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05.05.08

UN BLOG PER...

I blog individuati per il presente lavoro sono pertinenze del sito testata giornalistica “www.comunedipignataro.it”, di cui chi scrive è direttore responsabile, ai quali si accede attraverso un apposito link situato in un indice costruito come un banner, inteso nel senso di manifesto di promozione culturale, posto direttamente in apertura sulla home page assieme alle più vere espressioni letterarie e scientifiche liberamente prodotte in questi anni.

 i quattro blog del portale sono, rispettivamente, : “Il Talebano”, “Explorator”, “Moon Light” e “Mistero”. Per tutti e quattro, è unica la motivazione circa l’individuazione della creazione e dell’utilizzo, essendo stati creati tutti da Pietro Ricciardi con lo scopo fondamentale di promuovere la comunicazione, personale e collettiva, degli utenti che ne usufruiscono direttamente le potenzialità. Cioè, la possibilità di scrivere sequenze testuali, di allegare file multimediali, foto, animazioni o suoni, fino all’opportunità che ognuno possa scrivere il suo commento sull’esperienza descritta e/o narrata. Il blog è una voce sul web. Uno spazio dove raccogliere e condividere qualsiasi cosa che si ritiene interessante: una foto, una poesia, un commento di politica, un diario personale o link e siti web che si desidera ricordare. Per molti un blog è semplicemente uno spazio in cui annotare i propri pensieri, mentre altri comunicano ad un pubblico di persone sparse in tutto il mondo. I blog sono utilizzati come diari quotidiani in cui è possibile condividere con gli altri i propri pensieri più intimi. Il blog appartiene dunque al comunicare, essendo insomma l’aspetto relazionale della creatività.
Ma possono essere altri i possibili utilizzi di questo strumento nelle scuole poiché è una risorsa web gratuita e di semplice realizzazione, con grandi potenzialità di narrazione e di scrittura, di scambio e condivisione della conoscenza e delle esperienze, di relazionalità, di sperimentazione.
Tra i possibili usi del blog a scuola, escludendo l’utilizzo a scopo didattico, come è pubblicato in Punto Edu, il programma di formazione di Indire, : ”il blog per uso interno è uno strumento per superare problemi in ambito comunicativo. Per migliorare e promuovere lo scambio di idee all’interno dell’istituzione scolastica, per agevolare la comunicazione interna legata alla vita della scuola e non, per promuovere l’innovazione e la formazione.”.
Inoltre, il blog per uso esterno, sempre secondo Punto Edu, è uno strumento per promuovere le attività della propria istituzione scolastica e per creare scambi e attività di aggregazione con l’esterno. Il blog come mezzo per comunicare con i genitori, e con il territorio, per dare visibilità alla scuola, per conoscere opinioni, per autovalutarsi e per migliorare. Per creare contatti di scambio con le altre istituzioni scolastiche e scambiare con loro opinioni, idee e risorse.
Sempre da Punto Edu, Daniele Barca presenta un lavoro per il corso di formazione alla dirigenza scolastica che sintetizza adeguatamente l’uso del blog a livello didattico. Infatti, nel lavoro dal titolo “Un blog per…”, Barca descrive i diversi modi di operare attraverso un blog, a cominciare dal significato dell termine inglese: “Il termine blog è la contrazione di web log, ovvero traccia su rete. È un sito (web), gestito in modo autonomo dove si tiene traccia (log) dei pensieri; quasi una sorta di diario personale.” …e, infine, “Il termine weblog è stato creato da Jorn Barger nel dicembre del 1997. La versione tronca Blog è stata creata da Peter Merholz che nel 1999 ha usato la frase we blog nel suo sito, dando origine al verbo to blog (ovvero: bloggare, scrivere un blog)”. L’enciclopedia in rete Wikipedia così definisce i blog, l’edizione digitale del vecchio diario con il lucchetto. Con una differenza fondamentale: qui le chiavi per aprire il lucchetto sono in mano a chi è nella rete.

Un blog per fantasticare

Un blog può servire per fantasticare. Con testi, ma anche con immagini. Come nel blog “angolostorie”, dove bambini più o meno grandi (per capirci, i loro maestri, alla Saint Exupéry) raccontano storie di fantasia corredandole con i disegni realizzati in classe.
Chi: soprattutto gli studenti delle primarie e secondarie di primo grado.
Cosa: partendo da uno spunto fantastico raccontare storie complete di immagini o singolarmente o in scrittura condivisa.
Perché: imparare ad usare tutti gli strumenti della fantasia (scrittura, colori, suoni) confrontandosi o nello stesso testo o leggendo le creazioni degli altri.

Un blog per raccontare

Vista la possibilità di aggiornamento continuo e di “confezionamento” grafico, il blog è un eccezionale strumento di costruzione di un giornalino. Come in “Blogzine”, il magazine del blog tutto pubblicato da studenti del biennio delle superiori.
Chi: studenti di tutti gli ordini di studio, singolarmente o in gruppi.
Cosa: raccogliere le notizie dell’attualità quotidianamente, settimanalmente o mensilmente, corredandole di tutto il repertorio multimediale che le news hanno nella rete.
Perché: imparare a riconoscere la notizia, selezionare le fonti (non solo scritte…) e riportarla in un lavoro di mini redazione sempre aggiornabile.

Un blog per recensire

E-didablog si apre anche al “podcasting”: contributi non solo scritti e da leggere, ma anche orali, letti e da ascoltare. I libri della biblioteca recensiti con un messaggio orale da portare anche sul proprio lettore, in tasca, sono una traccia del futuro che incontra il passato.
Chi: particolarmente adeguato agli studenti delle superiori, visto il diffondersi tra di loro dei lettori mp3.
Cosa: si producono file audio e video in formabili copiabili anche su lettori mp3 e caricati all’interno del blog, per realizzare esperienze di reportage, giornalismo e quant’altro possa coniugare didattica e multimedialità.
Perché: si coniugano dimensioni quali quelle dell’immagine e del suono, spesso estranee alla scuola e ai processi di insegnamento/apprendimento.

Un blog per collaborare

Il blog può aiutare a superare anche le distanze, come nell’esperienza collaborativa di “Percorso Soave”, in cui alcuni docenti di scuola primaria di Veneto, Lombardia, Lazio e Sardegna programmano insieme ai loro alunni attività didattiche in rete. Presentando i loro progetti e i risultati; condividendo i lavori dei ragazzi e costruendo, grazie ai messaggi, percorsi didattici comuni. Utilizzando, anche, altri blog su cui sviluppare nuove iniziative.
Chi: docenti e studenti di città diverse; ma in quest’ottica potrebbe essere anche adottato da un collegio docenti, magari ad alto tasso di pendolarismo.
Cosa: diventa uno strumento per creare una rete: di relazioni (tra classi e colleghi); di progetto (per realizzare progetti a distanza); di percorsi didattici (da compiere congiuntamente o in parallelo senza limiti spazio-temporali).
Perché: il medium blog diventa canale di comunicazione non fine a se stessa, ma orientata ad un progetto più ampio, o al bisogno di tessere rapporti.

Un blog per incontrare

Tra le funzioni principali del blog vi è quella di incontro. Ed anche e-didablog non si smentisce con “incontri”, in cui insegnanti neofiti ed esperti del blog scambiano le proprie impressioni sull’esperienza.
Chi: studenti di ogni ordine di studio, ma anche docenti riuniti in comunità professionale.
Cosa: partendo da uno spunto dell’attualità nazionale, locale, di scuola o “di classe”, si può aprire uno scambio di idee libero che porta a costruire un diario non più personale ma collettivo.

Perché: Indubbiamente la possibilità di entrare in contatto, scambiarsi impressioni, comunicare, insomma l’aspetto relazionale dello strumento è sicuramente molto interessante, una carta da giocare nel processo didattico per migliorare, per esempio, il clima di classe.

Un blog per insegnare

C’è, poi, chi lo usa come semplice deposito di lezioni su diverse discipline. Come il blog “raglio-prof” in cui il nome di fantasia cela severe lezioni di economia aziendale per una quarta superiore. Un corso completo a disposizione di chiunque e personalizzato da professore per la sua classe.
Chi: il docente implementa sotto vari formati le lezioni di parte o di tutto il programma e gli studenti possono farvi sempre riferimento, non solo quando è la lezione del giorno, ma in ogni momento. Può essere anche usato per scaricare software interessante messo a disposizione da altri colleghi.
Cosa: è un modo nuovo di proporre i materiali di un corso, sempre disponibili, perché in rete, sempre aggiornabili, perché modificabili. Si spostano sul blog i rapporti da “registro”, usandolo quasi come ambiente di apprendimento on line.
Perché: il confronto con i materiali proposti dal docente diventa continuo. E’ un po’ il prolungamento della lezione al di là dell’aula. Senza dimenticare che si instaura un contatto non tanto con i materiali, quanto con il docente

Un blog per sperimentare

Il blog appare anche strumento particolarmente versato per descrivere esperimenti scientifici. Da un lato per la possibilità di scrivere sequenze testuali; dall’altro per la possibilità di allegare file multimediali, foto, animazioni o suoni; dall’altro ancora per la possibilità che ognuno faccia il suo commento sull’esperienza evidenziando questo o quell’aspetto. Insomma, parliamo di scienza sperimentale e condivisa. Ciò che si può ammirare in “esperfisica”, dove la visita ad una basilica può essere l’occasione per “toccare con mano” l’equinozio di primavera.
Chi: per tutti gli studenti, anche se particolarmente versato per quelli di secondaria e anche relativamente alle cosiddette “visite d’istruzione”.
Cosa: partendo da un esperimento in laboratorio, o da una visita ad un museo o ad un sito (naturale) particolare, si può documentare in fasi successive tutto lo svolgimento di un esperimento o di un fenomeno fisico, chimico, naturale.
Perché: formalizzare con l’espressione scritta e documentare con le immagini un esperimento è prassi che aiuta a concepire l’esperimento come procedura scientifica e documentabile, condivisibile almeno nell’osservazione.

Un blog per classe

Infine, raccogliendo in una tutte le funzioni già descritte, il blog può essere di classe. Qui ve ne sono diversi e di diversi ordini di studio, ma tutti permettono di far lezione, di esercitarsi, di entrare in relazione, di scambiarsi idee e progetti. Insomma, di fare a distanza ciò che abitualmente si fa in classe.
Chi: classi di ogni ordine di studio.
Cosa: il blog può venir utilizzato come “classe virtuale” cui affidare tutte le funzioni di repository, forum, condivisione che solitamente sono svolte da un più sofisticato ambiente di apprendimento on line.
Perché: può diventare una “seconda classe” con tutte le potenzialità offerte da memorizzazione, multimedialità, interattività.”>

Vi invito a visitare il mio blog Diario di bordo della classe e… non solo! 

>Con la speranza di avervi dato più input nello sviluppare i due laboratori atttinenti al tema, aspetto i Vs. commenti!
Ciao ciao
Alessandra

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La condivisione e l'interazione sono i pilastri portanti della collaborazione e della cooperazione. Infatti l'apprendimento avviene per scambio quando un sapere o una competenza viene diffusa da un soggetto ad altri che non la possedevano. Con questo spazio intendo, quindi, "crescere insieme" ad altri docenti che hanno conoscenze ed esperienze diverse dalle mie. Alessandra C.

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