Cari colleghi, alunni e visitatori del blog,
con questo post segnalo una pagina web, dedicata all'opera di un autore, Alfio Petralia, venuto a mancare tragicamente a soli 23 anni, ormai 10 anni fa.
La pagina contiene 10 testi poetici e li potrete leggere a questo indirizzo che è una pagina del sito Poetilandia , un interessantissimo blog site poetico collettivo, che vi invito a visitare, dove potrete reperire una enorme mole di materiale di alta qualità.
Buona navigazione e buona lettura 
Salve a tutti i visitatori di questo blog!
Un nuovo anno scolastico sta per iniziare e con esso un percorso interamente da esplorare. Prepariamoci, quindi, a vivere con serenità questa nuova "avventura" predisponendoci a collaborare, dando il meglio di noi stessi. 
Segnalo ai colleghi un link, ove si possono reperire interessanti risorse per la scuola primaria e secondaria di 1° grado:
http://quadernoneblu.splinder.com è il sito del maestro Renato Murelli, dove potete reperire utile software interattivo, relativo alle diverse discipline
A presto
Annarita Ruberto 
Poche news per il nostro TURISTA ideale, un po’ curioso!
In un paese di antiche origini non possono mancare Associazioni e Istituzioni che siano una forte spinta per il benessere e l’armonia dei cittadini!
Servizi per gli anziani
Il centro sociale anziani “Bennoli” è un Istituto di pubblica assistenza e beneficenza, che dal secolo scorso opera nel territorio. Nato come Ospedale per i Poveri si è trasformato in casa di riposo per anziani e attualmente opera con una cinquantina di posti letto.
In prossimità del centro otto miniappartamenti per l’ospitalità degli anziani e donne sole che rispondono pienamente ai requisiti della “tele-assistenza”.
Un altro importante elemento della rete territoriale è l’Associazione Volontari Solarolo “Monsignor Babini”. Questa associazione si occupa di una serie di servizi di sostegno alla domiciliarità come il trasporto delle persone bisognose presso gli ospedali e la consegna dei pasti agli anziani.
Le opportunità per i giovani
Dai più piccini a quelli più cresciuti, Solarolo pone un occhio di riguardo.Naturalmente la scuola dell’infanzia, due scuole materne, che operano attraverso un unico coordinatore pedagogico, si occupano dei piccoli.
La scuola primaria e la secondaria, a cui sono state apportate migliorie come l’istallazione di celle fotovoltaiche, si occupano dei bambini e dei preadolescente… al termine di questo primo percorso scolastico, però le opportunità per continuare gli studi ci vengono offerte dalle cittadine vicine, Faenza, Imola, Lugo.
A far da intermediaria fra scuola e Comune è stata creato il CCR, il consiglio comunale dei ragazzi e…funziona!
Ma al di fuori della scuola, per i giovani di Solarolo è nato il Centro di aggregazione “Il Villaggio” che offre ai ragazzi la possibilità di trascorrere il loro tempo libero in modo costruttivo.
Non mancano di certo le Associazioni sportive!
Calcio, ciclismo, basket, pallavolo, judo, nuoto…attività che si distribuiscono fra la palestra della scuola, il campo sportivo e la piscina!
Da non dimenticare che l’edificio che accoglie la piscina è di antica origine!
Luca D., Francesco C., Mara della 2° A
Alberto Bacchi della Lega (1848-1924), ornitologo e letterato.
Ci ha lasciato pagine di stile elevato, scrivendo di caccia.
Un suo scritto è ormai introvabile: “ Cacce e costumi degli uccelli silvani ”. Nel 1887 Bacchi della Lega era un autorità in materia di uccelli, il suo nome viene citato da naturalisti italiani e stranieri. La sua menzionata opera resterà a lungo a ricordarlo. Fu anche sottobibliotecario all’Università degli Studi di Bologna quando Olindo Guerrini era bibliotecario.
Carlo Renzi (uomo di lettere).
Illustre professore di latino e greco; insegnò nei licei i prestigiosi il Visconti di Milano e il Mamiani di Roma.
Vincenzo Poletti (1906-1979).
Intraprese la carriera ecclesiastica, emergendo sempre con prove concrete del suo sapere: sono suoi i testi filosofici su San Pier Damiani e Anselmo d’Aosta…
La morte improvvisa gli impedì di ultimare l’opera La dottrina della libertà nella filosofia medievale.
Giovanni Pini (docente di greco e latino - pittore)
Di origine solarolese. Artista che prepara personalmente i materiali da impiegare per rendere soffuse le particolari luminescenze e soavi i preparati trasparenti che ricamano la poetica del suo colore. Egli ritiene importante riaccogliere nei suoi miscugli di materiali pensieri e sensazioni.
1987- Paesaggio con campanile.
Pietro Francesco Manamini, Notaio, ci ha lasciato una cronaca manoscritta della prima metà del Settecento.
Gregorio Manzoni (sacerdote cappuccino-1667-1751). Fu autore di una storia locale, fornita di illustrazioni del Castello e della Rocca.
…e tanti ancora i personaggi illustri, il nostro TURISTA ideale avrà il piacere di scoprirlo nel suo percorso!
Ilaria e Mara della 2° A
Religiosità solarolese
Chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta
All’interno si conserva una pala d’altare che raffigura l’Assunzione di Maria Vergine del 1522 dipinta dal faentino Sigismondo Foschi. A destra dell’altare è custodita la statua di San Sebastiano, patrono di Solarolo.
S. Sebastiano è rappresentato in una statua lignea realizzata dai Ballanti-Graziani a fine Settecento. La sua professione militare e il suo supplizio lo hanno reso, a detta di popolo, protettore degli arcieri, delle forze di polizia municipale e degli …atleti (… che sia un caso?! ndr). Il patrono viene festeggiato il 20 gennaio.
Il nostro TURISTA ideale, che continua il suo percorso nel centro storico, non trascuri di visitare l’Oratorio della SS. Annunziata, uno dei rari esempi di ristrutturazione immune da scorretti interventi di restauro.
L’ Oratorio della ss. Annunziata è citato nelle fonti già dal XVI sec., oggi si presenta dopo l’ opera di restauro avvenuta nel 1743. Al suo interno vi è una tavola dipinta del 1600 raffigurante l’Annunciazione.
Vi si officia una sola volta l'anno. L’oratorio è utilizzato per mostre e convegni.
Spostandosi dal centro verso la campagna, cavalcando la bicicletta, il nostro TURISTA ideale si troverà a passare dalla Diocesi di Faenza a quella di Imola, come previsto dai fatti storici, serpeggiando con la bici fra pilastrini, tabernacoli, edicole votive….occhio!
Diocesi di Faenza.
Santa Maria in Felisio. Menzionata nel XIII sec. Ricostruita a metà del Settecento a sud del fiume Senio. Vi è custodita una icona lignea del XIV sec. Raffigurante la Madonna della Misericordia e una tela di Biagio Manzoni raffigurante la Natività di Maria. Ricostruita interamente in seguito ai danni della guerra.
Nella chiesa di Santa Maria in Casanola, ricordata dal 1252, l’attuale edificio risale al sec. XVI, vista la presenza di affreschi a parete del 1537, è custodita una terracotta policroma raffigurante S. Paolo, del 1791 dei Ballanti-Graziani di Faenza.
In San Michele Arcangelo in Gaiano, chiesa ricordata già in un documento del 1022 si trova a ovest del fiume Senio. Custodisce una tela di pregio che raffigura la Madonna col Bambino di scuola bolognese guercinesca (XVII secolo). Vi si trova anche un organo portatile del ‘700
Il Santuario della Madonna della Salute è il cuore della devozione religiosa alla Beata Vergine non solo dei solarolesi. E’ stato edificato su progetto del faentino Carlo Cesare Scaletta fra il 1731 e il 1736. Il 16 settembre 1736 fu benedetto santuario.
Diocesi di Imola.
Nella chiesa di San Mauro Abate, ricalca l’antico convento camaldolese, già ricordata nel 1212. Custodisce la pala dell’ altare maggiore del 1568 del faentino Giulio Tonducci (1568), e un organetto portatele del XVIII secolo. Riedificata come il suo campanile dopo la seconda guerra mondiale.
La chiesa di Castelnuovo dedicata a san Giovanni Battista. Ricordata per la prima volta nel 1187, la sua storia è correlata all’antico castello di Limidalto, citato nel 1609. Custodisce una pace matrimoniale del XV-XVI sec. In bronzo dorato e una piccola raccolta di ex voto, tra cui una tavola attribuita a Felice Giani.
Ricostruita fra il 1764 e il 1770.
…altro che gossip!
Ilaria, Greta, Francesco C., Mara della 2° A
Al nostro TURISTA ideale diciamo che Solarolo racchiude un patrimonio artistico in sé, che attribuisce al paese autenticità e identità, esprimendosi in tanti campi: pittura, scultura e ceramica, e per questo va in ogni modo conosciuta e valorizzata; tale patrimonio è contenuto in una ristretta cerchia di pezzi d’arte, contenuti soprattutto all’interno delle numerose chiese.
Di indiscusso valore artistico la Madonna col Bambino. Altre “perline” lasciamo il piacerle di scoprirle a chi effettuerà il suo viaggio turistico a Solarolo.
La Madonna col Bambino: secoli di storia sono passati sotto il suo sguardo sereno.
La Madonna col Bambino, uno splendido bassorilievo in marmo bianco di Carrara, databile intorno al 1460, appartiene al periodo rinascimentale; portata dapprima all’interno di palazzi nobiliari, per la sua bellezza, poi alla piazza del paese di Solarolo, dopo un periodo di interramento per sfuggire ai danni della seconda guerra mondiale, fu trasferita nel palazzo del Comune.
Oggi la Madonna col Bambino è esposta nella sala consigliare del Municipio di Solarolo.
A cura di Ilaria della 2° A

Il Canale dei Molini
Il canale ha origine dalla chiusa sul fiume Senio tra le località di Tebano e Biancanigo, nei territori un tempo compresi nella villa di Limadiccio; la lunghezza complessiva è di km 38,6 fino al Reno. Lungo il suo percorso furono attivi almeno nove molini, nessuno attualmente in funzione.
Il Canale dei Molini nasce nel 1937 e segna il territorio di Solarolo, seguendo un cardine della centuriazione romana che coincide sostanzialmente con il confine della Diocesi di Imola e Faenza; in origine alimentava il Molino e le fosse del Castello e della Rocca.
Il Canale e i suoi affluenti rappresentano la spina dorsale del paesaggio agreste e vanno perciò conservati e mantenuti integralmente.
Gli argini e le sponde dell’ampio fossato sono rivestiti da manti erbosi spessi; importanti sono gli impianti di alberature ad alto fusto, siepi di agrifogli, bosso, fusaggine, ontano e ciliegio, ma anche sambuco, nocciolo e tasso; una ricchezza per il paesaggio agrario.
Il Canale, che solo in tempi recenti ha permesso l’irrigazione dei terreni agricoli, si è prestato come sorgente per dissetare gli animali e fonte d’irrigazione per gli orti, come pure per alimentare i maceri da canapa e l’attività delle fornaci di laterizi e stoviglie.
Il Molino di Solarolo
Come attestano i Registri delle Moliture, il Molino di Solarolo entrò in funzione nel 1937; nacque con due poste di macine azionate da relativi redexii, cioè i ritrecini a catini. Fra il 1532 e il 1534 per volere di Isabella d’Este l’edificio fu ristrutturato ed entro la fine del secolo comparve la gualchiera, alimentata da apposito condotto, e smantellata prima del 1789; nel 1729 venne attivata una terza macina, cioè un’ altra posta. Nel 1883, il Molino di Solarolo è già dotato di quattro coppie di macine, azionate ciascuna da un motore idraulico (ritrecine).
Nel XX secolo il Molino si apre alle innovazioni tecnologiche con l’attivazione dei motori sia a vapore sia ad acetilene, perciò si è reso necessario alzare una ciminiera.
Due poste saranno poi azionate da turbine idrauliche, una per il grano, una per il mais
Fra il 1923 e il 1924, il Molino è dotato di una quinta posta, ma solo nel 1936 si utilizza una piccola macchina a cilindri.
Solamente fra il 1967 e il 1969 viene installata un moderno impianto a cilindri. ell’edificio del Molino di Solarolo è ancora individuabile un nucleo antico.
A cura di Michela e Deborah della 2°A

Al nostro TURISTA ideale, per orientarsi …
SOLAROLO TRA SENIO E SANTERNO:
acqua sorgente di vita.
• Il fiume Senio
Il percorso del fiume Senio è lungo
km 92, finisce il suo corso nel Reno di cui è l’ultimo affluente di destra.
Il Senio è stato teatro di numerose battaglie,come nel 1797 tra le forze francesi e quelle dello Stato Pontificio;
da non dimenticare i combattimenti durante la seconda guerra mondiale.
Il Senio attraversa i confini di Solarolo presso la parrocchia di Felisio.
• Il fiume Santerno
Il Santerno è il maggiore affluente del Reno, sia per lunghezza, sia per portata d'acqua. Più volte il corso inferiore del fiume è stato artificialmente cambiato a scopo di bonifica. L'intervento più considerevole si svolse tra il 1885 ed il 1888, quando vennero eliminate le anse nei pressi di Sant'Agata sul Santerno, che rallentavano il corso del fiume e ne facevano alzare il letto, aumentando il pericolo di inondazioni ed alluvioni.
Il Santerno sfiora Solarolo presso la parrocchia di Castelnuovo.
A cura di Cristina della 2°A

… QUANTE STORIE!!!
In questo periodo fu costruito un molino alimentato dalle acque di un canale proveniente dal fiume Senio.
Nei primi decenni del XV secolo si instaura uno stabile dominio dei Manfredi in cui vengono realizzate opere difensive in muratura di notevole portata. Sempre a detta epoca è databile lo splendido rilievo marmoreo con Madonna e Bambino, conservato ora in Municipio.
Le alterne vicende dei primi anni del ‘500, a seguito dell’occupazione del Valentino, portano Solarolo a uscire dall’orbita faentina, essendo il castello con le sue ville concesso in pegno ai Gonzaga nel 1514; due anni dopo inizia il reale dominio delle Casa di Mantova che si protrae fino al 1573 con l’intermezzo diretto di Isabella D’ Este in seguito a uno scambio di proprietà col marito Francesco Gonzaga.
Terminata la concessione del feudo, Solarolo dal 1574 diviene una comunità autonoma presieduta da un governatore nominato a Roma. In questo periodo vengono ristrutturati i più importanti edifici di culto: la Chiesa del Rosario (1558), Santuario della Beata Vergine della Salute (1731-1736) e Oratorio della Annunziata (del 1753, oggi sconsacrata e adibita a mostre e convegni).
In quel periodo l’economia di Solarolo era basata fondamentalmente sull’agricoltura e in particolare sulla produzione di frumento. In questa epoca abbiamo anche un intermezzo napoleonico, che segna la ripresa dell’artigianato.
Dal 1816 al 1827 Solarolo costituisce Governatorato. Moti rivoluzionari risorgimentali animarono il territorio fino a quando si giunge alla proclamazione del Regno d’Italia e Solarolo entra a far parte del 3°mandamento nel circondario di Faenza. Il 31 maggio 1874 viene approvato il primo regolamento fi edibilità all’insegna dell’estetica e dell’igiene.
I mesi della sosta del fronte sul Senio, durante la seconda guerra mondiale, sono per Solarolo durissimi, <blasted of the map>, scriveranno i giornalisti. Il ricordo più atroce è quello dell’eccidio del ponte Felisio (2 settembre 1944) e del massacro della Torre della Rocca (10 aprile 1945) a poche ore dalla liberazione.
La mattina di mercoledì 11 aprile 1945 il sole tornò splendere su Solarolo .
La ricostruzione è avvenuta lentamente… con tutta la passione dei solarolesi!
• Nota di redazione per il nostro TURISTA ideale:
non dimentichiamolo, la storia, il nostro passato, non è un insieme di singoli eventi o di fatti eccezionali, ma l’insieme e il concatenarsi di piccole “cose quotidiane del tutto normali”….
….<la storia siamo noi> De Gregori.
A cura di Nicola, Luca R. e Davide della classe 2°A
… QUANTE STORIE!!!
SOLAROLO ha radici profonde e ben …radicate nel suo terreno...da far indivia al nostro turista ideale.! Capiamoci meglio.
Dagli scavi archeologici attualmente riaperti, i ritrovamenti di materiali e gli strati nel terreno dimostrano che Solarolo ha una luuuunga storia.
Alcuni cenni.
Gli scavi effettuati fra via Lunga e via Ordiere, al confine con il Comune di Bagnara, hanno riportato alla luce reperti risalenti all’età del bronzo medio (XVII-XV a.C.) che testimoniano l’antico insediamento umano. A proposito, i ragazzi della Scuola Secondaria di I°grado ”Ungaretti” di Solarolo hanno realizzato un sito in Internet di archeologia in collaborazione con Archeoclub di Solarolo, Università degli Studi di Bologna, Comune di Solarolo:
www.racine.ra.it/ungaretti/archeoinweb ….
VISITATELO !!!
Sono stati scoperti anche materiali e utensili per l’agricoltura che risalgono alla successiva età del ferro e all’epoca romana…(ma il turista che volesse saperne di più può recarsi all’Aula Museo Archeologico allestita nel 1999 in collaborazione fra Soprintendenza Regionale per i Beni Archeologici e Archeoclub solarolese).
La centuriazione romana intrapresa a partire dal 187 a.C. è riconoscibile ancora oggi. Uno dei reperti più interessanti appartiene alla tribù Pollia, è una lapide funeraria. L’insediamento organizzato si sviluppa in pieno medioevo; il centro abitato appare fortificato in un castrum nel 1138,distrutto in quel periodo quando Solarolo era conteso tra Faenza e Imola per il dominio sul territorio. Il fundus, l’unità catastale, è menzionato in una pergamena datata 8 luglio 993.
In seguito il territorio fu diviso nelle seguenti “Ville”:
Solarolo, Fabrica, Stignano, Pozale, Dugliolo, Donegallia, Casanola, Gaiano, Castel Nuovo.
Per quanto riguarda la giurisdizione ecclesiastica, il territorio solarolese è sempre stato diviso tra le Diocesi faentina e imolese. Le parrocchie antiche risultano essere quelle odierne (Solarolo, Felisio, Gaiano, Casanola, Castel Nuovo) ad eccezione forse di S. Mauro, che comunque prende il nome da un antico monastero camaldolese, presente fin dagli inizi del XIII secolo.
Il dominio faentino si ripresenta nel 1217 con la ristrutturazione delle opere difensive. I rapporti sociali e il vivere civile da questo periodo vengono regolati da propri Statuti, la prima edizione dei quali è nota per l'anno 1341, e in base ai quali Solarolo è stato governato fino al 1816.
Ancora al 1341 è da riportare la ricostruzione del castello con un impianto di forma regolare in cui venne riedificata la chiesa parrocchiale.
Un censimento nel 1371 che prende il nome dal cardinale Anglic de Grimoard mostra il castello di Solarolo con borghi e rocca.
A cura degli alunni Nicola, Luca R., Davide (continua...)

Solarolo cittadina del mondo
L'immagine è stata realizzata da Luca R. della classe 2° A.

Lo Stemma
Dello Stemma di Solarolo si hanno testimonianze certe a partire dal 1500; in quel periodo era costituito solamente dal Sole su scudetto azzurro. Questo rimase fino al 1861 circa.
In seguito ad una regolazione della Consulta Araldica nello stemma si aggiunse un nuovo elemento: la Torre.
Nel 1896 su richiesta del Governo Italiano lo stemma divenne composto da un Sole, una Torre, degli Arbusti.
La nuova regolazione avvenne nel 1948, ma a Solarolo venne assegnato uno stemma sbagliato: il Sole, la Torre e Margherite.
Solo nel 1951 comparve lo Stemma odierno: il Sole, che illumina, dà vita ed energia, i Covoni di spighe di grano, prodotti della terra fertile e generosa, la Torre che domina e protegge, opera dell’uomo che ama la sua terra.
Sequenza cronologica degli emblemi nello Stemma di Solarolo:
• Il sole
• Il sole e la torre
• Sole, torre e arbusti
• Sole, torre e margherite
• Sole, torre e covoni di grano
La storia dello stemma è a cura di Nicola, Gianmarco, Michela della 2°A.
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PRESENTAZIONE
Il catalogo dell’Agenzia Viaggi Solarium che presentiamo è frutto del lavoro di gruppo che la classe 2° A della Scuola Secondaria di 1° grado "Ungaretti" di Solarolo (RA) ha intrapreso per circa tre settimane, entusiasta di fare un “viaggio quasi immaginario” in Solarolo.
Abbiamo letto in classe il tema del concorso: “Solarolo, cittadina del mondo” e subito le nostre menti sono uscite dall’aula ed hanno iniziato a viaggiare. Abbiamo analizzato l’argomento da trattare estrapolandone le parole chiave, poi ognuno di noi ha espresso l’idea, la parola, la frase, l’oggetto da cui si è sentito…ispirato (-parola grossa!- direbbe la prof.!) e le abbiamo scritte alla lavagna. Un bel garbuglio di “immagini”, non c’è che dire e ci siamo un po’ stupiti delle tante e diverse idee che ognuno di noi ha sulla propria cittadina.
Abbiamo pensato a quanto materiale e quanto tempo avevamo a disposizione, giusto per darci una regola di lavoro e abbiamo pensato che il migliore omaggio a Solarolo che noi potessimo rendere era quello di viaggiarvi all’interno, ognuno in un luogo.
A questo punto è nata l’idea di raccogliere il nostro materiale in un fascicolo da Agenzia viaggi, mooolto particolare e personalizzato, anzi solarolizzato!
Ci siamo divise le tematiche da trattare e a gruppetti abbiamo raccolto mente e materiale. Abbiamo anche interpellato lo storico locale, Lucio Donati, la bibliotecaria, Fosco come presidente della Pro Loco, qualche genitore…
Ringraziamo tutti per la disponibilità.
Abbiamo consultato materiale già prodotto, come la pubblicazione di architettura “Polis”, il sito del Comune di Solarolo, il sito della scuola secondaria Ungaretti, della Pro Loco…
-…Ma quanta roba c’è a Solarolo?- le battute più frequenti.
Sì, tanta, ma abbiamo pensato che non bastava riscrivere parole, testi e immagini prodotte da altri, per sentirci appartenenti alla nostra cittadina …mancava un po’ di “cuore”, un po’ di emozioni…
-Certo, dopo tutti i laboratori di scrittura creativa, non possiamo scamparla!-
Perciò ognuno di noi ha scelto un angolo di Solarolo a cui è particolarmente legato e ha scritto il pensiero, la poesia, la riflessione, la lettera, la leggenda, il racconto, la pagina di diario che ha sentito dentro, come se Solarolo fosse una persona cara.
I nostri lavoretti, diciamo pure la parte più autentica di noi, sono introdotti da una pagina dei nostri monogrammi, per darci un tono, e li abbiamo raccolti in appendice al fascicolo mooolto particolare dell’Agenzia Viaggi Solarium.
Allora, chi se la sente, entri in Agenzia, sfogli il catalogo e inforcando la bici (visti i tempi che corrono, conviene ed è salutare) faccia il TURISTA per Solarolo…
Buon viaggio!
NB: chiunque desideri improvvisarsi Turista per Solarolo non creda di trovare tutto scritto nel catalogo dell’Agenzia…Il bello di Solarolo è scoprirlo!
I ragazzi della 2° A 
UN SAGGIO IN VERSI PER SOLAROLO

Una veduta di Solarolo
Presentazione dell'elaborato
Siamo gli studenti della classe III A della Scuola Media “Ungaretti” di Solarolo.
Indirizzati e supportati dalla nostra insegnante di Italiano, la prof.ssa Bezzi Valeria, abbiamo realizzato un elaborato scritto per partecipare al concorso organizzato dall’associazione Lions Club della Valle del Senio.
Il nostro lavoro consiste in un SAGGIO IN VERSI, intitolato “Solarolo, cittadina del mondo” ed è stato realizzato con l’obiettivo primario di onorare la cittadina in cui viviamo, esternandone, attraverso la parola poetica, il ricordo, come sosteneva anche il poeta Ugo Foscolo.
Ci siamo innanzitutto documentati riguardo la storia passata di Solarolo, per potere risalire, attraverso i nostri versi, alle origini storiche del suo passato.
Le nostre parole ricordano, innanzitutto, l’epoca in cui il territorio solarolese divenne colonia romana e fu sottoposto all’opera di centuriazione, riconoscibile ancora oggi in gran parte della zona comunale.
Vengono quindi ricordati gli attacchi che il nostro centro abitato subì da parte dei Faentini, nell’ambito delle ripetute contese con Imola, per la sottomissione del territorio tra i due fiumi, Senio e
Santerno.
Non abbiamo certamente voluto tralasciare la memoria degli attacchi e, quindi, dei danni subiti a causa dei Tedeschi durante il Secondo Conflitto Mondiale, fortunatamente seguiti da un opera di ricostruzione, da una parte, degli edifici, dall’altra dello spirito e dell’onore cittadino degli abitanti della città.
Il nostro componimento è strutturato da sei strofe, costruite sulla base dell’ACROSTICO del nome stesso della città: SOLAROLO. In particolare, è formato da due ottave e da quattro quartine, i cui versi sono legati a coppie dalla rima baciata e mirano a fare risaltare la bellezza di questo centro cittadino che sorge nel cuore della Romagna.
Accanto alla storia e ad altri particolari che caratterizzano Solarolo, vogliamo gridare al mondo intero, come abbiamo scritto nel finale del nostro elaborato, la grandezza di questa nostra piccola città!
“Solarolo, cittadina del mondo”
Solarolo,
Ornamento romagnolo,
La tua pianta ben squadrata
Ancora viene calpestata.
Romani furono i soldati che
Oltre il fiume sono andati
Limitando i tuoi confini
Oggi resi cittadini.
Silenziosamente un giorno,
Oltre i due fiumi che ti stanno intorno,
Le loro orme hanno lasciato
Anche i faentini col loro esercito armato.
Raggiunto il centro della città,
Oltraggiarono la Rocca senza pietà
Lottarono a lungo per conquistarti
Ostacolati dagli Imolesi, riuscirono a dominarti.
Son passati più di mille anni,
Ormai gli architetti hanno sistemato i danni.
L’agricoltura è l’attività più avviata,
Addirittura in Europa la tua merce è esportata.
Recentemente è stata restaurata
Ogni tua parte dai tedeschi bombardata:
La Torre della Rocca è stata ricostruita,
Ora è simbolo di vita.
San Sebastiano è il tuo patrono
Ogni anno, il 20 gennaio, tutti i Solarolesi in festa sono.
Laura Pausini è la tua cantante
Anche in America ti ha reso importante.
Resterai sempre nel nostro cuore
Oltre ogni ostacolo e piena di onore
La tua bellezza non scorderemo,
“O cittadina del mondo” – noi grideremo!
Un saluto dai ragazzi della 3° A
Solarolo antica
Il viaggio di ritorno
Ore 15.00: nonostante tutte le nostre proteste intraprendiamo, purtroppo, il viaggio di ritorno per Solarolo.
Mentre lo scuolabus percorre adagio i tornanti che da Ca' Budrio portano a Casola Valsenio, chiacchieriamo e scambiamo battute come al solito, ma ciascuno di noi ripensa con un po' di rimpianto alla bella giornata trascorsa a contatto con la natura.
Tutti ci siamo impegnati nelle attività proposte da Emanuela e abbiamo sperimentato dal vivo quanto studiato sul manuale di Scienze. Le cose sul campo sembrano diverse, acquistano significati più veri e ci coinvolgono totalmente.
Siamo tutti stanchi, professori compresi, ma soddisfatti della bella esperienza vissuta!
La visita a Ca’ Budrio è stata stupenda, perciò GRAZIE!!!
Un caloroso saluto dai ragazzi della 1° B dell'Ungaretti di Solarolo 

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