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	<title>L'importanza del DOCUMENTALISTA</title>
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	<dc:date>2006-09-15T17:23:12Z</dc:date>
	<dc:creator>gigi</dc:creator>
	<dc:subject>glob</dc:subject>
	<description>Ringrazio la collega Maria Cristina Mazzola, che propone il link al sito della sua scuola dove recuperare i lavori prodotti in modo collaborativo dagli studenti del suo istituto, ma ...
... concedetemi un piccolo volo pindarico che sembra non entrarci con l'argomento apprendimento collaborativo, ma che invece ritengo centrale.
L'UNESCO definisce la professione di documentalista &#160;con queste parole:&#160;&#34;un mestiere di servizio, di comunicazione e di contatti, di giudizio, di curiosit&#224; nei confronti degli uomini, degli organismi, delle cose, dei fatti, delle idee, delle tecniche, un mestiere comunque in evoluzione&#34;.
Si capisce qualcosa? 
Per fortuna si pu&#242; trovare anche qualcosa di pi&#249; comprensibile; infatti il CEREQ, ovvero il Centre d'Etudes et de Recherches sur le Qualifications, propone quest'altra: la mission del documentalista consiste in &#34;raccolta, trattamento, diffusione di informazioni allo scopo di organizzare, coordinare, controllare, ottimizzare le risorse all'interno di un organismo; la finalit&#224; non essendo il mantenimento n&#233; il miglioramento della rete di informazione ma piuttosto i prodotti elaborati e i servizi resi all'organismo&#34;.
Riferito ai docenti, che di solito prestano servizio in una biblioteca (ma non solo), si pu&#242; trovare qualcosa qui:http://www.bdp.it/iride/ricerca/documenti/profilo.doc
Ma tutto questo ... che c'entra? Perch&#233; si parla di importanza del documentalista?
Perch&#233;, secondo me, si pu&#242; definire tale, o per lo meno, assolve anche a queste funzioni, la persona che all'interno di un gruppo di lavoro DOCUMENTA quello che si fa, come lo si fa, i tempi in cui si fa ... tiene traccia del lavoro svolto, dei punti di forza e di quelli di caduta.
Si tratta di un lavoro importantissimo, a mio avviso.
Quando dicevo ne L'apprendimento collaborativo le seguenti frasi: &#34;Chi mi aiuta a recuperare esperienze pratiche? Mi interessa capire in concreto come si pu&#242; lavorare, quali sono i punti su cui fare leva, gli errori da evitare, ...&#34; intendevo proprio che mi piacerebbe che i colleghi insegnanti riportassero la documentazione del come hanno lavorato: &#232; quello il know-how fondamentale perch&#233; l'apprendimento collaborativo si diffonda.
Forza datemi una mano, che quel modo di lavorare mi interessa (e non interessa solo me). 
Io, comunque, sto iniziando a lavorare cos&#236; coi miei studenti, e ho intenzione di tenervi informati, in modo che se, vorrete, potrete usare la mia esperienza concreta, per tenere le parti positive e cambiare quelle negative).
Commentate e&#160; ... stay tuned!
&#160;
&#160;</description>
	<content:encoded><![CDATA[	<p>Ringrazio la collega <strong>Maria Cristina Mazzola</strong>, che propone il link al sito della sua scuola dove recuperare i lavori prodotti in modo collaborativo dagli studenti del suo istituto, ma ...</p>
	<p>... concedetemi un piccolo volo pindarico che sembra non entrarci con l'argomento <strong>apprendimento collaborativo</strong>, ma che invece ritengo centrale.</p>
	<p>L'<font color="#3366ff">UNESCO</font> definisce la professione di <strong><font color="#ff0000">documentalista</font> </strong>&nbsp;con queste parole:&nbsp;&quot;<strong>un mestiere di servizio, di comunicazione e di contatti, di giudizio, di curiosit&agrave; nei confronti degli uomini, degli organismi, delle cose, dei fatti, delle idee, delle tecniche, un mestiere comunque in evoluzione</strong>&quot;.</p>
	<p>Si capisce qualcosa? <img alt="" src="/b2evolution/FCKeditor/editor/images/smiley/msn/confused_smile.gif" /></p>
	<p>Per fortuna si pu&ograve; trovare anche qualcosa di pi&ugrave; comprensibile; infatti il <strong>CEREQ</strong>, ovvero il <em>Centre d'Etudes et de Recherches sur le Qualifications</em>, propone quest'altra: la <font color="#ff0000"><em>mission</em></font> del documentalista consiste in &quot;<strong>raccolta, trattamento, diffusione di informazioni allo scopo di organizzare, coordinare, controllare, ottimizzare le risorse all'interno di un organismo; la finalit&agrave; non essendo il mantenimento n&eacute; il miglioramento della rete di informazione ma piuttosto i prodotti elaborati e i servizi resi all'organismo</strong>&quot;.</p>
	<p>Riferito ai docenti, che di solito prestano servizio in una biblioteca (ma non solo), si pu&ograve; trovare qualcosa qui:<a href="http://www.bdp.it/iride/ricerca/documenti/profilo.doc">http://www.bdp.it/iride/ricerca/documenti/profilo.doc</a></p>
	<p>Ma tutto questo ... che c'entra? Perch&eacute; si parla di importanza del documentalista?</p>
	<p>Perch&eacute;, secondo me, si pu&ograve; definire tale, o per lo meno, assolve anche a queste funzioni, la persona che all'interno di un gruppo di lavoro <font color="#ff0000">DOCUMENTA</font> quello che si fa, come lo si fa, i tempi in cui si fa ... tiene traccia del lavoro svolto, dei punti di forza e di quelli di caduta.</p>
	<p><font color="#ff0000">Si tratta di un lavoro importantissimo, a mio avviso.</font></p>
	<p><font color="#000000">Quando dicevo ne <strong><font color="#0000ff">L'apprendimento collaborativo</font></strong> le seguenti frasi: &quot;<em><font face="Tahoma">Chi mi aiuta a recuperare <font color="#ff0000">esperienze pratiche</font>? </font></em></font><font color="#000000"><em><font face="Tahoma">Mi interessa capire in concreto come si pu&ograve; lavorare, quali sono i punti su cui fare leva, gli errori da evitare, ...</font></em>&quot; </font><font color="#000000">intendevo proprio che mi piacerebbe che i colleghi insegnanti riportassero la <strong><font color="#ff0000">documentazione</font></strong> del <font color="#ff0000"><strong>come</strong></font> hanno </font><font color="#000000">lavorato: <font color="#ff0000">&egrave; quello il <strong>know-how fondamentale</strong> perch&eacute; l'apprendimento collaborativo si diffonda</font>.</font></p>
	<p><font color="#000000">Forza datemi una mano, che quel modo di lavorare mi interessa (e non interessa solo me). <img alt="" src="/b2evolution/FCKeditor/editor/images/smiley/msn/wink_smile.gif" /></font></p>
	<p><font color="#000000">Io, comunque, sto iniziando a lavorare cos&igrave; coi miei studenti, e ho intenzione di tenervi informati, in modo che se, vorrete, potrete usare la mia esperienza concreta, per tenere le parti positive e cambiare quelle negative).</font></p>
	<p><font color="#ff0000"><strong>Commentate e&nbsp; ... stay tuned!</strong></font></p>
	<p>&nbsp;</p>
	<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item rdf:about="http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=178&amp;title=l_apprendimento_collaborativo&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1">
	<title>L'apprendimento collaborativo</title>
	<link>http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=178&amp;title=l_apprendimento_collaborativo&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1</link>
	<dc:date>2006-08-23T14:12:46Z</dc:date>
	<dc:creator>gigi</dc:creator>
	<dc:subject>glob</dc:subject>
	<description>Beh, si fa un gran parlare dell' apprendimento collaborativo o cooperative learning, per gli anglofili.
L'apprendimento collaborativo pu&#242; essere realizzato 
a) in classe
b) in rete
Le due modalit&#224; hanno punti in comune e differenze.
In internet si possono trovare con una certa facilit&#224; pagine e documenti che ne parlano illustrandone vantaggi, svantaggi, rischi, punti di forza.
Pi&#249; difficile &#232; trovare insegnanti che l'abbiano praticato in classe e, soprattutto, abbiano documentato la loro esperienza, per condividerla con altri e farla diventare patrimonio comune.
Mi piacerebbe proprio che colleghi con esperienze di questo tipo di lavoro nelle loro classi, riportassero qui (o &#34;postassero&#34; i link a siti che descrivono) le loro esperienze.
Intanto riporto qualche link &#34;teorico&#34;.
http://www.edscuola.it/archivio/ped/apprendimento_collaborativo.htm
http://www.pavonerisorse.to.it/elearning/cscl.htm
http://dante.bdp.it/iride/polaris/albero/kaye.html
http://www.conceptmaps.it/KM-CollabLearning-it.htm
http://puntoeduft.indire.it/160mila/b/moduli/sintesi/2/b_2_3_3.htm
Chi mi aiuta a recuperare esperienze pratiche? 
Mi interessa capire in concreto come si pu&#242; lavorare, quali sono i punti su cui fare leva, gli errori da evitare, ...
Grazie.
</description>
	<content:encoded><![CDATA[	<p><font face="Tahoma">Beh, si fa un gran parlare dell' <font color="#339966">apprendimento collaborativo</font> o <font color="#339966">cooperative learning</font>, per gli anglofili.<br />
L'apprendimento collaborativo pu&ograve; essere realizzato <br />
a) in classe<br />
b) in rete</font></p>
	<p><font face="Tahoma">Le due modalit&agrave; hanno punti in comune e differenze.<br />
In internet si possono trovare con una certa facilit&agrave; pagine e documenti che ne parlano illustrandone vantaggi, svantaggi, rischi, punti di forza.</font></p>
	<p><font face="Tahoma">Pi&ugrave; difficile &egrave; trovare insegnanti che l'abbiano praticato in classe e, soprattutto, abbiano documentato la loro esperienza, per condividerla con altri e farla diventare patrimonio comune.</font></p>
	<p><font face="Tahoma">Mi piacerebbe proprio che colleghi con esperienze di questo tipo di lavoro nelle loro classi, riportassero qui (o &quot;postassero&quot; i link a siti che descrivono) le loro esperienze.</font></p>
	<p><font face="Tahoma">Intanto riporto qualche link &quot;teorico&quot;.</font></p>
	<p><a href="http://www.edscuola.it/archivio/ped/apprendimento_collaborativo.htm"><font face="Tahoma">http://www.edscuola.it/archivio/ped/apprendimento_collaborativo.htm</font></a></p>
	<p><a href="http://www.pavonerisorse.to.it/elearning/cscl.htm"><font face="Tahoma">http://www.pavonerisorse.to.it/elearning/cscl.htm</font></a></p>
	<p><a href="http://dante.bdp.it/iride/polaris/albero/kaye.html"><font face="Tahoma">http://dante.bdp.it/iride/polaris/albero/kaye.html</font></a></p>
	<p><a href="http://www.conceptmaps.it/KM-CollabLearning-it.htm"><font face="Tahoma">http://www.conceptmaps.it/KM-CollabLearning-it.htm</font></a></p>
	<p><a href="http://puntoeduft.indire.it/160mila/b/moduli/sintesi/2/b_2_3_3.htm"><font face="Tahoma">http://puntoeduft.indire.it/160mila/b/moduli/sintesi/2/b_2_3_3.htm</font></a></p>
	<p><font face="Tahoma">Chi mi aiuta a recuperare <font color="#ff0000">esperienze pratiche</font>? </font></p>
	<p><font face="Tahoma">Mi interessa capire in concreto come si pu&ograve; lavorare, quali sono i punti su cui fare leva, gli errori da evitare, ...</font></p>
	<p><font face="Tahoma">Grazie.<br />
</font></p>
]]></content:encoded>
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<item rdf:about="http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=178&amp;title=libro_parlato_e_progetto_dislessia&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1">
	<title>Libro Parlato e Progetto Dislessia</title>
	<link>http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=178&amp;title=libro_parlato_e_progetto_dislessia&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1</link>
	<dc:date>2006-08-21T15:01:11Z</dc:date>
	<dc:creator>gigi</dc:creator>
	<dc:subject>glob</dc:subject>
	<description>E' nato gi&#224; da un po', ma molti non lo sanno: esiste un progetto attivato dal Centro Internazionale del Libro Parlato (CILP) che permette di avere o ricevere in prestito dei libri (anche scolastici) letti da volontari che prestano la loro voce a chi non pu&#242; leggere in quanto ipovedente o in quanto dislessico.
I supporti sono su CD-Rom in formato mp3.
Il progetto &#232; visibile qui: http://www.libroparlato.org/dislessia.asp
Se poi qualcuno avesse del tempo libero (almeno 4 ore alla settimana,&#160;cos&#236; chiedono) e una voce normale (non &#232; richiesta una voce impostata da attore), potrebbe fare il donatore di voce: ce n'&#232; un grande bisogno, soprattutto per aiutare gli studenti con difficolt&#224; di lettura.
Le info qui: http://www.libroparlato.org/donatori.asp
Se non avete tempo voi, ... proponetelo a qualcun altro. 
&#160;</description>
	<content:encoded><![CDATA[	<p>E' nato gi&agrave; da un po', ma molti non lo sanno: esiste un progetto attivato dal <font color="#0000ff">C</font>entro <font color="#0000ff">I</font>nternazionale del <font color="#0000ff">L</font>ibro <font color="#0000ff">P</font>arlato (<font color="#0000ff">CILP</font>) che permette di avere o ricevere in prestito dei libri (anche scolastici) <font color="#ff0000">letti</font> da volontari che prestano la loro voce a chi non pu&ograve; leggere in quanto ipovedente o in quanto dislessico.</p>
	<p>I supporti sono su CD-Rom in formato mp3.</p>
	<p>Il progetto &egrave; visibile qui: <a href="http://www.libroparlato.org/dislessia.asp">http://www.libroparlato.org/dislessia.asp</a></p>
	<p>Se poi qualcuno avesse del tempo libero (<font color="#339966"><em>almeno 4 ore alla settimana</em></font>,&nbsp;cos&igrave; chiedono) e una voce normale (non &egrave; richiesta una voce impostata da attore), potrebbe fare il <font color="#ff0000"><strong>donatore di voce</strong></font>: ce n'&egrave; un grande bisogno, soprattutto per aiutare gli studenti con difficolt&agrave; di lettura.</p>
	<p>Le info qui: <a href="http://www.libroparlato.org/donatori.asp">http://www.libroparlato.org/donatori.asp</a></p>
	<p>Se non avete tempo voi, ... proponetelo a qualcun altro. <img alt="" src="/b2evolution/FCKeditor/editor/images/smiley/msn/wink_smile.gif" /></p>
	<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item rdf:about="http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=178&amp;title=universita_e_dislessia&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1">
	<title>Universit&#195;&#160; e dislessia</title>
	<link>http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=178&amp;title=universita_e_dislessia&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1</link>
	<dc:date>2006-08-19T19:56:09Z</dc:date>
	<dc:creator>gigi</dc:creator>
	<dc:subject>glob</dc:subject>
	<description>Qualcosa si &#232; mosso nell'accoglienza ai dislessici a livello universitario!
E' solo l'inizio. Speriamo che altre universit&#224; seguano l'esempio dell'Universit&#224; di Modena e Reggio Emilia.
Qui il link:
http://oldweb.unimo.it/servizi/dislessici.asp
Se avete conoscenti dislessici, diffondete l'informazione, se non ne avete ... beh, tenete in caldo l'info per quando ne avrete (conoscenti dislessici, naturalmente ).
In fondo &#232; solo una questione statistica: circa il 5% della popolazione scolastica &#232; dislessica (statistiche ufficiali); questo significa che in media su una classe di 30 persone ce n'&#232; 1 e mezza &#160;dislessica.
Se poi consideriamo che molti dislessici non sanno di esserlo e che per molti si fa finta che non lo siano, facilmente si passa a percentuali circa doppie. Se questo fosse, significherebbe che in ogni classe ci sono potenzialmente da 2 a 3 persone dislessiche.
Vedete che non &#232; poi cos&#236; improbabile prima o poi conoscerne qualcuna.
Cedo la palla a voi che leggete.</description>
	<content:encoded><![CDATA[	<p>Qualcosa si &egrave; mosso nell'accoglienza ai dislessici a livello universitario!</p>
	<p>E' solo l'inizio. Speriamo che altre universit&agrave; seguano l'esempio dell'Universit&agrave; di Modena e Reggio Emilia.</p>
	<p>Qui il link:</p>
	<p><a href="http://oldweb.unimo.it/servizi/dislessici.asp">http://oldweb.unimo.it/servizi/dislessici.asp</a></p>
	<p>Se avete conoscenti dislessici, diffondete l'informazione, se non ne avete ... beh, tenete in caldo l'info per quando ne avrete (conoscenti dislessici, naturalmente <img alt="" src="/b2evolution/FCKeditor/editor/images/smiley/msn/wink_smile.gif" />).</p>
	<p>In fondo &egrave; solo una questione statistica: circa il 5% della popolazione scolastica &egrave; dislessica (statistiche ufficiali); questo significa che in media su una classe di 30 persone ce n'&egrave; 1 e mezza <img alt="" src="/b2evolution/FCKeditor/editor/images/smiley/msn/teeth_smile.gif" />&nbsp;dislessica.</p>
	<p>Se poi consideriamo che molti dislessici non sanno di esserlo e che per molti si fa finta che non lo siano, facilmente si passa a percentuali circa doppie. Se questo fosse, significherebbe che in ogni classe ci sono potenzialmente da 2 a 3 persone dislessiche.</p>
	<p>Vedete che non &egrave; poi cos&igrave; improbabile prima o poi conoscerne qualcuna.</p>
	<p>Cedo la palla a voi che leggete.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item rdf:about="http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=178&amp;title=pianeta_dislessia&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1">
	<title>Pianeta Dislessia</title>
	<link>http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=178&amp;title=pianeta_dislessia&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1</link>
	<dc:date>2006-08-11T17:45:15Z</dc:date>
	<dc:creator>gigi</dc:creator>
	<dc:subject>glob</dc:subject>
	<description>Ecco, credo che la scuola debba interessarsi al pianeta Dislessia come a una sfida didattica. 
La didattica che non va bene per un dislessico, probabilmente non va bene anche per altre categorie di allievi o studenti; la didattica che va bene per un dislessico certamente va bene anche per allievi non dislessici.
Nella scuola attuale si tende a voler minimizzare il problema, spesso negandolo o nascondendolo. Altre volte invece si cerca di aggirarlo creando confusione, spacciandolo per handicap e pretendendo che le famiglie chiedano l'insegnante di sostegno. Entrambi i modi sono profondamente errati.
Ci vuole una didattica diversa. Chi comincia con le proposte?
&#160;</description>
	<content:encoded><![CDATA[	<p><font face="Tahoma">Ecco, credo che la scuola debba interessarsi al pianeta Dislessia come a una sfida didattica. </font></p>
	<p><font face="Tahoma">La didattica che non va bene per un dislessico, probabilmente non va bene anche per altre categorie di allievi o studenti; la didattica che va bene per un dislessico certamente va bene anche per allievi non dislessici.</font></p>
	<p><font face="Tahoma">Nella scuola attuale si tende a voler minimizzare il problema, spesso negandolo o nascondendolo. Altre volte invece si cerca di aggirarlo creando confusione, spacciandolo per handicap e pretendendo che le famiglie chiedano l'insegnante di sostegno. Entrambi i modi sono profondamente errati.</font></p>
	<p><font face="Tahoma">Ci vuole una didattica diversa. Chi comincia con le proposte?</font></p>
	<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item rdf:about="http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=178&amp;title=e_cominciamo&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1">
	<title>E cominciamo ...</title>
	<link>http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=178&amp;title=e_cominciamo&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1</link>
	<dc:date>2006-08-11T17:09:33Z</dc:date>
	<dc:creator>gigi</dc:creator>
	<dc:subject>glob</dc:subject>
	<description>Dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia.
Sono i cosiddetti disturbi di apprendimento; spesso si manifestano insieme, altre volte singolarmente. La scienza non offre ancora una spiegazione univoca a tali disturbi e spesso non giunge alla diagnosi. 
Un bambino intelligente che non riesce a leggere e scrivere come gli altri, che confonde i numeri e si blocca davanti alle tabelline,&#160; spesso viene ritenuto pigro, svogliato, con problemi familiari o emotivi, sottovalutando il suo reale disagio e aggiungendovi fatiche e sofferenza. 
Le difficolt&#224; nella lettura, scrittura e calcolo possono costituire un ostacolo nella crescita del bambino e nella vita di tutti i giorni, nel mondo del lavoro, con gli adulti,&#160; con i compagni e, non per ultimo, con se stessi. Vincere la dislessia vuol dire conoscerla e farla conoscere, darle un nome, accettarla, imparare a conviverci per andare oltre! (Riadattato dal sito http://www.dislessia-genitori.org/)

Questo mi ha sempre stupito e affascinato: dallo stesso sito
&#160; 
&#160;&#201; IMPRESSIONANTE IL CERVELLO:
Sneocdo uno sdtiuo dlel'Untisveri&#224; di Cadmbrige, non irmptoa cmoe snoo sctrite le plaroe, tutte le letetre posnsoo esesre al pstoo sbgalaito, &#232; ipmtortane sloo che la prmia e l'umltia letrtea saino al ptoso gtsiuo, il rteso non ctona. 
Il cerlvelo &#232; comquune semrpe in gdrao di decraifre tttuo qtueso coas, pcher&#233; non lgege ongi silngoa ltetrea, ma lgege la palroa nel suo insmiee... vstio? .....
A voi non stupisce?
&#160;</description>
	<content:encoded><![CDATA[	<p><font face="Tahoma" color="#339966" size="4">Dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia.</font></p>
	<p align="justify"><font size="2">S</font>ono i cosiddetti disturbi di apprendimento; spesso si manifestano insieme, altre volte singolarmente. La scienza non offre ancora una spiegazione univoca a tali disturbi e spesso non giunge alla diagnosi. <br />
Un bambino intelligente che non riesce a leggere e scrivere come gli altri, che confonde i numeri e si blocca davanti alle tabelline,&nbsp; spesso viene ritenuto pigro, svogliato, con problemi familiari o emotivi, sottovalutando il suo reale disagio e aggiungendovi fatiche e sofferenza. <br />
Le difficolt&agrave; nella lettura, scrittura e calcolo possono costituire un ostacolo nella crescita del bambino e nella vita di tutti i giorni, nel mondo del lavoro, con gli adulti,&nbsp; con i compagni e, non per ultimo, con se stessi. Vincere la dislessia vuol dire conoscerla e farla conoscere, darle un nome, accettarla, imparare a conviverci per andare oltre! (Riadattato dal sito <a href="http://www.dislessia-genitori.org/">http://www.dislessia-genitori.org/</a>)</p>
	<p>
<font face="Tahoma"><font size="4">Questo mi ha sempre stupito e affascinato: dallo stesso sito</font><br />
</font>&nbsp; <br />
&nbsp;<font size="2">&Eacute; IMPRESSIONANTE IL CERVELLO:</font></p>
	<p align="justify"><font color="#0000ff" size="2">Sneocdo uno sdtiuo dlel'Untisveri&agrave; di Cadmbrige, non irmptoa cmoe snoo sctrite le plaroe, tutte le letetre posnsoo esesre al pstoo sbgalaito, &egrave; ipmtortane sloo che la prmia e l'umltia letrtea saino al ptoso gtsiuo, il rteso non ctona. <br />
Il cerlvelo &egrave; comquune semrpe in gdrao di decraifre tttuo qtueso coas, pcher&eacute; non lgege ongi silngoa ltetrea, ma lgege la palroa nel suo insmiee... vstio? .....</font></p>
	<p><font face="Tahoma" size="4">A voi non stupisce?</font></p>
	<p>&nbsp;</p>
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