09.02.12
Ecco la sitografia per i vostri percorsi
http://zitogiuseppe.com/museo/frame6.html
http://www.dmmm.uniroma1.it/~paola.loreti/FunzioniTrigonometriche.pdf
http://www.scienzagiovane.unibo.it/letture.html
http://www.mi.infn.it/~phys2000/index.html
http://massimomarini.altervista.org/geogebra/Battimenti.html
http://www.claudiocancelli.it/web_education/fisica/waves%20adding%20-%20phase.swf
http://www.claudiocancelli.it/web_education/fisica.htm
la prof
23.09.11
per i miei alunni della III L e III Q del Classico del Quercia di Marcianise
ecco i link che vi avevo suggerito in laboratorio
qui trovate la funzione seno con la sinusoide
e qui le altre funzioni
e sulla potenza
http://dmentrard.free.fr/GEOGEBRA/Sciences/Physique/Statique/puissa_travail_meca.html
28.02.11
queste sono tre dimostrazioni realizzate da Veronica Ignarra della I M del Liceo scientifico "Cortese" di Maddaloni
le figure sono statiche, ma è molto apprezzabile l'uso dei colori per la differenziazione degli elementi considerati
per visualizzare le dimostrazioni clicca sulle immagini
puoi installare il software GEOGEBRA che si può scaricare liberamente dal sito http://www.geogebra.org/cms/it/download
poi basta cliccare sulla barra di navigazione visibile in basso per riperccorrere i passi della dimostrazione
TEOREMA DEL TRIANGOLO ISOSCELE
TEOREMA INVERSO DEL TRIANGOLO ISOSCELE
TEOREMA DELL'ANGOLO ESTERNO MAGGIORE

30.01.11
ed ecco la seconda e la terza parte del teorema del parallelogramma con i relativi file di Gegebra, il tutto ancora realizzato da Federica

dal liceo classico Giordano Bruno di Maddaloni la prima parte del Teorema del Parallelogramma realizzato da Federica Piscitelli della V F
clicca sulla figura per aprire il file di Geogebra e muovi le rette agendo sui punti rossi

12.04.10
questa è ancora una girandola realizzata da Andrea F. con GEOGEBRA nell'ambito del PON FORMAGEO del I Circolo Didattico di Marcianise
muovi il pallino bianco e ...girerà

Questa girandola è stata realizzata da Raffaele B. e Nicola T. nell'ambito del PON GEOGEBRA del I Circolo didattico di marcianise
Muovi il punto B e ... girerà

queste farfalline sono state realizzate con Geogebra da Denise M. ed Elisabetta P. nell'ambito del PON FORMAGEO del I Circolo Didattico di Marcianise Muovi il pallino bianco e .... voleranno

16.12.09
Gentilissima Elisabetta oggi ho avuto un momento di tristezza: inclini al
rimprovero, spesso non immaginiamo minimamente di quali pensieri sono capaci i
nostri alunni.
Poi viene l'attimo che "[...ti molcisce il cor...] "
Ho rischiato di perderti
Ho rischiato di soffrire
Per l'ennesima volta
Ho rischiato di perdere
La persona a me più cara
Tu amica mia, colei che
Riesce a sopportarmi, che
Riesce a farmi sorridere ogni
Giorno di più, tu persona speciale
Che non vorrei mai perdere
Per nessun motivo, tu che ora
Sei ritornata da me ancora più
Paziente di prima, ancora più felice,
Ancora più tu
Gli amici
Gli amici sono speciali, ne hai 1000/10000 e ne vorresti ancora di più.
Gli amici sono come le stelle, bellissimi puntini impressi nel tuo cuore.
Ma una sola è come la luna, la persona a te più cara, quella che quando cerchi un
consiglio te lo dona, quando hai bisogno di lei c'è ed occupa la parte piu grande
del tuo cuore, ma anche la più speciale.
Anna Scamardella 3H
Che dici mettiamo anche queste sotto l' albero?
PG
Carissima professoressa,
le scriviamo principalmente per augurarle un buon Natale ed un sereno anno.
Inoltre le invieremo un disegno realizzato nell'ora di informatica, che rappresenta per sommi capi alcune delle ore trascorse assieme alla prof. Calcara. Evidenziamo in questo lavoro, alcune delle frasi comuni che spesso si dicono nella nostra classe, per noi molto divertenti, dato che si ripetono frequentemente. Ci manca moltissimo il vostro blog, e la preghiamo di continuare ad aggiornarlo. Ci faccia trovare questo nostro lavoro come regalo di Natale nel blog.
Le vosrte "Fan" Martina Varletta e Federica Maietta 3° H
Fatto!
Anche a me manca il blog, o sono io che manco al blog o....boh!
ricambio gli auguri e li estendo a tutti quelli che ancora si trovano a passare di qui
la prof
29.06.09
a volte è più difficile stare dala parte di chi riceve che dalla parte di chi dà -
Categorie: blog -
Elisabetta Posa
@ 10:01:32
A questa affermazione ha risposto così.
L’autrice ci vuole far capire, secondo me, che non basta essere diversi dagli altri…noi siamo tutti uguali agli occhi di Dio e nessuno di noi è qualificato per giudicare.
Dobbiamo amare tutti per quello che sono e non per quello che appaiono al mondo ma, soprattutto, è quello che c’è dentro che ci differenzia.
Per me è sbagliato l’atteggiamento di quelle persone che giudicano solamente dall’aspetto.
Essi rappresentano coloro che non hanno compassione, né sentimenti. Tutti hanno dei difetti e nessuno è perfetto.
Martina Varletta IIH
La città di Nola è una città vicina a Napoli
Io ci vado ogni sabato e domenica per aprire le giostre
Esse stanno in una grande piazza all’inizio della città .
Vicino alla piazza ci sono le caravan: c’e la mia, quella di mio zio Gianni e quella di Mattia.
Vicino al giornalaio c’e la chiesa con il campanile.
Nola è la città della festa del giglio.
La festa si tiene in estate, i lavori di preparazione iniziano circa due mesi prima.
I gigli sono strutture molto pesanti e complicate da costruire.
Sono alti circa 15 metri e per sollevarli ci vogliono circa 100 persone.
Rappresentano simboli diversi e sono realizzati con legno e cartapesta.
Se ne costruisce uno per ogni quartiere e per ogni giglio c’è un mastro di festa.
Quest’ anno mio padre mi ha promesso che mi farà andare sul giglio.
Questo è possibile perché sul giglio possono stare i nativi di Nola ed io sono nato a Nola .
Giuseppe IIH
pubblico anche un commento di Teresa, affinchè sia più visibile e riapra il dalogo con i nostri "mai - ex" alunni
cara prof Posa,
come va??? tutto bene??? a me si tutto bene la scuola va alla grandissima e questa
non e' una nuova notizia credo che proprio lei un po si informi di su di me...mi fa
tantissimo piacere che questo blog va avanti...wow ricordo tutte le ore che ho
passato in quel laboratorio visto che sono stata una delle ragazze che si e'
impegnata di piu perche questo blog era tutto per me quando stavo alla cavour...mi
fa piacere che avete aperto questo spazio per noi ex alunni...ho trovato questo blog
andando per internet e mi sono rivista un po cio che facevo quando io ero nella
redazione...e tutto quello che hanno fatto le mie amiche...a dire la verita mi sono
sentita ancora una della redazione...ricordo tutti quei concorsi che abbiamo
fatto...erano tantissimi...tutti con risultati positivi...ricordi tutto...tutte le
esperieze fatte alla cavour mi hanno aiutato a crescere...sopratutto lei prof.
Posa...spero che sia ancora lei al vertice del blog, insieme alla prof. Foglia che
anche lei è stata molto importante...un bacione a tutti i ragazzi che scrivono in questo
blog e spero che non si stancheranno mai perche e molto importante esprimere cio
che si prova...i propri sentimeni...ora vado...arrivederci prof. spero di rivederla
presto...in questi giorni che la scuola e finita verro a fare un salto a
scuola...grazie di tutto!!!
TeresA GargiulO
grazie a te Teresa, perchè rappresenti ancora la spinta per ...non stancarsi mai
certo che "proprio io" sonosempre aggiornata sui tuoi successi e molto spesso mi capita di ricevere i complimenti di qualche collega della tua scuola superiore
ho fatto leggere il tuo commento alla prof. Foglia
sempre in gamba!
la prof
Ecco il commento che ha lasciato Ylenia al post Il tema del cuore
http:blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=95&p=10437&more=1&c=1&tb=1&pb=1
Oggi ho deciso di ripassare a leggere questo mio tema delle scuole medie e sa prof
sono cambiate tante cose...vabbè ¨ prima di tutto ci ho trovato tantissimi errori
grammaticali e lasciamo stare poi...davvero non mi sento più così, il liceo è
completamente diverso e in classe sono molti ad apprezzarmi, cosa che non avevo mai
provato. Il mio primo anno lotano da voi è andato abbastanza bene anche se mi
mancate tutti...moltissimo! Adesso vado con la speranza che anche voi stiate bene...
è bello che questo blog consenta ancora anche a te di vedere "come si cresce"
sto bene e voglio continuare a comunicare
grazie Ylenia
la prof
25.03.09
Ad andare a scuola con i detenuti non siamo noi! E’ lei la professoressa Matilde Serao (Il nome è di comodo).
La incontriamo nella sala dei professori mentre, un po’ presa ed un po’ preoccupata cerca di parlare al telefono per acquisire informazioni sulla possibilità di avere un nuovo incarico per l’anno prossimo.
Anche lei appartiene alla folta schiera di insegnanti precari, quelli sulla cui testa pende ogni anno la spada di Damocle.
Bassina, rotondetta, aspetto da bambina, due occhi che ti scrutano attraverso le lenti senza montatura. Sul viso una manciata di lentiggini sparse fino alle gote a ricordare l’aria birichina dell’infanzia ormai alle spalle.
Ci accoglie schiva con un po’ di ritrosia ma subito cominciamo con le domande.
Da dove viene, dove vive, dove lavora e tanti altri interrogativi.
Viene da .... , da noi ha una sola classe di mattina ma per due pomeriggi alla settimana insegna ad alcuni detenuti in una casa circondariale.
Due anni fa, quando le fu proposto l’incarico, aveva molte titubanze, poi anche per l’attribuzione del punteggio doppio per ogni anno di servizio, decise di accettarlo.
L’impatto fu abbastanza traumatico. Su di lei furono prese informazioni di ogni tipo. Poi, l’ingresso all’interno della struttura attraverso cancelli, cortili sorvegliati, metal detector ed infine l’aula: una stanza con in alto un unico finestrino blindato.
In classe può portare solo le chiavi dell’auto e da quelle un giorno uno dei carcerati seppe riconoscere il modello e l’anno di costruzione della sua vettura.
La lezione si svolge dalle ore …. alle ore….alla presenza di una guardia.
Gli scolari sono persone adulte, detenuti a fine pena o condannati per reati minori.
Gente di età compresa tra i 18 ed i 60 anni. Sono persone rispettose nei suoi confronti, in qualche caso, addirittura premurose.
Alcuni di loro hanno figli, sorelle o mogli più o meno coetanee della professoressa.
In classe, oltre alle regole di grammatica, parlano di argomenti di attualità, imparano a scrivere lettere - uno dei pochi sistemi di comunicazione consentiti anche se controllati -.
A loro assegna anche compiti che spesso eseguono con diligenza. Molti le espongono i propri problemi, qualche sogno, le loro aspettative.
Nell’immaginario collettivo il detenuto è il delinquente incallito, pronto a colpire in ogni momento.
Ma frequentemente questo è un pregiudizio da sfatare. Sono uomini con i loro con i loro difetti, le loro virtù, i loro problemi. Spesso la loro è una vita segnata da una circostanza, una fatalità, l’ambiente. Alcuni,però, sono anche recidivi. Per tutti loro è difficile il reinserimento nella società.
La nostra Costituzione garantisce loro la facoltà di continuare gli studi e di migliorare il loro livello culturale. Alcuni di essi colgono questa possibilità per una vera convinzione altri per contrastare l’inedia e la monotonia delle lunghe giornate carcerarie.
Gli allievi possono cambiare anche nel corso dell’anno perché finisce la loro detenzione, ne arrivano di nuovi o in quanto assenti per processi in corso.
Questa è un’esperienza che l’ha arricchita molto sul piano umano ed ogni sera, quando esce dal carcere, riflette molto sulla possibilità che lei ha di tornare a casa.
PiGi
16.03.09
Tra le varie fasce di età della popolazione terrestre gli adolescenti hanno una grande percentuale di insicurezza, di disimpegno e di disagio.
Ci sono varie cause che ne provocano l’origine: ci può essere un problema familiare, ci si può trovare in pasticci grossi da cui è difficilissimo uscire.
Questo disagio giovanile rappresenta un grande problema in quanto limita la possibilità di motivare tutto il nostro essere. Ci rende incapaci di relazionare con gli altri, ci mette a “disagio”.
Noi crediamo che il disagio giovanile sia un problema superficiale, si da per scontato che un ragazzo con il passare degli anni possa riuscire a risolvere questo malessere da solo, ma in realtà è un malessere che non va via, segna, invece, un grande grave punto nell’identità di un adolescente.
Quindi noi giovani dobbiamo essere aiutati da tutti coloro che ci circondano, soprattutto dalla scuola. I mezzi sono il dialogare e l’essere ascoltati, ma sono mezzi sempre meno a disposizione dei giovani
Raffaele Tartaglione
III H
Il disagio giovanile per molti è il bisogno sfrenato di seguire la moda.
Secondo me il disagio giovanile non consiste tanto nel bisogno di appartenere o inserirsi in un gruppo quanto, a mio avviso, nel cominciare a vedere il mondo con occhi completamente diversi.
Senza allontanarci dalla vita quotidiana, possiamo partire dalla figura del genitore.
Fino a dieci anni, massimo dodici, il genitore è visto come una persona dal potere illimitato,tutto ciò che dice è vero. Intorno ai tredici anni il ruolo preponderante dei genitori comincia a diminuire e il ragazzo comincia a contrastare questo potere: ecco che nascono i primi litigi, le prime incomprensioni.
Fino a dieci anni il bambino, con la sua famiglia si vede al centro del mondo, è egocentrico, dopo comincia a rapportarsi con il mondo esterno e con tutte quelle cose nascoste, richiede privacy, vuole stare solo o con gli amici e i genitori, spesso, attribuiscono il fatto ad una mancanza di affetto, iniziano quindi a rimediare danneggiando ulteriormente il ragazzo.
Intanto e comunque questo giovane cresce e comincia a vedere le persone adulte sotto un altro aspetto. E da questo, io credo, nasce il disagio. Il disagio di trovarsi all’improvviso in un mondo completamente diverso da quello cui ci si è abituati.
Si potrebbe affermare quindi che il disagio giovanile è il risveglio degli istinti più primitivi che accomunano l’uomo e tutti gli esseri viventi. E’ la voglia di sapere, di conoscere, di provare nuove emozioni. E’ il desiderio di diventare indipendenti, di diventare, dopo un lungo cammino, adulti.
Il carattere è l’unica parte della persona che si forma durante l’infanzia, per poi rafforzarsi durante l’adolescenza. Non è del tutto sbagliato, o quasi per niente, addossare la colpa alle famiglie dei ragazzi.
Giovanni Iodice
III H
La cronaca italiana degli ultimi mesi ha riportato scene e notizie preoccupanti sul mondo dell’adolescenza e dell’infanzia.
Sono stati al centro dei mass – media giovani assassini che ammazzano i propri nonni per l’eredità, veri e propri “baby killer”, violentatori di ragazzine più piccole.
Qui la domanda è una: per quale motivo questi ragazzini compiono questi atti? Spesso gli adulti, ovvero, quelli che dovrebbero darci il giusto esempio, sono proprio loro che al nostro primo errore non ci vengono incontro, così preferiscono punirci al posto di ragionare con noi e ci costringono, in questo modo, a chiuderci in noi stessi.
Questo è il primo problema che ci affligge, il secondo è il casco ma questo secondo credo sia un nostro errore non metterlo, perché in situazioni brutte, il casco può anche salvare la vita come abbiamo visto.
Davide Cerrato
III H
Sovente gli adulti, che talvolta sono i nostri genitori o parenti, ci parlano del disagio giovanile, si affannano per noi, ci danno consigli, si chiedono forse cosa si prova a vivere questo disagio, si sforzano per insegnarci come vivere nel miglior modo possibile o, magari, come superare questa problematica, ma francamente credo che il loro aiuto sia inutile, dato che i tempi sono cambiati e, perciò il modo di “vivere” questo disagio è del tutto diverso dal loro. Al tempo in cui loro erano giovani non esistevano i cosiddetti telefonini, motorini, ed era addirittura diverso il modo di vestire. Secondo me solo noi giovani possiamo sapere cos’è il vero disagio giovanile, in quanto siamo i diretti interessati, ed essendo anch’io un ragazzo di soli quattordici anni, credo di saper definire abbastanza bene questa problematica. Prima di tutto vorrei dire che il vero e proprio disagio giovanile matura con l’adolescenza, perché è l’arco di tempo in cui incominciamo a riflettere, a fare qualche piccola “pazzia” e, a volte, a volere una certa privacy.
Per quanto mi riguarda, il disagio giovanile è il bisogno sfrenato di un ragazzo di far parte di una moda, di inserirsi in un gruppo, magari quello più “noto”. Vedo spesso ragazzi che, per essere al centro dell’attenzione fumano, talvolta provano uno spinello, bevono birra o, addirittura, guidano il motorino senza casco, e tutto ciò solo per essere notati, per godere di un certo “rispetto”, per sentirsi superiori agli altri. Anche i litigi vengono sfruttati per questo losco fine.
Sentirsi al centro dell’attenzione per un adolescente è tutto, anche se a dirlo brucia. Ciò accade soprattutto nelle piccole cittadine come Marcianise e dintorni, dove non c’è controllo da parte della vigilanza, ove si attribuisce importanza e valore alla “bella macchina”, ai soldi, ove regnano, insomma, il consumismo ed i beni materiali.
Credo che il disagio giovanile sia una problematica che deve essere affrontata e risolta dagli stessi giovani e invito i genitori a non assalirci e stressarci.
Alberto Negro
III H
13.03.09
…ci sono poi i poeti; non più tanto ricercati, considerati, persino apprezzati.
Eppure la poesia ti aiuta a crescere intellettualmente, culturalmente, spiritualmente.
Ti da armonia! Ti rende sereno! …
Siria Riccio II H
05.03.09
Per dimostrare come una notizia trasmessa in forma verbale possa essere completamente mistificata passando di bocca in bocca, tutti noi alunni del corso “Giornalino On Line”, previsto nell’ambito del PON, abbiamo realizzato un esperimento: abbiamo scritto un messaggio su di un foglio, lo stesso è stato letto da un primo alunno che lo ha riferito ad un secondo. Il secondo ad un terzo e così, attraverso una serie di passaggi, fino all’ultimo che ha di nuovo scritto il messaggio.
Quale è stata la sorpresa quando abbiamo messo a confronto i due testi!!! Completamente diversi!!!
Abbiamo potuto capire, in questo modo, come possono cambiare le notizie riportate da una persona all’altra passando spesso, in questa maniera, dalla notizia al pettegolezzo.
Qui di seguito riportiamo i due testi per un confronto.
Testo 1
Il giorno dopo Carnevale, Mercoledì, subito dopo la ricreazione, dopo che sarà suonato il campanello, il preside chiamerà tutti gli alunni nell’atrio della scuola e distribuirà, a tutti i presenti, un quaderno ed una penna. Non un panino ed una birra ma solo materiale didattico non commestibile.
Testo 2
Mercoledì il professore ci porterà nell’audio e ci porterà una penna ed un quaderno anziché un panino ed una birra.
Ecco alcuni prodotti del laboratorio di Art attack del Prof Giuliano
a presto gli altri
I ragazzi raccontano
Il giorno prima di carnevale, rispettando il ruolino di marcia che ci eravamo dato, abbiamo esposto la prima tranche delle realizzazioni del corso di Art Attack.
L’attività, prevista nell’ambito del POF, aveva avuto inizio alla fine di gennaio.
Ci incontrammo per la prima volta nel laboratorio multifunzionale attiguo alla palestra.
Una breve presentazione e subito al via.
Quante aspettative avevamo. Sembrava dovesse essere tutto facile ed invece…
Gli involucri si appiattivano, lo scocht raggrinziva, la colla e la carta ci si appiccicava alle mani ed il disegno originario era completamente sparito.
Ci assalì lo sconforto totale.
In seguito però tutto cominciò a riprendere forma.
Poi i colori!
Che bello vedere il blù ed il giallo diventare verde, il rosso ed il nero marrone e via via sempre più sfumature.
Con l’impiego, prima pasticciato, poi sempre più abile dei pennelli, tutto prendeva colore e si aggiungevano nuovi dettagli.
E finalmente il tocco finale! La vernice trasparente e tutto cominciò a brillare.
Adesso i pezzi sono esposti nell’atrio della scuola e noi siamo pronti a ricominciare.
10.02.09
Era la domanda ricorrente che tutti i visitatori ponevano ai familiari.
Il viso macilento segnato dagli stenti della sofferenza e dall’inappetenza, il corpo inerte, lo sguardo fisso nel vuoto che neanche più il dolore costante riusciva a distogliere dal nulla e quella implorazione continua che era ormai una litania: <<Voglio morire nel letto mio>>.
<<Non c’è più niente da fare>> sussurrava il medico <<Questione di giorni, ore, il fisico è sempre più debole e la sofferenza sempre più atroce>>.
Accanto i familiari affranti, impotenti nel poter portare anche il minimo aiuto se non il conforto della loro presenza.
Su tutti incombeva la paura del rischio della permanenza del feretro nella camera mortuaria dell’ ospedale.
Alla fine l’Humana Pietas aveva il sopravvento e cominciava il viaggio verso casa.
In strada i vicini percepivano l’inevitabile e mestamente esprimevano la loro comprensione.
Tra le mura domestiche la famiglia ritrovava la propria identità e la propria dimensione, lo stesso ammalato sembrava ritrovare la pace perduta e riusciva finanche a deglutire qualche sorso d’acqua.
Poi arrivava il prete prodigo di parole di conforto verso i congiunti, praticava l’estrema unzione e recitando qualche preghiera preparava l’ammalato alla Misericordia Divina.
Fuori non c’erano manifestanti.
Le televisioni ed i giornali non parlavano di Capi di Governo che emanavano decreti e proponevano iter parlamentari accelerati per leggi ad hoc per la salute di un unico cittadino diventata il problema più importante del Paese; né di Presidenti della Repubblica presso cui rivolgere richieste pressanti di promulgazioni.
Non c’erano neanche frotte di politici che dibattevano sulla necessità di cambiare la Costituzione una volta osannata ed una volta vituperata.
E nemmeno Papi e cardinali di turno che con le loro dichiarazioni non volevano interferire nelle politiche dello Stato Italiano.
C’era solo la compassione della gente che attestava che quanto si poteva fare era stato fatto ed era il momento di porre fine alle sofferenze di un moribondo e di restituire la famiglia ai propri affanni.
Ma erano altri tempi, si sa.
PiGi
19.01.09
Anche gli alunni della VA della Scuola elementare Leopardi hanno lavorato nel nostro laboratorio
ecco come si sono espressi
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Nell'ora di scienze
cosa regola la circolazione del sangue?
il codice dell'....arteria
come si controlla la velocità del sangue
con l'autovenox
cosa va a fare il sangue nei polmoni?
a prendere ...una boccata d'aria
come si può veicolare il sangue?
con la circolazione ...a senso unico
Martina Varletta e Federica Maietta IIH

Il nostro Giuseppe Trillicoso della IF si è cimentato nella realizzazione di una gif animata realizzata con Unfreez e ben 75 gif fatte con il Powerpoint
che pazienza


11.12.08
Questa è stata la nostra piu’ bella gita. Siamo andati al teatro Acacia di Napoli a vedere lo spettacolo di Natale intitolato Christmas show. Quando siamo arrivati a Napoli ci siamo messi in fila e siamo andati fuori il teatro Acacia dove c’ erano tantissimi ragazzi della nostra scuola, e tantissimi bambini della 5 elementare. La professoressa Rao è entrata prima di noi per fare i biglietti, dopodiché è uscita, ci ha spiegato come dovevamo comportarci e siamo entrati. Una volta entrati ci siamo seduti nei nostri posti e abbiamo aspettato che iniziasse lo spettacolo, abbiamo aspettato piu’ di 20:00 minuti dopodiché si sono spente tutte le luci ed è incominciato lo spettacolo. Lo spettacolo è iniziato con un canto iniziale di Natale, poi uno dei protagonisti cantava da solo e gli altri lo accompagnavano nel ritornello. Poi hanno rappresentato una scena dove c’ era una bambina che regalava fiori e augurava a tutti un buon Natale, ma tutti la ignoravano finché non è venuto un uomo che ha il fiore che gli aveva regalato e le ha chiesto cosa voleva per Natale, e la bambina ha risposto che voleva rivedere sua madre e voleva un cane vero. Poi hanno rappresentato il laboratorio di Babbo Natale con i suoi aiutanti gnomi, a cui Babbo Natale chiede se avessero lavorato sul regalo speciale di quella bambina. Gli gnomi non si ricordavano di quel regalo finché Babbo Natale non ha alzato la voce e gli gnomi sono saltati in aria e si sono messi subito all’ opera a preparare il regalo. Con una canzone cantata da tutti è iniziato il secondo tempo ed è durato quasi un’ ora. Il secondo tempo è stato piu’ bello perché si è svolto con piu’ canzoni. Poi hanno riprodotto un presepe vivente raffigurato con i tre Magi Gesu’ , Giuseppe e Maria. Poi hanno finito lo spettacolo con una canzone finale.
Questo spettacolo è stato il mio piu’ bello spettacolo che ho visto in vita mia.
Moretta Gabriele IF
noi in fila fuori dal teatro Acacia

la prof Rao con le quattro piccole "treccioline" della IF







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