

DIREZIONE DIDATTICA
SAN TEODORO
POF 2008 / 2009
PRESENTAZIONE
IL Piano dell'Offerta Formativa elaborato da questa scuola non è altro che il naturale sviluppo del P.E.I. e della Carta dei Servizi, del P.O.F. elaborato per l'a. s. 1999/2000, in qualità di sperimentazione dell'Autonomia, nonché del P.O.F.2000/2001 che è diventato il modello strutturale e valoriale di riferimento negli anni scolastici successivi.
Alla stesura di quest’ultimo infatti hanno collaborato commissioni di lavoro che, con l'appoggio delle Funzioni Obiettivo, hanno assunto come tematica per l'auto aggiornamento nell’a. sc. 2000/01 l'elaborazione del Piano dell'Offerta Formativa.
I docenti, così divisi per sottogruppi di lavoro, dopo aver studiato le normative aventi per tema l' " AUTONOMIA ", hanno adattato il progetto di sperimentazione alla luce dell'esperienza effettuata nell'anno 1999/2000, tenendo anche conto delle richieste della comunità scolastica.
Nel corso degli anni, alla luce dei risultati evidenziati con le verifiche sistematiche, si sono apportate le necessarie modifiche e integrazioni; si è deciso inoltre di affiancare,alla versione integrale, una copia di sintesi contenente gli elementi essenziali ed una copia hotmail.
Per l’anno scolastico 2008/09, viene riconfermato il P.O.F. degli anni precedenti aggiornato
• nella parte strutturale con le opportune modifiche necessarie per renderlo coerente e conforme al nuovo REGOLAMENTO D’ISTITUTO,
• nella sezione ALLEGATI, con i piani e i progetti relativi all’anno in corso.
Il POF, come da D/PR 275/99, sarà consegnato ai genitori degli alunni, in veste ridotta, e sarà messo a disposizione di tutti coloro che lo chiederanno in visione.
Esso sarà integralmente inviato a:
- Enti: Consiglio di Circoscrizione, Comune e Provincia di Genova, Regione Liguria …
- Associazioni
- Aziende
- …………..
Premessa
La Scuola, nell’ambito dell'affermazione dell’Autonomia delle istituzioni scolastiche, vede riconosciuto il proprio valore formativo e sociale nella progettazione dell’intero percorso educativo di ogni singolo soggetto.
Accanto a compiti più prettamente culturali, irrinunciabili al suo essere "scuola", si riaffermano maggiori esigenze di tipo educativo interessate alla motivazione, alla partecipazione, alla condivisione. Il cambiamento dei modi della comunicazione, sempre più multimediale e telematica e le modificazioni apportate nei contesti di vita dai continui flussi migratori, impongono anche alla scuola riflessioni ed adeguamenti di tipo organizzativo e metodologico- didattico.
Obiettivo educativo e didattico prioritario e cardine dell’intero progetto curricolare del Circolo è l’attenzione alla prevenzione e al recupero della dispersione scolastica nelle sue varie manifestazioni.
In coerenza con tale obiettivo e nell’intento di allargare la sfera delle opportunità formative, la scuola considera elementi irrinunciabili per promuovere un effettivo ambiente educativo di apprendimento, in cui ognuno possa crescere e maturare in modo consapevole, secondo i propri ritmi e i propri bisogni:
• la scelta nell’universo dei contenuti disciplinari di quelli che meglio si ricollegano agli interessi e ai bisogni dell’età;
• la conoscenza da parte degli alunni del progetto didattico che si intende realizzare con loro e per loro;
• l’alfabetizzazione culturale, realizzata attraverso un’organizzazione didattica flessibile e coerente;
• l’attenzione al disagio scolastico e allo svantaggio socio-culturale nell’intento di prevenirli e di controllarli;
• la valorizzazione delle diversità, l’accoglienza e l’integrazione;
• l'attenzione a tutte le sollecitazioni e le opportunità offerte dal territorio, intese come arricchimenti e risorse;
• il raccordo con le altre scuole e istituzioni del territorio: famiglie, ente locale, associazioni;
• la consapevolezza che ogni alunno fa parte di un gruppo e che la crescita di ciascuno è strettamente collegata alla crescita del gruppo.
Analisi del contesto
Il nostro istituto si articola su tre plessi:
scuola primaria "G.Garibaldi", via Bologna, 6A
scuola infanzia di "Via Bologna", via Bologna, 6A
scuola primaria "L.Cicala", via Rigola, 50
scuola primaria "G:Chiabrera", via Asilo Garbarino, 1
scuola infanzia “……………………", Via Asilo Garbarino, 1
La nostra scuola, inoltre, offre:
C.T.P.per l'educazione e l'istruzione in età adulta:
. corsi di cultura di base
. corsi di scuola secondaria di primo grado
. corsi aperti al territorio
Sintesi della descrizione del contesto
Il nostro circolo si caratterizza per:
a) Forte e costante flusso migratorio nazionale ed extracomunitario;
b) diffuse condizioni di disagio socio- economico- culturale;
c) presenza di nuovi modelli familiari;
d) presenza nelle classi di alunni portatori di handicap;
e) presenza nelle classi di numerosi alunni in situazione di disagio;
f) presenza nelle classi di numerosi alunni stranieri.
Situazione interna al Circolo
Oltre al Consiglio di Circolo e al Collegio dei docenti, all'interno di quest'ultimo abbiamo ritenuto opportuno formare delle Commissioni.
Il lavoro delle diverse commissioni non è segmentato ma finalizzato alla complementarità, all’implementazione ed al controllo processuale delle diverse proposte.
L’istituzione di Figure professionali di raccordo tra il Collegio dei Docenti, i gruppi, i dipartimenti e il Dirigente Scolastico persegue le seguenti finalità :
• Maggiore circolazione dell’informazione all’interno della scuola, come premessa ad un processo decisionale più consapevole e condiviso e, all’esterno della scuola, con l’utenza e con gli enti territoriali di riferimento.
• Maggiore razionalità e migliore utilizzo delle risorse interne per la qualificazione del sistema scolastico.
• Miglioramento della documentazione interna con l’obiettivo di una maggiore trasferibilità e rendicontabilità dell’operato della scuola.
Risultati attesi:
• Maggiore livello di coordinamento interno;
• Attivazione di un livello intermedio di consulenza e gestione;
• Maggiore controllo di efficacia delle azioni intraprese.
gli obiettivi generali:
• acquisire la capacità di attivare relazioni positive nei diversi contesti
• acquisire la consapevolezza di essere oggetti costituenti un'organizza¬zione complessa
• acquisire la consapevolezza di poter indurre cambiamenti
e gli obiettivi specifici:
• acquisire la capacità di condividere e utilizzare codici
• acquisire la capacità di ascoltare
• acquisire la capacità di riconoscere e gestire mediatori culturali
• acquisire consapevolezza di ruoli e norme
• acquisire capacità di individuare e gestire vincoli e risorse
• acquisire capacità di gestire il processo di decisione
• acquisire la capacità di individuare disagi/mancanze
• acquisire la capacità di conoscere e negoziare i bisogni
• acquisire la capacità di motivare ai cambiamento
• acquisire la capacità di progettare in termini di risposte/attese le conoscenze, le competenze e gli atteggiamenti
Poiché il POF deve essere coerente con gli obiettivi generali ed educativi determinati a livello nazionale, tener conto delle esigenze sociali e prevedere un'organizzazione della didattica che assicuri il successo formativo di ciascun alunno, la nostra scuola ritiene di dover organizzare percorsi personalizzati di insegnamento/ apprendimento e di aprirsi con equilibrio al territorio per coglierne le opportunità da esso offerte e metterle a disposizione degli allievi.
LINEE METODOLOGICHE
La scuola dell’obbligo, riservando al momento educativo un’importanza che accompagna e condiziona favorevolmente quello dell’istruzione, va al di là dell’acquisizione di determinati contenuti disciplinari e si pone come scuola formativa .
Sarà opportuno fissare delle linee ispiratrici per raggiungere gli obiettivi previsti nel progetto POF.
• l’operatività per stimolare e guidare progressivamente alla progettazione e realizzazione di prodotti culturali attraverso una sequenza metodologica di tipo scientifico: sapere – saper fare;
• l’interdisciplinarità come tentativo di coinvolgere nei progetti docenti di discipline diverse, ciascuno con il suo particolare contributo di conoscenze e di professionalità;
• la programmazione, intesa come abitudine ad individuare ed indicare preventivamente, con sempre maggior completezza e precisione, gli obiettivi, i metodi, i percorsi, gli strumenti, i tempi e i risultati di un lavoro didattico;
• l’apertura progressiva della scuola al territorio (cui attingere informazioni, materiali e competenze), come possibile collaboratore e destinatario delle esperienze didattiche e dei loro prodotti;
• l’orientamento e la didattica individualizzata, come strumento capace di favorire il superamento della logica selettiva e di combattere il fenomeno dell’abbandono, aiutando ogni ragazzo a costruirsi una percezione coerente delle sue innumerevoli azioni e reazioni e dell’evoluzione della sua personalità in vista delle sue scelte per il futuro;
• l’archiviazione dei materiali, delle unità didattiche, dei sussidi, dei prodotti, in vista di un possibile utilizzo, di una revisione, di un completamento, di una riproposizione.
Finalità educative nella scuola
a) Promuovere lo sviluppo e il raggiungimento degli obiettivi formativo- pedagogico/ didattici ;
b) promuovere i "saperi essenziali" per la formazione di base;
c) promuovere il successo formativo, prevenendo fenomeni di dispersione scolastica e garantendo pari opportunità educativo- formative;
d) agevolare l'integrazione di alunni stranieri con progetti di recupero/ sviluppo, garantendo l'interazione tra culture diverse;
e) promuovere, con riferimento a quanto previsto dalla L.104, un integrazione di alunni portatori di handicap, con progetti rispettosi delle specifiche potenzialità e volti ad un graduale sviluppo e recupero di competenze e padronanze nei vari ambiti educativo- didattici;
f) favorire un percorso formativo unitario in funzione del riordino dei cicli scolastici, attraverso collegamenti e sviluppo di percorsi didattici fra i tre ordini di scuola;
g) favorire la "qualità" del servizio scolastico attraverso progetti organici e strutturati di circolo, nel rispetto delle tappe evolutive degli alunni;
h) sensibilizzare ad una visione europea della scuola, attraverso il collegamento con altri paesi europei su progettazione di tematiche comuni, utilizzando anche le nuove tecnologie.
Interventi a livello educativo- didattico
Visto l'ordinamento dell'autonomia, definito dall'art.21 della L. 15 marzo 1997 e dai relativi regolamenti attuativi, in particolare il DPR 8 marzo 1999, n. 275,
• le scelte curricolari sono comprese nel P.O.F.
• il curricolo è mirato al perseguimento di scopi e al raggiungimento di obiettivi
• i risultati devono essere verificabili e certificabili
CURRICOLI
Definizione dei curricoli - verifica
A livello centrale:
A livello decentrato:
SCELTE DI FONDO
GLI AMBITI DISCIPLINARI
Il tempo dedicato a ciascuna materia nell’anno – in relazione a specifici problemi (necessità di recupero, consolidamento, sviluppo) – è articolato, al bisogno, in blocchi per incidere in maniera più significativa nei processi di apprendimento.
Tutte le unità orarie, anche quelle afferenti a momenti di extracurricolarità, sono inserite in un organico quadro-orario settimanale che disciplina in maniera stabile e concreta la scansione delle varie attività, evitando dispersione di tempi organizzativi improvvisati e situazioni di confusione per alunni, genitori e docenti. Tale scansione tuttavia non comprime la flessibilità fondamentale cui è improntata ogni unità oraria di lezione, all'interno della quale, secondo micro o macro progetti deliberati dal consiglio di interclasse o dal collegio dei docenti trovano spazio, in archi temporali definiti, contenuti e percorsi didattico-educativi variabili in ambito annuale.
RIFLESSIONE
Sono pertanto possibili:
•ore di compresenza e/o contemporaneità, in rapporto agli obiettivi didattici specifici;
•organizzazione di attività di recupero e potenziamento ;
•ampliamento delle attività orientative e inserimento di opzioni ;
•ore di potenziamento in gruppi interclasse delle discipline curricolari, indirizzate al raggiungimento di più elevati standard qualitativi nell'apprendimento e nell'insegnamento, dirette alla costruzione delle attitudini e delle motivazioni;
•percorsi individualizzati settimanali all'interno di gruppi interclasse;
Il calendario è predeterminato, stabilito a inizio anno insieme all'orario delle lezioni, mentre la composizione dei gruppi, può subire variazioni nel percorso.
L’ottimizzazione del tempo scuola consente di :
•promuovere, con esperienze generalizzate, la pratica dell'insegnamento individualizzato;
•inserire più organicamente nel curricolo attività che, fino ad oggi, hanno rischiato di rimanere in una condizione di marginalità, come l'educazione all'immagine e alla multimedialità.
sul piano strutturale:
1) interventi "flessibili", per offrire a ciascun alunno la possibilità di scelta delle attività caratterizzanti il suo itinerario didattico;
2) diversa organizzazione dell'attività didattica, in modo da creare:
all'interno del tempo scuola obbligatorio, delle attività curricolari ed integrative , alternative adattabili alle esigenze degli allievi;
all'esterno dello spazio scuola obbligatorio, proposte integrative verso cui indirizzare gli alunni, secondo le loro esigenze.
I CURRICOLI INTEGRATI E DIVERSIFICATI IN FUNZIONE DEGLI OBIETTIVI
I curricoli perseguiti per le varie sezioni in cui si articola la scuola differiscono tra loro e si modellano, mediante il loro carattere di flessibilità, sia sulle esigenze educative provenienti dai vari gruppi di alunni sia sulle situazioni logistiche e sulle risorse realmente disponibili. Tutte le attività pertanto si articolano e si ordinano in quattro assi portanti:
curricolo integrato per gli alunni svantaggiati ;
curricolo integrato per gli alunni più "preparati" con ampliamenti dell'offerta educativa;
curricolo integrato per gli alunni con particolare interessi specifici
curricolo integrato con la multimedialità per tutti gli alunni.
I CARATTERI COMUNI AI CURRICOLI
• apprendimento curricolare, con programmazione per obiettivi, distribuito organicamente in 30 unità orarie settimanali di lezione (dalle 40 ore vanno sottratte 10 ore tra servizio Mensa e attività ludiche);
• forte individualizzazione degli interventi didattici, mediante molteplici e significativi momenti di attività ( per piccoli gruppi di alunni) finalizzati sia al recupero delle abilità di base degli alunni più deboli (recupero e consolidamento espressivo, delle abilità di calcolo e di rielaborazione personale, mediante interventi modulari) sia all'attivazione di percorsi didattici di eccellenza (ampliamento ed approfondimento per piccoli gruppi anche a classi aperte, di ogni attività didattica; ricerca guidata; produzione creativa; &hellip
;
• garanzia, in ambito di attività integrative e di ampliamento, di opzionalità per gli alunni, con conseguente possibilità per tutti gli alunni di sperimentare in arco quinquennale molteplici attività e conseguente ampliamento e potenziamento delle capacità di scelta;
• organizzazione modulare di ogni attività, con garanzia di flessibilità in ambito annuale e conseguente ottimizzazione di ogni risorsa educativa.
STRUTTURA DEI CURRICOLI
I Curricoli dell’Autonomia sono stati strutturati in modo che le discipline scolastiche vengano organizzate in tre grandi aree:
• la prima, chiamata "area dell’equivalenza", che interessa gran parte delle discipline
• la seconda, chiamata "area di indirizzo", coinvolge le discipline che caratterizzano la specificità dell’indirizzo a cui ciascun alunno è "portato".
• la terza chiamata "area dell’integrazione", che dà la possibilità di intervenire con l’introduzione di nuove discipline, anche non contemplate dal presente curricolo, o con il sostegno ad altre discipline curricolari che si ritengono bisognose di integrazione.
Lavorare “per progetti”
- La strada scelta e percorsa da anni al Circolo Didattico San Teodoro è quella di lavorare dandosi obiettivi chiari e condivisi.
- A questi obiettivi corrispondono progetti attuativi.
- A questi progetti corrispondono responsabilità e persone responsabili.
La scuola, come si usa dire, lavora “per progetti”, e si organizza in funzione di essi.
Una organizzazione che, quindi, è articolata, flessibile e mutevole in ragione della articolazione, della complessità e della mutevolezza dei progetti che, ogni anno, vengono proposti e realizzati.
Sulla scuola si riversano problemi ed aspettative ogni anno sempre più pressanti e pesanti da sostenere.
Per questo motivo una scuola non può sclerotizzare le proprie strutture e le proprie funzioni in ambiti e secondo modalità o modelli predefiniti ed uguali per tutti e su tutto il territorio nazionale.
Ciò vale da sempre, ma a maggior ragione la flessibilità organizzativa e l’articolazione dei modelli di funzionamento divengono una necessità inevitabile nel momento in cui si parla di scuola dell’autonomia.
Lavorare per progetti e per responsabilità diffuse risponde a questa necessità di articolazione del modello organizzativo.
In parole semplici: ogni volta che si individua un problema da risolvere, ogni volta che spunta una proposta di miglioramento, ogni volta che parte una nuova idea noi costruiamo un progetto per affrontare la questione posta.
Alla realizzazione di questi progetti (che possono spaziare dall’inserimento degli handicappati, al progetto per l’educazione al linguaggio filmico, al piano per l’avviamento alla pratica sportiva, all’accoglienza, alla organizzazione degli scambi con l’estero, al progetto multimediale, all’organizzazione di corsi specifici, al sostegno allo studente in difficoltà, alla musica, al teatro, ai rapporti con gli enti locali, come committenti di lavori professionali per gli studenti, all’orientamento alle scelte, al sostegno psicologico, alla formazione dei rappresentanti e via elencando) viene assegnata una persona di riferimento.
Ad ogni progetto vengono associate:
- le risorse necessarie, secondo un budget proposto dal responsabile ed approvato dal Consiglio di Circolo,
- le persone disponibili a collaborare, formando un apposito gruppo di lavoro.
In questo modo si riesce:
• a stimolare la progettualità individuale e di gruppo, di cui la scuola è ricca;
• a creare centri di responsabilità decentrati ed autonomi;
• a favorire la responsabilizzazione dei molti, in modo che ciascuno possa riconoscersi nel proprio progetto, e vi si dedichi con la dedizione di chi lo ritiene progetto prioritario;
• ad avere molte persone che lavorano e molti protagonisti che controllano, seguono l’attività, la valutano, la vivono, ne superano i momenti di debolezza e si esaltano per i momenti di successo;
Questo consente il nascere di tanti progetti prioritari quante sono le abilità presenti nella scuola e disposte a realizzarsi ed a spendersi.
Questo fa sì che la scuola possa essere vissuta come un luogo in cui ciascuno può realizzarsi autonomamente, sviluppare le proprie abilità ed acquisire nuove relazioni, avendo a disposizione mezzi e strutture.
Questa politica ha consentito la nascita di un gruppo dirigente molto vasto e numeroso, dove per gruppo dirigente si intendono tutte quelle persone che, per il poco o per il tanto, assumono responsabilità e danno in piena autonomia il loro contributo alla crescita della scuola. (E parliamo non solo dei docenti, ma anche del personale ATA, delle famiglie degli alunni …….).
LE ATTIVITA' DI RECUPERO E I SAPERI SPECIFICI FUNZIONALI A OGNI CURRICOLO.
In sintesi dunque:
studio guidato individualizzato e recupero espressivo, sotto forma di attività per piccoli gruppi o in forma di laboratorio finalizzato(attività di drammatizzazione, giornale scolastico);
apprendimento di una seconda, di una terza lingua straniera per la scuola primaria e di una prima lingua straniera fin dalla scuola dell’infanzia;
studio guidato individualizzato e recupero delle capacità logiche, sia con momenti di forte individualizzazione per piccoli gruppi di alunni sia con attività di laboratorio a classe intera;
potenziamento, a tappeto, dei momenti di metacognizione, consolidamento, rielaborazione individuale e a gruppi.
I TRAGUARDI FORMATIVI
Ci si propone di perseguire i traguardi fondamentali costituiti dalla formazione e dall'orientamento di ogni alunno tenendo presenti, coerentemente con tutto il progetto, le seguenti finalità:
acquisizione da parte di ogni alunno, compatibilmente con la sua situazione iniziale, di progressiva autonomia sia sul piano strutturale e sociale sia sul piano cognitivo e operativo;
progressivo potenziamento della qualità degli interventi didattici, valutativi, formativi e aggreganti della scuola mediante il pieno ed efficace utilizzo di tutte le risorse umane, professionali e strutturali di cui dispone la scuola;
incentivazione costante dei processi di partecipazione tra i vari agenti di educazione e valorizzazione di ogni professionalità;
piena interazione con le agenzie esterne: comuni, ASL, agenzie e organizzazioni sociali e culturali varie;
• pieno rispetto del contratto formativo ;
potenziamento e progressivo miglioramento del clima di classe e del clima di scuola, da intendersi non come risultanti di forme spontanee di partecipazione da parte di alunni, docenti ed operatori scolastici, ma come preciso dovere professionale e civile di ciascuno.
LE STRATEGIE E I METODI
Ogni docente, nell'ambito specifico della propria disciplina, ricerca all'interno dei contenuti e dei metodi tutte le analogie di struttura che gli permettono di conseguire i suddetti obiettivi trasversali e contemporaneamente quelli più strettamente didattici.
Per conseguire al meglio gli obiettivi cognitivi e formativi, il Collegio ritiene indispensabile che tutti i docenti siano concordi sugli atteggiamenti da tenere nei confronti di ogni classe o di ogni gruppo trasversale alle classi, e precisamente:
- dialogo aperto e franco con ogni alunno;
- rispetto delle opinioni altrui;
- disponibilità all'autocritica;
- coerenza nelle richieste;
- nessuna forma di lassismo;
- piena collaborazione con le famiglie;
- fermezza e solidarietà tra docenti.
Tutte le metodologie comunque sono rapportate e commisurate agli obiettivi proposti, ma anche alle effettive esigenze di ogni classe e di ogni alunno.
A tale scopo viene privilegiato l'apprendimento reticolare rispetto a quello sequenziale.
L'azione didattica è improntata anche al metodo scientifico e cerca di sollecitare gli alunni, in qualsiasi momento o contesto didattico-disciplinare,
a formulare ipotesi,
a condurre verifiche,
ad operare confronti,
ad esprimere convinzioni e dubbi,
ad esercitare gli apprendimenti acquisiti (questionari aperti o chiusi, relazioni, sintesi, grafici, visualizzazioni grafiche, prodotti ipertestuali o multimediali).
Peraltro l'individualizzazione degli interventi deve sempre caratterizzare ogni azione del docente:
dall'accertamento, mediante costanti prove di verifica iniziale e periodica, degli effettivi livelli di sviluppo cognitivo di ogni alunno alla proposta di obiettivi didattici, alla somministrazione di contenuti, fino alla valutazione formativa e sommativa.
Sul piano specifico delle strategie didattiche si tenderà anche all'uso di forme consapevoli e frequenti di feed-back, Problem Solving, mastery Learning.
Tenendo costantemente presenti gli obiettivi dell'area cognitiva, è necessario, prima di procedere all'introduzione di nuove attività, verificare attentamente la padronanza di prerequisiti da parte di ciascun alunno e quindi valutare lo sviluppo di ogni capacità.
Il collegio dei docenti, a tale proposito, si prefigge di promuovere attività di qualificazione del servizio mediante alcuni seminari da tenere a scuola nel corso di ogni biennio.
Dalle considerazioni sopra riportate si comprende la necessità assoluta della flessibilità dell'organizzazione didattica ed educativa, specialmente quando occorre realizzare interventi compensativi curricolari ed extracurricolari periodici.
La scansione delle attività curricolari è opportunamente arricchita mediante momenti diffusi di studio individuale assistito, attività di recupero o di eccellenza, uso di laboratori.
L'articolazione dei laboratori
In piena sintonia con le indicazioni operative generali del P.O.F., l'articolazione delle attività di laboratorio si snoderà su tre livelli:
Laboratorio curricolare, in orario scolastico con funzione d'apprendimento basilare delle tecniche e dei temi oggetto della programmazione specifica del gruppo classe;
Laboratorio integrativo, in orario scolastico, come attività d'approfondimento di quanto visto e assimilato dagli alunni nei laboratori curricolari e con modalità diverse nei tre plessi, con almeno un insegnante ogni dieci/quindici alunni, anche di classi diverse;
Laboratorio extracurricolare volontario, in orario extrascolastico, per piccoli gruppi di alunni, anche trasversali, con produzione di manufatti o elaborati grafico-descrittivi che richiedano abilità più sviluppate.
Area dell'individualizzazione
Agli alunni vengono proposte attività di laboratorio : vedi allegati
PROCEDIMENTI METODOLOGICI
Una scuola funzionante secondo il modello descritto ha bisogno di modalità operative che, lasciando ai singoli docenti l'indispensabile libertà d'iniziativa, di opzione, di approccio culturale, muovano il massimo possibile dall'assunzione di decisioni comuni.
L'allievo, come già evidenziato, pur membro di una singola classe, può trovarsi impegnato in attività guidate da altri docenti.
Tutto ciò richiede:
forte congruenza negli obiettivi comuni e per materia ;
gestione comune e confrontabile di metodologie e strumenti per consentire una verifica collegiale;
modalità, concordate e definite, di passaggio delle informazioni; griglie comuni di valutazione delle attività svolte dagli alunni nei laboratori;
capacità del C.d.D. di progettare interventi consequenziali in maniera correlata e congruente. Siffatto modus operandi può prevedere da parte dei singoli docenti specializzazione in attività, in tecniche, in competenze particolari da spendere in momenti didattici non necessariamente allargati a tutti; così come può prevedere momenti di trasmissione di tali tecniche e competenze ad altri colleghi.
Si richiede, quindi, ai docenti, la capacità di:
pensare l'itinerario degli allievi per obiettivi e competenze, più che per tempi e per adempimenti
potenziare e differenziare le opportunità educative
porsi come professionisti che analizzano situazioni, si pongono obiettivi, progettano itinerari, verificano percorsi.
VALUTAZIONE
Sul versante degli alunni: la valutazione è intesa soprattutto come valutazione formativa, per orientare la ricerca, le scelte educative e portare gli alunni all’autovalutazione.
Gli insegnanti concordano prove d'ingresso, griglie di valutazione, verifiche bimestrali e confrontano dati in attesa di indicazioni di standard nazionali.
Valutazione del piano: la scuola si è posta l'interrogativo di come valutare la tenuta del progetto formativo.
In particolare si verificheranno gli effetti che il piano ha avuto:
• Sull'apprendimento degli alunni
• Sugli insegnanti
• Sull'organizzazione scolastica
• Sui rapporti con l'utenza e con l'esterno in generale
A tal fine verrà proposto ai genitori al termine dell’anno, un questionario riguardante alcuni punti di cui sopra.
IL SISTEMA DI VALUTAZIONE
La valutazione dell'offerta formativa scaturirà per quest'anno scolastico dalla valutazione delle famiglie e degli alunni e dalla valutazione interna al Collegio, che includerà anche la valutazione del servizio in tutte le sue articolazioni. In tale ottica saranno valutate le prestazioni professionali, con strumenti che il gruppo di progetto provvederà a formulare.
Il sistema di valutazione degli alunni sono le verifiche del processo di apprendimento e di formazione di ogni alunno.
I singoli docenti e i consigli di interclasse si impegnano nell'attuazione di criteri di valutazione pienamente riconducibili agli obiettivi del P.O.F., resi dinamici dalla partecipazione e dalla riflessione di ogni alunno.
Il processo di valutazione ha un carattere essenzialmente formativo: ogni docente ne rende cosciente e partecipe l'alunno oltre che la famiglia. Lo stesso processo, nella sua dimensione quadrimestrale, è unitario e globale.
Proprio allo scopo di garantire tra le varie classi ed i vari alunni questa unità di valutazione, ferma restando la necessità di individualizzare ogni intervento valutativo, il Collegio si propone (ai sensi della C.M.n.491/96) di utilizzare alla fine di ogni quadrimestre le seguenti:
linee operative per la formulazione della valutazione globale quadrimestrale.
Occorre indicare:
risultati globali di apprendimento conseguiti nelle varie aree;
eventuali condizionamenti incontrati dall'alunno nel suo impegno scolastico;
il livello di acquisizione di un metodo di studio, dei linguaggi specifici e delle abilità intellettuali (pensiero critico, sviluppo logico, creatività
;
il grado di autonomia raggiunto (sicurezza, perseveranza, responsabilità
;
il grado di maturazione relazionale (partecipazione, controllo ,rispetto di sé e degli altri);
le eventuali, specifiche attitudini evidenziate e da potenziare.
Il giudizio globale relativo al I quadrimestre ha un carattere più propositivo che sommativo e settoriale, rispetto a quello per il II quadrimestre, che sarà invece più specificamente sommativo. Il Collegio stabilisce che occorre evitare espressioni soggettive, in sede di formulazione dei giudizi globali, e che ,se necessario, si deve adoperare la seguente scala di livello congrua con la C.M. n.491/96 e con il P.O.F.:
NON SUFFICIENTE - SUFFICIENTE - BUONO DISTINTO - OTTIMO
La suddivisione dell'anno scolastico ai fini valutativi e l'informazione alle famiglie.
Giusta delibera del Collegio, l'anno scolastico è suddiviso in due quadrimestri, e ciò allo scopo di consentire a tutti i docenti di effettuare una valutazione ricca di elementi conoscitivi delle singole situazioni degli alunni. La valutazione quadrimestrale, inoltre, potrà consentire di tenere in seria considerazione non solo gli apprendimenti specifici, ma anche gli sviluppi delle abilità di ogni alunno.
AUTOVALUTAZIONE D’ISTITUTO :
(Organizzazione e realizzazione di azioni di monitoraggio.)
Assunto il prodotto scolastico come esito dell’offerta formativa intesa in modo più ampio rispetto al livello di apprendimento che conclude un corso di studi, l’indagine valutativa coinvolgerà l’intero impianto scolastico nelle componenti:
• conoscitive;
• orientamento al miglioramento;
• valutazione dell’impatto del lavoro sul territorio;
• valutazione degli effetti;
• valutazione del grado di soddisfazione degli utenti.
Campi d’indagine:
• alunni - autovalutazione
• attività didattica – autovalutazione
• Capo d’Istituto – autovalutazione
• organizzazione interna - autovalutazione
Strumenti:
• Valutazione interna:nei consigli di interclasse e di classe, nel collegio dei docenti, nel consiglio di circolo e di istituto.
• Valutazione esterna: attraverso un questionario da somministrare alle famiglie, coerente con gli obiettivi conoscitivi da raggiungere
Sarà adottato un sistema misto di ricognizione di dati: quantitativi e qualitativi. L’elaborazione dei dati sarà condotta dal gruppo di monitoraggio del P.O.F. e formalizzata nel seguente modo:
• elaborazione dei dati
• discussione dei risultati
• riflessione nelle riunioni degli Organi collegiali
• identificazione dello stato qualitativo dell’offerta formativa
• produzione di un report sulla soddisfazione espressa dai genitori degli alunni rispetto ad attività e servizi erogati dalla scuola.
Modalità e strumenti di valutazione dell'offerta formativa e dei risultati ottenuti.
I docenti valuteranno l’efficacia dell’offerta formativa sia individualmente che collegialmente sulla base dei risultati raggiunti dagli alunni in relazione agli obiettivi programmati.
La valutazione avverrà:
in itinere in modo informale;
quadrimestrale e finale in modo formale.
I risultati conseguiti porteranno i docenti a fare attività di feed-beack (attività di recupero-sostegno e potenziamento).
TIPOLOGIA DEGLI STRUMENTI UTILIZZATI
Al fine della valutazione finale verranno utilizzate:
• Prove descrittive (prestazioni verbali scritte e grafiche relazioni sintesi);
• Prove oggettive (quesiti che indicano risposte del tipo vero/falso, scelte multiple, corrispondenze, brani da completare, questionari, tests, ecc..).
VERIFICHE E VALUTAZIONI NELLE NORMALI ORE DI ATTIVITÀ DIDATTICHE:
(CONFRONTARE LE VERIFICHE,
DA PROGRAMMAZIONE)
Il monitoraggio, la verifica e la valutazione sono la manifestazione dell’assunzione di responsabilità di tutte le componenti scolastiche in quanto consentono di tenere sotto controllo il processo educativo e l’intero sistema scolastico, di individuare i punti di debolezza dell’organizzazione e dell’attività didattica, di valutare la qualità dell’organizzazione e degli apprendimenti.
L'attuazione del POF sarà verificata attraverso griglie di osservazione, questionari rivolti ai genitori, agli alunni ed agli insegnanti, griglie di sintesi, schede delle esperienze, descrizione delle esperienze.
Saranno i docenti individuati per le funzioni strumentali che appronteranno gli strumenti di monitoraggio, verifica e valutazione necessari.
Il raggiungimento degli obiettivi didattici ed educativi sarà verificato attraverso osservazioni, prove non strutturate, semistrutturate, strutturate. Le programmazioni educative e didattiche conterranno le prove di verifica per valutare il conseguimento degli obiettivi.
La partecipazione del nostro circolo all’ADAS ( Archivio Docimologico per l’Autovalutazione delle Scuole) consentirà di verificare gli apprendimenti nella lingua italiana e nella matematica in modo oggettivo e darà suggerimenti utili per l’innovazione degli interventi didattici.
SCHEDA DI VALUTAZIONE
Con delibera n°27 del 16/12/2004, il Collegio Docenti ha adottato il MODELLO MINISTERIALE.
I Consigli di interclasse e di intersezione provvedono:
• all’individuazione degli obiettivi specifici, degli obiettivi formativi e cognitivi e di quelli comportamentali
• all’individuazione delle conoscenze, delle competenze, delle capacità che gli alunni debbono acquisire in uscita
• all’individuazione dei contenuti : criteri di selezione, loro strutturazione ed organizzazione
• all’individuazione/ elaborazione degli interventi trasversali, progetti ed attività integrative
• alla definizione delle metodologie: lezione frontale, lavori di gruppo, ricerche, discussione,
• alla definizione dei mezzi e degli strumenti: uso dei laboratori, sussidi audiovisivi, conferenze
• alla stesura dei piani educativi personalizzati in presenza di alunni portatori di handicap alla presenza collaborativa degli operatori psicopedagogici della A.S.L.
• alla definizione delle conoscenze e delle capacità che dovranno raggiungere gli allievi
Il docente illustra alle famiglie :
• gli obiettivi trasversali formativi e cognitivi individuati dal Consiglio di interclasse e di intersezione
• le attività stabilite dal Consiglio di interclasse e di intersezione
• gli elementi che concorrono alla valutazione periodica e finale
FIGURE STRUMENTALI
Chi è e che cosa fa la figura strumentale
- E' un coordinatore dell'attività altrui.
- E' responsabile, negli ambiti delle specifiche competenze, verso il consiglio di circolo e, attraverso questo, verso le famiglie. verso il Collegio dei docenti, verso il dirigente, con il quale mantiene i contatti, informando (documentando) e, reciprocamente (documentandosi) circa le rispettive impostazioni.
IL REFERENTE:
- propone un piano cornice (idee di impostazione)
che serva da stimolo per la progettazione, garantendo al tempo stesso la coerenza con il progetto d'istituto e la significatività rispetto alle finalità educative, illustrandole in apposite riunioni
- raccoglie proposte
non si tratta di un semplice assemblaggio ma di un'attività di stimolo, mediazione e sintesi: far emergere, mediare, sintetizzare, contestualizzare, scegliere
- organizza il piano attuativo
questa è l'area delle capacità più propriamente organizzative che hanno a che fare con la gestione delle risorse
- controlla l'esecuzione
effettua il monitoraggio secondo tecniche di osservazione particolari (dei singoli segmenti) e generali (in riferimento al progetto nel suo complesso)
- valuta i risultati
- riferisce al Consiglio d'istituto, al Collegio dei docenti, al dirigente
PROGETTI INNOVATIVI CONSOLIDATI
NEL TEMPO DIVENTATI ELEMENTI CARATTERIZZANTI LA STRUTTURA PORTANTE
DEL CIRCOLO
ACCOGLIENZA
.STRANIERI
.DISAGIO .CONTINUITA'
.DISPERSIONE .HANDICAP
Intercultura e integrazione alunni stranieri
Intercultura e Integrazione
Nel nostro Circolo sono presenti, e frequentano regolarmente, molti alunni stranieri.
Consapevoli che la diversità tra le persone rappresenta un valore da ricercare, i docenti hanno inserito la dimensione interculturale all'interno delle proposte formative e didattiche, predisponendo Progetti specifici.
Gli obiettivi fondamentali riguardano il raggiungimento di valori generali quali la convivenza, il rispetto, la solidarietà e la collaborazione tra le persone.
I Progetti sono stati affidati a insegnanti impegnati in modo particolare nei percorsi di prima accoglienza e di alfabetizzazione.
Gli obiettivi formativi
Promuovere in alunni, genitori e docenti un atteggiamento di apertura agli altri, come occasione di crescita culturale e riconoscimento del pluralismo, come risorsa, e della solidarietà, come valore.
Promuovere atteggiamenti positivi verso le diversità attraverso la capacità di ascoltare, conoscere, studiare, scambiare esperienze.
Realizzare esperienze concrete di scambi culturali tra i bambini.
Favorire l'elaborazione e l'acquisizione di valori collettivi di apertura ad una società multietnica.
Educare al rispetto dei popoli attraverso la conoscenza degli elementi che caratterizzano le diverse culture (stili di vita, usanze, tradizioni).
Promuovere e sviluppare la capacità di inserire nelle programmazioni di classe percorsi interdisciplinari di educazione interculturale.
Progetto
Psicopedagogico
Ambiti di intervento
• Formazione delle classi prime attraverso la rilevazione delle abilità di ingresso degli
alunni, la tabulazione delle prove e la presentazione agli insegnanti.
• Continuità educativa tra scuola dell’infanzia e scuola primaria.
• Continuità educativa tra scuola primaria e.secondaria di primo grado.
• Interventi a favore degli alunni in situazione di handicap.
• Interventi a favore degli alunni in difficoltà di apprendimento e in situazioni di
svantaggio socio-culturale.
• Consulenza e sostegno ai genitori e ai docenti.
• Collaborazione con A.S.L. territoriali e centri convenzionati.
• Incontri di aggiornamento e formazione per i genitori.
AZIONI DI ACCOGLIENZA, SOSTEGNO E RECUPERO, PROMOZIONE DELLE ECCELLENZE, CONTINUITA’ E ORIENTAMENTO.
Accoglienza
Il programma di accoglienza può essere articolato in quattro momenti:
- Conoscenza della classe e di ciascun alunno e raccolta di informazioni utili di tipo socio-ambientale e culturale.
- Illustrazione degli aspetti materiali dell’organizzazione scolastica (per esempio dislocazione di laboratori, uffici, Presidenza)
- Illustrazione dei principali argomenti del corso di studi e della proposta formativa della scuola
- Accertamento del livello culturale dei singoli alunni per valutare i livelli di partenza attraverso l'uso di prove d'ingresso
Tutti i dati acquisiti saranno utilizzati per impostare una corretta programmazione educativa e didattica.
Sostegno e Recupero
Programmazione di Piani Educativi Individualizzati
In presenza di situazioni di difficoltà e di disagio degli alunni (handicap, stranieri ecc.), la scuola, attraverso l'azione dei Consigli di interclasse, si attiverà per programmare piani di lavoro individualizzati, finalizzati al superamento delle difficoltà e alla piena integrazione degli allievi interessati.
In particolare l'integrazione degli alunni portatori di handicap verrà garantita, oltre dal rispetto delle norme di legge, dall’attuazione di interventi che operino su diversi livelli:
sensibilizzare tutta la comunità scolastica ai problemi dell'handicap, dell'integrazione sociale e dei diritti dei portatori di handicap;
promuovere costantemente una collaborazione aperta e positiva tra tutte le componenti impiegate nei progetti educativi individualizzati (genitori, docenti, insegnanti di sostegno, assistenti di base e psicologi);
elaborare P.E.I (Piani educativi individualizzati) che siano formati da almeno quattro parti fondamentali: la diagnosi funzionale, il profilo dinamico-funzionale, le attività, i materiali,
i metodi di lavoro, le verifiche.
La diagnosi funzionale conterrà diversi tipi di dati :
dati clinico- medici, familiari e sociali
dati sui livelli raggiunti nelle diverse aree di sviluppo (linguaggio, motricità, abilità cognitive ecc.
dati sui livelli raggiunti dall'alunno rispetto agli obiettivi della programmazione della classe
dati sulle dinamiche psicologiche, affettive, emotive, relazionali e comportamentali.
La diagnosi funzionale raccoglie dunque tutti i dati utili per una conoscenza approfondita dell'alunno in difficoltà.
Il profilo dinamico funzionale contiene le linee concrete di lavoro, quello che si vorrà raggiungere durante l'anno scolastico, espresso in obiettivi a lungo, medio e breve termine
Le attività , i materiali e i metodi di lavoro
In questa terza parte si elaborano soluzioni operative per favorire il raggiungimento degli obiettivi definiti nel profilo dinamico-funzionale.
Si identificano gli spazi, i tempi , le persone e le altre risorse organizzative e strutturali utili per realizzare attività didattiche, educative e di stimolazione.
Attività di verifica dell’efficacia e della validità degli obiettivi scelti
Il programma di accoglienza può essere articolato in quattro momenti:
-
- Conoscenza della classe e di ciascun alunno e raccolta di informazioni utili di tipo socio-ambientale e culturale.
- Illustrazione degli aspetti materiali dell’organizzazione scolastica (per esempio dislocazione di laboratori, uffici, Presidenza)
- Illustrazione dei principali argomenti del corso di studi e della proposta formativa della scuola
- Accertamento del livello culturale dei singoli alunni per valutare i livelli di partenza attraverso l'uso di prove d'ingresso
Tutti i dati acquisiti saranno utilizzati per impostare una corretta programmazione educativa e didattica.
Promozione delle Eccellenze
Durante lo svolgimento delle attività curricolari i docenti potranno adottare le iniziative ritenute più opportune per valorizzare le capacità di ricerca e di autoapprendimento degli allievi che hanno dimostrato maggior interesse ed impegno.
La continuità nella formazione di base
Il D. M . 16/ 11 / '92 e la C . M . 339 / '92 hanno dato fondamento legislativo al problema del raccordo tra scuola dell’infanzia , scuola primaria e scuola secondaria di primo grado , evidenziando in particolar modo che :
• una corretta azione educativa richiede un progetto formativo continuo;
• il coordinamento dei curricoli rappresenta un elemento cruciale del processo di continuità ;
• continuità non vuol dire uniformità, ma specificità e diversità degli apporti delle singole scuole ai vari livelli in una logica di "coerenza ";
• una corretta azione educativa richiede un progetto formativo continuo.
Il Decreto ministeriale e relativa circolare hanno suggerito soluzioni operative che una programmazione deve assumere nel suo profilo, assieme ai principi generali:
a ) indicazioni concrete sulle modalità di formazione delle classi 1e
b ) raccordo negli anni ponte , attraverso incontri tra i docenti, prove oggettive comuni,
elaborazione di percorsi didattici "verticali"
c ) attività di aggiornamento in comune
d ) coinvolgimento delle famiglie per la comunicazione delle scelte fatte dalle scuole e per
iniziative di formazione
e ) progetti accoglienza
f ) gruppi di lavoro scuola primaria – scuola secondaria di primo grado
Si auspica una fattiva collaborazione tra scuola dell’infanzia,scuola primaria e scuola secondaria di primo grado, collaborazione che comporti:
1 ) L'individuazione concordata di una serie di prove oggettive da sottoporre agli alunni, con lo scopo di contribuire ad una programmazione didattica su misura degli allievi di prima classe
2 ) Lo scambio di continue informazioni sugli alunni mediante:
- trasmissione di tutta la documentazione sugli alunni in situazione di handicap
- relazioni degli insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria sugli alunni con difficoltà relazionali o di apprendimento
- colloqui, ad inizio d'anno, tra insegnanti dell'ultimo anno di scuola dell’infanzia e quelli della 1° classe primaria e tra gli insegnanti di 5a classe primaria e di scuola secondaria di primo grado
- indicazioni supplementari e suggerimenti di raggruppamenti omogenei ai fini della formazione delle prime classi
3 ) l'avvio di un "progetto accoglienza" per ridurre al minimo le difficoltà di passaggio dalla Scuola dell’infanzia a quella primaria e dalla primaria alla Scuola secondaria di primo grado.
PROGETTO DISPERSIONE
Finalità
Con il termine "dispersione" non si vuole indicare quei fenomeni limite che riguardano tassi elevati di evasione dell'obbligo o le frequenze irregolari, ma si vuole guardare a quei fenomeni di insuccesso formativo per il mancato conseguimento di traguardi di apprendimento a causa di disturbi comportamentali o relazionali, a causa di un contesto socio-culturale e familiare poco stimolante o anche a causa di una rigidità dell'offerta formativa che mal si adatta alle esigenze di molti bambini "a rischio".
Si avverte la necessità di prevenire questi fenomeni di disagio e di insuccesso scolastico, offrendo ai bambini attività integrate.
Il percorso formativo è quello relativo alla musica e al movimento. I programmi educativi di "movimento e musico-terapia" utilizzano la musica come mezzo per stabilire con persone con handicap e bambini in difficoltà di apprendimento contatti e interazioni attive, per sviluppare le loro abilità motorie e sensoriali, oltre che per incoraggiare e sviluppare la comunicazione.
TIPOLOGIA DELLA
COLLABORAZIONE:
ENTE LOCALE: A.S.L. N. 3 LIGURIA
CENTRO PERMANENTE PER L’EDUCAZIONE IN ETA’ ADULTA
ATTIVITA' RICHIESTE
DESTINATARI DEGLI INTERVENTI
a) Suppporto logistico per il trasporto degli studenti nelle zone di interesse didattico;
b) Interventi assistenziali a favore degli alunni con il servizio di assistenza sociale.
c) Supporti specialistici del consultorio familiare e dello psico-pedagogista.
d) Sportello di orientamento
Attività curricolari ed extracurricolari finalizzate a contrastare il fenomeno della dispersione
Gruppi di apprendimento di non più di 10 alunni
per gruppo .
MOTIVAZIONI DELLA PROPOSTA E FINALITA' FORMATIVE
La proposta progettuale in esame si pone essenzialmente l'obiettivo di coinvolgere la fascia dei minori a rischio che hanno fatto registrare un percorso formativo accidentato.
La crescente sensibilità nei riguardi del preoccupante fenomeno della dispersione scolastica ha fatto maturare in questi anni nuove strategie educative promosse e sollecitate da interventi legislativi coordinati, dopo una fase caratterizzata da una valutazione per così dire parziale del problema, con una conseguente enfatizzazione dell'aspetto formativo istituzionale, isolato dal contesto sociale.
Da qui alcune esigenze di fondo che emergono con forza e reclamano strategie educative coerenti con una finalità formativa che si richiami in concreto al dettato costituzionale, relativamente all'impegno di ciascuno e di tutti di contribuire "a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana...".
L'intento, dunque, di rispondere ad una esigenza particolarmente avvertita nella comunità, quella cioè di un concreto processo di acculturazione che offra le condizioni per un autentico sviluppo della persona impone in primo luogo un diverso approccio al problema della dispersione e una strategia di interventi di formazione miranti a promuovere in ogni soggetto:
- la padronanza degli strumenti conoscitivi per il rafforzamento di una cultura rispettosa di sé, degli altri, delle istituzioni e della natura;
- la conoscenza approfondita delle proprie potenzialità e dell'ambiente che ci circonda;
- la percezione di sé come parte di esso;
L'obiettivo della proposta progettuale è, dunque, quello di favorire e promuovere occasioni di formazione dirette soprattutto ai minori che, per varie ragioni, sono stati emarginati dai processi educativi istituzionali.
In questi ultimi anni, tra l'altro, al fenomeno della dispersione scolastica si è, nel contempo, aggiunto un pesante carico di disagio adolescenziale e di disgregazione sociale.
Tale situazione sta ad evidenziare ancor più la problematicità e la complessità del fenomeno, il quale difficilmente può essere con successo affrontato, se si dà credito soltanto agli interventi e alle strategie educative tentate unilateralmente dall'istituzione scolastica.
Emerge,pertanto, con forza la dimensione extrascolastica dello sviluppo educativo dei minori a rischio che chiama in causa una pluralità di soggetti, in un'ottica sistemica in cui è doveroso chiarire e concordare obiettivi, ambiti di competenza e strategie di intervento.
Il progetto in questione, elaborato dagli organi collegiali della scuola, intende sperimentare forme nuove di aggregazione culturale e strategie educative aperte alla collaborazione con Enti esterni alla scuola, con l'intento di perseguire obiettivi di innovazione dell'impianto formativo finalizzati:
- a creare spazi di aggregazione che coinvolgano più direttamente i giovani in occasioni formative differenziate ed adeguate ai loro bisogni, ponendo a loro disposizione strutture, risorse umane e culturali in momenti e fasi della giornata, non coincidenti con le attività scolastiche;
- a sperimentare forme di esperienze culturali centrate sulla conoscenza del proprio ambiente di vita e stimolate da processi guidati di apprendimento che offrano un valido aiuto per riflettere su possibili progetti di vita coerenti con una realistica conoscenza delle proprie potenzialità e con una consapevole accettazione di sè.
Il progetto in questione, in continuità con i percorsi sperimentati nel decorso anno scolastico, intende sviluppare e approfondire aree di ricerca adeguate ai bisogni di alunni che per la fragilità della loro formazione di base risultano essere più vulnerabili e maggiormente soggetti alle insidie dell’abbandono scolastico.
L'apporto del docente referente sul progetto, sarà, pertanto, rilevante nella misura in cui contribuirà ad arricchire il curricolo scolastico di opportunità formative, caratterizzate da processi induttivi e finalizzate, per la loro dimensione operativa, a fare acquisire nelle nuove generazioni comportamenti ed abiti mentali coerenti con la loro dimensione esperenziale.
Il referente, in collaborazione con il gruppo di docenti e con lo sportello dello psicologo, svilupperà la propria attività secondo la metodologia della pianificazione per progetti, articolando le proprie azioni in due fasi:
- nella prima fase si propone, in coerenza con le finalità formative enunciate, una attività progettuale di ricerca-azione incentrata sull'attivazione dei LABORATORI, che privilegi il coinvolgimento dei minori su compiti specifici finalizzati alla creazione di prodotti spendibili nel sociale.
- In una seconda fase tutti i percorsi formativi sperimentati didatticamente e territorialmente aggregati per fasce d'età, con l'apporto del docente coordinatore, potranno costituire un complesso patrimonio di sperimentazioni didattiche da far conoscere e divulgare nell'intero corpo sociale della comunità, in una logica della circolarità delle esperienze che coinvolga anche gli adulti e in particolar modo i genitori dei minori interessati.
I percorsi in questione possono essere riferiti a tre principali obiettivi strategici :
a) porre al centro dei processi formativi l'ambiente naturale e socio –culturale di S.Teodoro.
b) perseguire sul piano della formazione i contenuti di partecipazione, sperimentazione e creatività per promuovere un clima educativo che sviluppi, attraverso attività formative svolte "sul campo", in situazioni reali e problematizzanti, comportamenti coerenti con gli obiettivi di una corretta educazione al fare, accompagnata dalla consapevolezza che il territorio residenziale deve essere una realtà vissuta da tutti.
c) arricchire il proprio curricolo di contenuti adeguati per la tutela, il recupero e la valorizzazione delle risorse esistenti, anche umane, attraverso la riqualificazione, il potenziamento e la integrazione delle strutture culturali presenti nel territorio, promuovendo la circolazione di esperienze e iniziative .
In riferimento a quest'ultimo obiettivo la proposta progettuale presuppone necessariamente, in un'ottica sistemica , un raccordo con tutte le istituzioni esterne alla scuola.
STRANIERI
Abbiamo firmato una convenzione con l'università degli studi di Siena, affinché la nostra scuola diventasse sede di esame CILS .
C.I.L.S.
In base a una Convenzione con il Ministero degli Affari Esteri, l'U
QUANTI GIOCHI SI POSSONO FARE CON UN PILA:NOI CI SIAMO DIVERTITI/E MOLTO A "GIOCARE" CON LA LUCE..........
LUCE LONTANA DAL MURO.
LA MAGIA DELLA LUCE DIETRO IL FOGLIO DI CARTA....
QUI DENTRO E' TUTTO BUIO.....CI VUOLE LA PILA!
ENTRO DENTRO...CI VUOLE MOLTO CORAGGIO PERCHE' C'E' BUIO....
ECCO IL RISULTATO.....

PER FARE UN TAVOLO....

CI VUOLE IL LEGNO.

PER FARE IL LEGNO CI VUOLE L'ALBERO.

PER FARE L'ALBERO

CI VUOLE IL SEME.

PER FARE IL SEME

CI VUOLE IL FRUTTO.PER FARE IL FRUTTO...

....CI VUOLE UN FIORE.

PER FARE UN TAVOLO

CI VUOLE UN FIORE.

PER FARE TUTTO CI VUOLE UN FIOORE!!!!

COMPLIMENTI AGLI ARTISTI E ALLE ARTISTE!!!!

| Lun | Mar | Mer | Gio | Ven | Sab | Dom |
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| 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | 24 | 25 |
| 26 | 27 | 28 | 29 | 30 | 31 | |

