puniti? Io, invece, credo che l&rsquo;amore sia una cosa meravigliosa, perch&eacute; negarlo alla gente, tutti devono poter amare ed essere amati!&rdquo; esclam&ograve; Gatto Fantasio.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo;Per me non &egrave; stato cos&igrave;!&rdquo; grid&ograve; la gatta quasi sul punto di piangere, &ldquo;nessuno si &egrave; mai innamorato di me! Nessuno! E ora tutti devono pagare! Il giorno in cui tu e Powina siete venuti al Tempio, nell&rsquo;aria si &egrave; diffuso il dolce profumo dell&rsquo;amore e ho capito che c&rsquo;era un&rsquo;altra coppia da punire!&rdquo;.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo;La felicit&agrave; degli altri fa male al tuo cuore arido, ma ti sembra questo il modo di reagire? Che gusto ci provi a far soffrire chi si ama? E poi, perch&eacute; ti interessano tanto le perle di Bombay?&rdquo; le url&ograve; Fantasio con tutta la rabbia che aveva in corpo.  </font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo;A me l&rsquo;aria non porter&agrave; mai il profumo dell&rsquo;amore e gli orecchini mi servono ad altro. Devi sapere che le perle, oltre a non far perdere gli innamorati, aggiungono nuovi poteri a quelli che gi&agrave; posseggo. Cos&igrave; potr&ograve; cancellare l&rsquo;amore nel mondo e tutti si pentiranno di non essersi innamorati di me! Avanti, dammi l&rsquo;altro orecchino, in cambio liberer&ograve; Powina!&rdquo; disse con tono misto di rammarico e esasperazione.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">Gatto Fantasio guard&ograve; la gatta, i suoi occhi non promettevano niente di buono, sicuramente se gli avesse dato gli orecchini avrebbe imprigionato anche lui.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo;Scordatelo!&rdquo; url&ograve; il gatto &ldquo; sappi che l&rsquo;amore &egrave; pi&ugrave; potente della tua magia!&rdquo;. </font><br />
<font face="Comic Sans MS">Con scatto felino corse verso la statua di Powina, sfreg&ograve; l&rsquo;orecchino: un&rsquo;ondata di profumo avvolse i due gatti innamorati e su, su si innalz&ograve; fino al cielo avvolgendo il maestoso Tempio. Frastornato Fantasio si volse verso la statua che&hellip;pian piano perse la sua rigidit&agrave;, restituendo ai suoi occhi increduli la bellissima Powina.        </font><br />
<font face="Comic Sans MS">I due gatti si scambiarono un affettuoso bacio, mentre gli orecchini iniziarono ad emanare un intenso profumo. </font><br />
<font face="Comic Sans MS">Tutti i giovani innamorati, ormai liberi dall&rsquo;incantesimo, si     abbracciavano gioiosi, mentre l&rsquo;aria si impregnava sempre pi&ugrave; del dolce profumo dell&rsquo;amore a cui niente e nessuno poteva pi&ugrave; resistere.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">Amore che, essendo cieco si lascia condurre dalle guide fedeli Pazzia e Perdono,  inond&ograve; con la sua luce l&rsquo;arida Maia Mata.  </font><br />
<font face="Comic Sans MS">&ldquo;Cosa sta succedendo?!&rdquo; url&ograve; la gatta.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">Ma non ebbe neppure il tempo di pronunciare queste parole che  fu trasformata in una flessuosa e affascinante gattina e il suo cuore     per la prima volta si intener&igrave; alla vista degli innamorati. </font><br />
<font face="Comic Sans MS">L&rsquo;amore, magnanimo e pi&ugrave; forte di qualunque magia, l&rsquo;aveva voluto trasformare.   </font><br />
<font face="Comic Sans MS">Come sono belle le storie quando finiscono bene!!! </font><br />
<font face="Comic Sans MS">Volete sapere che cosa &egrave; successo ai nostri due giovani gatti innamorati? </font><br />
<font face="Comic Sans MS">Si sono appena sposati e vivono felicemente insieme! </font><br />
<font face="Comic Sans MS">Ah, l&rsquo;amore!</font><br />
</font></div>
	<div align="right">e III G
</div>
	<p>
<em>Terzo posto al concorso &quot;Le avventure di gatto Fantasio&quot;</em>
</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item rdf:about="http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=la_carta_dei_desideri&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1">
	<title>La carta dei desideri</title>
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	<dc:date>2010-04-02T15:37:55Z</dc:date>
	<dc:creator>topolino_07</dc:creator>
	<dc:subject>noi autori</dc:subject>
	<description>Caterina era una bambina come tante, le piaceva andare a scuola e amava in modo smisurato la natura e gli animali. 
Viveva in una citt&#224; in cui abbondavano il rumore, lo scarso rispetto per l&#8217;ambiente e l&#8217;uso incontrollato e spropositato di materie come la carta.
Da brava naturalista, non approvava l&#8217;usa e getta  e, attenta com&#8217;era ai problemi ambientali, si adoperava per sensibilizzare gli altri, ma con scarsi risultati.
Era una radiosa giornata di maggio e gli insegnanti, a conclusione di un percorso di studio, decisero di portare gli alunni in un boschetto vicino alla citt&#224;, o forse sarebbe meglio dire in quel che restava di un boschetto perch&#233;, per edificare e ottenere legname per la fabbricazione della carta, gli alberi erano stati quasi del tutto abbattuti.
Mentre camminava, a Caterina parve di udire alcune voci dietro di lei, cosa alquanto strana dal momento che era l&#8217;ultima della fila. Si volt&#242; di scatto, ma &#8230; vide soltanto gli alberi e il sentiero che avevano percorso.
- Che mi succede, sto forse diventando pazza?! &#8211; si chiese e continu&#242; a camminare.
Poco dopo ebbe l&#8217;impressione di sentire ancora quelle voci, si ferm&#242; guardandosi  intorno: nessuno! 
I compagni erano tutti avanti e la zona era deserta. 
- Eppure continuo a sentirle, non credo proprio che siano frutto della mia immaginazione! - 
Tese le orecchie e cerc&#242; di seguirle: provenivano da un albero cavo.
Incuriosita si avvicin&#242; e sporse la testa nella cavit&#224; dalla quale provenivano le misteriose voci; nel tentativo di vederne bene il fondo, infil&#242; dentro la testa e parte del corpo, ma perse l&#8217;equilibrio e vi cadde dentro. 
Si ritrov&#242; a rotolare come in un grande tubo che si inoltrava nelle viscere della terra e in cui non c&#8217;era nessun appiglio a cui aggrapparsi per mettere fine a quella rovinosa discesa verso il basso.
Dopo parecchi sballottamenti a destra e a sinistra, vide in lontananza una luce che le fece sperare la fine di quel voltolare precipitoso.
In effetti, da l&#236; a poco, si ritrov&#242; in una verdeggiante radura. Caterina si alz&#242; da terra e si guard&#242; intorno, sembrava essere finita in una parte segreta del bosco. Disorientata, ma allo stesso tempo incuriosita, decise di seguire l&#8217;unico sentiero che le si presentava.
Tutto intorno era un alternarsi di alberi maestosi e possenti, di fiori variopinti, di cespugli verdeggianti e di erba fresca e lucente: era come se la natura mostrasse il meglio di s&#233;.
Caterina, con gli occhi sgranati e la bocca aperta, rimase in contemplazione di quell&#8217;angolo di  paradiso. 
Ad un tratto le stesse voci di prima la riportarono alla realt&#224; (ammesso che quella fosse realt&#224;!) e, cos&#236; come aveva fatto precedentemente, segu&#236; la loro direzione e si ritrov&#242; in un&#8217;altra radura circondata da grandi alberi che, e qui Caterina ebbe un sobbalzo, PARLAVANO!!!
Ancora incredula, si nascose dietro uno di essi per assistere alla conversazione.
- Gli uomini ci stanno distruggendo! &#8211; esclam&#242; un albero che si trovava al centro e che spiccava tra tutti per la sua maestosit&#224;.
- Sar&#224; il capo! &#8211; pens&#242; Caterina.
- Non c&#8217;&#232; modo di farli ragionare, sono troppo testardi e presi dal loro egocentrismo! &#8211; afferm&#242; un altro albero, con l&#8217;aria di chi ha gettato la spugna.
- Ricordati che nulla &#232; impossibile. &#8211; ribatt&#233; un altro ancora &#8211; Dimentichi la nostra grande risorsa?- 
- Quale?- 
- La Carta dei Desideri !!! -
Tutti lo guardarono con espressione scettica.
- E&#8217; fuori discussione &#8211; afferm&#242; con piglio sicuro un altro albero scatenando un vivace dibattito.
- Calma, colleghi, calma. La proposta &#232; molto interessante &#8211; disse l&#8217;albero maestoso che sembrava l&#8217;unico a non essere sconvolto dall&#8217;idea &#8211; Se riusciamo ad avere tutti gli ingredienti per creare la Carta dei Desideri &#8211; continu&#242; con voce calma e sicura &#8211; potremo salvarci e salvare anche gli uomini, ma il problema &#232;: chi andr&#224; a cercare gli ingredienti ? -
Nessuno tra gli alberi rispose, era come se all&#8217;improvviso fossero tornati ad essere alberi normali, scrollavano le fronde come fanno tutti i loro simili e basta: nessuna voce, nessun bisbiglio. 
In quel silenzio irreale si sent&#236; una vocina.
- Posso andare io, se volete! -
Tutti si voltarono.
- E tu chi sei ? &#8211; chiese un albero sorpreso.
- Mi chiamo Caterina, vivo nella citt&#224; qua vicino, capisco il vostro timore e sono disposta ad aiutarvi &#8211; rispose tutto d&#8217;un fiato.
- Cos&#236; &#8211; disse l&#8217;albero maestoso - saresti in grado di aiutarci? Bada che &#232; un&#8217;impresa molto pericolosa! -
- Lo so &#8211; rispose Caterina &#8211; Ma ce la posso fare, fidatevi! -
Gli alberi discussero vivacemente  tra loro e alla fine accettarono la proposta della bambina. Le spiegarono che, per ottenere il primo ingrediente, l&#8217;Essenza Millefogli, avrebbe dovuto fare tutto ci&#242; che la custode dell&#8217;Essenza le avrebbe richiesto, mentre per il secondo ingrediente, la Polvere di Cellulosa, avrebbe dovuto convincere i Nani, che la custodivano gelosamente.
Prima di partire per quell&#8217;impresa, rischiosa e forse impossibile, le diedero un ciondolo magico che le avrebbe indicato la strada e un fischietto che avrebbe dovuto usare solo in caso di estrema stanchezza.
Dopo aver ricevuto le ultime istruzioni, Caterina si avvi&#242; lungo il sentiero che l&#8217;avrebbe portata alla casa della custode. Il sole splendeva, illuminando le montagne dolci e verdeggianti, e un leggero venticello l&#8217;accompagnava nel cammino.
Dopo circa un&#8217;ora di strada, si trov&#242; davanti ad una biforcazione del sentiero, Caterina gi&#224; stava pensando se andare a destra o a sinistra, quando il ciondolo si mosse indicandole la direzione giusta.
Le prime ombre della sera cominciarono a scendere inesorabili, rendendo   impossibile continuare il cammino, cos&#236; Caterina si ferm&#242; sotto un albero e si addorment&#242; cullata dai dolci suoni della natura.
Quando il sole, sbadigliando e stropicciandosi gli occhi, fece capolino tra le montagne, Caterina lasci&#242; il suo giaciglio e si rimise in viaggio.  
Le ore passavano, ma della casa della custode neanche l&#8217;ombra. 
Ogni passo cominciava a costarle grande fatica e, pertanto, si decise a prendere il fischietto, vi soffi&#242; dentro il pi&#249; forte possibile e un sibilo acuto echeggi&#242; nell&#8217;aria. Poco dopo un&#8217;aquila reale si pos&#242; vicino alla bambina che vi mont&#242; sopra lasciandosi trasportare alla casa della custode. 
Caterina buss&#242; alla porta di quella casa di pietra, dal tetto grigio e  ricoperta quasi del tutto da rose rampicanti. Dall&#8217;uscio appena socchiuso, due occhi verdi e luminosi la scrutarono.
- Posso fare qualcosa per te, piccola? &#8211; le chiese, sorridendo, la bella signora.
- Beh, effettivamente s&#236;, sto cercando l&#8217;Essenza Millefogli e so che solo lei me la pu&#242; dare &#8211; le disse in modo deciso Caterina.
A quelle parole, l&#8217;espressione della bella signora cambi&#242;.
- Perch&#233; mi chiedi l&#8217;Essenza? Spero per te che sia per una nobile causa. Pensi forse che io, la custode, dia l&#8217;Essenza alla prima persona che capita?-
- Oh!, le assicuro che mi serve davvero per una buona ragione, capisco che lei la custodisce gelosamente ma, mi creda, adesso serve pi&#249; a me che a lei. E&#8217; una storia lunga, si tratta di salvare la natura e l&#8217;intera umanit&#224;, lei compresa! &#8211;  cerc&#242; di spiegarle Caterina.
- Ti dar&#242; l&#8217;Essenza solo se riuscirai a farmi un bel regalo con la carta. Hai un&#8217;ora di tempo &#8211; le disse con tono imperioso la custode.
Caterina era preoccupata, perch&#233; quella richiesta era come se avesse annullato la sua fertile fantasia.
Pensava e pensava, consapevole dello scorrere inesorabile del tempo: niente!
Allo scadere del tempo concessole, la custode le si present&#242; davanti dicendole: - Ebbene mia cara, mostrami ci&#242; che hai fatto! &#8211;
- Ecco, io&#8230; veramente&#8230;- balbett&#242; Caterina. 
- E allora? Io sto aspettando. Mostrami il lavoro! &#8211; disse la custode spazientita.
- Se le avessi fatto un regalo con la carta, avrei contribuito anch&#8217;io alla distruzione della natura e, quindi, sarei andata contro i miei principi. Ecco perch&#233; non ho preparato nulla &#8211; le rispose la bambina raccogliendo tutto il suo coraggio.
Mentre parlava, la custode la guardava cupa, e intanto il cuore di Caterina batteva all&#8217;impazzata, nella sua testa echeggiava un&#8217;unica domanda: Cos&#236; facendo, ho rovinato la missione?
Un amaro senso di colpa l&#8217;assal&#236;, avrebbe voluto scappare via per sfuggire a quel terribile silenzio ma, prima che potesse farlo, si accorse che lo sguardo della custode era diventato sorridente. Caterina la guard&#242; stupita, chiss&#224; cosa vi era di tanto bello!
- Bravissima, pur di non danneggiare la natura, hai rischiato. Questo &#232; lo spirito giusto! Hai superato la prova &#8211; esclam&#242; la custode porgendole una boccetta di cristallo &#8211; Custodisci bene l&#8217;Essenza Millefogli, &#232; molto importante -
- Non temete, star&#242; molto attenta &#8211; la rassicur&#242; la bambina infilando delicatamente la boccetta in tasca.
- Ecco, prendi queste per andare pi&#249; in fretta &#8211; le disse la custode mentre le applicava due candide ali sulle spalle.
Caterina spicc&#242; il volo e, grazie anche al ciondolo, riusc&#236; velocemente ad arrivare al villaggio dei nani.
Non appena tocc&#242; terra, le ali sparirono.
- Peccato! &#8211; pens&#242; Caterina &#8211; E&#8217; divertente volare! -
Al contrario della custode, i nani erano bassi e robusti, avevano lunghe barbe e occhietti piccoli, ma vivaci.
Ad uno di loro la bambina chiese dove trovare la Polvere di Cellulosa, ma questi con un grugnito le rispose di tornarsene da dove era venuta. 
E non fu l&#8217;unico.
Scoraggiata, Caterina si accovacci&#242; sotto un cespuglio di rose.
- E ora, cosa faccio? Qui sono tutti cos&#236; sgarbati!!! &#8211; disse fra s&#233; e s&#233;.
- E&#8217; per colpa dell&#8217;incantesimo della strega &#8211;sussurr&#242; una vocina.
- Chi ha parlato? -
- Sono stata io! &#8211; le rispose la stessa vocina.
Caterina si gir&#242; e vide una rosa che la guardava con occhi grandi e sinceri.
- Cosa hai detto poco fa? &#8211; le chiese la bambina.
- Ho detto che la strega dell&#8217;Avidit&#224; ha fatto un incantesimo ai nani; &#232;   per questo motivo che loro non ti aiutano e non ti danno ci&#242; che vuoi &#8211; rispose la rosa.
- Ed io come faccio? &#8211; domand&#242; Caterina.
- Tu hai un cuore puro, tratta con la strega che abita nel castello sulla collina &#8211; le sugger&#236; la rosa.
Gli stormi di corvi neri e di pipistrelli che volavano intorno al castello lasciavano presagire poco di buono e, anche se con timore, la bambina si avventur&#242; al suo interno.
Seguita da un corvo e da un pipistrello, si inoltr&#242; tra stanze buie, fredde e spoglie. Per alcuni interminabili minuti non sent&#236; altro che il rimbombo dei suoi passi e il suo cuore che batteva come un tamburo.
Ad un tratto sent&#236; alle sue spalle una voce che la fece sobbalzare.
- Chi sei e cosa vuoi da me? -
- Mi chiamo Caterina e VOGLIO che annulli l&#8217;incantesimo &#8211; rispose con fermezza &#8211; Sappia che sono disposta a tutto! -
- Sicch&#233; tu sei disposta a tutto?! &#8211; le chiese la strega in tono di sfida.
- A TUTTO &#8211; conferm&#242; la bambina.
- Mi piacciono le bambine decise come te. Voglio mettere alla prova il tuo coraggio. Spezzer&#242; l&#8217;incantesimo solo se tu, riuscirai a risolvere l&#8217;indovinello che ti proporr&#242;. Se allo spuntare della prima stella non sarai in grado di darmi la soluzione, resterai per sempre qui e sarai mia serva. L&#8217;indovinello &#232; questo: Se i tuoi pensieri vuoi ricordare, lei senza fare storie ti potr&#224; aiutare ma, attento, un colpo di vento la pu&#242; far volare. Cos&#8217;&#232;? - 
- Cosa sar&#224; mai? &#8211; continuava a chiedersi Caterina, passeggiando su e gi&#249; per la stanza &#8211; Questa volta si fa sul serio, non &#232; come il regalo di carta di prima, non &#232; proprio come il regalo di&#8230; - 
All&#8217;improvviso gli occhi di Caterina si illuminarono: aveva risolto l&#8217;indovinello. Ma certo, come aveva fatto a non pensarci subito?!
Saltando dalla felicit&#224;, si precipit&#242; dalla strega e, senza riuscire a controllare il volume della voce, grid&#242;: - La carta! La soluzione &#232; la CARTA!!! &#8211;
A quelle parole la strega pest&#242; i piedi, strepit&#242;, si disper&#242; dicendo: 
- Piccola mocciosa, hai indovinato! -
Dopo aver pronunciato quelle parole, spar&#236; in una nuvola di fumo.
Caterina corse al villaggio dei nani che, ormai liberi dall&#8217;incantesimo, l&#8217;accolsero con grande festa e le consegnarono la Polvere di Cellulosa.
Con in tasca i due ingredienti, fece ritorno alla radura degli alberi parlanti che si mostrarono felici e allo stesso tempo meravigliati nel vederla.
L&#8217;albero maestoso, aiutato da compagni saggi ed esperti, mescol&#242; in un calderone l&#8217;Essenza e la Polvere e, seguendo le istruzione del Libro della Saggezza, ottenne la Carta dei Desideri. Apparentemente sembrava un comune foglio di carta, uguale ai tanti fogli che con molta superficialit&#224; e leggerezza usano gli uomini, ma che invece&#8230; . 
- Bene, ora manca solo un Puro di Cuore, cos&#236; come &#232; scritto nel Libro della Saggezza &#8211; disse l&#8217;albero maestoso.
- Ma, dove lo troviamo un Puro di Cuore? &#8211; chiese l&#8217;albero pi&#249; giovane della radura.
- Piccolo e sciocco, l&#8217;abbiamo davanti a noi! &#8211; profer&#236; l&#8217;albero maestoso indicando Caterina.
- IO?!? - 
A Caterina non fu data possibilit&#224; di replica. L&#8217;albero maestoso le porse la Carta dei Desideri, una penna d&#8217;oca, una boccetta di inchiostro e si allontan&#242; in punta di piedi, ops! di radici.
La bambina intinse la penna nell&#8217;inchiostro e si accinse a scrivere queste parole: 


 La carta ascolta docile e paziente,
 parla con saggezza a tutta la gente,
 lei &#232; davvero un dono di natura,
 per questo trattala con molta cura,
 ricicla sempre e non sprecare,
 questa &#232; la ricetta per migliorare.

 
Stanca del viaggio e delle avventure vissute, si addorment&#242; cullata dal dolce mormorio degli alberi.
Al risveglio si ritrov&#242; sdraiata sull&#8217;erba del boschetto vicino alla sua citt&#224;, circondata dai compagni e dagli insegnanti.
- Pigrona, ti sei finalmente svegliata! &#8211; disse una maestra &#8211; Sono bastati quattro passi per farti stancare al punto tale da crollare come un sasso! -
- E&#8217; stato solo un sogno, che peccato! &#8211; pens&#242; Caterina e delusa fece ritorno a casa.
Ma l&#8217;indomani not&#242;, con sua grande sorpresa, che gli abitanti della citt&#224; avevano cambiato abitudini: il suo desiderio si era avverato. 

Questo racconto ha partecipato e ha vinto il  concorso: 
Eco - Lucart (la carta che non taglia gli alberi).



Elisabetta Martorana Tusa
Classe II G
S.M.S. &#8220;Giuseppe Garibaldi&#8221;
Palermo 
</description>
	<content:encoded><![CDATA[	<div align="justify"><font face="Comic Sans MS" color="#006633"><img width="126" vspace="5" hspace="5" height="126" align="left" src="/files/Image/io leggo/2009_10/foresta.jpg" alt="" />Caterina era una bambina come tante, le piaceva andare a scuola e amava in modo smisurato la natura e gli animali. <br />
Viveva in una citt&agrave; in cui abbondavano il rumore, lo scarso rispetto per l&rsquo;ambiente e l&rsquo;uso incontrollato e spropositato di materie come la carta.<br />
Da brava naturalista, non approvava l&rsquo;usa e getta  e, attenta com&rsquo;era ai problemi ambientali, si adoperava per sensibilizzare gli altri, ma con scarsi risultati.<br />
Era una radiosa giornata di maggio e gli insegnanti, a conclusione di un percorso di studio, decisero di portare gli alunni in un boschetto vicino alla citt&agrave;, o forse sarebbe meglio dire in quel che restava di un boschetto perch&eacute;, per edificare e ottenere legname per la fabbricazione della carta, gli alberi erano stati quasi del tutto abbattuti.<br />
Mentre camminava, a Caterina parve di udire alcune voci dietro di lei, cosa alquanto strana dal momento che era l&rsquo;ultima della fila. Si volt&ograve; di scatto, ma &hellip; vide soltanto gli alberi e il sentiero che avevano percorso.<br />
- Che mi succede, sto forse diventando pazza?! &ndash; si chiese e continu&ograve; a camminare.<br />
Poco dopo ebbe l&rsquo;impressione di sentire ancora quelle voci, si ferm&ograve; guardandosi  intorno: nessuno! <br />
I compagni erano tutti avanti e la zona era deserta. <br />
- Eppure continuo a sentirle, non credo proprio che siano frutto della mia immaginazione! - <br />
Tese le orecchie e cerc&ograve; di seguirle: provenivano da un albero cavo.<br />
Incuriosita si avvicin&ograve; e sporse la testa nella cavit&agrave; dalla quale provenivano le misteriose voci; nel tentativo di vederne bene il fondo, infil&ograve; dentro la testa e parte del corpo, ma perse l&rsquo;equilibrio e vi cadde dentro. <br />
Si ritrov&ograve; a rotolare come in un grande tubo che si inoltrava nelle viscere della terra e in cui non c&rsquo;era nessun appiglio a cui aggrapparsi per mettere fine a quella rovinosa discesa verso il basso.<br />
Dopo parecchi sballottamenti a destra e a sinistra, vide in lontananza una luce che le fece sperare la fine di quel voltolare precipitoso.<br />
In effetti, da l&igrave; a poco, si ritrov&ograve; in una verdeggiante radura. Caterina si alz&ograve; da terra e si guard&ograve; intorno, sembrava essere finita in una parte segreta del bosco. Disorientata, ma allo stesso tempo incuriosita, decise di seguire l&rsquo;unico sentiero che le si presentava.<br />
Tutto intorno era un alternarsi di alberi maestosi e possenti, di fiori variopinti, di cespugli verdeggianti e di erba fresca e lucente: era come se la natura mostrasse il meglio di s&eacute;.<br />
Caterina, con gli occhi sgranati e la bocca aperta, rimase in contemplazione di quell&rsquo;angolo di  paradiso. <br />
Ad un tratto le stesse voci di prima la riportarono alla realt&agrave; (ammesso che quella fosse realt&agrave;!) e, cos&igrave; come aveva fatto precedentemente, segu&igrave; la loro direzione e si ritrov&ograve; in un&rsquo;altra radura circondata da grandi alberi che, e qui Caterina ebbe un sobbalzo, PARLAVANO!!!<br />
Ancora incredula, si nascose dietro uno di essi per assistere alla conversazione.<br />
- Gli uomini ci stanno distruggendo! &ndash; esclam&ograve; un albero che si trovava al centro e che spiccava tra tutti per la sua maestosit&agrave;.<br />
- Sar&agrave; il capo! &ndash; pens&ograve; Caterina.<br />
- Non c&rsquo;&egrave; modo di farli ragionare, sono troppo testardi e presi dal loro egocentrismo! &ndash; afferm&ograve; un altro albero, con l&rsquo;aria di chi ha gettato la spugna.<br />
- Ricordati che nulla &egrave; impossibile. &ndash; ribatt&eacute; un altro ancora &ndash; Dimentichi la nostra grande risorsa?- <br />
- Quale?- <br />
- La Carta dei Desideri !!! -<br />
Tutti lo guardarono con espressione scettica.<br />
- E&rsquo; fuori discussione &ndash; afferm&ograve; con piglio sicuro un altro albero scatenando un vivace dibattito.<br />
- Calma, colleghi, calma. La proposta &egrave; molto interessante &ndash; disse l&rsquo;albero maestoso che sembrava l&rsquo;unico a non essere sconvolto dall&rsquo;idea &ndash; Se riusciamo ad avere tutti gli ingredienti per creare la Carta dei Desideri &ndash; continu&ograve; con voce calma e sicura &ndash; potremo salvarci e salvare anche gli uomini, ma il problema &egrave;: chi andr&agrave; a cercare gli ingredienti ? -<br />
Nessuno tra gli alberi rispose, era come se all&rsquo;improvviso fossero tornati ad essere alberi normali, scrollavano le fronde come fanno tutti i loro simili e basta: nessuna voce, nessun bisbiglio. <br />
In quel silenzio irreale si sent&igrave; una vocina.<br />
- Posso andare io, se volete! -<br />
Tutti si voltarono.<br />
- E tu chi sei ? &ndash; chiese un albero sorpreso.<br />
- Mi chiamo Caterina, vivo nella citt&agrave; qua vicino, capisco il vostro timore e sono disposta ad aiutarvi &ndash; rispose tutto d&rsquo;un fiato.<br />
- Cos&igrave; &ndash; disse l&rsquo;albero maestoso - saresti in grado di aiutarci? Bada che &egrave; un&rsquo;impresa molto pericolosa! -<br />
- Lo so &ndash; rispose Caterina &ndash; Ma ce la posso fare, fidatevi! -<br />
Gli alberi discussero vivacemente  tra loro e alla fine accettarono la proposta della bambina. Le spiegarono che, per ottenere il primo ingrediente, l&rsquo;Essenza Millefogli, avrebbe dovuto fare tutto ci&ograve; che la custode dell&rsquo;Essenza le avrebbe richiesto, mentre per il secondo ingrediente, la Polvere di Cellulosa, avrebbe dovuto convincere i Nani, che la custodivano gelosamente.<br />
Prima di partire per quell&rsquo;impresa, rischiosa e forse impossibile, le diedero un ciondolo magico che le avrebbe indicato la strada e un fischietto che avrebbe dovuto usare solo in caso di estrema stanchezza.<br />
Dopo aver ricevuto le ultime istruzioni, Caterina si avvi&ograve; lungo il sentiero che l&rsquo;avrebbe portata alla casa della custode. Il sole splendeva, illuminando le montagne dolci e verdeggianti, e un leggero venticello l&rsquo;accompagnava nel cammino.<br />
Dopo circa un&rsquo;ora di strada, si trov&ograve; davanti ad una biforcazione del sentiero, Caterina gi&agrave; stava pensando se andare a destra o a sinistra, quando il ciondolo si mosse indicandole la direzione giusta.<br />
Le prime ombre della sera cominciarono a scendere inesorabili, rendendo   impossibile continuare il cammino, cos&igrave; Caterina si ferm&ograve; sotto un albero e si addorment&ograve; cullata dai dolci suoni della natura.<br />
Quando il sole, sbadigliando e stropicciandosi gli occhi, fece capolino tra le montagne, Caterina lasci&ograve; il suo giaciglio e si rimise in viaggio.  <br />
Le ore passavano, ma della casa della custode neanche l&rsquo;ombra. <br />
Ogni passo cominciava a costarle grande fatica e, pertanto, si decise a prendere il fischietto, vi soffi&ograve; dentro il pi&ugrave; forte possibile e un sibilo acuto echeggi&ograve; nell&rsquo;aria. Poco dopo un&rsquo;aquila reale si pos&ograve; vicino alla bambina che vi mont&ograve; sopra lasciandosi trasportare alla casa della custode. <br />
Caterina buss&ograve; alla porta di quella casa di pietra, dal tetto grigio e  ricoperta quasi del tutto da rose rampicanti. Dall&rsquo;uscio appena socchiuso, due occhi verdi e luminosi la scrutarono.<br />
- Posso fare qualcosa per te, piccola? &ndash; le chiese, sorridendo, la bella signora.<br />
- Beh, effettivamente s&igrave;, sto cercando l&rsquo;Essenza Millefogli e so che solo lei me la pu&ograve; dare &ndash; le disse in modo deciso Caterina.<br />
A quelle parole, l&rsquo;espressione della bella signora cambi&ograve;.<br />
- Perch&eacute; mi chiedi l&rsquo;Essenza? Spero per te che sia per una nobile causa. Pensi forse che io, la custode, dia l&rsquo;Essenza alla prima persona che capita?-<br />
- Oh!, le assicuro che mi serve davvero per una buona ragione, capisco che lei la custodisce gelosamente ma, mi creda, adesso serve pi&ugrave; a me che a lei. E&rsquo; una storia lunga, si tratta di salvare la natura e l&rsquo;intera umanit&agrave;, lei compresa! &ndash;  cerc&ograve; di spiegarle Caterina.<br />
- Ti dar&ograve; l&rsquo;Essenza solo se riuscirai a farmi un bel regalo con la carta. Hai un&rsquo;ora di tempo &ndash; le disse con tono imperioso la custode.<br />
Caterina era preoccupata, perch&eacute; quella richiesta era come se avesse annullato la sua fertile fantasia.<br />
Pensava e pensava, consapevole dello scorrere inesorabile del tempo: niente!<br />
Allo scadere del tempo concessole, la custode le si present&ograve; davanti dicendole: - Ebbene mia cara, mostrami ci&ograve; che hai fatto! &ndash;<br />
- Ecco, io&hellip; veramente&hellip;- balbett&ograve; Caterina. <br />
- E allora? Io sto aspettando. Mostrami il lavoro! &ndash; disse la custode spazientita.<br />
- Se le avessi fatto un regalo con la carta, avrei contribuito anch&rsquo;io alla distruzione della natura e, quindi, sarei andata contro i miei principi. Ecco perch&eacute; non ho preparato nulla &ndash; le rispose la bambina raccogliendo tutto il suo coraggio.<br />
Mentre parlava, la custode la guardava cupa, e intanto il cuore di Caterina batteva all&rsquo;impazzata, nella sua testa echeggiava un&rsquo;unica domanda: Cos&igrave; facendo, ho rovinato la missione?<br />
Un amaro senso di colpa l&rsquo;assal&igrave;, avrebbe voluto scappare via per sfuggire a quel terribile silenzio ma, prima che potesse farlo, si accorse che lo sguardo della custode era diventato sorridente. Caterina la guard&ograve; stupita, chiss&agrave; cosa vi era di tanto bello!<br />
- Bravissima, pur di non danneggiare la natura, hai rischiato. Questo &egrave; lo spirito giusto! Hai superato la prova &ndash; esclam&ograve; la custode porgendole una boccetta di cristallo &ndash; Custodisci bene l&rsquo;Essenza Millefogli, &egrave; molto importante -<br />
- Non temete, star&ograve; molto attenta &ndash; la rassicur&ograve; la bambina infilando delicatamente la boccetta in tasca.<br />
- Ecco, prendi queste per andare pi&ugrave; in fretta &ndash; le disse la custode mentre le applicava due candide ali sulle spalle.<br />
Caterina spicc&ograve; il volo e, grazie anche al ciondolo, riusc&igrave; velocemente ad arrivare al villaggio dei nani.<br />
Non appena tocc&ograve; terra, le ali sparirono.<br />
- Peccato! &ndash; pens&ograve; Caterina &ndash; E&rsquo; divertente volare! -<br />
Al contrario della custode, i nani erano bassi e robusti, avevano lunghe barbe e occhietti piccoli, ma vivaci.<br />
Ad uno di loro la bambina chiese dove trovare la Polvere di Cellulosa, ma questi con un grugnito le rispose di tornarsene da dove era venuta. <br />
E non fu l&rsquo;unico.<br />
Scoraggiata, Caterina si accovacci&ograve; sotto un cespuglio di rose.<br />
- E ora, cosa faccio? Qui sono tutti cos&igrave; sgarbati!!! &ndash; disse fra s&eacute; e s&eacute;.<br />
- E&rsquo; per colpa dell&rsquo;incantesimo della strega &ndash;sussurr&ograve; una vocina.<br />
- Chi ha parlato? -<br />
- Sono stata io! &ndash; le rispose la stessa vocina.<br />
Caterina si gir&ograve; e vide una rosa che la guardava con occhi grandi e sinceri.<br />
- Cosa hai detto poco fa? &ndash; le chiese la bambina.<br />
- Ho detto che la strega dell&rsquo;Avidit&agrave; ha fatto un incantesimo ai nani; &egrave;   per questo motivo che loro non ti aiutano e non ti danno ci&ograve; che vuoi &ndash; rispose la rosa.<br />
- Ed io come faccio? &ndash; domand&ograve; Caterina.<br />
- Tu hai un cuore puro, tratta con la strega che abita nel castello sulla collina &ndash; le sugger&igrave; la rosa.<br />
Gli stormi di corvi neri e di pipistrelli che volavano intorno al castello lasciavano presagire poco di buono e, anche se con timore, la bambina si avventur&ograve; al suo interno.<br />
Seguita da un corvo e da un pipistrello, si inoltr&ograve; tra stanze buie, fredde e spoglie. Per alcuni interminabili minuti non sent&igrave; altro che il rimbombo dei suoi passi e il suo cuore che batteva come un tamburo.<br />
Ad un tratto sent&igrave; alle sue spalle una voce che la fece sobbalzare.<br />
- Chi sei e cosa vuoi da me? -<br />
- Mi chiamo Caterina e VOGLIO che annulli l&rsquo;incantesimo &ndash; rispose con fermezza &ndash; Sappia che sono disposta a tutto! -<br />
- Sicch&eacute; tu sei disposta a tutto?! &ndash; le chiese la strega in tono di sfida.<br />
- A TUTTO &ndash; conferm&ograve; la bambina.<br />
- Mi piacciono le bambine decise come te. Voglio mettere alla prova il tuo coraggio. Spezzer&ograve; l&rsquo;incantesimo solo se tu, riuscirai a risolvere l&rsquo;indovinello che ti proporr&ograve;. Se allo spuntare della prima stella non sarai in grado di darmi la soluzione, resterai per sempre qui e sarai mia serva. L&rsquo;indovinello &egrave; questo: Se i tuoi pensieri vuoi ricordare, lei senza fare storie ti potr&agrave; aiutare ma, attento, un colpo di vento la pu&ograve; far volare. Cos&rsquo;&egrave;? - <br />
- Cosa sar&agrave; mai? &ndash; continuava a chiedersi Caterina, passeggiando su e gi&ugrave; per la stanza &ndash; Questa volta si fa sul serio, non &egrave; come il regalo di carta di prima, non &egrave; proprio come il regalo di&hellip; - <br />
All&rsquo;improvviso gli occhi di Caterina si illuminarono: aveva risolto l&rsquo;indovinello. Ma certo, come aveva fatto a non pensarci subito?!<br />
Saltando dalla felicit&agrave;, si precipit&ograve; dalla strega e, senza riuscire a controllare il volume della voce, grid&ograve;: - La carta! La soluzione &egrave; la CARTA!!! &ndash;<br />
A quelle parole la strega pest&ograve; i piedi, strepit&ograve;, si disper&ograve; dicendo: <br />
- Piccola mocciosa, hai indovinato! -<br />
Dopo aver pronunciato quelle parole, spar&igrave; in una nuvola di fumo.<br />
Caterina corse al villaggio dei nani che, ormai liberi dall&rsquo;incantesimo, l&rsquo;accolsero con grande festa e le consegnarono la Polvere di Cellulosa.<br />
Con in tasca i due ingredienti, fece ritorno alla radura degli alberi parlanti che si mostrarono felici e allo stesso tempo meravigliati nel vederla.<br />
L&rsquo;albero maestoso, aiutato da compagni saggi ed esperti, mescol&ograve; in un calderone l&rsquo;Essenza e la Polvere e, seguendo le istruzione del Libro della Saggezza, ottenne la Carta dei Desideri. Apparentemente sembrava un comune foglio di carta, uguale ai tanti fogli che con molta superficialit&agrave; e leggerezza usano gli uomini, ma che invece&hellip; . <br />
- Bene, ora manca solo un Puro di Cuore, cos&igrave; come &egrave; scritto nel Libro della Saggezza &ndash; disse l&rsquo;albero maestoso.<br />
- Ma, dove lo troviamo un Puro di Cuore? &ndash; chiese l&rsquo;albero pi&ugrave; giovane della radura.<br />
- Piccolo e sciocco, l&rsquo;abbiamo davanti a noi! &ndash; profer&igrave; l&rsquo;albero maestoso indicando Caterina.<br />
- IO?!? - <br />
A Caterina non fu data possibilit&agrave; di replica. L&rsquo;albero maestoso le porse la Carta dei Desideri, una penna d&rsquo;oca, una boccetta di inchiostro e si allontan&ograve; in punta di piedi, ops! di radici.<br />
La bambina intinse la penna nell&rsquo;inchiostro e si accinse a scrivere queste parole: </p>
	<p></font></p>
	<div align="center"><font face="Comic Sans MS" color="#006633"> La carta ascolta docile e paziente,</font><br />
<font face="Comic Sans MS" color="#006633"> parla con saggezza a tutta la gente,</font><br />
<font face="Comic Sans MS" color="#006633"> lei &egrave; davvero un dono di natura,</font><br />
<font face="Comic Sans MS" color="#006633"> per questo trattala con molta cura,</font><br />
<font face="Comic Sans MS" color="#006633"> ricicla sempre e non sprecare,</font><br />
<font face="Comic Sans MS" color="#006633"> questa &egrave; la ricetta per migliorare.</font>
</div>
	<p><font face="Comic Sans MS" color="#006633"> <br />
Stanca del viaggio e delle avventure vissute, si addorment&ograve; cullata dal dolce mormorio degli alberi.<br />
Al risveglio si ritrov&ograve; sdraiata sull&rsquo;erba del boschetto vicino alla sua citt&agrave;, circondata dai compagni e dagli insegnanti.<br />
- Pigrona, ti sei finalmente svegliata! &ndash; disse una maestra &ndash; Sono bastati quattro passi per farti stancare al punto tale da crollare come un sasso! -<br />
- E&rsquo; stato solo un sogno, che peccato! &ndash; pens&ograve; Caterina e delusa fece ritorno a casa.<br />
Ma l&rsquo;indomani not&ograve;, con sua grande sorpresa, che gli abitanti della citt&agrave; avevano cambiato abitudini: il suo desiderio si era avverato. </p>
	<p><font color="#003300">Questo racconto ha partecipato e ha vinto il  concorso: <br />
Eco - Lucart (la carta che non taglia gli alberi).</font><br />
</font></div>
	<p><font face="Comic Sans MS" color="#006633"><br />
</font></p>
	<div align="right"><em><strong><font face="Comic Sans MS" color="#006633">Elisabetta Martorana Tusa<br />
Classe II G<br />
S.M.S. &ldquo;Giuseppe Garibaldi&rdquo;<br />
Palermo <br />
</font></strong></em></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item rdf:about="http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=uccisa_la_zanzara_la_puntura_non_prude_m&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1">
	<title>Uccisa la zanzara... la puntura non prude meno</title>
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	<dc:date>2010-04-02T14:34:13Z</dc:date>
	<dc:creator>topolino_07</dc:creator>
	<dc:subject>noi autori</dc:subject>
	<description>Oggi distendo le mie ali per la prima volta. 
E&#8217; una bella giornata di sole. 
Uscendo dal mio bozzolo, sento la brezza accarezzarmi dolcemente.
Ho aspettato pazientemente il momento in cui mi sarebbe stata concessa la libert&#224; di viaggiare per il mondo, anche se questo avrebbe significato l&#8217;inizio della mia fine. Le mie ore sono contate, non ho tempo di crogiolarmi nel caldo abbraccio del sole: devo partire subito.
Non ho idea di dove andare, mi guardo intorno, alzando gli occhi vedo una palla brillante. Parto a razzo per quanto le mie ali me lo consentano, voglio toccare quella cosa stupenda. Volo per un tempo che mi sembra interminabile ma, per quanto mi sforzi, mi sembra di essere sempre allo stesso punto. 
Rinuncio.
Guardo verso il basso. La bellezza di ci&#242; che vedono i miei occhi &#232; indescrivibile: riccioli verdi ondeggianti al lieve vento, nastri azzurri che si snodano tra mille ghirigori, leggiadri esseri che volteggiano giocosi nell&#8217;azzurro del cielo, meravigliose armonie di colori e forme.
Ecco: &#232; la vita! L&#8217;incantevole e misteriosa vita! 
Resterei qui a contemplare questo superbo spettacolo, ma mi resta poco tempo da vivere e voglio impiegarlo al meglio. Voglio esplorare, capire, conoscere e imparare il pi&#249; possibile prima di abbandonarmi alla Madre Terra. 
Qualche battito d&#8217;ali ed eccomi sul mare infinito. Le onde giocano a rincorrersi increspandosi di bianco, voglio giocare anch&#8217;io con loro e per un po&#8217; le seguo: corro in avanti e subito ritorno indietro senza un attimo di respiro.
Non posso giocarmi cos&#236; il mio poco tempo, ho tanto ancora da conoscere e cos&#236; riprendo il viaggio. Volteggio su un prato, mi poso su un fiore, annuso il profumo &#8230;ma devo di nuovo partire. Devo conoscere ancora, non posso sprecare l&#8217;occasione di vivere al meglio la vita e di imparare ad apprezzarne il valore. Se non lo facessi, avvalorerei il giudizio di chi ritiene che noi farfalle siamo frivole e superficiali. 
Vedo qualcosa in lontananza, qualcosa di diverso da quello che finora ho visto. Dispiego di nuovo le ali e mi dirigo verso quel punto lontano. Per ingannare la stanchezza del volo, cerco di immaginare ci&#242; che si presenter&#224; ai miei occhi: di sicuro un altro superbo spettacolo!
Ecco, sono quasi arrivata! Ma che succede? Nell&#8217;aria sento solo odore di dolore, vedo tristezza negli occhi di bambini e adulti. Qui c&#8217;&#232; solo fame e miseria, ma tanta voglia di vivere. Questa non &#232; vita, ma &#232; pur sempre la vita!
Riprendo il mio volo ed ecco che mi ritrovo tra enormi palazzi che sembrano vogliano far il solletico al cielo, vedo veicoli che sfrecciano veloci, luci multicolori che mi accecano, violenza gratuita, gente senz&#8217;anima che rincorre il dio denaro e che, incapace di apprezzare la vita, la butta via per niente.
Guardo con occhi sgranati questo orrore e non posso fare a meno di chiedermi come  possano coesistere due situazioni talmente diverse nello stesso mondo. 
C&#8217;&#232; chi, avendo smarrito il senso della vita, non sente pi&#249; la brezza della mattina, la dolce carezza del vento sul viso, non ha tempo di sognare e non capisce che con i soldi non si possono comprare n&#233; amici, n&#233; anime, n&#233;  luna, n&#233; sole mentre c&#8217;&#232; a chi avanzano sogni per sognare. Ma anche questo &#232; la vita! L&#8217;incantevole e misteriosa vita!
Mentre sono immersa in questa amara riflessione, sento un pianto soffocato. Vorrei far finta di non aver sentito perch&#233; temo di imbattermi in un altro orrore, ma non posso ignorarlo, prima che la mia breve esistenza finisca devo sapere, devo capirne di pi&#249;. 
Dispiego tremante le ali e seguo il flebile pianto. Rannicchiata in un angolo di casa c&#8217;&#232; una bambina. Mi poggio sulla sua spalla, vedo le lacrime rigarle le tenere guance e  un senso di smarrimento e impotenza trasparire dagli occhi. Rimango immobile, non so che fare: sono una farfalla, una piccola, fragile farfalla!
&#8220; Lo so, ha fatto cose brutte, ma perch&#233; giustiziarlo, perch&#233; togliergli la vita, &#232; pur sempre mio padre!&#8221;  Le parole che la bambina pronuncia tra i singhiozzi creano in me confusione e disorientamento. Non capisco: se giustiziare vuol dire fare giustizia, perch&#233; la bambina &#232; cos&#236; angosciata? Allora giustiziare &#232; una cosa giusta da fare o no? Gli interrogativi mi agitano a tal punto che le mie ali iniziano a vibrare incontrollate e la bambina si accorge di me.
Incapace a comprendere, la tempesto di mille domande: voglio capire! 
&#8220;Giustiziare vuol dire che sar&#224; ucciso, che ormai ha le ore contate e che io non lo vedr&#242; mai pi&#249;! Io sono contro la pena di morte ma, dopotutto, non so come reagirei se uccidessero mia sorella&#8230; probabilmente vorrei il peggio per l&#8217;assassino, ma so anche che se si uccide la zanzara, la puntura non prude meno!&#8221; continua tra le lacrime la bimba.
Inizialmente non capisco la metafora, poi annuisco, ma resto zitta: non trovo parole di conforto.
&#8220;Penso che mio padre sia pi&#249; degno di vivere di molte altre persone le quali ritengono che la propria vita non abbia significato. Chiss&#224; quante cose aveva da insegnarmi, quante cose avrei potuto imparare da lui semplicemente guardandolo! Quali e quanti pensieri in queste ore lo stanno agitando? Deve essere terribile sapere di dovere dire addio alla vita per decisione di chi &#232; convinto di fare giustizia&#8221;. L&#8217;ascolto smarrita e rifletto sul fatto che anch&#8217;io tra poche ore non esister&#242; pi&#249;.
&#8220;Mio padre, lo so, ha sbagliato, ma questa pena crudele impedisce qualsiasi forma di redenzione. Possibile che ci sia ancora chi &#232; convinto che solo togliendo la vita si possa ridare pace e serenit&#224; a chi ha subito un torto?&#8221;
Gli interrogativi che la bambina si pone mi rendono ancora pi&#249; frastornata. I primi minuti della mia breve esistenza mi avevano mostrato  la vita, l&#8217;incantevole e misteriosa vita, ma quello che ho conosciuto dopo non &#232; altro che la negazione di essa. Com&#8217;&#232; possibile tutto ci&#242;? Pu&#242; uno Stato sancire come diritto fondamentale dell&#8217;uomo il diritto alla vita, adoperarsi perch&#233; a nessuno venga negato e nello stesso tempo toglierlo a chi ha sbagliato?
Sono una farfalla, una frivola farfalla, per questo forse non capisco.
Inizio gi&#224; a sentirmi molto debole, ma voglio dare un senso alla mia esistenza, non voglio essere farfalla.  Mi libro nel cielo, ancora una volta volgo il mio sguardo in basso, vedo dei bambini, mi soffermo a guardarli, si rincorrono felici, gioiscono di piccole cose. La loro spensieratezza cancella per un attimo il dolore dal mio cuore, ma devo affrettarmi, devo raggiungere qualcuno prima che sia troppo tardi. Trafelata mi incuneo tra gelide sbarre, nell&#8217;aria sento solo odore di morte, un uomo aspetta gi&#224; estraneo alla terra, il suo sguardo corre lontano. Mi appoggio sulla sua spalla, gli sussurro qualcosa, gli sfioro dolcemente la guancia sul suo volto nasce un sorriso.
Un attimo &#8230; e qualcuno gli spegne per sempre il sorriso.     

(terzo premio al concorso letterario &#34;Allena il tuo cuore&#34; in memoria di Gaetano Conti)
Martina De Riggi
Classe III G
</description>
	<content:encoded><![CDATA[	<div align="justify"><img width="35" height="40" alt="" src="/files/Image/io leggo/2009_10/farfalla.gif" /><font face="Comic Sans MS" color="#800000">Oggi distendo le mie ali per la prima volta. <br />
E&rsquo; una bella giornata di sole. <br />
Uscendo dal mio bozzolo, sento la brezza accarezzarmi dolcemente.<br />
Ho aspettato pazientemente il momento in cui mi sarebbe stata concessa la libert&agrave; di viaggiare per il mondo, anche se questo avrebbe significato l&rsquo;inizio della mia fine. Le mie ore sono contate, non ho tempo di crogiolarmi nel caldo abbraccio del sole: devo partire subito.<br />
Non ho idea di dove andare, mi guardo intorno, alzando gli occhi vedo una palla brillante. Parto a razzo per quanto le mie ali me lo consentano, voglio toccare quella cosa stupenda. Volo per un tempo che mi sembra interminabile ma, per quanto mi sforzi, mi sembra di essere sempre allo stesso punto. <br />
Rinuncio.<br />
Guardo verso il basso. La bellezza di ci&ograve; che vedono i miei occhi &egrave; indescrivibile: riccioli verdi ondeggianti al lieve vento, nastri azzurri che si snodano tra mille ghirigori, leggiadri esseri che volteggiano giocosi nell&rsquo;azzurro del cielo, meravigliose armonie di colori e forme.<br />
Ecco: &egrave; la vita! L&rsquo;incantevole e misteriosa vita! <br />
Resterei qui a contemplare questo superbo spettacolo, ma mi resta poco tempo da vivere e voglio impiegarlo al meglio. Voglio esplorare, capire, conoscere e imparare il pi&ugrave; possibile prima di abbandonarmi alla Madre Terra. <br />
Qualche battito d&rsquo;ali ed eccomi sul mare infinito. Le onde giocano a rincorrersi increspandosi di bianco, voglio giocare anch&rsquo;io con loro e per un po&rsquo; le seguo: corro in avanti e subito ritorno indietro senza un attimo di respiro.<br />
Non posso giocarmi cos&igrave; il mio poco tempo, ho tanto ancora da conoscere e cos&igrave; riprendo il viaggio. Volteggio su un prato, mi poso su un fiore, annuso il profumo &hellip;ma devo di nuovo partire. Devo conoscere ancora, non posso sprecare l&rsquo;occasione di vivere al meglio la vita e di imparare ad apprezzarne il valore. Se non lo facessi, avvalorerei il giudizio di chi ritiene che noi farfalle siamo frivole e superficiali. <br />
Vedo qualcosa in lontananza, qualcosa di diverso da quello che finora ho visto. Dispiego di nuovo le ali e mi dirigo verso quel punto lontano. Per ingannare la stanchezza del volo, cerco di immaginare ci&ograve; che si presenter&agrave; ai miei occhi: di sicuro un altro superbo spettacolo!<br />
Ecco, sono quasi arrivata! Ma che succede? Nell&rsquo;aria sento solo odore di dolore, vedo tristezza negli occhi di bambini e adulti. Qui c&rsquo;&egrave; solo fame e miseria, ma tanta voglia di vivere. Questa non &egrave; vita, ma &egrave; pur sempre la vita!<br />
Riprendo il mio volo ed ecco che mi ritrovo tra enormi palazzi che sembrano vogliano far il solletico al cielo, vedo veicoli che sfrecciano veloci, luci multicolori che mi accecano, violenza gratuita, gente senz&rsquo;anima che rincorre il dio denaro e che, incapace di apprezzare la vita, la butta via per niente.<br />
Guardo con occhi sgranati questo orrore e non posso fare a meno di chiedermi come  possano coesistere due situazioni talmente diverse nello stesso mondo. <br />
C&rsquo;&egrave; chi, avendo smarrito il senso della vita, non sente pi&ugrave; la brezza della mattina, la dolce carezza del vento sul viso, non ha tempo di sognare e non capisce che con i soldi non si possono comprare n&eacute; amici, n&eacute; anime, n&eacute;  luna, n&eacute; sole mentre c&rsquo;&egrave; a chi avanzano sogni per sognare. Ma anche questo &egrave; la vita! L&rsquo;incantevole e misteriosa vita!<br />
Mentre sono immersa in questa amara riflessione, sento un pianto soffocato. Vorrei far finta di non aver sentito perch&eacute; temo di imbattermi in un altro orrore, ma non posso ignorarlo, prima che la mia breve esistenza finisca devo sapere, devo capirne di pi&ugrave;. <br />
Dispiego tremante le ali e seguo il flebile pianto. Rannicchiata in un angolo di casa c&rsquo;&egrave; una bambina. Mi poggio sulla sua spalla, vedo le lacrime rigarle le tenere guance e  un senso di smarrimento e impotenza trasparire dagli occhi. Rimango immobile, non so che fare: sono una farfalla, una piccola, fragile farfalla!<br />
&ldquo; Lo so, ha fatto cose brutte, ma perch&eacute; giustiziarlo, perch&eacute; togliergli la vita, &egrave; pur sempre mio padre!&rdquo;  Le parole che la bambina pronuncia tra i singhiozzi creano in me confusione e disorientamento. Non capisco: se giustiziare vuol dire fare giustizia, perch&eacute; la bambina &egrave; cos&igrave; angosciata? Allora giustiziare &egrave; una cosa giusta da fare o no? Gli interrogativi mi agitano a tal punto che le mie ali iniziano a vibrare incontrollate e la bambina si accorge di me.<br />
Incapace a comprendere, la tempesto di mille domande: voglio capire! <br />
&ldquo;Giustiziare vuol dire che sar&agrave; ucciso, che ormai ha le ore contate e che io non lo vedr&ograve; mai pi&ugrave;! Io sono contro la pena di morte ma, dopotutto, non so come reagirei se uccidessero mia sorella&hellip; probabilmente vorrei il peggio per l&rsquo;assassino, ma so anche che se si uccide la zanzara, la puntura non prude meno!&rdquo; continua tra le lacrime la bimba.<br />
Inizialmente non capisco la metafora, poi annuisco, ma resto zitta: non trovo parole di conforto.<br />
&ldquo;Penso che mio padre sia pi&ugrave; degno di vivere di molte altre persone le quali ritengono che la propria vita non abbia significato. Chiss&agrave; quante cose aveva da insegnarmi, quante cose avrei potuto imparare da lui semplicemente guardandolo! Quali e quanti pensieri in queste ore lo stanno agitando? Deve essere terribile sapere di dovere dire addio alla vita per decisione di chi &egrave; convinto di fare giustizia&rdquo;. L&rsquo;ascolto smarrita e rifletto sul fatto che anch&rsquo;io tra poche ore non esister&ograve; pi&ugrave;.<br />
&ldquo;Mio padre, lo so, ha sbagliato, ma questa pena crudele impedisce qualsiasi forma di redenzione. Possibile che ci sia ancora chi &egrave; convinto che solo togliendo la vita si possa ridare pace e serenit&agrave; a chi ha subito un torto?&rdquo;<br />
Gli interrogativi che la bambina si pone mi rendono ancora pi&ugrave; frastornata. I primi minuti della mia breve esistenza mi avevano mostrato  la vita, l&rsquo;incantevole e misteriosa vita, ma quello che ho conosciuto dopo non &egrave; altro che la negazione di essa. Com&rsquo;&egrave; possibile tutto ci&ograve;? Pu&ograve; uno Stato sancire come diritto fondamentale dell&rsquo;uomo il diritto alla vita, adoperarsi perch&eacute; a nessuno venga negato e nello stesso tempo toglierlo a chi ha sbagliato?<br />
Sono una farfalla, una frivola farfalla, per questo forse non capisco.<br />
Inizio gi&agrave; a sentirmi molto debole, ma voglio dare un senso alla mia esistenza, non voglio essere farfalla.  Mi libro nel cielo, ancora una volta volgo il mio sguardo in basso, vedo dei bambini, mi soffermo a guardarli, si rincorrono felici, gioiscono di piccole cose. La loro spensieratezza cancella per un attimo il dolore dal mio cuore, ma devo affrettarmi, devo raggiungere qualcuno prima che sia troppo tardi. Trafelata mi incuneo tra gelide sbarre, nell&rsquo;aria sento solo odore di morte, un uomo aspetta gi&agrave; estraneo alla terra, il suo sguardo corre lontano. Mi appoggio sulla sua spalla, gli sussurro qualcosa, gli sfioro dolcemente la guancia sul suo volto nasce un sorriso.<br />
Un attimo &hellip; e qualcuno gli spegne per sempre il sorriso.     <br />
</font></div>
	<p><font face="Comic Sans MS" color="#000000">(terzo premio al concorso letterario &quot;Allena il tuo cuore&quot; in memoria di Gaetano Conti)</font></p>
	<div align="right"><em><strong><font face="Comic Sans MS" color="#800000">Martina De Riggi</font></strong></em><br />
<em><strong><font face="Comic Sans MS" color="#800000">Classe III G</font></strong></em>
</div>
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</item>
<item rdf:about="http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=title_2832&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1">
	<title>PERSUADER</title>
	<link>http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=title_2832&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1</link>
	<dc:date>2010-03-17T21:10:29Z</dc:date>
	<dc:creator>topolino_07</dc:creator>
	<dc:subject>recensioni</dc:subject>
	<description>
Persuader &#232; uno dei thriller scritti da Lee Child, pseudonimo di James R. Grant.
Il romanzo, il cui titolo &#232; stato italianizzato in La vittima designata, &#232; stato pubblicato nel 2007 dalla casa editrice Longanesi.
L&#8217;ex poliziotto Jack Reacher decide di tagliare i fili con il passato, ma nella sua vita ritorna Quinn, un criminale dato per morto. 
Per vendicarsi ma anche per salvare un&#8217;infiltrata della DEA, Jack decide di scovarlo avvalendosi dell&#8217;aiuto di altri due agenti della stessa federazione: Eliot e Duffy. 
Child nel descrivere minuziosamente sia i personaggi che le armi usate, utilizza un linguaggio molto accurato e, come in tutti i suoi thriller, riesce a tenere col fiato sospeso i lettori.



                                                                                                 Benedetto Barone
                                                                                                             II G 
                                                                                                      a.s. 2009-2010
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	<content:encoded><![CDATA[	<p><img width="122" height="191" align="left" alt="" src="/files/Image/io leggo/2009_10/vittidesigrande.jpg" style="margin-right: 10px;" /></p>
	<div align="justify"><font face="Comic Sans MS"><strong><font color="#003366"><em>Persuader</em></font></strong> &egrave; uno dei thriller scritti da Lee Child, pseudonimo di James R. Grant.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">Il romanzo, il cui titolo &egrave; stato italianizzato in <em><font color="#003366"><strong>La vittima designata</strong></font></em>, &egrave; stato pubblicato nel 2007 dalla casa editrice Longanesi.</font><br />
<font face="Comic Sans MS">L&rsquo;ex poliziotto Jack Reacher decide di tagliare i fili con il passato, ma nella sua vita ritorna Quinn, un criminale dato per morto. </font><br />
<font face="Comic Sans MS">Per vendicarsi ma anche per salvare un&rsquo;infiltrata della DEA, Jack decide di scovarlo avvalendosi dell&rsquo;aiuto di altri due agenti della stessa federazione: Eliot e Duffy. </font><br />
<font face="Comic Sans MS">Child nel descrivere minuziosamente sia i personaggi che le armi usate, utilizza un linguaggio molto accurato e, come in tutti i suoi thriller, riesce a tenere col fiato sospeso i lettori.</font>
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	<p><font face="Comic Sans MS"><br />
</font></p>
	<div align="right"><font face="Comic Sans MS">                                                                                                 Benedetto Barone</font><br />
<font face="Comic Sans MS">                                                                                                             II G </font><br />
<font face="Comic Sans MS">                                                                                                      a.s. 2009-2010</font>
</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item rdf:about="http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=title_2831&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1">
	<title>LA BAMBINA CON I SANDALI BIANCHI</title>
	<link>http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=title_2831&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1</link>
	<dc:date>2010-03-17T21:03:31Z</dc:date>
	<dc:creator>topolino_07</dc:creator>
	<dc:subject>recensioni</dc:subject>
	<description> 				 				Il libro La bambina con i sandali bianchi &#232; stato scritto da Malia Bellaribi e pubblicato nel 2007 dalla casa editrice PIEMME.
Nell&#8217;autobiografia la scrittrice narra la vita travagliata di Malika, nata nella bidonville di Nanterre da genitori algerini.
La bambina vive un&#8217;infanzia fatta di miseria, soprusi e solitudine. Nel mondo che la circonda sembra non esserci posto per lei; la stessa madre non ha mai n&#233; una dolcezza n&#233; una carezza nei suoi confronti.
Malika nei suoi primi quattro anni di vita impara che se vuole evitare la brutalit&#224; dei suoi familiari, non deve dare loro alcun fastidio: deve vivere da invisibile.
Il terribile incidente di cui rimane vittima, per&#242;, inaspettatamente le fa scoprire che nel mondo esiste anche l&#8217;amore, l&#8217;affetto, la dolcezza, sentimenti a lei sconosciuti. Nel suo nuovo mondo l&#8217;incontro con la musica e il canto le aprir&#224; la strada per una vita diversa.
Con questo libro, semplice ma avvincente, l&#8217;autrice trasmette un messaggio forte: anche se intorno a noi sembra che esistano solo povert&#224;, abbrutimento e miseria d&#8217;animo, bisogna sempre battersi per una vita migliore e crederci fermamente.  


                                                                                                  Giuliana Mancino
                                                                                                             II G
                                                                                                                         a.s. 2009-2010
</description>
	<content:encoded><![CDATA[	<div align="justify"><img width="140" height="223" align="left" alt="" src="/files/Image/io leggo/2009_10/bambina-con-i-sandali-bianchi.jpg" style="margin-right: 10px;" /> 				 				<font face="Comic Sans MS">Il libro <font color="#003366"><strong><em>La bambina con i sandali bianchi</em> </strong></font>&egrave; stato scritto da Malia Bellaribi e pubblicato nel 2007 dalla casa editrice PIEMME.<br />
Nell&rsquo;autobiografia la scrittrice narra la vita travagliata di Malika, nata nella bidonville di Nanterre da genitori algerini.<br />
La bambina vive un&rsquo;infanzia fatta di miseria, soprusi e solitudine. Nel mondo che la circonda sembra non esserci posto per lei; la stessa madre non ha mai n&eacute; una dolcezza n&eacute; una carezza nei suoi confronti.<br />
Malika nei suoi primi quattro anni di vita impara che se vuole evitare la brutalit&agrave; dei suoi familiari, non deve dare loro alcun fastidio: deve vivere da invisibile.<br />
Il terribile incidente di cui rimane vittima, per&ograve;, inaspettatamente le fa scoprire che nel mondo esiste anche l&rsquo;amore, l&rsquo;affetto, la dolcezza, sentimenti a lei sconosciuti. Nel suo nuovo mondo l&rsquo;incontro con la musica e il canto le aprir&agrave; la strada per una vita diversa.<br />
Con questo libro, semplice ma avvincente, l&rsquo;autrice trasmette un messaggio forte: anche se intorno a noi sembra che esistano solo povert&agrave;, abbrutimento e miseria d&rsquo;animo, bisogna sempre battersi per una vita migliore e crederci fermamente.  <br />
</font></div>
	<p></p>
	<div align="right">                                                                                                  <strong><font face="Comic Sans MS" color="#0000ff">Giuliana Mancino</font><font color="#0000ff"><br />
</font><font face="Comic Sans MS" color="#0000ff">                                                                                                             II G</font><font color="#0000ff"><br />
</font><font face="Comic Sans MS" color="#0000ff">                                                                                                                         a.s. 2009-2010</font><font color="#0000ff"><br />
</font></strong></div>
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</item>
<item rdf:about="http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=twilight&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1">
	<title>TWILIGHT</title>
	<link>http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=twilight&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1</link>
	<dc:date>2010-03-17T20:58:17Z</dc:date>
	<dc:creator>topolino_07</dc:creator>
	<dc:subject>recensioni</dc:subject>
	<description>
Twilight &#232; il primo romanzo fantasy della saga di Twilight della scrittice Stephenie Meyer.
La protagonista &#232; Isabella Swan un&#8217;adolescente che decide di lasciare la citt&#224; di Phoenix per andare a vivere con il padre a Forks. 
Nel nuovo ambiente incontra il misterioso e affascinante Edward che, anche se attratto da Bella, cerca di starle lontano.
Lo strano modo di agire del giovane incuriosisce sempre pi&#249; Bella. 
I due finiscono con l&#8217;innamorarsi perdutamente. Nel comportamento del suo amato c&#8217;&#232;, per&#242;, qualcosa di strano che la ragazza non riesce a spiegarsi.
Un giorno Edward trova la forza di svelarle il suo segreto: &#232; un vampiro!
L&#8217;amore che prova per Bella &#232; cos&#236; forte che supera il desiderio di nutrirsi del suo sangue. Questo lascia presupporre che la ragazza non corra alcun pericolo, ma sar&#224; veramente cos&#236;?  
 


                                                                                             Silvia Librizzi
III G
a.s. 2009-2010
</description>
	<content:encoded><![CDATA[	<p><img width="166" height="233" align="left" alt="" src="/files/Image/io leggo/2009_10/8031179925889g.jpg" style="margin-right: 10px;" /></p>
	<div align="justify"><font face="Comic Sans MS"><strong><font color="#000080"><em>Twilight</em></font></strong> &egrave; il primo romanzo fantasy della saga di Twilight della scrittice Stephenie Meyer.<br />
La protagonista &egrave; Isabella Swan un&rsquo;adolescente che decide di lasciare la citt&agrave; di Phoenix per andare a vivere con il padre a Forks. <br />
Nel nuovo ambiente incontra il misterioso e affascinante Edward che, anche se attratto da Bella, cerca di starle lontano.<br />
Lo strano modo di agire del giovane incuriosisce sempre pi&ugrave; Bella. <br />
I due finiscono con l&rsquo;innamorarsi perdutamente. Nel comportamento del suo amato c&rsquo;&egrave;, per&ograve;, qualcosa di strano che la ragazza non riesce a spiegarsi.<br />
Un giorno Edward trova la forza di svelarle il suo segreto: &egrave; un vampiro!<br />
L&rsquo;amore che prova per Bella &egrave; cos&igrave; forte che supera il desiderio di nutrirsi del suo sangue. Questo lascia presupporre che la ragazza non corra alcun pericolo, ma sar&agrave; veramente cos&igrave;?  <br />
</font> </div>
	<p><font face="Comic Sans MS"><br />
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	<div align="right"><font face="Comic Sans MS">                                                                                             <font color="#0000ff"><strong>Silvia Librizzi<br />
III G<br />
a.s. 2009-2010</strong></font></font>
</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item rdf:about="http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=la_figlia_del_capitano&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1">
	<title>LA FIGLIA DEL CAPITANO</title>
	<link>http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=la_figlia_del_capitano&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1</link>
	<dc:date>2010-03-17T20:54:56Z</dc:date>
	<dc:creator>topolino_07</dc:creator>
	<dc:subject>recensioni</dc:subject>
	<description>
La figlia del capitano &#232; un classico dei romanzi d'avventura dell'800. 
L&#8217;autore Puskin ambienta la storia in uno dei periodi pi&#249; difficili e travagliati della storia della Russia zarista: il periodo della rivolta di Pugac&#235;v. 
Grin&#235;v, giovane ufficiale, presta servizio nella fortezza di Bjelogorsk dove conosce Marja, la figlia del capitano.
I due giovani si innamorano perdutamente, ma la rivolta di Pugac&#235;v che conquista la fortezza uccidendo gli abitanti, compresi i genitori di Marja, e il forte sentimento che Svabrin prova nei confronti della ragazza che cattura per costringerla a sposarlo, danno vita a un susseguirsi di situazioni imprevedibili che vedono protagonisti i due giovani.  
Il romanzo breve, di facile lettura e adatto ad ogni fascia di et&#224;, fin dalle prime pagine riesce a catturare l&#8217;attenzione del lettore grazie al ritmo intenso della narrazione.
 


                                                                                                                 Anastasia Lo Coco
II G
a.s.2009-2010
</description>
	<content:encoded><![CDATA[	<p><img width="128" height="215" align="left" alt="" src="/files/Image/io leggo/2009_10/figlia_capitano.jpg" style="margin-right: 10px;" /></p>
	<div align="justify"><font face="Comic Sans MS" color="#000080"><strong><em>La figlia del capitano </em></strong></font><font face="Comic Sans MS">&egrave; un classico dei romanzi d'avventura dell'800. <br />
L&rsquo;autore Puskin ambienta la storia in uno dei periodi pi&ugrave; difficili e travagliati della storia della Russia zarista: il periodo della rivolta di Pugac&euml;v. <br />
Grin&euml;v, giovane ufficiale, presta servizio nella fortezza di Bjelogorsk dove conosce Marja, la figlia del capitano.<br />
I due giovani si innamorano perdutamente, ma la rivolta di Pugac&euml;v che conquista la fortezza uccidendo gli abitanti, compresi i genitori di Marja, e il forte sentimento che Svabrin prova nei confronti della ragazza che cattura per costringerla a sposarlo, danno vita a un susseguirsi di situazioni imprevedibili che vedono protagonisti i due giovani.  <br />
Il romanzo breve, di facile lettura e adatto ad ogni fascia di et&agrave;, fin dalle prime pagine riesce a catturare l&rsquo;attenzione del lettore grazie al ritmo intenso della narrazione.<br />
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	<p><font face="Comic Sans MS"><br />
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	<div align="right"><font face="Comic Sans MS">                                                                                                                 <em><strong><font color="#003366">Anastasia Lo Coco<br />
II G<br />
a.s.2009-2010</font></strong></em></font>
</div>
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</item>
<item rdf:about="http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=il_giornalino_di_gian_burrasca&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1">
	<title>IL GIORNALINO DI GIAN BURRASCA</title>
	<link>http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=il_giornalino_di_gian_burrasca&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1</link>
	<dc:date>2010-03-17T20:50:22Z</dc:date>
	<dc:creator>topolino_07</dc:creator>
	<dc:subject>recensioni</dc:subject>
	<description> 				 				Il giornalino di Gian Burrasca, scritto da Vamba  (pseudonimo di Luigi Bertelli), &#232; un classico della letteratura per ragazzi.
Inizialmente pubblicato a puntate sul Giornalino della Domenica, &#232; scritto sotto forma di diario. Il protagonista &#232; Giannino Stoppani soprannominato Gian Burrasca per tutte le monellerie che combina.
&#200; un ragazzino molto discolo che, convinto di essere nel giusto, di guai ne combina tanti, ma proprio tanti!
I genitori, stanchi delle sue marachelle, decidono di mandarlo nel collegio Pierpaoli, ma anche qui porta scompiglio e addirittura si ritrova ad essere a capo di una ribellione contro la dispotica direttrice.
Giannino nel suo diario annota le vicende che lo vedono protagonista, ma anche il suo stato d&#8217;animo di bambino incompreso e vittima delle situazioni che, suo malgrado, lo vedono coinvolto.
Il libro, molto divertente e di facile lettura, ci insegna che a volte bisogna mentire a fin di bene e che prima di agire bisognerebbe contare almeno fino a dieci.
 



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II G
a.s. 2009-2010
 			 		</description>
	<content:encoded><![CDATA[	<div align="justify"><img width="190" height="261" align="left" style="margin-right: 10px;" src="/files/Image/io leggo/2009_10/gian_burrasca.jpg" alt="" /> 				 				<font face="Comic Sans MS"><em><font color="#003366"><strong>Il giornalino di Gian Burrasca</strong></font></em>, scritto da Vamba  (pseudonimo di Luigi Bertelli), &egrave; un classico della letteratura per ragazzi.<br />
Inizialmente pubblicato a puntate sul Giornalino della Domenica, &egrave; scritto sotto forma di diario. Il protagonista &egrave; Giannino Stoppani soprannominato Gian Burrasca per tutte le monellerie che combina.<br />
&Egrave; un ragazzino molto discolo che, convinto di essere nel giusto, di guai ne combina tanti, ma proprio tanti!<br />
I genitori, stanchi delle sue marachelle, decidono di mandarlo nel collegio Pierpaoli, ma anche qui porta scompiglio e addirittura si ritrova ad essere a capo di una ribellione contro la dispotica direttrice.<br />
Giannino nel suo diario annota le vicende che lo vedono protagonista, ma anche il suo stato d&rsquo;animo di bambino incompreso e vittima delle situazioni che, suo malgrado, lo vedono coinvolto.<br />
Il libro, molto divertente e di facile lettura, ci insegna che a volte bisogna mentire a fin di bene e che prima di agire bisognerebbe contare almeno fino a dieci.<br />
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II G<br />
a.s. 2009-2010</font><br />
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]]></content:encoded>
</item>
<item rdf:about="http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=figli_di_nessuno&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1">
	<title>FIGLI DI NESSUNO</title>
	<link>http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=figli_di_nessuno&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1</link>
	<dc:date>2010-03-17T20:44:03Z</dc:date>
	<dc:creator>topolino_07</dc:creator>
	<dc:subject>recensioni</dc:subject>
	<description>
Il libro Figli di nessuno, scritto da Torey Hayden e pubblicato dalla casa editrice Tea, racconta di un&#8217;insegnante speciale che si occupa di quattro bambini che hanno perso la speranza di sentirsi amati. 
Boo parla solo per ripetere le previsione del tempo; Lori non sa n&#233; scrivere n&#233; leggere a causa di un trauma cranico causatole dal padre violento; Tommaso, dopo avere assistito all&#8217;omicidio del padre, diventa un bambino molto aggressivo; Claudia, ragazzina dodicenne dell'alta borghesia, viene espulsa dalla scuola privata cattolica che frequentava, perch&#233; incinta.
L&#8217;incontro con la maestra dei miracoli, Torey Hayden, cambier&#224; la vita dei quattro bambini di cui nessuno prima si era occupato. 
Il libro, intenso e coinvolgente, trasmette un messaggio forte: l&#8217;amore e la dedizione possono risolvere anche le situazioni pi&#249; disperate.  



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III G
a.s. 2009-2010
			 		</description>
	<content:encoded><![CDATA[	<p><img width="148" height="231" align="left" style="margin-right: 10px;" src="/files/Image/io leggo/2009_10/figli_nessuno.jpg" alt="" /></p>
	<div align="justify"><font face="Comic Sans MS">Il libro <font color="#000080"><em><strong>Figli di nessuno</strong></em></font>, scritto da Torey Hayden e pubblicato dalla casa editrice Tea, racconta di un&rsquo;insegnante speciale che si occupa di quattro bambini che hanno perso la speranza di sentirsi amati. <br />
Boo parla solo per ripetere le previsione del tempo; Lori non sa n&eacute; scrivere n&eacute; leggere a causa di un trauma cranico causatole dal padre violento; Tommaso, dopo avere assistito all&rsquo;omicidio del padre, diventa un bambino molto aggressivo; Claudia, ragazzina dodicenne dell'alta borghesia, viene espulsa dalla scuola privata cattolica che frequentava, perch&eacute; incinta.<br />
L&rsquo;incontro con la maestra dei miracoli, Torey Hayden, cambier&agrave; la vita dei quattro bambini di cui nessuno prima si era occupato. <br />
Il libro, intenso e coinvolgente, trasmette un messaggio forte: l&rsquo;amore e la dedizione possono risolvere anche le situazioni pi&ugrave; disperate.  </font>
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	<div align="right">                                                                                                            <strong><em><font color="#0000ff">Martina De Riggi  <br />
III G<br />
a.s. 2009-2010<br />
</font></em></strong>			 		</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item rdf:about="http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=amore_14&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1">
	<title>AMORE 14</title>
	<link>http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=amore_14&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1</link>
	<dc:date>2010-03-17T20:28:30Z</dc:date>
	<dc:creator>topolino_07</dc:creator>
	<dc:subject>recensioni</dc:subject>
	<description>
Il romanzo Amore 14, scritto da  Federico Moccia ed edito dalla casa editrice Feltrinelli, ha come storia centrale la vita di una quattordicenne: Carolina.
Come tutte le ragazze della sua et&#224;, le sue giornate sono permeate dal difficile rapporto con i genitori, dalla gioia del primo amore, dalle prime delusioni sentimentali, dalle battaglie portate avanti per essere considerata adulta, dai grandi sogni. 
Il romanzo ha avuto grande successo perch&#233; alle vicende della protagonista fa da sfondo il mondo degli adolescenti di oggi, un mondo fatto di incomprensioni, primi innamoramenti, voglia di sognare e di diventare grandi.
Un mondo in cui gli adolescenti si ritrovano, un mondo popolato da personaggi molto simili a loro e in cui finiscono con l&#8217;immedesimarsi. 
 



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II G
a.s. 2009-2010
</description>
	<content:encoded><![CDATA[	<p><img width="136" height="210" align="left" alt="amore14" style="margin-right: 10px;" src="/files/Image/io leggo/amore14.jpg" /></p>
	<div align="justify"><font face="Comic Sans MS">Il romanzo <em><strong><font color="#000080">Amore 14</font></strong></em>, scritto da  Federico Moccia ed edito dalla casa editrice Feltrinelli, ha come storia centrale la vita di una quattordicenne: Carolina.<br />
Come tutte le ragazze della sua et&agrave;, le sue giornate sono permeate dal difficile rapporto con i genitori, dalla gioia del primo amore, dalle prime delusioni sentimentali, dalle battaglie portate avanti per essere considerata adulta, dai grandi sogni. <br />
Il romanzo ha avuto grande successo perch&eacute; alle vicende della protagonista fa da sfondo il mondo degli adolescenti di oggi, un mondo fatto di incomprensioni, primi innamoramenti, voglia di sognare e di diventare grandi.<br />
Un mondo in cui gli adolescenti si ritrovano, un mondo popolato da personaggi molto simili a loro e in cui finiscono con l&rsquo;immedesimarsi. <br />
</font> </div>
	<p><font face="Comic Sans MS"></p>
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II G<br />
a.s. 2009-2010</font></em></font>
</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item rdf:about="http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=vermeer_e_il_codice_segreto&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1">
	<title>VERMEER E IL CODICE SEGRETO</title>
	<link>http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=vermeer_e_il_codice_segreto&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1</link>
	<dc:date>2008-06-05T20:52:16Z</dc:date>
	<dc:creator>topolino_07</dc:creator>
	<dc:subject>recensioni</dc:subject>
	<description>&#160;E&#8217; un libro per ragazzi scritto da Blue Balliet. 
Il romanzo, edito da Mondatori, si ispira al Codice da Vinci. 
I protagonisti sono Calder e Petra che, da compagni di classe che a stento si parlano, danno vita a un&#8217;intensa amicizia. 
La storia inizia con la consegna di tre identiche lettere anonime. Chi le spedisce e perch&#233;? Che relazione c&#8217;&#232; tra La donna che scrive, un quadro di Vermeer e i due ragazzi ? E Luise Scarpe che ruolo ha nel romanzo? 
Il libro tratta di fenomeni inspiegabili e inquietanti premonizioni. Uno dopo l&#8217;altro si susseguono avvenimenti apparentemente slegati tra loro, ma che hanno una sola via d&#8217;uscita. 
Il linguaggio non &#232; semplicissimo ed &#232; inadatto a ragazzi di 12 anni. Nella narrazione l&#8217;autore fa largo usa della tecnica del flashback. 
Anna Laura Taormina
</description>
	<content:encoded><![CDATA[	<p align="justify"><img width="170" height="204" align="left" src="/files/Image/io leggo/ver.jpg" alt="" style="margin-right: 10px;" />&nbsp;<font face="Comic Sans MS">E&rsquo; un libro per ragazzi scritto da Blue Balliet. <br />
Il romanzo, edito da Mondatori, si ispira al Codice da Vinci. <br />
I protagonisti sono Calder e Petra che, da compagni di classe che a stento si parlano, danno vita a un&rsquo;intensa amicizia. <br />
La storia inizia con la consegna di tre identiche lettere anonime. Chi le spedisce e perch&eacute;? Che relazione c&rsquo;&egrave; tra La donna che scrive, un quadro di Vermeer e i due ragazzi ? E Luise Scarpe che ruolo ha nel romanzo? <br />
Il libro tratta di fenomeni inspiegabili e inquietanti premonizioni. Uno dopo l&rsquo;altro si susseguono avvenimenti apparentemente slegati tra loro, ma che hanno una sola via d&rsquo;uscita. <br />
Il linguaggio non &egrave; semplicissimo ed &egrave; inadatto a ragazzi di 12 anni. Nella narrazione l&rsquo;autore fa largo usa della tecnica del flashback. </font></p>
	<p align="right"><font face="Comic Sans MS"><strong><em><font color="#0000ff">Anna Laur</font></em></strong></font><font face="Comic Sans MS"><strong><em><font color="#0000ff">a Taormina</font></em></strong><br />
</font></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item rdf:about="http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=tobia&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1">
	<title>TOBIA</title>
	<link>http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=tobia&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1</link>
	<dc:date>2008-06-05T20:43:12Z</dc:date>
	<dc:creator>topolino_07</dc:creator>
	<dc:subject>recensioni</dc:subject>
	<description>&#160;E&#8217; un libro per ragazzi scritto da Timoth&#232;e de Fombelle e illustrato da Fran&#231;ois Place. 
Il protagonista di questa fantastica storia &#232; Tobia, un ragazzo alto un millimetro e mezzo che vive come tutto il resto del suo popolo su un albero. 
La storia &#232; centrata sull&#8217;amicizia tra Tobia e Leo Blue; il loro &#232; un rapporto speciale, alimentato da grandissima sincerit&#224; e da grande affetto. 
Nel tempo, la famiglia di Tobia &#232; costretta all&#8217;esilio sui Rami Bassi ed &#232;, quindi, necessaria la separazione da Leo. Qui, Tobia conosce Elisha, la sua nuova migliore amica, con la quale instaura un rapporto strettissimo. Con lei vive grandi avventure e, grazie al suo aiuto riesce a salvare i suoi genitori da un pericoloso destino. 
L&#8217;autore fa uso di un linguaggio semplicissimo per esprimere in modo molto efficace una morale altrettanto elementare: l&#8217;importanza degli amici veri che aiutano a superare le peggiori difficolt&#224;. 
Anna Laura Taormina
</description>
	<content:encoded><![CDATA[	<p align="justify"><font face="Comic Sans MS"><img style="WIDTH: 163px; MARGIN-RIGHT: 10px; HEIGHT: 228px" height="350" alt="" width="230" align="left" src="/files/Image/io leggo/tobi.jpg" />&nbsp;E&rsquo; un libro per ragazzi scritto da Timoth&egrave;e de Fombelle e illustrato da Fran&ccedil;ois Place. <br />
Il protagonista di questa fantastica storia &egrave; Tobia, un ragazzo alto un millimetro e mezzo che vive come tutto il resto del suo popolo su un albero. <br />
La storia &egrave; centrata sull&rsquo;amicizia tra Tobia e Leo Blue; il loro &egrave; un rapporto speciale, alimentato da grandissima sincerit&agrave; e da grande affetto. <br />
Nel tempo, la famiglia di Tobia &egrave; costretta all&rsquo;esilio sui Rami Bassi ed &egrave;, quindi, necessaria la separazione da Leo. Qui, Tobia conosce Elisha, la sua nuova migliore amica, con la quale instaura un rapporto strettissimo. Con lei vive grandi avventure e, grazie al suo aiuto riesce a salvare i suoi genitori da un pericoloso destino. <br />
L&rsquo;autore fa uso di un linguaggio semplicissimo per esprimere in modo molto efficace una morale altrettanto elementare: l&rsquo;importanza degli amici veri che aiutano a superare le peggiori difficolt&agrave;. </font></p>
	<p align="right"><font face="Comic Sans MS" color="#0000ff"><strong><em>Anna Laura Taormina<br />
</em></strong></font></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item rdf:about="http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=tempi_tempestosi_a_villa_ghiacciaossa&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1">
	<title>TEMPI TEMPESTOSI A VILLA GHIACCIAOSSA</title>
	<link>http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=tempi_tempestosi_a_villa_ghiacciaossa&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1</link>
	<dc:date>2008-06-05T20:39:23Z</dc:date>
	<dc:creator>topolino_07</dc:creator>
	<dc:subject>recensioni</dc:subject>
	<description>&#160;E&#8217; un fantasy-giallo nel quale Antony Horowitz racconta la storia che vive David Eliot in un bizzarro collegio abitato da creature stranissime e minacciato da un&#8217;oscura presenza che vorrebbe distruggerlo. 
David inizialmente sarebbe stato felice di assistere alla rovina di Villa Ghiacciaossa e dei suoi spettrali insegnanti ma, volendo conquistare l&#8217;Infame Graal, un calice dagli immensi poteri che viene dato in premio ogni anno al miglior allievo, cambia idea e decide di scoprire chi trama nell&#8217;ombra per distruggere la spettrale scuola e perch&#233;. 
Vincent King, un nuovo arrivato, insidia la sua prima posizione in classifica, ed una serie di &#8220;incidenti&#8221; sembrano favorire la sua ascesa in lista &#8230; 
Chi vuole impedire la vittoria di David e, peggio ancora, minaccia l&#8217;esistenza di Villa Ghiacciaossa ? 
Per scoprirlo, immergetevi anche voi in questo avvincente racconto dal linguaggio semplice ma ricco di vocaboli inventati e aiutate David a trovare il colpevole di tanti misteriosi fenomeni. 
Silvia Buscarello</description>
	<content:encoded><![CDATA[	<p align="justify"><img style="WIDTH: 120px; MARGIN-RIGHT: 10px; HEIGHT: 144px" height="142" width="122" align="left" alt="" src="/files/Image/io leggo/tempi temp.jpg" />&nbsp;<font face="Comic Sans MS">E&rsquo; un fantasy-giallo nel quale Antony Horowitz racconta la storia che vive David Eliot in un bizzarro collegio abitato da creature stranissime e minacciato da un&rsquo;oscura presenza che vorrebbe distruggerlo. <br />
David inizialmente sarebbe stato felice di assistere alla rovina di Villa Ghiacciaossa e dei suoi spettrali insegnanti ma, volendo conquistare l&rsquo;Infame Graal, un calice dagli immensi poteri che viene dato in premio ogni anno al miglior allievo, cambia idea e decide di scoprire chi trama nell&rsquo;ombra per distruggere la spettrale scuola e perch&eacute;. <br />
Vincent King, un nuovo arrivato, insidia la sua prima posizione in classifica, ed una serie di &ldquo;incidenti&rdquo; sembrano favorire la sua ascesa in lista &hellip; <br />
Chi vuole impedire la vittoria di David e, peggio ancora, minaccia l&rsquo;esistenza di Villa Ghiacciaossa ? <br />
Per scoprirlo, immergetevi anche voi in questo avvincente racconto dal linguaggio semplice ma ricco di vocaboli inventati e aiutate David a trovare il colpevole di tanti misteriosi fenomeni. </font></p>
	<p align="right"><font face="Comic Sans MS" color="#00ccff"><strong><em>Silvia Buscarello</em></strong></font></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item rdf:about="http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=piccole_donne&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1">
	<title>PICCOLE DONNE</title>
	<link>http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=piccole_donne&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1</link>
	<dc:date>2008-06-05T20:35:38Z</dc:date>
	<dc:creator>topolino_07</dc:creator>
	<dc:subject>recensioni</dc:subject>
	<description>&#160;E&#8217; il pi&#249; famoso romanzo di Louisa May Alcott ed &#232; un classico della letteratura per ragazzi. 
La storia ha come protagoniste quattro sorelle: Margaret, Josephine, Elizabeth e Amy. La loro vita tranquilla &#232; sconvolta dalla guerra di Secessione a cui il padre partecipa. Nel periodo in cui il capofamiglia &#232; al fronte, la famiglia &#232; costretta ad affrontare tante difficolt&#224; che supera grazie alla madre, punto di riferimento per le sorelle. 
La situazione peggiora ulteriormente prima per la malattia del padre, poi per quella di Elizabeth. Ma, nonostante il precario equilibrio, la famiglia riesce a trovare sempre una soluzione ad ogni problema. 
Simona Pantano
</description>
	<content:encoded><![CDATA[	<p><img style="WIDTH: 134px; MARGIN-RIGHT: 10px; HEIGHT: 149px" height="350" width="228" align="left" alt="" src="/files/Image/io leggo/piccole-donne_1.jpg" />&nbsp;<font face="Comic Sans MS">E&rsquo; il pi&ugrave; famoso romanzo di Louisa May Alcott ed &egrave; un classico della letteratura per ragazzi. <br />
La storia ha come protagoniste quattro sorelle: Margaret, Josephine, Elizabeth e Amy. La loro vita tranquilla &egrave; sconvolta dalla guerra di Secessione a cui il padre partecipa. Nel periodo in cui il capofamiglia &egrave; al fronte, la famiglia &egrave; costretta ad affrontare tante difficolt&agrave; che supera grazie alla madre, punto di riferimento per le sorelle. <br />
La situazione peggiora ulteriormente prima per la malattia del padre, poi per quella di Elizabeth. Ma, nonostante il precario equilibrio, la famiglia riesce a trovare sempre una soluzione ad ogni problema. </font></p>
	<p align="right"><font face="Comic Sans MS"><strong><em><font color="#0000ff">Simona Pantano</font></em></strong><br />
</font></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item rdf:about="http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=laura_leander_e_la_maledizione_del_re_de&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1">
	<title>LAURA LEANDER E LA MALEDIZIONE DEL RE DEI DRAGHI</title>
	<link>http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=laura_leander_e_la_maledizione_del_re_de&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1</link>
	<dc:date>2008-06-05T20:24:13Z</dc:date>
	<dc:creator>topolino_07</dc:creator>
	<dc:subject>recensioni</dc:subject>
	<description>E&#8217; un libro per ragazzi scritto da Peter Freund, autore di altri libri della stessa collana. &#200; un romanzo d&#8217;avventura, edito da Il Punto d&#8217;Incontro. 
Laura Leander frequenta Ravenstain, un collegio tedesco; qui le viene rivelata l&#8217;esistenza di un mondo parallelo al nostro, quello di Aventerra. E, proprio in questo luogo, porta a termine la sua missione: liberare il padre, Marius Leander, dalle grinfie degli Oscuri, i quali lo sottopongono alla rigimorte. 
Per penetrare nella Fortezza Oscura, Laura deve prima riforgiare Chiarosplendore, la spada della Luce. Per fare ci&#242; necessita del ferro stellare, ingrediente custodito dal Rosso Drago del Fuoco. 
Laura &#232; costretta ad attraversare il Regno dei Draghi dal quale nessun essere umano &#232; mai uscito vivo. 
Per potere fare ritorno sulla Terra, attraverso il Portale magico, Laura dovr&#224; sconfiggere il Principe Nero, ovvero Borboron, e i suoi Oscuri, . 
In questa missione potr&#224; contare sull&#8217;aiuto del fratello Lukas, dei paladini Bianchi, di miss Mary, di Percy Valiant, di Alarik Alienor, del professor Morgestern e di Elisyon. 
Il messaggio del libro &#232; che non tutte le cose sono come appaiono (mai fidarsi delle apparenze) e che esiste un altro mondo, magari perch&#233; no, anche Aventerra, che pu&#242; essere visto solo dalle persone che ci credono veramente. 
Anna Laura Taormina
</description>
	<content:encoded><![CDATA[	<p align="justify"><font face="Comic Sans MS"><img width="145" height="233" align="left" src="/files/Image/io leggo/laura leander 2.jpg" alt="" style="margin-right: 10px;" />E&rsquo; un libro per ragazzi scritto da Peter Freund, autore di altri libri della stessa collana. &Egrave; un romanzo d&rsquo;avventura, edito da Il Punto d&rsquo;Incontro. <br />
Laura Leander frequenta Ravenstain, un collegio tedesco; qui le viene rivelata l&rsquo;esistenza di un mondo parallelo al nostro, quello di Aventerra. E, proprio in questo luogo, porta a termine la sua missione: liberare il padre, Marius Leander, dalle grinfie degli Oscuri, i quali lo sottopongono alla rigimorte. <br />
Per penetrare nella Fortezza Oscura, Laura deve prima riforgiare Chiarosplendore, la spada della Luce. Per fare ci&ograve; necessita del ferro stellare, ingrediente custodito dal Rosso Drago del Fuoco. <br />
Laura &egrave; costretta ad attraversare il Regno dei Draghi dal quale nessun essere umano &egrave; mai uscito vivo. <br />
Per potere fare ritorno sulla Terra, attraverso il Portale magico, Laura dovr&agrave; sconfiggere il Principe Nero, ovvero Borboron, e i suoi Oscuri, . <br />
In questa missione potr&agrave; contare sull&rsquo;aiuto del fratello Lukas, dei paladini Bianchi, di miss Mary, di Percy Valiant, di Alarik Alienor, del professor Morgestern e di Elisyon. <br />
Il messaggio del libro &egrave; che non tutte le cose sono come appaiono (mai fidarsi delle apparenze) e che esiste un altro mondo, magari perch&eacute; no, anche Aventerra, che pu&ograve; essere visto solo dalle persone che ci credono veramente. </font></p>
	<p align="right"><font face="Comic Sans MS"><strong><em><font color="#3366ff">Anna Laura Taormina</font></em></strong><br />
</font></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item rdf:about="http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=la_memoria_dell_acqua&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1">
	<title>LA MEMORIA DELL'ACQUA</title>
	<link>http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=la_memoria_dell_acqua&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1</link>
	<dc:date>2008-06-04T22:02:28Z</dc:date>
	<dc:creator>topolino_07</dc:creator>
	<dc:subject>recensioni</dc:subject>
	<description>&#160; E&#8217; un romanzo di Silvana Gandolfi, autrice di altri libri per ragazzi come Pasta di drago e La scimmia nella biglia. 
Nando, il protagonista, vive come tutti anche se ha sei dita ai piedi che saranno causa delle sue avventure. 
Tutto comincia quando uno zio, di origine maya, lo porta con s&#233; in Messico. 
La scoperta di una piramide con all&#8217;interno un pozzo sacrificale chiuso da una lastra su cui vi sono le impronte di due piedi con sei dita ciascuno &#232; il vero motivo per cui lo zio lo ha voluto con s&#233;. 
Poggiando i suoi piedi sulla lastra, Nando attiva un meccanismo che apre il cenote. 
Nel tentativo di recuperare il suo walkman, il ragazzo viene risucchiato all&#8217;interno del pozzo e si ritrova in una citt&#224; maya. 
L&#8217;autrice, oltre che portare nel passato i lettori, vuole comunicare che i difetti possono diventare pregi. 
Lorenzo La Spina
</description>
	<content:encoded><![CDATA[	<p align="justify"><font face="Comic Sans MS"><img style="WIDTH: 158px; MARGIN-RIGHT: 10px; HEIGHT: 244px" height="301" alt="" width="200" align="left" src="/files/Image/io leggo/memoria-acqua.jpg" />&nbsp; E&rsquo; un romanzo di Silvana Gandolfi, autrice di altri libri per ragazzi come Pasta di drago e La scimmia nella biglia. <br />
Nando, il protagonista, vive come tutti anche se ha sei dita ai piedi che saranno causa delle sue avventure. <br />
Tutto comincia quando uno zio, di origine maya, lo porta con s&eacute; in Messico. <br />
La scoperta di una piramide con all&rsquo;interno un pozzo sacrificale chiuso da una lastra su cui vi sono le impronte di due piedi con sei dita ciascuno &egrave; il vero motivo per cui lo zio lo ha voluto con s&eacute;. <br />
Poggiando i suoi piedi sulla lastra, Nando attiva un meccanismo che apre il cenote. <br />
Nel tentativo di recuperare il suo walkman, il ragazzo viene risucchiato all&rsquo;interno del pozzo e si ritrova in una citt&agrave; maya. <br />
L&rsquo;autrice, oltre che portare nel passato i lettori, vuole comunicare che i difetti possono diventare pregi. </font></p>
	<p align="right"><strong><em><font color="#3366ff"><font face="Comic Sans MS">Lorenzo La Spina</font><br />
</font></em></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item rdf:about="http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=la_guerra_degli_elfi&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1">
	<title>LA GUERRA DEGLI ELFI</title>
	<link>http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=la_guerra_degli_elfi&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1</link>
	<dc:date>2008-06-04T21:56:04Z</dc:date>
	<dc:creator>topolino_07</dc:creator>
	<dc:subject>recensioni</dc:subject>
	<description>&#160;L&#8217;autore &#232; Herbie Brennan, scrittore de La guerra degli elfi - il nuovo re e de La guerra degli elfi - Il regno in pericolo. 
La casa editrice &#232; la Oscar Mondadori e le traduzioni sono di Angela Ragusa. 
Il genere &#232; fantasy e i protagonisti sono Henry e Pyrgus Malvae, due ragazzi che, per via delle loro storie che si intrecciano, diventano grandi amici. 
Il principe Pyrgus, che odia la sua carica, si mescola alla gente comune. 
Henry, nello stesso periodo, vive con angoscia la separazione dei suoi genitori. 
Attraverso un portale i due si conoscono. E, nonostante vivano in due mondi completamente diversi, tra loro nasce una grande amicizia e insieme salvano il regno dagli elfi della notte e dai demoni che l&#8217;hanno invaso e che insieme costituiscono una grande pericolo. Fondamentale &#232; l&#8217;aiuto della sorella di Pyrgus, Aurora, che non conosce altra vita che quella noiosa di una principessa. 
Il linguaggio &#232; molto semplice e ci&#242; rende il libro adatto a ragazzi di tutte le et&#224;. 
Il messaggio, poco originale, &#232; quello che si ripete in moltissimi libri: nella lotta tra il bene e il male, il bene trionfa sempre. 

Anna Laura Taormina</description>
	<content:encoded><![CDATA[	<p align="justify"><font face="Comic Sans MS"><img style="MARGIN-RIGHT: 10px" height="227" width="149" align="left" alt="" src="/files/Image/io leggo/guerra elfi.jpg" />&nbsp;L&rsquo;autore &egrave; Herbie Brennan, scrittore de La guerra degli elfi - il nuovo re e de La guerra degli elfi - Il regno in pericolo. <br />
La casa editrice &egrave; la Oscar Mondadori e le traduzioni sono di Angela Ragusa. <br />
Il genere &egrave; fantasy e i protagonisti sono Henry e Pyrgus Malvae, due ragazzi che, per via delle loro storie che si intrecciano, diventano grandi amici. <br />
Il principe Pyrgus, che odia la sua carica, si mescola alla gente comune. <br />
Henry, nello stesso periodo, vive con angoscia la separazione dei suoi genitori. <br />
Attraverso un portale i due si conoscono. E, nonostante vivano in due mondi completamente diversi, tra loro nasce una grande amicizia e insieme salvano il regno dagli elfi della notte e dai demoni che l&rsquo;hanno invaso e che insieme costituiscono una grande pericolo. Fondamentale &egrave; l&rsquo;aiuto della sorella di Pyrgus, Aurora, che non conosce altra vita che quella noiosa di una principessa. <br />
Il linguaggio &egrave; molto semplice e ci&ograve; rende il libro adatto a ragazzi di tutte le et&agrave;. <br />
Il messaggio, poco originale, &egrave; quello che si ripete in moltissimi libri: nella lotta tra il bene e il male, il bene trionfa sempre. <br />
</font></p>
	<p align="right"><strong><em><font face="Comic Sans MS" color="#0000ff">Anna Laura Taormina</font></em></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item rdf:about="http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=la_citta_della_gioia&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1">
	<title>LA CITTA' DELLA GIOIA</title>
	<link>http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=la_citta_della_gioia&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1</link>
	<dc:date>2008-06-04T21:53:06Z</dc:date>
	<dc:creator>topolino_07</dc:creator>
	<dc:subject>recensioni</dc:subject>
	<description>Scritto da Dominique La Pierre, il libro &#232; molto interessante in quanto proietta il lettore in un mondo reale quanto drammatico. 
Racconta le avventure di Paul Lambert che improvvisamente decide di lasciare tutto e recarsi in India alla ricerca di qualcosa che gli faccia capire il vero significato della vita. Qui, vivendo nelle bidonville di Calcutta a contatto con i pi&#249; poveri e diseredati, d&#224; un senso alla sua esistenza ed inizia ad apprezzarla. 
L&#8217;autore ci vuol fare capire che sulla Terra non esiste solo il bello, il benessere o il divertimento, ma esiste anche una realt&#224; fatta di miseria, malattie e fame. E, nei confronti di questa realt&#224;, ciascuno di noi non dovrebbe essere insensibile. 
Roberto Perricone



</description>
	<content:encoded><![CDATA[	<p><img style="WIDTH: 114px; MARGIN-RIGHT: 10px; HEIGHT: 131px" height="211" width="130" align="left" alt="" src="/files/Image/io leggo/cittgioianm2.jpg" /><font face="Comic Sans MS">Scritto da Dominique La Pierre, il libro &egrave; molto interessante in quanto proietta il lettore in un mondo reale quanto drammatico. <br />
Racconta le avventure di Paul Lambert che improvvisamente decide di lasciare tutto e recarsi in India alla ricerca di qualcosa che gli faccia capire il vero significato della vita. Qui, vivendo nelle bidonville di Calcutta a contatto con i pi&ugrave; poveri e diseredati, d&agrave; un senso alla sua esistenza ed inizia ad apprezzarla. <br />
L&rsquo;autore ci vuol fare capire che sulla Terra non esiste solo il bello, il benessere o il divertimento, ma esiste anche una realt&agrave; fatta di miseria, malattie e fame. E, nei confronti di questa realt&agrave;, ciascuno di noi non dovrebbe essere insensibile. </font></p>
	<p align="right"><font face="Comic Sans MS"><strong><em><font color="#00ffff">Roberto Perricone</font></em></strong><br />
</font></p>
	<p align="right">
]]></content:encoded>
</item>
<item rdf:about="http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=il_piccolo_principe&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1">
	<title>IL PICCOLO PRINCIPE</title>
	<link>http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=il_piccolo_principe&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1</link>
	<dc:date>2008-06-04T21:25:44Z</dc:date>
	<dc:creator>topolino_07</dc:creator>
	<dc:subject>recensioni</dc:subject>
	<description>Il Piccolo Principe &#232; un bellissimo racconto scritto da Antoine De Saint- Exup&#232;ry. 
In questo libro l&#8217;autore immagina che un aviatore sia costretto ad effettuare un atterraggio di fortuna nel deserto del Sahara dove incontra il piccolo principe, un ragazzino dai capelli d&#8217;oro proveniente da un&#8217;altro pianeta e arrivato sulla Terra dopo un lungo viaggio. 
Il giorno dopo l&#8217;atterraggio forzato, l&#8217;aviatore si risveglia al suono di una voce che gli chiede: &#8220;Mi disegni una pecora?&#8221; Il bambino che glielo chiede &#232; il piccolo principe che inizia a raccontare la sua storia. 
Egli viveva su un asteroide, poco pi&#249; grande di una casa, chiamato B-612, da dove poteva ammirare fino a 43 tramonti e 3 vulcani. L&#8217;unica sua compagnia era una rosa. 
Un giorno, il piccolo principe decide di lasciare il suo pianeta e la sua rosa per vedere il resto dell&#8217;universo. Durante il viaggio, visita 6 asteroidi. 
Sul primo trova un re triste perch&#232; non ha uomini per servirlo; sul secondo incontra un uomo vanitoso; sul terzo un ubriacone che beve per dimenticare che beve; sul quarto un uomo d&#8217;affari che conta le stelle convinto di possederle; sul quinto un lampionaio che accende e spegne il suo lampione; sul sesto un geografo che attende l&#8217;arrivo di un esploratore per saperne di pi&#249; sulla struttura degli altri pianeti. 
Seguendo il consiglio del geografo, il piccolo principe visita la Terra e qui rimane turbato nel vedere un roseto. Constata, infatti, che la sua rosa non era l&#8217;unica esistente nell&#8217;universo, cos&#236; come gli aveva fatto credere la stessa. 
Deluso, decide di tornare indietro. Durante il viaggio, incontra una volpe con cui istaura un rapporto di amicizia. Grazie ai suoi insegnamenti, capisce che la sua rosa &#232; unica perch&#233; se ne era preso cura. Sentendo molto la mancanza della sua rosa, il piccolo principe torna a casa, abbandonando gli amici che lo avevano aiutato, tra cui la volpe che, triste per la sua partenza, gli dice che, tutte le volte che vedr&#224; le spighe d&#8217;oro, penser&#224; ai suoi capelli dorati. 
L&#8217;autore vuole farci capire che a volte dobbiamo separarci dalle persone che amiamo per capire quanto ci vogliono veramente bene e per apprezzarle maggiormente. 
Laura Albano - Roberto Perricone
</description>
	<content:encoded><![CDATA[	<p align="justify"><font face="Comic Sans MS"><img style="WIDTH: 209px; MARGIN-RIGHT: 10px; HEIGHT: 306px" height="360" alt="" width="248" align="left" src="/files/Image/io leggo/il_piccolo_principe.gif" />Il Piccolo Principe &egrave; un bellissimo racconto scritto da Antoine De Saint- Exup&egrave;ry. <br />
In questo libro l&rsquo;autore immagina che un aviatore sia costretto ad effettuare un atterraggio di fortuna nel deserto del Sahara dove incontra il piccolo principe, un ragazzino dai capelli d&rsquo;oro proveniente da un&rsquo;altro pianeta e arrivato sulla Terra dopo un lungo viaggio. <br />
Il giorno dopo l&rsquo;atterraggio forzato, l&rsquo;aviatore si risveglia al suono di una voce che gli chiede: &ldquo;Mi disegni una pecora?&rdquo; Il bambino che glielo chiede &egrave; il piccolo principe che inizia a raccontare la sua storia. <br />
Egli viveva su un asteroide, poco pi&ugrave; grande di una casa, chiamato B-612, da dove poteva ammirare fino a 43 tramonti e 3 vulcani. L&rsquo;unica sua compagnia era una rosa. <br />
Un giorno, il piccolo principe decide di lasciare il suo pianeta e la sua rosa per vedere il resto dell&rsquo;universo. Durante il viaggio, visita 6 asteroidi. <br />
Sul primo trova un re triste perch&egrave; non ha uomini per servirlo; sul secondo incontra un uomo vanitoso; sul terzo un ubriacone che beve per dimenticare che beve; sul quarto un uomo d&rsquo;affari che conta le stelle convinto di possederle; sul quinto un lampionaio che accende e spegne il suo lampione; sul sesto un geografo che attende l&rsquo;arrivo di un esploratore per saperne di pi&ugrave; sulla struttura degli altri pianeti. <br />
Seguendo il consiglio del geografo, il piccolo principe visita la Terra e qui rimane turbato nel vedere un roseto. Constata, infatti, che la sua rosa non era l&rsquo;unica esistente nell&rsquo;universo, cos&igrave; come gli aveva fatto credere la stessa. <br />
Deluso, decide di tornare indietro. Durante il viaggio, incontra una volpe con cui istaura un rapporto di amicizia. Grazie ai suoi insegnamenti, capisce che la sua rosa &egrave; unica perch&eacute; se ne era preso cura. Sentendo molto la mancanza della sua rosa, il piccolo principe torna a casa, abbandonando gli amici che lo avevano aiutato, tra cui la volpe che, triste per la sua partenza, gli dice che, tutte le volte che vedr&agrave; le spighe d&rsquo;oro, penser&agrave; ai suoi capelli dorati. <br />
L&rsquo;autore vuole farci capire che a volte dobbiamo separarci dalle persone che amiamo per capire quanto ci vogliono veramente bene e per apprezzarle maggiormente. </font></p>
	<p align="right"><em><font color="#0000ff"><strong><font face="Comic Sans MS">Laura Albano - Roberto Perricone<br />
</font></strong></font></em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item rdf:about="http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=the_sister_grimm_detective_favola&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1">
	<title>THE SISTERS GRIMM: DETECTIVE DA FAVOLA</title>
	<link>http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=the_sister_grimm_detective_favola&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1</link>
	<dc:date>2008-04-13T21:05:22Z</dc:date>
	<dc:creator>topolino_07</dc:creator>
	<dc:subject>recensioni</dc:subject>
	<description>&#160;Sabrina e Daphne sono le protagoniste di una favola scritta dall'americano Michael Buckley. 
Rimaste sole, dopo la misteriosa scomparsa dei loro genitori, le due sorelline si trasferiscono nella piccola citt&#224; di Ferryport Landing, a casa della nonna che credevano morta. Qui, le bambine vengono a conoscenza di essere le discendenti dei famosi fratelli Grimm e, in quanto tali, da quel momento avevano il compito di vegliare sugli Eterni, i protagonisti delle fiabe inventate dai loro avi. 
Biancaneve, i tre porcellini, il lupo cattivo, i cacciatori di giganti&#8230;gli abitanti, insomma, di Everafters (la comunit&#224; di tutti i personaggi prodotti dalla fantasia dei celebri fratelli Grimm) popolano la storia, di per s&#233; divertente e intrigante. Ma il ruolo di questi personaggi sar&#224; uguale all&#8217;originario? E la vita di Sabrina e Daphne sar&#224; una favola?&#160;

&#160;Simona Pantano</description>
	<content:encoded><![CDATA[	<p align="justify"><img style="WIDTH: 185px; MARGIN-RIGHT: 10px; HEIGHT: 236px" height="304" alt="" width="200" align="left" src="/files/Image/io leggo/detdafav210607.jpg" />&nbsp;<font face="Comic Sans MS">Sabrina e Daphne sono le protagoniste di una favola scritta dall'americano Michael Buckley. <br />
Rimaste sole, dopo la misteriosa scomparsa dei loro genitori, le due sorelline si trasferiscono nella piccola citt&agrave; di Ferryport Landing, a casa della nonna che credevano morta. Qui, le bambine vengono a conoscenza di essere le discendenti dei famosi fratelli Grimm e, in quanto tali, da quel momento avevano il compito di vegliare sugli Eterni, i protagonisti delle fiabe inventate dai loro avi. <br />
Biancaneve, i tre porcellini, il lupo cattivo, i cacciatori di giganti&hellip;gli abitanti, insomma, di Everafters (la comunit&agrave; di tutti i personaggi prodotti dalla fantasia dei celebri fratelli Grimm) popolano la storia, di per s&eacute; divertente e intrigante. Ma il ruolo di questi personaggi sar&agrave; uguale all&rsquo;originario? E la vita di Sabrina e Daphne sar&agrave; una favola?</font>&nbsp;</p>
	<p align="right">
<font color="#0000ff">&nbsp;<font face="Comic Sans MS"><strong>Simona Pantano</strong></font></font></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item rdf:about="http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=title_2088&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1">
	<title>QUALUNQUE COSA PER SALVARE UN CANE</title>
	<link>http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=title_2088&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1</link>
	<dc:date>2008-04-09T20:09:53Z</dc:date>
	<dc:creator>topolino_07</dc:creator>
	<dc:subject>recensioni</dc:subject>
	<description>&#160;L&#8217;autrice di questo libro &#232; la scrittrice nordamericana Phyllis Reynolds Naylor. 
La storia &#232; ambientata nella cittadina di Friendly e ha come protagonista un ragazzino di nome Marty. 
Un giorno, durante una passeggiata, trova un cane da caccia. Vedendolo spaurito e tremante, il ragazzo decide di tenerlo con s&#233;. 
Lo cura, lo accudisce con tanto amore e gli si affeziona al punto tale che, quando Judd Travers, il padrone del cane, lo incontra per strada con Shiloh (questo &#232; il nome che Marty ha dato al suo amico a quattro zampe) e lo vorrebbe riavere indietro, fa di tutto per potere tenersi il cane, anche perch&#233; viene a sapere che l&#8217;uomo &#232; un cacciatore che ha l&#8217;abitudine di maltrattare i suoi cani. 
Giulia la Barbera
</description>
	<content:encoded><![CDATA[	<p align="justify"><img style="MARGIN-RIGHT: 10px" height="151" alt="" width="95" align="left" src="/files/Image/io leggo/tornaImmagine.jpg" />&nbsp;<font face="Comic Sans MS">L&rsquo;autrice di questo libro &egrave; la scrittrice nordamericana Phyllis Reynolds Naylor. <br />
La storia &egrave; ambientata nella cittadina di Friendly e ha come protagonista un ragazzino di nome Marty. <br />
Un giorno, durante una passeggiata, trova un cane da caccia. Vedendolo spaurito e tremante, il ragazzo decide di tenerlo con s&eacute;. <br />
Lo cura, lo accudisce con tanto amore e gli si affeziona al punto tale che, quando Judd Travers, il padrone del cane, lo incontra per strada con Shiloh (questo &egrave; il nome che Marty ha dato al suo amico a quattro zampe) e lo vorrebbe riavere indietro, fa di tutto per potere tenersi il cane, anche perch&eacute; viene a sapere che l&rsquo;uomo &egrave; un cacciatore che ha l&rsquo;abitudine di maltrattare i suoi cani. </font><font face="Comic Sans MS"></font></p>
	<p align="right"><font color="#0000ff"><strong><em>Giulia la Barbera</em></strong><br />
</font></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item rdf:about="http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=l_isola_del_tesoro&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1">
	<title>L'ISOLA DEL TESORO</title>
	<link>http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=l_isola_del_tesoro&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1</link>
	<dc:date>2008-04-07T16:29:23Z</dc:date>
	<dc:creator>topolino_07</dc:creator>
	<dc:subject>recensioni</dc:subject>
	<description>&#160;L&#8217;isola del tesoro &#232; un libro scritto da Robert Louis Stevenson. E&#8217; un romanzo per ragazzi, ma appassiona anche gli adulti. 
Parla di un ragazzo di nome Jim che lavora nell&#8217;osteria del padre. Un giorno conosce un marinaio che, come bagaglio, aveva solo un baule. Quando il vecchio marinaio muore, il ragazzo apre il baule e trova una mappa contenete le indicazioni per ritrovare un tesoro. Con il suo amico medico, Jim compra una imbarcazione e parte alla ricerca del tesoro. Il viaggio, lungo e movimentato per via di ammutinamenti e attacchi, si conclude con il ritrovamento del tesoro. 
Il romanzo, di facile lettura, &#232; adatto a ragazzi che amano le avventure e i colpi di scena.&#160;

Giovanni&#160;Lo&#160;Coco

&#160;</description>
	<content:encoded><![CDATA[	<p align="justify"><img style="WIDTH: 118px; MARGIN-RIGHT: 10px; HEIGHT: 172px" height="156" alt="" width="100" align="left" src="/files/Image/io leggo/978-88-07-82157-8.jpg" />&nbsp;<font face="Comic Sans MS">L&rsquo;isola del tesoro &egrave; un libro scritto da Robert Louis Stevenson. E&rsquo; un romanzo per ragazzi, ma appassiona anche gli adulti. <br />
Parla di un ragazzo di nome Jim che lavora nell&rsquo;osteria del padre. Un giorno conosce un marinaio che, come bagaglio, aveva solo un baule. Quando il vecchio marinaio muore, il ragazzo apre il baule e trova una mappa contenete le indicazioni per ritrovare un tesoro. Con il suo amico medico, Jim compra una imbarcazione e parte alla ricerca del tesoro. Il viaggio, lungo e movimentato per via di ammutinamenti e attacchi, si conclude con il ritrovamento del tesoro. <br />
Il romanzo, di facile lettura, &egrave; adatto a ragazzi che amano le avventure e i colpi di scena.&nbsp;</font></p>
	<p><font face="Comic Sans MS"></p>
	<p align="right"><strong><em><font color="#0000ff">Giovanni&nbsp;Lo&nbsp;Coco<br />
</font></em></strong></p>
	<p></font>&nbsp;
</p>
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<item rdf:about="http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=la_porta_del_tempo&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1">
	<title>LA PORTA DEL TEMPO</title>
	<link>http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=324&amp;title=la_porta_del_tempo&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1</link>
	<dc:date>2008-04-07T16:13:44Z</dc:date>
	<dc:creator>topolino_07</dc:creator>
	<dc:subject>recensioni</dc:subject>
	<description>&#160;E&#8217; il primo di una saga di sei libri, che ha come autore Ulysses Moore e come casa editrice &#8220;Il battello a vapore&#8221;. Il libro narra l&#8217;avventura di due gemelli, Jason e Jiulia Covenant, che da Londra si trasferiscono a Kilmor Kove, un paesino della Cornovaglia cos&#236; piccolo e sperduto da non risultare neppure sulla carta geografica. 
Cosa c&#8217;&#232; dietro la decisione della famiglia Covenant di lasciare Londra? Ovvio! Una super conveniente offerta immobiliare! Forse troppo conveniente per una villa a due piani, con giardino e spiaggetta privata. Ma i Covenant sono cos&#236; felici di avere come nuova dimora Villa Argo che nessun sospetto li sfiora. 
Arriva settembre, inizia la scuola e qui conoscono Rick, con cui vivranno una straordinaria avventura. 
Costretti a spostare un mobile per recuperare la loro palla, i tre scoprono una porta con quattro serrature. Cosa ci sar&#224; dietro quella porta ben nascosta dall&#8217;armadio? 
I tre ragazzi decidono di scoprire cosa si nasconde dietro di essa e, dopo mille rompicapi, ingegnosi meccanismi da disattivare e messaggi da decifrare, riescono a entrare in possesso delle quattro chiavi e ad aprire la porta. 
Con grande stupore si ritrovano in una stanza con quattro porte sopra le quali leggono questa iscrizione: &#8220; Se con quattro una apri per sorte, di quattro tre indica il motto, di quattro due andranno alla morte e una di quattro porta di sotto.&#8221; 
Il mistero si infittisce e i tre non hanno intenzione di desistere. 
Sapranno fare le scelte giuste? 
Il libro, molto curato dal punto di vista grafico, &#232; adatto a tutti coloro che amano avventurarsi in mondi sconosciuti. La storia &#232; ben congegnata e tiene col fiato sospeso fino alla fine.&#160;
Gabriele Crupi
&#160;</description>
	<content:encoded><![CDATA[	<p align="justify"><img style="MARGIN-RIGHT: 10px" height="293" alt="" width="200" align="left" src="/files/Image/io leggo/9788838432774g.jpg" />&nbsp;<font face="Comic Sans MS">E&rsquo; il primo di una saga di sei libri, che ha come autore Ulysses Moore e come casa editrice &ldquo;Il battello a vapore&rdquo;. Il libro narra l&rsquo;avventura di due gemelli, Jason e Jiulia Covenant, che da Londra si trasferiscono a Kilmor Kove, un paesino della Cornovaglia cos&igrave; piccolo e sperduto da non risultare neppure sulla carta geografica. <br />
Cosa c&rsquo;&egrave; dietro la decisione della famiglia Covenant di lasciare Londra? Ovvio! Una super conveniente offerta immobiliare! Forse troppo conveniente per una villa a due piani, con giardino e spiaggetta privata. Ma i Covenant sono cos&igrave; felici di avere come nuova dimora Villa Argo che nessun sospetto li sfiora. <br />
Arriva settembre, inizia la scuola e qui conoscono Rick, con cui vivranno una straordinaria avventura. <br />
Costretti a spostare un mobile per recuperare la loro palla, i tre scoprono una porta con quattro serrature. Cosa ci sar&agrave; dietro quella porta ben nascosta dall&rsquo;armadio? <br />
I tre ragazzi decidono di scoprire cosa si nasconde dietro di essa e, dopo mille rompicapi, ingegnosi meccanismi da disattivare e messaggi da decifrare, riescono a entrare in possesso delle quattro chiavi e ad aprire la porta. <br />
Con grande stupore si ritrovano in una stanza con quattro porte sopra le quali leggono questa iscrizione: &ldquo; Se con quattro una apri per sorte, di quattro tre indica il motto, di quattro due andranno alla morte e una di quattro porta di sotto.&rdquo; <br />
Il mistero si infittisce e i tre non hanno intenzione di desistere. <br />
Sapranno fare le scelte giuste? <br />
Il libro, molto curato dal punto di vista grafico, &egrave; adatto a tutti coloro che amano avventurarsi in mondi sconosciuti. La storia &egrave; ben congegnata e tiene col fiato sospeso fino alla fine.&nbsp;</font></p>
	<p align="right"><strong><em><font face="Comic Sans MS" color="#0000ff">Gabriele Crupi<br />
</font></em></strong>&nbsp;</p>
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